Svuota frigo

Capita di avere dei cibi in frigo che languono, o che sono rimasti in pochi o che non si hanno idee o che bisogna rinnovare…..

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Quindi oggi ho preparato una cosa semplice, con pochi prodotti, ma almeno non sono andati a male.

Si può fare uno svuota frigo con tutto, farne delle torte salate con un poco di verdura cotta e formaggio, con affettati o carne trita, tutto ciò che viene in mente e se ne realizzano delle cose nuove e buone.

Il mio stavolta è semplice, pane integrale, mozzarella, prosciutto cotto, mezzo finocchio bollito e salamoia bolognese…..

 

 

un piatto che sembra…..nuovo, creato apposta, bello croccantino.

Cosa facciamo?

Certo che la situazione Covid sta peggiorando, ma cosa facciamo?

Dobbiamo seguire le regole, quindi,

non creare assembramenti ed evitiamoli.

 

indossiamo sempre la mascherina, non proprio quella che usavano, a Venezia,  i medici della peste…..

Maschere tradizionali di Carnevale – Il Medico della peste - Paperblog |  Medico della peste, Maschere, Carnevale

sapete perchè avevano quel becco lungo? I medici della peste riempivano le loro maschere con la ” teriaca”, un composto di oltre 55 erbe e altre componenti come polvere di carne di vipera, cannella, mirra e miele. Pensavano che la forma a becco della maschera potesse dare all’aria tempo sufficiente per impregnarsi delle protettive erbe prima di colpire le narici e i polmoni dei dottori, e quindi proteggerli dai miasmi della malattia.

e poi laviamoci soprattutto e spesso le mani, consiglio che sarebbe inutile dare in quanto questo dovrebbe essere un atteggiamento normale di tutti i giorni

CORONAVIRUS, COME LAVARE CORRETTAMENTE LE MANI: INSEGNIAMOLO AI BAMBINI -  Lecco4Children

E gli oggetti “più contagiosi”? Determinati oggetti e superfici sono raccoglitori naturali di germi e batteri. Dunque bisogna prestare particolare attenzione e, subito dopo averli toccati, è bene lavarsi le mani con acqua e sapone o con un gel disinfettante. Al primo posto ci sono i soldi, monete e banconote. Seguono le maniglie e i tubi di appoggio dei mezzi pubblici, autobus e metropolitane. Al terzo posto troviamo il carrello del supermercato, seguito dai dispositivi tecnologici, smartphone ma anche tablet e pc che vanno puliti e disinfettati spesso. Al quinto posto troviamo le maniglie e pomelli di finestre, porte e portoni, al sesto ci sono penne e matite, pericolose soprattutto in ufficio; al settimo risultano un ricettacolo di batteri le spugne usate in cucina, (a proposito io ho eliminato tutte le spugne in cucina e bagno ed uso dei particolari panni adatti all’uso e lavabili) e infine all’ottavo posto troviamo i dispenser di sapone o di prodotti igienici. Soprattutto i dispensatori riutilizzabili, sono carichi di germi.

Ma allora i dispenser che troviamo all’entrata dei negozi? Non tocchiamoli con le mani per aprire il flusso, ma usiamo il polso e poi è importante anche indossare dei guanti da buttare dopo l’uso.

Sono delle norme che, secondo alcuni, limitano la nostra libertà, ma se chiudono tutto non si lavora e se lasciano aperto ci si ammala e quindi non si lavora lo stesso. Per cui è un momento di scelte difficili e coraggiose e io credo che il lavoro che stanno svolgendo i nostri governanti non sia facile, quindi c’è bisogno di solidarietà e comprensione.

E non diamo ascolto ai “falsi profeti” che dicono che non è vero nulla, che ci danno informazioni e numeri sbagliati, in questo momento l’economia ne soffre ed allora chi ha interesse, negando tutto, ad affossarla ancora di più? Chi ha interesse a negare l’evidenza?

Ce la faremo e andrà tutto bene, dicono i cartelli sparsi in giro, se è un modo per esorcizzare questa tremenda pandemia, io sono d’accordo.

Andrà tutto bene. Gli arcobaleni riempiono le città e il web –  Teleradio-News ♥ mai spam o pubblicità molesta

disegno di https://www.teleradio-news.it/

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Zucca…ancora

Sì, ancora zucca, visto che ora ce ne sono tante e di tutti i tipi e bisogna approfittarne. Infatti a noi piacciono e ne ho già essiccate parecchie, in modo da usarle quest’inverno, le metto nei minestroni, le faccio rinvenire e poi le frullo, le uso per i risotti ecc.

Oggi ho preparato della pasta con zucca e speck.  Avevo dei pezzetti di zucca avanzati e mezza scatolina di speck a listerelle e allora mi sono inventata questa pasta, il dolce della zucca contrasta benissimo con lo speck leggermente affumicato.

Ingredienti:

  • zucca a pezzetti
  •  listerelle di speck
  • cipolla
  • pane grattugiato
  • parmigiano
  • olio
  • pasta ( garganelli all’uovo)

Mettere in una padella l’olio e la cipolla a fette, farla rosolare e aggiungere lo speck. Poi unire i pezzetti di zucca e far cuocere un poco, perchè la cottura finirà quando verseremo la pasta cotta nella padella.

Scaldare l’acqua , unire il sale quando bolle e mettere la pasta. Trascorso il tempo di cottura scolare la pasta e unirla nella padella, aggiungere del pane grattugiato e far rosolare il tutto.

Impiattare e unire il parmigiano. Saporita e gustosa.

All-focus

 

 

Spaghetti cinesi?…No….

Noodles - Pasta orientale - Tipi e ricetta noodles alle verdure | Alimentipedia.it

questi sono gli spaghetti cinesi, ma io ho trovato un altro tipo di spaghetti, cioè la

ZUCCA SPAGHETTI.

🌱 SPAGHETTI zucca semi-VERDURA-SPAGHETTI dal zucca! spaghetti SQUASH | eBay

è una zucca gialla la cui polpa, una volta cotta, diventa filamentosa ed assomiglia molto agli spaghetti.

E’ un ortaggio curioso, il colore va dal giallo all’arancione, comunque appartiene alla famiglia delle Cucurbitaceae; la testimonianza più antica del ritrovamento di semi di zucca, proviene dal Messico, dove ne  sono stati trovati alcuni risalenti al 7000/6000 a.C.

La zucca del genere “cucurbita” è stata importata in Europa dall’America, dove erano già coltivate, nel XVI secolo dai coloni spagnoli .  La zucca è un frutto che si presta a mille ricette: si consuma cucinata al forno, al vapore, nel risotto o nelle minestre, fritta nella pastella, alcune si conservano tagliate a fette ed essiccate.  Della zucca si possono usare i fiori, solamente quelli maschili, quelli cioè con il gambo (peduncolo) sottile, che dopo l’impollinazione sono destinati ad appassire. Ma di questa, la parte importante è la polpa.

Curiosità:

  • La zucca statunitense arancione grande, utilizzata per halloween è chiamata Jack-o’-lantern)
  • Nei Balcani si racconta che se si abbandona una zucca nel campo, dopo Natale si trasforma in vampiro.

Mi ha incuriosito il fatto che da una zucca si potessero fare degli spaghetti, bene, è proprio così. Ne  ho acquistata una, l’ho tagliata a metà e l’ho messa in forno appoggiandola sulla stagnola con la parte tagliata in basso. Se la volete mettere intera bisogna ricordarsi di forarla, altrimenti scoppia nel forno.

Una volta cotta, ho tolto i semi e i filamenti interni e poi con una forchetta ho raschiato la polpa ed ecco il risultato.

non sembrano davvero spaghetti? Poi li ho cucinati facendoli saltare in padella con burro e salvia, veramente buoni, un vago sapore tra la patata e la zucca.

Si possono anche cucinare con pomodoro oppure metterli sotto alla griglia. Insomma trattiamoli come veri spaghetti.

Vellutata patate e porro

Ancora caldo, anche se alla sera, visto che il sole tramonta presto, comincia a fare freschino e allora una bella vellutata non ci sta male. Solo il nome, vellutata, dà l’idea di qualcosa di coccoloso,  e poi si possono preparare con molti tipi di verdure: zucca, carote, patate, asparagi, ecc. ecc. sì perchè la vellutata, alla fine, va bene in tutte le stagioni.

Stasera l’ho preparata di patate e porro, condita con un po’ di olio di oliva e una fetta tostata.

Ho fatto cuocere due patate e due porri con un po’ di sale in un brodo di verdura, poi ho frullato il tutto, aggiunto l’olio e una fetta di pane tostato. Si possono fare anche dei crostini saltati in padella con del burro, oppure aggiungendo anche dello speck tostato, ma questa sera volevo sentire il gusto del porro, che a noi piace.

 

semplice, veloce e confortante.

Trofie

Le trofie o trofiette sono un tipo di pasta  tipica della cucina ligure, di forma allungata e sottile, ritenute originarie di Sori, in provincia di Genova.  In lingua ligure il termine trofie indica gli “gnocchi” e trofietta indica uno “gnocchetto”, una pasta di farina e patate, di forma e consistenza al palato sostanzialmente diverse.

La forma della pasta è data dal carattere arricciato a forma di truciolo da falegname, chiamato risso da banché.. Le Trofie hanno una forma inconfondibile, quella che viene chiamata localmente “intursoeia” è il caratteristico attorcigliamento della parte centrale che termina con due appendici affusolate, la forma può essere paragonata a quella della spirale del cavatappi.

Il nome potrebbe derivare dal genovese strufuggiâ, ovvero strofinare, dal movimento necessario per arricciarle con la mano che striscia la pasta sul pianale. Esiste un tipo di trofie impastato con farina di castagne che prende il nome di trofie “bastarde”, il cui gusto è più dolce delle trofie normali o bianche. Si possono anche mischiare trofie bianche a trofie di castagne per dare un gusto delicato al piatto. Le trofie bastarde, oltre che con il pesto, si possono condire con la salsa di noci . (da Wikip.)

Anch’io ho voluto provare a preparare le trofie, anche se non sono genovese ( e loro mi perdonino se non sono proprio come le loro!!!!!!)

ingredienti:

  • 400 gr farina semola integrale
  • sale
  • acqua quanto basta per l’impasto.

Mescolare il sale alla farina ed aggiungere poco per volta l’acqua, Per lavorare al meglio le trofie non infarinate la spianatoia, altrimenti le trofie girano senza scivolare e non vengono al meglio. Poi tagliarne dei pezzetti e lavorarli in obliquo arrotolandoli.

Dopo averle fatte cuocere per 3/4 minuti le ho condite con pomodoro fresco e basilico.

 

avevo finito il mio pesto, ma sono venute buone anche così. La prossima volta le farò più piccole e arricciate di più e poi condite con il pesto devono proprio essere buone.

 

Cipolla..luminosa ampolla..in zuppa

Cipolla 
luminosa ampolla, 
petalo su petalo 
s’è formata la tua bellezza 
squame di cristallo t’hanno accresciuta 
e nel segreto della terra buia 
s’è arrotondato il tuo ventre di rugiada. 
Sotto la terra 
è avvenuto il miracolo 
e quando è apparso 
il tuo lento germoglio verde… 

ecc.ecc.

la poesia di Pablo Neruda ha celebrato la cipolla in tutto il suo splendore. Ed ecco che un ortaggio sempre creduto povero si è innalzato  ad un altro livello.

la cipolla è:

CIPOLLA: 

Cipolla, proprietà nutritive, benefici per la salute e controindicazioni

Questo ortaggio economico e comune  è fondamentale per dare sapore a preparati di ogni tipo, sia crudi che cotti, solo che ha il problema che “fa piangere” quando la si taglia ed allora un trucco per evitarlo c’è.  Bisogna mettere la cipolla in congelatore per un quarto d’ora, prima di tagliarla e non si piangerà più.

Sembra che le cipolle siano state coltivate sin dall’età del bronzo per le proprietà nutritive, ma anche  gli antichi egizi attribuivano loro  proprietà divine; negli anelli concentrici che le formano vedevano un rimando all’eternità e per questo lasciavano delle cipolle anche nelle tombe dei faraoni. I romani e i greci invece le associavano alla forma fisica.

Ci sono molti tipi di cipolle:

ROSSA aromatica e delicata, dal sapore persistente. Da usare nelle preparazioni a crudo.

RAMATA pungenti e saporite, dal sapore intenso. Si adattano bene a diversi tipi di cottura, sono perfette anche per tutti i piatti a lunga cottura, come minestre, ragù e stufati. Il loro sapore così intenso però non le rende ideali da consumare a crudo.

BIANCA un poco pungente, molto versatile, per soffritti, per i bolliti e le focacce, ma il meglio lo esprimono nelle zuppe.

CIPOLLOTTO  il sapore è tenue e delicato, dolce nei rossi e più pungente nei bianchi. Il cipollotto non è una specie a parte, ma una cipolla raccolta prima che diventi pienamente matura, per questo il sapore rimane molto meno forte ed usato nelle ricette delicate, con il pesce e soffritti delicati.

SCALOGNO sapore delicato e aromatico, con una punta d’aglio, strettissimo  parente della cipolla, lo scalogno è un bulbo piccolo, dal sapore molto meno pungente. Per questo motivo va molto bene per le vellutate, oppure aggiunto ai brodi per aumentarne l’aroma. Bisogna stare attenti a usarlo nei soffritti,  perché tende a diventare amarognolo se lo si lascia rosolare troppo.

(informazioni prese dal sito “Fatto in casa da Benedetta”)

Ma ora parliamo della mia zuppa di cipolle, preparata però con la cipolla ramata, anche se la migliore è la bianca, ma a me non piace molto.

La zuppa di cipolle o soupe à l’oignon è una ricetta tipica francese, nata come un piatto povero che si è evoluta fino a diventare un piatto di alta cucina. Il vero successo della zuppa di cipolle ci fu quando iniziò ad essere servita alla corte del re di Francia Luigi XV. La leggenda narra che fu il re stesso ad inventarsela quando, una notte, affamato, scese in cucina e la preparò con i primi ingredienti che trovò a portata di mano: burro, cipolle e champagne.

Ecco la ricetta preparata con il Bimby, ma che si può adattare anche per farla in pentola.

INGREDIENTI:

  • 500 gr di cipolle
  • 80 gr di burro
  • 40 gr di farina
  • 1 litro di brodo vegetale
  • 100 gr di groviera
  • sale pepe

Affettare sottilmente le cipolle e inserirle nel boccale con il burro, 1 minuto a 90° velocità 1 antiorario, poi passare a 100 ° per 8 minuti velocità 1 antiorario.

Inserire la farina 30 secondi velocità 2, poi il brodo bollente e cuocere per 20 minuti a 100° velocità 2 antiorario. Impiattare ed aggiungere sopra il groviera grattugiato. Volendo si può mettere la zuppa sotto al grill a gratinare.

Per accompagnare la zuppa l’ideale sono i crostini o fette di pane regolari che fanno bella figura, ma io ho preparato la zuppa di cipolle per utilizzare del pane avanzato, infatti si vedono dei pezzi di pane grossi, non saranno scenografici, ma sono molto buoni lo stesso.

Senza aggiungere il pane viene una bella e buona vellutata di cipolle, provare per credere.