GLI GNUDI

Gli gnudi è il nome di un piatto tipico toscano, un primo rustico della tradizione contadina.

“Gnudi” significa “nudi” in dialetto toscano, cioè dei tortelli nudi, senza la pasta intorno. Sono originali, gustosi e saziano.

Io ho utilizzato la ricetta di Benedetta di “fatto in casa per voi”

Ingredienti:

500 gr di spinaci (oppure bietole)

250 gr di ricotta

1 uovo

50 gr di farina

80 gr di formaggio grattugiato

1 spicchio di aglio

noce moscata

per condire: burro e foglie di salvia

Bisogna lessare gli spinaci e poi ripassarli in padella con olio e aglio. Appena freddi aggiungiamo la ricotta, l’uovo, un po’ di noce moscata e sale. Mescoliamo bene e poi uniamo la farina e il formaggio grattugiato, sempre mescolando per amalgamare il tutto.

Una volta formato l’impasto, ne prendiamo un po’ tra le mani e diamo una forma simile a degli gnocchi, ma più grandi e allungati.

Passiamoli nella farina e mettiamoli su un piatto, intanto mettiamo l’acqua sul fuoco, saliamola  e quando bolle buttiamo con una schiumarola gli gnudi.

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Prepariamo una padella con il burro e la salvia e quando gli gnudi saliranno  a galla,  man mano mettiamoli direttamente nella padella con il condimento e lasciamoli insaporire.

Si possono condire anche con del ragù o del buon sugo di pomodoro, invece io ho fatto una piccola fonduta con “avanzi di formaggio” e burro, il condimento è più saporito.

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quindi, dopo averli ben insaporiti si possono mettere nei patti e…buon appetito.

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Buon anno….proviamo

Buon anno, proviamo a dirlo anche quest’anno, chissà che a furia di dircelo qualcosa cambi.

Cambi non solo nel clima, o nelle bollette, o nell’aumento dei contagiati, o nella testa dei novax che finalmente si decidano a seguire le regole, ma che almeno non cambi la speranza che tutti dobbiamo avere per un mondo migliore.

E allora auguri a tutti noi.

E che i botti siano solo quelli delle bottiglie di spumante….e non quelli che spaventano le persone e gli animali.

Buon 1° Gennaio 2021, Buon Capodanno al tempo del Coronavirus, “Felice Anno  Nuovo”: ecco da cosa deriva il nome del primo mese dell'anno [FOTO] |  StrettoWeb

Fine del riposo forzato

Finito periodo ingessato, ora ci deve essere la ripresa, ma…..che barba……ancora il braccio e la mano mi fanno male, arrivo dove arrivo e vorrei già essere in grado di riprendere in mano a mia casa, anche se ho un valido aiuto, un…….casalingo. Sì i primi giorni verso le cinque di sera, lui diceva ……ma sai che sono un po’ stanco? Davvero a fare il casalingo con tutte le mansioni, tutte diverse ti stancano? E ha già detto che lui lo farà, ma a tempo determinato…..

Il Nostro Blog - Spazio Aperto -: 2009-11-15

Ora e con una mano sola,  proverò a rimettere in pista anche il blog,  pazienza. A presto.

Riposo forzato

se si guarda indietro, per salutare la figlia, non si notano due gradini in fondo al vialetto.

ecco cosa succede……sbam….sguardo al cielo…dunque dove mi fa male? ah solo il braccio, destro naturalmente.

no, non è nulla….ok, pronto soccorso, lastre, visita……frattura del radio, bene polso e mano destra inservibili,  gesso….30 giorni.

al che ho dovuto assumere l’uomo perchè facesse il casalingo, sì, ma lui ha precisato, solo a tempo determinato.

vediamo il lato positivo…..gesso dalla mano (muovi le dita) al gomito bello pesante, nausea, primi giorni dolori lancinanti, insonnia, il morale sotto al gesso, tutti i miei programmi, natalizi compresi, volati via, occupazione della mia cucina e provate ad aprire una bustina di the con una mano sola e sinistra.

questi i lati positivi, vi risparmio i negativi……e allora mi sono buttata sulla preparazione del presepio, a tre mani naturalmente.

per fortuna il mio aiutante sa fare tutto, troppo e io vago per casa, con braccio al collo,  tentando di fare qualcosa…lascia stare ci penso io…..sigh…sigh….però almeno si accorge che sono in casa, mi porta le brioches, i dolci alla crema, i miei giornali…è andato persino a comperare un poncho perchè stia più comoda.

comunque la cosa è pesante e lunga e conto i giorni fino a metà dicembre.

ah, che a nessuno venga in mente di regalarmi per natale…..una radio.

 

 

….

San Zvàn ( San Giovanni in Persiceto)

Oggi, vista la bella giornata, abbiamo deciso di andare a visitare San Giovanni in Persiceto (Bo).

La prima parte del nome deriva dal culto di San Giovanni Battista, mentre la seconda (persicetum) indica un pescheto,  dal 1912 al 1927 il comune è stato denominato semplicemente Persiceto per spirito anticlericale.

San Giovanni in Persiceto fu abitato  fin dalla preistoria, come testimoniano resti dell’antica civiltà del bronzo e della prima età del ferro.   In epoca bizantina attraversò il territorio una linea difensiva eretta contro i Longobardi, i quali tuttavia, con Liutprando, intorno al 727, la sfondarono ed occuparono,  il castrum Persiceta . È probabile che risalga ad epoca longobarda la caratteristica forma del vecchio nucleo della città, il cosiddetto “borgo rotondo”.

“Borgo Rotondo” è l’antico nome del centro storico, derivato dalla caratteristica “forma urbis” del vecchio nucleo della città, che risale ad epoca longobarda.

San Giovanni è una vivace cittadina, con dei bei viali, negozi, e dotata di tutte quelle necessità che ne fanno una cittadina moderna. Ci sono alcune cose interessanti da vedere, per esempio nella piazzetta Betlemme ci sono delle case affrescate, di notevole interesse e curiosità.

Nel 1980 piazzetta Betlemme, all’epoca parte degradata di Persiceto, fu scelta per ospitare una manifestazione dedicata al cinema comico e per fare da quinte, vennero dipinte le facciate delle case circostanti. Case che erano povere, intonaci stinti e muri in disordine. Fu chiamato per l’operazione Gino Pellegrini, collaboratore come scenografo di film di successo come Gli uccelli, 2001 Odissea nello spazio, Mary Poppins e molti altri. 

Ci si può aggirare in un mondo fiabesco, dove ci sono asini che volano

maiali che escono dal muro tra coppi abbandonati

un cane che tenta di avvicinarsi ad un gatto (sembra la mia Montedison)

una zucca in bilico su una finestra

un pesciolino che salta fuori da una vasca

ma la figura più straordinaria è una gigantesca oca che, sotto alle finestre con la roba distesa, cura il suo uovo dal quale spunta la testa di un pulcino.

Ci sono poi tanti posti dove andare a mangiare, naturalmente le specialità emiliane.

Noi abbiamo anche scoperto una gelateria artigianale, dove fanno dei gelati fantastici, il proprietario è una persona gentile che ama il proprio lavoro e continua a preparare il gelato con ingredienti genuini e particolari, merita una sosta.

https://www.facebook.com/ilgelatodiunavoltasgp/

San Giovanni in Persiceto può essere una gita tranquilla, lontano dalla folla, scoprendo un posto nuovo e diverso.

 

Facciamole secche….

Facciamole secche, sì, cosa…ma le mele.

Non è ancora finita la stagione per essiccare i prodotti della terra, anzi non finisce mai, perchè ogni stagione ha qualcosa di nuovo.

L’essiccazione è il modo di privare un corpo totalmente o parzialmente, dell’acqua che possiede, io lo faccio attraverso il mio essiccatore Tauro da 10 cestelli.

Mi trovo benissimo poichè in inverno ho della frutta e verdura che potrei avere solo in estate.

I pomodori per esempio, una volta essiccati li metto poi sott’olio, sono fantastici e soprattutto non ci sono conservanti.

Ora è il tempo delle mele, ho scelto le mele Gala

sapete la mela di Biancaneve, rossa, succosa, accattivante.

proprio quella e dopo averle tagliate sottile, con l’affettatrice,

le ho messe nell’essiccatore e quindi sono uscite belle secche, profumate e….golose.

Messe immediatamente nei vasetti a chiusura ermetica e lì, se non si mangiano prima, cosa difficile a farsi, durano anche un anno.

Si possono consumare come snack spezzafame, farle rinvenire e cuocerle ,oppure tritarle e usare la polvere come insaporitore per le torte.

ma attenzione, un chilo di mele, essiccate diventa un etto……..