Frittata nei pomodori

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Mi hanno dato in regalo dei bei pomodori maturi, appena colti e ho voluto provare a farli ripieni, ma non delle solite cose, ma con la frittata.

E’ stata una buona idea, perchè sono piaciuti molto e non erano pesanti.

Ingredienti:

  • quattro pomodori tondi
  • quattro uova
  • pangrattato
  • olive nere
  • semi di sesamo
  • sale pepe
  • olio e burro

Per prima cosa ho preparato la frittata, scaldato il burro e quindi messo le uova fruallate, le ho fatte cuocere bene e le ho tolte a raffreddare.

Poi ho tagliato a metà i pomodori, svuotati (l’interno messa da parte per un sughetto) e ho messo la frittata a pezzetti all’interno. Ho messo sopra del pangrattato, dell’olio e dei semi di sesamo. Messi in padella con dell’olio e le olive, chiuso con il mio coperchio New Wonder Cooker, funzione forno, e in circa 10 minuti si sono cotti.

Come se li avessi cotti al forno, sono molto semplici e leggeri e veloci da preparare.

pomodori e frittata

Canederli su letto di menta

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La voglia di andare in montagna, a Malles,  è tanta che stasera ho preparato i canederli. A noi piacciono tanto, in qualunque modo siano fatti e per cena li ho inventati (per metà) con ricotta su un letto di crema di zucchine e menta. Inventati per metà, perchè alla ricetta classica ho aggiunto delle zucchine.

La foto?…solo una macchia nera….per cui devo copiare delle foto altrui per far vedere come erano circa i miei canederli.

La differenza è che i miei erano su una crema di zucchine e menta…..

INGREDIENTI:

per i canederli –

  • 40 gr di burro
  • 2 uova
  • 80 gr di pane grattugiato
  • 100 gr di farina 1
  • 2 zucchine
  • 250 gr di ricotta
  • noce moscata, sale

per la salsa –

  • due zucchine
  •  una manciatina di foglie di menta
  • olio
  • sale
  • un poco di acqua
  • parmigiano

Ho preparato i canederli sbattendo il burro e poi le uova, ho aggiunto le zucchine tagliate a julienne fini e completato con noce moscata, sale, pane grattugiato, farina e ricotta sempre mescolando molto bene. Ho formato delle palline e le ho lasciate riposare per circa 20 min.

Per la salsa ho frullato molto bene le zucchine, prima tagliate a julienne, con l’olio, la menta e un poco di acqua e sale. Dopo aver cotto i canederli in acqua, senza lasciarli bollire molto, non appena sono venuti a galla, li ho presi a due a due con la schiumarola e adagiati nel colino. Ho poi messo la crema nei piatti fondi e sopra i canederli, un goccio di salsa anche sopra, del parmigiano e delle foglioline di menta decorative.

Bisogna immaginare come erano, oltre che ben presentabili erano molto buoni, un sapore di ricotta e menta che ben si completavano.

foto di Robert S.

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Pasta integrale con salsa delicata di verdure e semini

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Parliamo della pasta integrale.

foto “staibene.it”

Ci sono pareri discordanti, chi dice che è una moda inutile, altri dicono che i benefici sono molti. La pasta di semola integrale è ottenuta da un impasto di semola integrale di grano duro e acqua. Oltre che dalla semola di grano duro, la pasta integrale può essere ottenuta anche da altre farine integrali di cereali come la farina di grano tenero, d’orzo, di farro, d’avena, di mais. Integrale significa che la semola non è ottenuta attraverso i processi di raffinazione utilizzati per ottenere la farina bianca (tipo 00 e tipo 0). Nella farina integrale, infatti, sono presenti tutte le componenti del chicco: crusca, endosperma, germe. Ciò comporta il mantenimento di tutte le sostanze nutritive da cui deriva un miglior apporto di fibre, minerali e vitamine (gruppo B ed E), al contrario della farina bianca che è composta prevalentemente da amidi.

In ogni caso io credo che debbano prevalere nella scelta il gusto personale, la possibilità di vivere più naturalmente possibile senza lasciarsi influenzare dai pareri  degli altri. Io l’alterno alla pasta preparata da me con farina 1 oppure 2, tipo le tagliatelle o la pasta ripiena.

“Ecco un piccolo specchietto sulle differenze tra farine di grano 00, 0, 1, 2 e integrale.

Farina 00: questa farina è la più raffinata ottenuta grazie alla macinazione del chicco di grano di cui si eliminano tutte le parti migliori a livello nutrizionale: germe (ricco di vitamine, sali minerali e aminoacidi) e crusca (ricca di fibre). Risultato? Rimane solo l’amido, ovvero carboidrati semplici ricchi di zuccheri. In sostanza mangiamo qualcosa che non dà quasi nulla al nostro organismo ma che al contrario contribuisce al rialzo della glicemia.

Farina 0: farina un po’ meno raffinata della precedente ma che ugualmente ha perso gran parte dei suoi principi nutritivi, contiene comunque una piccola percentuale di crusca.

Farina 1: meno raffinata delle due precedenti, possiede una percentuale maggiore di crusca.

Farina 2: questa è conosciuta anche come farina semi-integrale. Personalmente la consiglio in quanto mantiene buone caratteristiche nutrizionali ed è più facile da utilizzare rispetto alla farina integrale. E’ un buon compromesso per chi non vuole passare direttamente all’integrale.

Farina integrale: la migliore in assoluto, soprattutto se macinata a pietra e quindi senza subire surriscaldamento che potrebbe limitarne i principi nutritivi. E’ questa la vera farina, quella che si utilizzava anticamente prima che si scoprisse come l’estrema raffinazione portasse ad un farina più sottile che dava un pane più bianco e morbido. La farina integrale contiene tutte le parti del chicco ed è per questo un alimento completo.”

Grazie per queste informazioni a greenme.it/spazi-verdi/naturomania/

A noi piacciono molto anche i sughi delicati, con verdure, per esempio, lasciando la pasta con ragù o altro alla stagione più fredda. Salvo prepararla quando anche in estate piove e qui non è una novità.

Oggi ho preparato questa pasta con un sugo di zucchine e semini.

Ingredienti:

  • 1 cipolla tritata
  • olio e burro q.b.
  • 200 gr di zucchine
  • 1 spicchio d’aglio
  • 200 gr di pomodori freschi
  • 100 gr di panna
  • sale, pepe
  • semi di sesamo e di papavero
  • curcuma
  • pasta integrale, conchiglie
  • parmigiano

Ho soffritto la cipolla nel condimento, ho affettato le zucchine assieme all’aglio, poi ho messo la salsa di pomodoro (preparata con i miei pomodori surgelati e lasciati scongelare), insaporito con sale pepe e alla fine semi di sesamo, di papavero e curcuma.

Dopo aver cotto la pasta l’ho fatta saltare nella padella del condimento, dopo aver versato la panna e quindi cosparsa di parmigiano.

pasta integrale delicata

E’ venuta un buon piatto di pasta, veramente delicato e adatto alla stagione.

Vellutata di piselli con curcuma

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Stasera vellutata, ci piacciono in estate tiepide ed inverno, calde. Sono morbide, vellutate appunto e deliziose, si preparano in mille modi.

Questa mia è di piselli e l’ho preparata con il Bimby, ogni tanto bisogna farlo lavorare (ma il mio è sempre sotto pressione !!! )  e ne approfitto per farvi vedere il primo modello Bimby, degli anni ’60, gelosamente custodito e richiesto.

1 bimby

INGREDIENTI:  (per 4 persone)

  • 30 gr di olio d’oliva
  • 450 di piselli (anche surgelati)
  • 3 cipollotti bianchi
  • 450 gr di acqua
  • 1 pizzico di sale
  • curcuma
  • crostini

Mettere nel boccale l’olio, i piselli, i cipollotti, l’acqua e il sale e cuocere per 30 min, antiorario, velocità soft. A fine cottura lasciar raffreddare per circa 5 min e poi omogeneizzare per 1 minuto, velocità 8.

Ho preparato intanto i crostini con dei pezzetti di pane raffermo fatti rosolare in un poco di burro, in modo da renderli croccanti. Messa la vellutata nei piatti, ho aggiunto la curcuma.

La curcuma

Risultati immagini per curcumafoto “Giardinaggio.it”

 

Utilizzata da migliaia di anni nella medicina ayurvedica, la curcuma è una spezia ricca di proprietà benefiche per la salute, è detta anche “zafferano d’india” o “zafferano dei poveri” Si suppone che questa spezia provenga dalla Cina, poiché Marco Polo lo cita nei suoi scritti (XIII secolo),  si suppone tuttavia che i primi a scoprirla fossero stati i greci che ne fanno menzione in un libro di medicina. E’ antiossidante, antinfiammatorio ed ha molte proprietà che la rendono una spezia molto importante per la salute.

Oltre ad essere buona la curcuma è anche decorativa.

vellutata piselli

 

 

Risotto e fiorellini di zucca e….

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foto di “Lo spicchio d’aglio”

Fiori di zucca, di zucchina, maschili e femminili, comunque sia mettono allegria con quel bel colore giallo e, avendone di appena raccolti, ho preparato un risotto particolare.

Siccome questi fiori sono belli e buoni, ma sanno di poco, allora ho aggiunto delle acciughe sott’olio, per dare un po’ di sapore. A proposito di acciughe vorrei segnalarvi questo libro:
“Le vie dell’acciuga, storia, mito e tradizione culinaria ” di Laura Rangoni ed. D.Piazza.

Già il titolo parla da solo, ma è interessante leggerlo per capire quale posto l’acciuga abbia avuto nei tempi passati, dove era alle volte l’unico cibo con la polenta.

Torniamo al mio risotto:

Ingredienti:

  • riso carnaroli o integrale
  • fiori di zucca,
  • cipolla
  • acciughe sott’olio
  • brodo fatto con il dado Bimby
  • curcuma
  • olio e burro

Non ho messo le dosi perchè per me sono soggettive, dipende da quanti fiori di zucca si hanno, se piace più o meno sentire il sapore delle acciughe.

In una casseruola, dopo averla scaldata, ho fatto sciogliere un poco di burro e dell’olio, poi ho aggiunto la cipolla a pezzetti. Dopo averla fatta rosolare ho messo le acciughe e le fo lasciate disfare, poi i fiori di zucca, puliti, ma lasciati interi, quindi il riso, l’ho fatto rosolare e poi ho aggiunto del brodo bollente.

Ho chiuso con il mio coperchio New Wonder Cooker e l’ho lasciato cuocere a fuoco basso per circa 20 min. L’ho girato solo una volta aggiungendo un poco di brodo.

Alla fine ho messo della curcuma, no sale, perchè le acciughe sono sempre un poco salate e poi c’era la spezia.

Il sapore era ottimo, perchè si sentivano appena le acciughe e i fiori erano, alla fine, decorativi.

riso fiori zucca

Fegato e peperonata

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Ho provato a cucinare il fegato del coniglio, ma di un coniglio allevato in campagna, sicuro. Ho smesso di comperare conigli nei negozi, dopo aver visto come vengono allevati e macellati.

Scusate la foto, ma è la meno crudele che ho trovato.

Non avevo mai usato il fegato perchè in esso si possono accumulare le tossine e, visto come vengono maltratti gli animali da macello, sicuramente i loro fegati ne sono pieni.

Ora compro, qualche volta perchè a Mauro piace, un coniglio, ma da conoscenti che li allevano nel pieno rispetto dell’animale. E così ho provato a cucinare il fegato.

Ingredienti:

  • fegato di coniglio
  • cipolla bianca
  • burro olio
  • latte
  • farina
  • sale profumato

Ho fatto imbiondire la cipolla in burro e olio, poi ho infarinato i pezzi di fegato e li ho messi in padella. A fuoco vivo li ho girati un paio di volte, poi ho aggiunto del latte, quasi coperti e ho messo il coperchio. A fuoco medio li ho fatti cuocere per circa mezz’ora e ho aggiunto il sale alla fine.

Come contorno ho preparato una peperonata semplice:

Ingredienti:

  • peperoni gialli e rossi
  • dado (mio)
  • acqua
  • burro olio
  • pesto (mio)
  • aceto balsamico

Ho pulito e lavato i peperoni, togliendo bene la parte bianca, responsabile dell’eventuale pizzicore, poi a pezzetti li ho fatti rosolare a fuoco alto, nella padella con burro e olio.

Gordon Ramsey dice che prima di cucinare occorre far scaldare bene la padella, poi aggiungere i condimenti. Fatto!

Quindi ho aggiunto il mio dado (preparato con il Bimby) e dell’acqua calda, poi del pesto che occhieggiava in un barattolino, ultimo rimasto della mia produzione. Ho coperto e lasciato cuocere a fuoco medio per circa un quarto d’ora. Quando l’ho impiattato ho aggiunto un po’ di aceto balsamico che ha dato un tocco particolare.

fegato peperonata

Controllate sempre la provenienza degli animali, cercate di capire il viaggio che fanno per arrivare alla vostra tavola.

Qui c’è la normativa europea sull’abbattimento degli animali, è un pdf, un po’ lungo, ma ci sono i regolamenti che spesso vengono disattesi. Ci sono poi anche altre normative sul trasporto e l’allevamento degli animali da macello (brutta parola).

Comunque a me è piaciuta molto la peperonata…..

“REGOLAMENTO (CE) N. 1099/2009 DEL CONSIGLIO
del 24 settembre 2009
relativo alla protezione degli animali durante l’abbattimento”

 

 

 

 

 

La “foresta segreta” di San Petronio

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La basilica di San Petronio è la chiesa principale di Bologna: domina l’antistante piazza Maggiore e, nonostante sia ampiamente incompiuta, è la sesta chiesa più grande d’Europa, dopo San Pietro in Vaticano, Saint Paul a Londra, la cattedrale di Siviglia, il Duomo di Milano e il Duomo di Firenze. Le sue imponenti dimensioni (132 metri di lunghezza e 60 di larghezza, con un’altezza della volta di 44,27 metri, mentre sulla facciata tocca i 51 metri) ne fanno la quarta chiesa più grande d’Italia , la basilica è la chiesa gotica costruita di mattoni più grande del mondo. 

Dedicata a San Petronio, il santo patrono della città, la sua fondazione risale al 7 giugno 1390 , si tratta dell’ultima grande opera tardo gotica d’Italia, iniziata poco dopo il Duomo di Milano (1386).

Tuttavia, nel caso di Bologna, l’edificio non sarebbe stato costruito per volontà ecclesiastica come Duomo cittadino (peraltro già esistente), ma per volontà civica, come atto sia di fede religiosa che politica, per rappresentare, come un vero e proprio monumento, gli ideali comunali di libertà e autonomia.

Il 21 febbraio 1508 viene posta sulla facciata la grande statua in bronzo di papa Giulio II realizzata da Michelangelo (l’unica che fece in bronzo assieme al perduto David De Rohan). Fu un gesto politico chiaro e inequivocabile: con la statua il papa voleva sottolineare che, nonostante la basilica fosse stata creata per volontà civica la città era sotto il dominio papale. La statua venne così distrutta nel 1511 da seguaci dei Bentivoglio ( famiglia feudale insediatasi a Bologna nel XIV secolo.)

Nel 1530 la Basilica godette di un momento di grande notorietà: fu scelta da Carlo V come sede per l’incoronazione a imperatore del Sacro romano impero da parte di Clemente VII il 24 febbraio di quell’anno. A seguito del sacco dei lanzichenecchi, avvenuto nel 1527, l’ipotesi di una incoronazione a Roma era stata scartata e Bologna, che era la seconda città per importanza dello Stato Pontificio, con la magnifica (per quanto largamente incompiuta) basilica di San Petronio, era parsa la scelta più opportuna, anche se fu un modo, neanche troppo mascherato, di ribadire la dominazione papale della città.

La basilica, voluta e compiuta dal libero Comune di Bologna, fu trasferita alla diocesi solo nel 1929 e consacrata nel 1954; dal 2000 conserva le reliquie del santo patrono.

La “Porta Magna” è il portale centrale della basilica di San Petronio a Bologna. Realizzata a partire dal 1425, è decorata da statue e rilievi che sono considerati il capolavoro dello scultore senese Jacopo della Quercia.

Le opere vennero studiate attentamente da Michelangelo, soprattutto le storie della Genesi, che dimostrò di avere a mente in alcune delle composizioni della volta della Cappella Sistina. Anche la Madonna venne elogiata, e lo scultore fiorentino la definì: “la più bella Madonna del Quattrocento”.

CURIOSITA’ :

In una delle due grandi corti dei calchi (cast courts) nel Victoria and Albert Museum di Londra è presente il calco integrale in scala 1:1 della Porta Magna eseguito nel 1886 da Oronzo Lelli, acquistato poi dal museo inglese.

L’interno è magnifico, presenta sei grandiose campate a pianta quadrata e le ventidue cappelle che si aprono nelle navate laterali conservano interessati opere d’arte. In una di quelle c’è il monumento funebre con le spoglie di Elisa Bonaparte (1845), sorella di Napoleone.

All’interno si trova anche la meridiana dell’astronomo  Cassini che fu incaricato di progettarla nel 1655 . Le sue misure sono eccezionali: con una lunghezza pari a 66,8 metri, ancora oggi ne fanno la meridiana più grande al mondo.

eclissi di sole sul pavimento della basilica, in attesa di lambire a mezzogiorno la meridiana.

Lo so, mi sono persa a descrivere la Basilica, ma è tante bella, importante e carica di storia che non potevo tralasciare di parlarne.

Ma la cosa che ci ha sorpreso è stata la visita alla “Foresta di San Petronio”.
E’ possibile l’accesso, prima consentito solo alle visite guidate,  al SOTTOTETTO DELLA BASILICA : una foresta di capriate e travature che permette il passaggio dall’abside alla facciata e sembrerà di ritornare indietro nel tempo. Prima si va su una nuova terrazza panoramica e dall’abside di San Petronio, lato piazza Galvani, a 54 metri di altezza  si ha la vista sulla città e delle sue prime colline.

tetti bo

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e portiamo una nipotina che vive a Londra a visitare le bellezze d’Italia..

sui tetti di san Petronio

dopo di che ci addentriamo nel sottotetto, chiamata “La Foresta di San Petronio” perchè ci sono centinaia e centinaia di tronchi, grandissimi, qui usati per costruire le travature, miracoli di ingegneria che sostengono la basilica e ci si domanda come hanno fatto gli operai dell’epoca a costruire tutto ciò con i mezzi di cui disponevano.

“dall’abside alla luce che dà sulla facciata.”

sottotetto san petronio

“argano dell’epoca ancora in uso per calare i drappi nella chiesa”

argano san petronio

“primo esploratore, sì perchè siamo stati i primi ad entrare dopo che hanno aperto la foresta a tutto il pubblico”

esploratore san petronio

“facciamo un selfie? ”

i due esploratori

è vero sembra di ritornare nel medioevo, quando costruivano le prime chiese gotiche, ed io che ho letto Ken Follett (I pilastri della terra) mi sono ritrovata immersa in quella atmosfera magica.

Dopo siamo usciti, tornando sulla terra, nel caos della città, ma io mi sono sentita arricchita da quell’esperienza emozionante.

facciata san petronio