Settimo contest:” NOCI, NOCCIOLE & frutta secca “

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Ecco qui anche quest’anno, in occasione del compleanno del mio blog, il settimo, vi presento un contest il cui titolo è:

” NOCI, NOCCIOLE & frutta secca”

Lo so che è frutta prettamente autunnale, ma cosa volete farci, quando ho un’intuizione devo metterla giù. E poi le noci, soprattutto, sono un ingrediente buono anche in estate per delle belle insalate.

Quindi il mio contest verte su tutte le preparazioni con tutta la frutta secca e mettiamoci anche quella disidratata o candita.

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Strudel di ricotta, pancetta e …..

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…e zucchine.

Ricotta freschissima e così le zucchine verdi. Ho pensato per la cena di fare uno strudel, ma cosè uno strudel?

Lo strudel (dal tedesco Strudel = vortice) è un dolce a pasta arrotolata o ripiena che può essere dolce o salata,

Lo strudel ha una ricetta che parte addirittura dall’VIII secolo a.C., ovvero al tempo degli Assiri; simili dolci si ritrovano anche nell’Antica Grecia del III secolo a.C.. Probabilmente, anche grazie alla via della seta la ricetta si è così tanto diffusa andando però a modificare quella originale in diverse varianti.

Lo strudel deriva quindi da una serie di nomi, forme e luoghi differenti; una delle più vicine è l’antico dolce baklava che seguiva le varie conquiste territoriali ottomane; dal 1526 il sultano Solimano il Magnifico avrebbe diffuso la sua ricetta nei territori conquistati, fino all’Ungheria. I continui contatti tra l’impero ottomanno e quello austriaco fecero sì che anche la ricetta dello strudel passasse dall’impero austro-ungarico al regno delle Tre Venezie.

In Italia tradizionalmente viene preparato nei territori un tempo compresi nell’Impero, principalmente Alto Adige, Trentino, Veneto e Friuli Venezia Giulia.

Ogni luogo ha poi la sua ricetta: con la pasta frolla o con pasta sfoglia.

Ed ecco gli ingredienti del mio strudel salato.

  • 1 foglio di pasta sfoglia
  •  500 gr di ricotta
  • 200 gr di pancetta a pezzetti
  • 1 zucchina grattugiata
  • e poi al posto del sale l’immancabile misto di semi
  • 1 uovo

Stendere la pasta sfoglia e sopra mettere prima la ricotta, poi la pancetta e poi la zucchina grattugiata. Infine una bella spolverata di semini vari.

Arrotolare lo strudel, spennellare con l’uovo sbattuto e terminare con dei semini messi sopra.

In forno a 180° per circa 40 min.

La foto definitiva è diventata tutta rossa, quindi impresentabile, ma fidatevi era bello e buono.

 

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Confetture e marmellate

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“Con il termine marmellata si intende una preparazione semisolida dolce a base di agrumi e zucchero e cotta a lungo.

Nonostante impropriamente nel gergo comune i termini confettura e marmellata siano sinonimi, dal 1982 per effetto di una direttiva comunitaria solo prodotti ottenuti da agrumi possono essere venduti nell’Unione europea con la denominazione di “marmellata”, mentre tutte le altre preparazioni vanno chiamate confettura.

Il nome probabilmente deriva dalla parola portoghese marmelo, per mela cotogna. Diffusa in quasi ogni paese, ha generato una serie di leggende sulla sua origine, che spesso coinvolgono personaggi reali come  Maria de’ Medici. Si dice, infatti, che i cuochi fiorentini che aveva portato con sé, preparassero per la regina di Francia indisposta e debole dopo una gravidanza, una gelatina ricostituente a base di agrumi. La gelatina piacque tanto alla regina che ne ordinò una gran quantità. Essa fu riposta in vasi con la scritta francese “pour marie malade” da cui verrebbe il francese “marmalade”. (Wikipedia)

E dopo queste pompose spiegazioni, sempre utili da ricordare, passiamo alle mie più semplici preparazioni.

Oggi ho confezionato la marmellata di mandarini, mele e zenzero.

Io uso la bustina di Fruttapec perchè, oltre che essere più veloce, si mantengono inalterate tutte le vitamine e sali minerali della frutta, oltre che al sapore e colore che andrebbe tutto perso con una lunga cottura. Quindi la marmellata o confettura avrebbe poi tutto lo stesso sapore.

MARMELLATA DI MANDARINI, MELE E ZENZERO.

Ingredienti:

  • 650 gr di mele
  • 350 gr di mandarini
  • 1 pezzetto di radice di zenzero
  • 1 busta fruttapec  3/1
  • 300 gr di zucchero

Mescolare il fruttapec con lo zucchero, aggiungere a freddo la frutta, che prima ho velocemente tritato nel Bimby, e portare ad ebollizione.

Far bollire tre minuti a fuoco vivace, sempre mescolando, togliere la pentola dal fuoco e aggiungere lo zenzero grattugiato.

Versare la marmellata, ancora bollente, nei vasetti sterilizzati, chiudere ermeticamente e capovolgere il vasetto.

Ecco il risultato:

 

 

 

Periodo sabbatico…..

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Normalmente si dice anno sabbatico, ma mi è sembrato troppo stare lontana per tanto tempo. Diciamo…periodo e lasciamo spazio alla fantasia.

Per ora devo stare, come si dice, ferma. Un po’ perchè ho alcuni pensieri importanti per la mente da risolvere e quindi le mie “celluline grigie”, come dice Poirot,

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sono indirizzate là e naturalmente se hai la mente occupata ti vengono addosso anche gli accidenti.

Tipo male alla schiena e alle anche per cui, oltre a camminare come il gobbo di Notredame,

Risultati immagini per gobbo di Notredame

devo stare a riposo e fare delle iniezioni.

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Io che non prendo mai medicine, se non qualcosa di integratori naturali, mi sono dovuta arrendere.

Ringrazio chi comunque passa di qui, spero di riattivare il mio blog al più presto (e anche me stessa !!! ) e se volete partecipare al mio contest, metterò le vostre ricette in elenco.

Grazie e ciao a tutti.

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Quenelles con bottarga e salsa di peperoni

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Le ho preparate per un’altra cena con cugini, sono molto delicate e si sposano benissimo con la salsa di peperoni, anche lei delicata.

La quenelle, in italiano canederli, grossi gnocchi è una pietanza d’origine francese, il termine può anche essere riferito a preparazioni modellate a forma ovale.
Per preparare una quenelle perfetta bisogna prendere un po’ di manualità, il procedimento in apparenza è molto semplice: si intingono nell’acqua calda due cucchiai da cucina, poi con uno si preleva una generosa quantità di composto e con l’altro ci si aiuta per modellare accuratamente il prodotto dandogli una forma allungata, simile a un uovo più o meno grande.

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Ecco appunto, solo che la manualità….bisogna impararla e quindi le mie sono venute sì ovali,ma non ancora perfette e poi, lo dico subito, vedrete dalla foto che sono già un po’ mangiucchiate, perchè come le hanno assaggiate non ho avuto il tempo di fare una bella fotografia al piatto. Vuol dire che erano moooolto buone…..

La Bottarga:

Viene ricavata dalle uova essiccate di tonno o muggine (la mia è di muggine). L’origine del prodotto sembra essere stata fenicia, ma il termine deriva dall’arabobatārikh uova di pesce salate”, legando il vocabolo a una radice che avrebbe acquisito perciò il significato di “conservare sotto sale”. Gli arabi erano famosi nell’area del Mediterraneo per le loro affinate tecniche culinarie, che trasmisero anche alle altre popolazioni del Mediterraneo, spesso assieme al nome dei prodotti. La bottarga è un alimento apprezzato per l’alto tenore di proteine.

Ingredienti:

– per le quenelles –

  • 600 gr di ricotta di pecora
  • 2 uova
  • 4 cucchiai di parmigiano reggiano
  • 40 gr di burro
  • 30 gr di bottarga
  • timo fresco, sale pepe, olio, noce moscata

Mescolare in una ciotola la ricotta con il timo fresco, le uova, due cucchiai di formaggio grattugiato, l’olio d’oliva, la noce moscata, il sale e il pepe.

Con due cucchiai inumiditi formare le quenelles e metterle in una pirofila imburrata, cospargerle con altro parmigiano e del burro fuso e infornare per circa 10 min. a 190°.

– per la salsa di peperoni –

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  • 2 peperoni gialli
  • mezza cipolla bianca
  • olio
  • burro
  • basilico
  • sale pepe

Lavare e tagliare a pezzetti i peperoni, far appassire in padella con olio, burro la cipolla tritata, poi aggiungere i peperoni, sale pepe e un po’ d’acqua e cuocere per circa 20 min.

Poi frullare il tutto con del basilico e dell’olio.

Sul piatto singolo mettere le quenelles sulla salsa di peperoni e cospargerli con della bottarga tritata. Non tutti l’hanno messa, infatti il piatto della foto non ce l’ha !!!

Sapete…il tempo di impiattare, portarli in sala, sentire degli oooohhh..che belli…uuuhh che buoni..come potevo fare delle foto decenti!!!! Non importa, rendono l’idea, vero?