Costolette o Cotolette ???

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Cotoletta o costoletta, questo è il dilemma, se sia più nobile..….mangiare, dormire..è questo lo scrupolo….allora? Lasciamo tranquillo Amleto al suo dilemma e pensiamo al nostro.

Dal macellaio, vorrei fare delle costolette alla milanese, no dice lui, cotolette, no dico io, costolette e via così. Alla fine lui esausto (perchè io non mollo) va bene, signora, costolette, ma vado ad informarmi !!!!!

Il Comune di Milano, con delibera della Giunta del 17 marzo 2008, ha assegnato “la denominazione comunale” alla COSTOLETTA alla MILANESE, con la seguente scheda di presentazione:

Delle costolette alla milanese “lombolos cum panitio” si parla in una lista di un pranzo offerto nel 1134 da un abate dei monaci di S. Ambrogio, riportato nella Storia di Milano del Verri.

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Ma c’è un altro quesito che ha appassionato gli storici ed i gastronomi per molto tempo: è quello sulla primogenitura del piatto, se cioè sia nata prima la “Cotoletta” alla Milanese oppure la somigliante (all’apparenza) wiener schnitzel austriaca che mostra però delle differenze sostanziali con la costoletta alla Milanese:

  • la wienner schnitzel è solitamente ricavata dal maiale e non dal vitello, come la costoletta alla milanese;
  • è senz’osso, quindi può essere ottenuta da vari tagli, per esempio dalla fesa o dalla noce e non dalla lombata come la “Milano”;
  • è sottilissima, larghissima e ben battuta, mentre la “Milanese” è alta quanto l’osso.

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Il termine Costoletta nel dizionario DEVOTO-OLI viene descritto come un taglio di carne con l’osso, quindi, ottenuto dalla lombata o dal carrè ,

Cotoletta, invece, come “fetta di carne, con o senz’osso, passata nell’uovo, impanata e fritta con olio o burro; lo stesso, ma oggi più comunemente usato che Costoletta: “derivata dal francese côtelette, dim. di côte = costa, costola”.
Cotoletta, dunque, trattandosi di carne impanata e cotta, sarebbe il nome di una preparazione.

Comunque fornita quindi delle mie…fette di carne, sono andata a casa per prepararle secondo gli insegnamenti di Luca Montorsino, cotte nel burro chiarificato (Ghee).

Ingredienti:

  • due costolette di lombata di vitello
  • pangrattato
  • farina
  • uova
  • burro

Prima di tutto pulire bene la carne dai bordi, togliendo quella parte che si arriccerebbe in cottura, poi tagliare la carne vicina all’osso, liberandolo per una parte. Raschiare bene l’osso, altrimenti in cottura la poca carne attaccata brucerebbe.

Non batterla con il batticarne, mai, perchè si sfibra, ma premere con la mano bene bene così da allargarla. Preparare intanto il burro chiarificato.

Tagliare il burro freddo in piccoli pezzi e metterlo a fondere a a fuoco bassissimo; una volta che il burro è completamente fuso, lasciarlo riposare per 10 minuti circa, quindi decantarlo in un’altra pentola dividendo dal siero che si sarà formato. Chiarificare il burro significa privarlo dell’acqua e della parte che, in cottura, brucia più facilmente: la caseina.

Così trattato, il burro può essere usato anche per eseguire cotture prolungate ed a temperature piuttosto elevate, il burro ha un punto di fumo a 176 gradi, il burro chiarificato a 190. Si può conservare in vasetti di vetro.

E’ chiamato Ghee in India e sembrerebbe avere effetti terapeutici nella medicina Ayurvedica.
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Quindi infarinare la costoletta, poi passarla nell’uovo non salato e poi nel pangrattato. Non salare prima perchè l’umidità del sale staccherebbe l’impanatura.

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Adagiarla quindi in una padella con il burro chiarificato e lasciarla cuocere da entrambe le parti, voltandola solo una volta.
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Poi metterla su carta assorbente e quindi nel piatto. Non mettere limone o altro, perchè deve sentirsi il sapore della carne e del burro.
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Sono rimasta soddisfatta perchè è finalmente venuta una vera e saporita costoletta alla milanese.

 

La Befana tutte le feste porta via…..

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…..no, forse non è la frase giusta, ma rende l’idea.

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e anche quest’anno, così come è arrivata, la Befana se ne va, sperando che ci lasci  solo delle cose migliori dell’anno passato.

Per chiudere in bellezza le feste, ho preparato un pranzo invitando dei cugini, con i quali abbiamo passato una bella giornata e il menù è stato questo:

Antipasti:

scopette della Befana,

mousse di prosciutto e semi in barchette di insalata belga,

salame casalingo con cetriolini e olive di Guido, (nostro amico)

piccoli tomini piccanti (comperati)

Primo:

risotto alle verdure

Secondo:

scaloppine di tacchino all’arancia e curcuma

patate al rosmarino al forno

insalata di radicchio e verde con noci, pezzetti di scamorza e  crostini, condita con un mix di semi vari.

Dessert:

ananas con arancia e uvetta

torta di tagliatelle

ed anche pane fatto in casa, cioccolatini, nocino di Mauro.

Lo devo dire, hanno gradito tutti e, per la prima volta in casa nostra…mi hanno fatto gli applausi !!! Soddisfazione, vedere che gli ospiti sono stati contenti a quel punto.

Non ho tutte le foto delle ricette, perchè curare il pranzo,servire, parlare e intanto mangiavano, le foto…alcune sono saltate dentro ai piatti e quindi…

la tavola apparecchiata,

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le barchette di mousse:

– prosciutto cotto e crudo, ricotta, semi di sesamo e di papavero, un pizzico di sale, frullato il tutto assieme e messo nelle foglie di insalata belga.

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le scopette della Befana:

– sottilette tagliate per un pezzetto, inserito degli stick (quelli dell’aperitivo) e legato con erba cipollina.

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Il risotto è il classico, ho fatto stufare dei peperoni e delle zucchine in olio e burro e cipolla, poi messo il riso, il brodo e portato a cottura con il mio coperchio N.W. Cooker.

Invece sono interessanti e semplici le scaloppine all’arancia e curcuma. Immaginatele……

– scaloppine di tacchino infarinate, messe a rosolare in padella con burro, intanto ho grattugiato della curcuma (non uso mai la polvere perchè per me è più colorante che altro), spremuto un’arancia e ho fatto sciogliere la curcuma nel succo.

Giunte a cottura le scaloppine, veloci, ho messo il succo con la curcuma nella padella, a fuoco un po’ alto, fino a ridurlo. E’ venuto un piatto veramente invitante, colorato e saporito al punto giusto.

Il resto, normale e la torta di tagliatelle, portata dalla cugina, è una torta della tradizione emiliana, questa è bolognese.

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( foto di “chebonchebon.com”), ma è uguale alla nostra.

Ma non basta, la sera prima altri amici, ma è stata una cena semplice, con i passatelli in brodo e la sera dell’Epifania, altri amici ad aiutarci…a finire il pranzo del mezzogiorno.

Ora è meglio che vada in cucina a riordinare e Mauro dice che ora sembra una “cucina da incubo” !!!!

 

Natale è finito, ma….

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…ma possiamo andare a rivivere la sua magia al Villaggio di Natale di Bussolengo (VR).

Siamo andati con nostra figlia, a curiosare e non solo, anche perchè ci sono i saldi…..C’è una marea di oggetti, luci, articoli vari e sembra di essere in un paese del nord. Sono 20 anni che c’è dal 2 novembre all’8 gennaio da Flover e occupa uno spazio di 7000 mq. e vale la pensa di andarci perchè è un luogo “dove nascono i sogni”…

all’ingresso

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zona alberi di Natale

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..anche questo.. da appendere al soffitto

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le casette degli gnomi

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sullo sfondo una delle sale apparecchiate

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poi ci sono degli stand dove degli artigiani, attraverso il loro lavoro, preparano delle palline dipinte a mano, oppure dei lavori in legno ecc.

qui le palline dipinte per l’albero

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qui l’artigiano del legno

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una tenerissima renna

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e fuori dal villaggio scende la neve…

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uno degli innumerevoli scaffali con ogni tipo di oggettistica per Natale

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accanto ad un bellissimo albero girevole con carillon

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da una stanza all’altra

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decorazioni splendide, tante idee..

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c’è anche la fabbrica dei giocattoli, dove gli gnomi preparano trenini, bambole e tutti i giocattoli che i bambini chiedono a Babbo Natale

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e qui la macchina impacchetta doni

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ma arriva mezzogiorno e allora andiamo a mangiare alla tavola calda del villaggio, sullo sfondo la poltrona di Babbo Natale, perchè ci sono tante manifestazioni ed eventi, uno dei quali è la cena con Babbo Natale.

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Siccome sembrava di essere nel nord Europa, allora si mangiano wursteln e crauti speziati e l’immancabile torta Sacher.

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e non si può non passare dallo spazio del cioccolato…

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usciamo poi all’aperto per andare a visitare la Casetta di Babbo Natale, prima però una sosta sulla sua slitta

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una splendida casetta tutta completa, anche di renna.

sala da pranzo

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cucina ben attrezzata

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camera da letto

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Babbo Natale in ufficio che parla con gli gnomi

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e così, ritorniamo dalla magia del Natale alla realtà di tutti i giorni.

 

 

Si ricomincia…..

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Il primo gennaio è il primo giorno dell’anno nel calendario gregoriano. Mancano 364 giorni alla fine dell’anno (365 negli anni bisestili) e domani 2 gennaio 2017 si ricomincia, passato capodanno, festeggiato chi più chi meno la sera del 30/12, oggi primo gennaio passato con amici a mangiare e giocare a carte, il resto può attendere…..

Domani si riprende a fare quello che abbiamo fatto fino ad ieri e non vedo cosa ci sia di particolamente diverso. Il capodanno per me porta sempre la speranza che qualcosa cambi in meglio, ovvio, e a questa speranza ci si aggrappa.

ma come dice  – Buddha Siddhārtha Gautama

Non inseguire il passato e non perderti nel futuro. Il passato non è più ed il futuro non è ancora arrivato.

ed ancora:
 Il segreto della salute fisica e mentale non sta nel lamentarsi del passato, né del preoccuparsi del futuro, ma nel vivere il momento presente con saggezza e serietà. La vita può avere luogo solo nel momento presente. Se lo perdiamo, perdiamo la vita. L’amore nel passato è solo memoria. Quello nel futuro è fantasia. Solo qui e ora possiamo amare veramente. Quando ti prendi cura di questo momento, ti prendi cura di tutto il tempo.

Siddhārtha Gautama, meglio conosciuto come semplicemente Buddha, è stato un monaco, filosofo, mistico e asceta indiano, fondatore del Buddhismo, una delle più importanti figure spirituali e religiose dell’Asia.

Visse approssimativamente tra il 566 a.C. e il 486 a.C. e proveniva da una famiglia ricca e nobile.

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E così cercando di seguire questi pensieri, ci avviamo all’anno nuovo; quindi non perdiamo la speranza che la pace nel nostro animo e nel mondo possa avverarsi.

Auguri a tutti, grandi e piccoli, vicini e lontani, pelosetti e non.

 

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Presepio magico

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Voglio farvi vedere questo magnifico presepio allestito nel cortile d’onore del Palazzo d’Accursio a Bologna (sede del Comune). Entrando nel cortile si trova a destra in un angolo.

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Lo hanno chiamato “presepio contemplativo” ed è della scultrice Grazia Sarcina di Bologna.

E’ realizzato in terracotta con figure a grandezza naturale ed ogni figura rappresenta un simbolo. E’ chiamato contemplativo e veramente sprigiona qualcosa di magico, guardandolo ci si sente estraniati dal clamore della città e da tutti i pensieri che scorrono nella mente.

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Stupore e contemplazione traspaiono dai volti, dagli sguardi, dalla quieta calma delle mani, ma anche dalla tensione delle figure che sembrano trattenere il respiro. Maria e Giuseppe che accolgono il Bambino, che dorme tranquillo nelle braccia della mamma, il cui volto è dolcissimo.

L’acqua portata dalla donna allude all’acqua Battesimale, la pastorella seduta in raccoglimento rappresenta tutti i pastori e il gatto, presenza insolita nei presepi (ma non nel mio) entrò nella capanna e fece sorridere il Bambino.

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Se capitate a Bologna non perdetelo, è un’esperienza emozionante.

E arriva un altro anno

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Certo il tempo passa, si lamentava qualcuno ed io dico sempre, meno male, perchè l’alternativa sarebbe peggiore. Quindi siamo in prossimità del 2017  e non farò il solito augurio di buona salute, buona armonia ecc.ecc.

Perchè questi auguri non dovrebbero essere fatti a capodanno, ma dovrebbero essere una prassi per tutto l’anno.

Dobbiamo fare bilanci, consuntivi e di previsione? Nooo, consuntivo mette malinconia, quanti soldi potevo non spendere? Quanti “amici” si sono persi per strada? Quante persone ci hanno lasciato veramente? Quanto non è stato fatto nel mio piccolo e nel mondo? No, no ormai il 2016 tra poco se ne andrà e grazie per il bello che ci hai dato e pazienza per il meno bello che è capitato.

Previsioni per il 2017? Ma và,  non so se domani nevicherà o no, cosa penso di prevedere per il nuovo anno? Nulla, cercherò di comportarmi come mi suggerisce l’istinto, riflettendo su quanto c’è stato di positivo o negativo e andare avanti con un’unica certezza, la mia piccola famiglia, lui e la gatta. Il resto si vedrà.

Ricordati però che se continui a fare quello che hai sempre fatto, continuerai ad ottenere ciò che hai sempre avuto.
Nel fare gli auguri, quest’anno non voglio dimenticare i “pelosetti” e animali in genere, perchè ci fanno compagnia, alle volte sono più umani di certi umani e a Capodanno, per colpa di qualche ottuso imbecille, si spaventeranno con i famigerati “botti”. E allora faccio mio l’invito di  GREENME, “NO ai botti, SI’ ai biscotti”, leggete questo

https://www.greenme.it/informarsi/animali/18809-botti-capodanno-croce-rossa

e Montedison collabora:

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 auguri a tutti per un nuovo anno più sereno.

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Marika

Buon Natale…….davvero?

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Buon Natale a tutti, ma che tristezza un Natale così, con tutti questi drammi, questi atti terroristici che colpiscono persone inermi in un momento di serenità, quale può essere un mercatino di Natale. Questi problemi irrisolti perchè non ci vogliono mettere mano; con tutta questa gente che fugge dalle loro case per una guerra voluta da gente lontana da loro; per la nostra gente che deve convivere con una terra che trema e che invece non tremano le coscienze delle persone che non hanno fatto il proprio dovere.

Ma sì,cerchiamo un regalo da mettere sotto al nostro albero, almeno nelle nostre case lasciamo per un attimo i problemi fuori, ma non dimentichiamoli. Soprattutto se ci sono bambini non dobbiamo far vedere loro che perdiamo la speranza, ma aiutarli a crescere in un mondo che ha perso ogni dignità.

E a loro raccontiamo ancora la favola di Babbo Natale, magari servirà a farci sentire un po’ meglio.

Non dimentichiamo pure i “pelosetti” nostri amici che ci fanno compagnia e che anche per loro non è sempre Natale.

Allora

BUON NATALE

a tutti voi, alle vostre famiglie e amici di blog e non. E si aggiunge anche Montedison…

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