Cambio stagione

Ecco, questo è il terzo articolo del post

https://lastufaeconomica.wordpress.com/2020/03/23/che-si-fa/

Cambio stagione, sì, le stagioni sono cambiate, ieri caldo, oggi primi giorni di primavera…freddo polare.

Ma non è di questo che voglio dire, intendo il famigerato cambio di stagione negli armadi, giù l’invernale, fuori l’estivo e viceversa. Siccome le stagioni sono cambiate e non ci sono più le “mezze stagioni” (ricordate i tailleur e i soprabiti?) occorre cambiare anche l’impostazione del vestiario negli armadi.

Risultato immagini per armadio cartoon

Noi donne usiamo molto di più i pantaloni che le gonne, i tessuti sono più leggeri e le taglie si sono ridotte (non siamo noi ad ingrassare, sono le aziende che usano meno stoffa per risparmiare…) quindi il tutto occupa meno spazio. L’importante è , soprattutto, voler eliminare quel vestiario che dorme nell’ armadio da tempo e che mai si metterà. Allora tiriamo fuori tutto, ma tutto, prendiamo anche quello che è su una sedia, su un attaccapanni, vuotiamo le scatole e mettiamo tutto sul letto in modo da avere sott’occhio tutto il guardaroba. Tutto vuol dire ogni capo estivo o invernale.La prima sorpresa sarà : ma io ho tutta questa roba?

E allora via, prendiamo un capo per volta, esaminiamolo, se è da molto che è nell’armadio vuol dire che non si mette mai, se è diventato piccolo….dai mi metto a dieta, no; se è proprio fuori moda,….. ah questo l’avevo per il battesimo di Luca, che magari si è appena laureato….non ci dobbiamo dire questo mi potrà servire ancora o lo uso “per casa”. . Questo l’ho pagato molto e questo l’ho usato in un’occasione speciale, ma se non mi va più bene? Allora via…..Non dobbiamo avere remore, ripensamenti, mettiamoli in un sacco da donare alla Charitas o a chi ne ha bisogno.

Teniamo solo quello che ci piace, che ci sta bene e che ci fa stare bene.

 In questo modo si avrà più spazio nell’armadio e tutto il resto ci starà comodamente, e noi saremo più contente.

Risultato immagini per armadio in disordine

Una causa di un armadio in disordine deriva dall’appendere gli abiti in modo sbagliato. Bisogna mettere uno accanto all’altro quelli che appartengono alla stessa categoria, pantaloni con pantaloni, gonne, giacche, camicette ed appenderli tutti assieme. Questo è già il primo passo per eliminare la separazione estate/inverno.  Vanno appesi salendo verso destra, perchè? Perchè le linee con un senso crescente verso destra sono più gradevoli per i nostri sensi.

Per quanto riguarda le maglie, stesso discorso.  Io preferisco appenderle, in modo da vedere subito quale tipo sia, prima le invernali e poi le estive. Se in casa, in inverno, abbiamo una buona temperatura possiamo usare una maglietta di cotone e allora dove la trovo? In quale scatola?

Categoria giacche? Prima quelle pesanti, invernali, poi quelle estive. Pantaloni idem e così via. Avremo tutto diviso per categoria e tutto sotto mano, in questo caso se le giornate sono fredde, anche in primavera, potremo usare una giacca più pesante oppure l’incontrario. Non avendo più le stagioni “come una volta” ecco che potremo gestire meglio il nostro abbigliamento.

Quante volte abbiamo detto che ci sarebbe servita una giacca più pesante, magari andiamo a comperarla, dimenticandoci che nella scatola dell’inverno c’è già. Invece ora avendola sott’occhio è molto più comodo. Lo stesso vale per i pantaloni, camicette, maglie ecc. Allora sempre partendo da sinistra appenderemo prima i cappotti, le giacche, gli abiti, i pantaloni le gonne e le camicette. Sempre tenendo presente che prima vanno gli indumenti più pesanti e poi quelli leggeri. Naturalmente in ogni categoria ci sarà vestiario  prima pesante e poi leggero. Avendo tutto insieme vediamo subito quello che ci va ancora bene oppure no.

Ed ecco, miracolosamente, eliminato il “cambio stagione”

Donna Moderna - LUCREZIA ha nostalgia dei bei tempi... | Facebook

CURIOSITA : incaricata da eBay.it (primo sito di e-commerce in Italia), l’azienda Added Value è andata a curiosare proprio negli armadi degli italiani. L’indagine ha rivelato che oltre 35 milioni di italiani non utilizzano più circa il 20% del proprio guardaroba. Perché questi vestiti non vengono utilizzati?

La prima motivazione  è che i capi in questione hanno stufato o non piacciono più; poi il motivo è che la taglia non è più la stessa; segue l’averne comprati di nuovi o l’essere fuori moda. Per  altri “semplicemente” non si è presentata l’occasione di indossarli, mentre altri dichiarano di essersi proprio dimenticato di avere quei vestiti nell’armadio.

E noi ci abbiamo mai pensato? E mai pensato che tanto vestiario che non si usa più tiene tanto posto nell’armadio e che invece potrebbe servire a chi magari non ha neppure l’armadio?

Risultato immagini per armadio cartoon

Riordinare eliminando il superfluo

Questo è il secondo degli articoli inerenti al post https://lastufaeconomica.wordpress.com/2020/03/23/che-si-fa/

– riordinare eliminando il superfluo –  entrare in quest’ordine di idee, vuol dire entrare in un’altra dimensione che non sia la solita di tutti i giorni, in cui riordiniamo sì, ma sempre le stesse cose. E inoltre questo tipo di riordino si deve fare una volta ogni tanto perchè serve per fare veramente pulizia dentro e fuori.

Risultato immagini per eliminare il superfluo

 

Ora  avendo tempo di osservare tutto con più calma  ci accorgeremo di quante cose possiamo fare a meno.

Scarpe che non si mettono perché scomode, vestiti che non entrano ma che “prima o poi rimetterai”, regali indesiderati, cose che saranno state usate solo una volta. Tutti noi abbiamo in casa oggetti di cui non abbiamo assolutamente bisogno. Liberarsi del superfluo, non solo per creare ordine ma anche per stare meglio con se stessi, facendo circolare energia positiva.

Risultato immagini per energia positiva
Intanto cos’è il superfluo. E’ un qualcosa di eccedente rispetto al bisogno, ciò che non è indispensabile o è inutile. Oppure quando è un doppio o triplo di un oggetto che abbiamo. Quindi passando in rassegna ciò che abbiamo, valutandone l’utilizzo, vediamo come poter fare per mantenere in ordine, la nostra casa, tutta dall’armadio dei vestiti alla credenza, dal congelatore alla dispensa.

Ma per riordinare eliminando il superfluo, ci vuole pazienza, determinazione, tempo (che ora abbiamo) e metodo. Osservando certe regole o impostazioni vedremo che tutto sarà più facile.

Io mi rifaccio al libro di Marie Kondo – il magico potere del riordino –

Il magico potere del riordino: Il metodo giapponese che trasforma i vostri spazi e la vostra vita di [Kondo, Marie]

perchè mi ha aiutato molto a riordinare e a capire che ordine è bello, che ridurre la quantità di roba che affolla i nostri spazi riduce la polvere e libera la vista. Che ti può cambiare la vita veramente.

Bisogna avere un metodo che ci permetta di riordinare, eliminando, in maniera definitiva, oggetti che sono inutilizzati o che non ci interessano più. E questo si può fare partendo dal presupposto che quello che dobbiamo fare non è scegliere cosa buttare, ma scegliere cosa conservare. Di conseguenza l’eliminazione verrà più facile.

Verrà automatico vedere dove sta il superfluo e quindi eliminarlo. Allora basta dire questo vestito, questo oggetto lo conservo perchè non si sa mai, potrebbe tornarmi utile. Non lo sarà mai perchè se è rimasto lì inutilizzato o quasi vuol dire che non serve.

Procediamo con ordine e man mano spiegherò come riordinare abiti (il famoso cambio stagione), accessori, libri, fotografie ecc. In modo che alla fine la casa sarà più libera e noi con essa,  avremo più tempo per noi e, dopo aver eliminato e regalato ad altri ciò che a noi non serve, ci sentiremo meglio.

 

Risultato immagini per riordino

Che si fa?

Già, che si fa ora che siamo tutti a casa?

Ho provato a stilare un decalogo per tenerci più o meno occupati in questo periodo e, anch’io, per dilatare il tempo, darò un “consiglio” alla volta.

Il primo è – RIPOSARE –

Prima di tutto spegniamo le sveglie che tutte le mattine suonavano per riportarci alla realtà del lavoro. Giriamoci dall’altra parte e concediamoci quei momenti di riposo in più.

Una curiosità: ” Il 17 marzo, è stato il World Sleep Day, la Giornata mondiale del sonno. Istituita nel 2008 con lo slogan Dormi bene, vivi meglio, viene celebrata in più di 70 Paesi dei 5 continenti per diffondere la conoscenza di questa parte importantissima della nostra vita alla quale sono legati salute e benessere.

 Ecco  una bella notizia che riguarda il rapporto tra sonno e cibo, in cui per una volta la scienza è in accordo con il gusto: il cioccolato (cacao e cioccolato fondente) aiuta a riposare meglio. 50 grammi di cioccolato contengono 25-30 mg di flavonoidi, ferro, rame e manganese, 6 gr di fibre in particolare la teobromina, che ha un effetto 10 volte inferiore a quello della caffeina e quindi mangiandone nella giusta quantità, non c’è alcun rischio di soffrire da insonnia da cacao.

In particolare il magnesio in essi contenuto è un ottimo rilassante nervoso e muscolare, capace di facilitare il relax e quindi l’arrivo del sonno ed è in grado di mantenere l’orologio biologico delle nostre cellule al passo con i cicli naturali ed ambientali giorno-notte e veglia-sonno.

Sfatato anche questo mito, bando alle pasticche e largo a un bel cioccolatino per una sana dormita!  ( da Reportage on line)”

Risultato immagini per cioccolatini a forma di cuore

Ma riposo non vuol dire necessariamente dormire, ci si può riposare anche leggendo un bel libro, guardare un film o documentario. Consiglio di evitare tutti quei programmi che trattano sempre e solo un argomento, in particolare quello che oggi riguarda la nostra emergenza. Dicono tutto e il contrario di tutto, non trovi due “esperti” (ma in che cosa?) che siano d’accordo. Quindi informarsi sì, ma saltare tutti i programmi di cui non abbiamo bisogno, abbiamo già la testa piena anche di paure, quindi cerchiamo di distrarci e di riposare la mente soprattutto.

Risultato immagini per positività immagini

 

 

 

 

 

Pasta e fagioli

Una bella e buona pasta e fagioli si gusta sempre volentieri.

L’ho preparata anche oggi, usando il Bimby però, perchè è comodo, mi piace la composizione della ricetta, senza nulla togliere alla cottura tradizionale.

Naturalmente, per chi non possiede  il Bimby, la ricetta può essere preparata anche con la pentola normale, meglio se di coccio.

INGREDIENTI:

  • 1 scalogno
  • 30 gr di pancetta
  • alcuni aghi di rosmarino
  • 40 gr di olio
  • 450 gr di fagioli bolliti
  • 100 gr di passata di pomodoro
  • 1000 gr di acqua
  • 1 dado o 1 cucchiaio di dado Bimby
  • 200 gr di pasta
  • sale pepe q.b.
  • croste di parmigiano

tritare lo scalogno, la pancetta e gli aghi del rosmarino  quindi unire l’olio e soffriggere, aggiungere poi metà dei fagioli e la passata di pomodoro, frullare il tutto. Versare l’acqua, le croste di parmigiano a pezzetti in modo che rilascino tutto il loro profumo,il dado e cuocere circa 20 min.

Aggiungere poi la pasta, aggiustare di sale e pepe, cuocere per il tempo indicato sulla confezione. Cinque minuti prima del termine aggiungere i fagioli rimasti.

Poi lasciar riposare la minestra per cinque minuti in modo che si addensi, unire dell’olio e del parmigiano grattugiato ed ecco qua il risultato… una minestra   gradevole, sostanziosa e molto nutriente.

 

Etichettiamoli

No, non le persone, che già lo sono, ma i prodotti che acquistiamo e che conserviamo in dispensa. Hanno già tutti scritto una scadenza, o consumare entro o preferibilmente il…. e in piccolo, da qualche parte, la data.

C’è differenza tra le diciture ” consumare entro e preferibilmente il”-

“consumare entro”, data di scadenza assoluta, e “consumare preferibilmente entro”. Le maggiori attenzioni, a parere dell’esperto, devono essere riservate a carne e pesce.

Se l’alimento deve essere consumato entro una certa data, significa che oltre quella data NON potrà essere assunto.

Se l’alimento deve essere consumato preferibilmente entro una certa data, può essere ancora mangiato alcuni giorni dopo la scadenza indicata sulla confezione. Le sue qualità organolettiche infatti dovrebbero rimanere invariate, così come non vi sarebbero rischi per la salute. In ogni caso, è sempre bene controllare lo stato del prodotto che si vorrebbe consumare. In presenza di cattivi odori, di macchie sospette o di muffe è bene gettare il tutto.

Ricordiamo che i prodotti scaduti, per legge, non possono essere venduti e che la data di scadenza “preferibilmente entro” indica che le caratteristiche organolettiche del prodotto potrebbero non essere più garantite trascorso il giorno indicato sulla confezione, ma che la sicurezza alimentare non è compromessa. Le uova possono essere consumate fino a una settimana dalla data di scadenza, meglio se sode e ben cotte, mentre dai formaggi a pasta dura è possibile rimuovere l’eventuale muffa formatasi.

La questione della data di scadenza è fortemente legata al grave problema degli sprechi alimentari. Per evitare di gettare del cibo scaduto che fino a poco tempo prima sarebbe stato perfettamente commestibile, cerchiamo di porre sempre grande attenzione alle date di scadenza indicate sulle confezioni, regoliamoci in base ad esse mentre facciamo la spesa e controlliamo sempre in frigorifero e in dispensa quali prodotti dovremmo consumare il prima possibile.

Per il motivo di avere sott’occhio le date di scadenza ho trovato il sistema di etichettare ogni pacchetto o barattolo e mettendo davanti quelli più vecchi sono sicura che non butto via nulla.

Oggi poi nella situazione in cui ci troviamo, anche se i rifornimenti di derrate alimentari sono garantite, ma non so per quanto, e sicuramente abbiamo in casa una certa scorta di ogni tipo di alimento ( senza aver fatto la corsa folle all’accaparramento !!!!!) dobbiamo fare maggior attenzione alle scadenze.

Spero che questo articolo sia stato utile, è solo un modo per condividere un’idea e…….per occupare oggi del tempo libero che abbiamo.

 

Rivincita

 

Che cos'è il disturbo da deficit di natura?

Io credo che con questa pandemia la Natura si stia prendendo una rivincita sull’uomo.

Sapete che quando ad un certo punto ci sentiamo stanchi, “stressati”, piccolo raffreddore, doloretti, un poco di febbre, ma andiamo avanti, dovremmo invece fermarci e dare ascolto al nostro corpo che ci parla.

Perchè il nostro corpo ci manda dei segnali, che spesso ignoriamo perchè “non abbiamo tempo”. ecco il tempo ci è sempre mancato o quantomeno lo abbiamo usato magari non nel modo migliore. E lo stesso oggi, ma non solo da ora, la Natura ci ha sempre mandato dei segnali per avvisarci che dovevamo preoccuparci di lei, anzichè ignorare spudoratamente quanto di male stavamo facendo. Fino a che ha detto basta, basta con gli incendi che distruggono i suoi polmoni verdi, basta con le inondazioni che annegano, basta con l’inquinamento che rendono le città  delle scatole grigie, i fiumi degli scarichi puzzolenti e tutto il resto…..

E allora giù una pandemia che ferma il mondo, giù qualcosa che costringe gli abitanti del pianeta a fermarsi, a guardarsi in giro e forse a prendere coscienza di ciò che hanno fatto.

Le misure che sono state prese sono straordinarie, perchè straordinario è il momento, ma siamo arrivati ad un punto che non si poteva superare. E ora cerchiamo di uscirne e io credo che ce la faremo, pensando solo che questo momento possa essere di lezione per tutti, ma tutti, persone semplici o importanti, soprattutto chi ha in mano le sorti del mondo. Ciascuno di noi deve fare la sua parte, cambiare mentalità e anche abitudini, visto che ora abbiamo il tempo per riscoprire tante cose messe da parte.

La Natura non perdona, ad esempio se l’uomo abbandona un villaggio lei se lo riprende, come è successo in Cina

Risultato immagini per natura

 

Attuale

 

penso che più attuale di così…un cuscino acquistato questa estate dopo aver rinunciato, per vari motivi, a due vacanze…

Mia nipote a Londra dice che gli inglesi non sono molto preoccupati di questa situazione, ma se vedi girare qualcuno con la mascherina, di sicuro è italiano. Perchè sono più attenti a seguire i vari consigli. Le ho detto che gli italiani non si fanno conoscere all’estero perchè vogliono vederli sempre come persone di second’ordine, ma che siamo, nonostante tutto, i migliori.

Va bene, stiamo a casa, ma non neghiamoci tutto chiudendoci in casa e facendoci prendere dal malumore. Ci sono mille cose da fare  che abbiamo lasciato da parte sperando in tempi migliori, certo questi non lo sono, ma pensiamo positivo.

Un abbraccio (virtuale) a tutti.