Scamorza in padella

Scamorza

Lscamorza è un formaggio a pasta filata prodotto con latte vaccino  o con latte bufalino. È riconosciuta come prodotto agroalimentare tradizionale delle regioni Campania Basilicata,  Abruzzo, MolisePuglia e Calabria (ove assume la denominazione di “provola”). Viene prodotta anche in versione affumicata o farcita.

Il sapore della scamorza varia anche a seconda del latte con il quale viene prodotta. In Campania è solito realizzarla con latte vaccino, oppure con latte di bufala, mentre in Puglia si prepara tradizionalmente con il latte di pecora.
Con questo tipo di latte ne deriva un prodotto decisamente più grasso e dagli aromi più intensi, che può anche essere affumicato. È utilizzato, anche se ormai raramente, per realizzare un piatto tipico della regione, la Quagghiaridde : si tratta di un salume preparato con le interiora del montone, riempito con uova e scamorza grattugiata.

La scamorza preparata con il latte di vacca è un prodotto particolarmente rinomato nei territori dell’Abruzzo e dell’alto Molise. Sulle montagne abruzzesi si produce da centinaia e centinaia di anni la scamorza passita, leggermente stagionata, e dal sapore vagamente acidulo; in Molise si prepara invece un prodotto fresco con il latte di vacca bruno alpina,  che al taglio rilascia addirittura qualche goccia di latticello.

La scamorza affumicata invece ha un sapore più intenso, anche acidulo, e un retrogusto speziato. È da preferire un’affumicatura naturale, che oramai avviene soltanto dai produttori caseari artigianali, e non nei prodotti industriali, dove vengono invece utilizzati degli aromi sintetici.

La scamorza possiede, come tutti i formaggi a pasta filata, un alto valore nutrizionale, grazie all’alto contenuto di latte che si utilizza per produrla. Per 100 grammi di prodotto la scamorza ha circa 335 kcal. Le proteine  sono in buona quantità, 25 g ogni 100g di prodotto, e lo stesso vale per i minerali come calcio e fosforo che costituiscono circa la metà del fabbisogno giornaliero di una persona adulta in salute.

Per conservare correttamente la scamorza è bene prima di tutto distinguere quella fresca da quella stagionata: quella fresca ha un colore più chiaro, quasi latteo, e deve essere conservata in frigorifero per pochi giorni soltanto al riparo dal contatto con l’aria; quella stagionata ha invece un colore più scuro, giallognolo, e ha un tempo di conservazione maggiore. Una volta tagliate a metà devono essere protette con della pellicola trasparente.

La scamorza può essere consumata da sola a fette o accompagnata da salumi e fette di pane fresco di giornata. In alcune regioni, specialmente in Abruzzo e Molise, è tipico tagliarla a fette e farla sciogliere in forno su delle fette di pane abbrustolito, e accompagnarla con poche gocce di miele artigianale.
Questo formaggio, specialmente se stagionato, è l’ideale per preparare gustose torte salate, perché dona un gusto intenso al piatto senza sovrastare gli altri sapori.

L’origine del termine scamorza potrebbe provenire da “capa mozza”, ossia “testa mozzata”.

Stasera ho preparato la scamorza in padella, a noi piace molto questo tipo di formaggio perchè, oltretutto, ci ricorda del viaggio in Puglia.

INGREDIENTI:

  • scamorza bianca pugliese
  • insaporitore alle verdure (mio)
  • olio extravergine

Ho messo un poco di olio in padella e la scamorza tagliata a fette, sopra pizzichi di insaporitore di verdure (preparato con varie verdure essiccate e tritate).

 

poi a fuoco lento finchè si è sciolta e sotto una bella crosticina.

 

buonissima, con una bella insalata mista, pomodori, peperoni, cetrioli, verza viola e carote e del riso al gorgonzola, come primo, ecco la cena pronta.

 

 

 

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Insalata di orzetto e peperoni

ORZO:

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L’Hordeum vulgare, era già coltivato in Medio Oriente nel VII millennio a.C. e poi fu diffuso, grazie ai commerci, in tutto il mondo.

  • È utilizzato trasformato in farine, nella panificazione, per dolci e pasticcini.
  • Macinato grosso si ottengono delle semole grosse adatte a piatti  simili al cuscus.
  • Previa tostatura e macinazione l’orzo è impiegato per preparare il caffè d’orzo e come componente base per la produzione di altre bevande con sapore simile al caffè ma prive di caffeina (tra cui lo yannoh).
  • Tostato e liofilizzato si usa per preparare velocemente delle bevande aggiungendo acqua o latte caldi. Le bevande vengono anche usate come sostitutivi del caffè.
  • Previa trasformazione in malto, l’orzo è impiegato come materia prima nei birrifici per la produzione della birra, e nelle distillerie per la produzione di liquori ad alta gradazione alcolica.
  • L’orzata è una bevanda analcolica composta da acqua e Orzo.

PEPERONI:

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peperone è il nome comune dato alla bacca ottenuta da alcune varietà della specie Capsicum annuum e utilizzata come verdura. Vengono consumati sia freschi (crudi o cotti), sia  essiccati (ad esempio il peperone crusco). Pur provenendo dal medesimo genere di piante, il peperone si differenzia dal peperoncino poiché non contiene la capsaicina, che è invece responsabile della piccantezza del peperoncino.

Tutto questo per spiegare che prodotti ho usato per la mia insalata di orzetto e peperoni.

INGREDIENTI:

  • 160 gr di orzo perlato
  • 1 peperone rosso
  • 1 peperone giallo
  • olio, sale spezie

Dopo aver lavato bene i peperoni, tagliarli a metà ed eliminare i filamenti bianchi. Quindi tagliarli a cubetti e disporli su una teglia da forno, condirli con olio, volendo piccante, sale ed erbe o spezie a piacere, io ho messo olio e  maggiorana. Infornarli per circa 20 min a 200°.

 

Nel frattempo lessare l’orzo in acqua salata, poi scolarlo e passarlo sotto all’acqua fredda e metterlo in una ciotola.

Quando i peperoni sono cotti, unirli all’orzo, mescolando bene e volendo unire un po’ d’olio.

Si può gustare questa insalata anche il giorno dopo, si sarà ben amalgamata.

Con della verdura fresca e del formaggio la cena è servita.

 

Tortina con bozzo in friggitrice ad aria

La friggitrice ad aria è una bella invenzione, comoda, soprattutto d’estate, così non si accende il forno.

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Oggi, dopo aver preparato le coscette di pollo arrosto, cercavo la ricetta di qualche dolce.  Ho trovato un bel blog – Il filo di Ariannas –   e lì ho copiato una torta. La ricetta originale prevede le mele, ma io avevo delle albicocche ed ho usato quelle.

Naturalmente la torta risulta piccolina perchè il cestello della friggitrice è di circa cm. 20/22, ma basta per la colazione e la merenda.

INGREDIENTI:

  • 2 uova
  • 50 gr di zucchero
  • 1 cucchiaio olio di arachidi
  • 50 gr latte
  • 90 gr. farina 1
  • pizzico di sale
  •  cannella in polvere
  • 1/2 bustina lievito per dolci
  • 4 albicocche
  • zucchero a velo

Prima di tutto accendere la friggitrice ad aria e riscaldare a 180 gradi per 5 minuti, poi abbassare la temperatura a 160 gradi , inserire la torta e cuocere per 25 minuti.

Lavorare le uova con lo zucchero, la cannella e il sale, aggiungere un cucchiaio di olio di arachidi e continuare a mescolare, unire il lievito alla farina e mescolare anche questi. Aggiungere poi il latte  ed ottenere un impasto semimorbido al quale aggiungere le albicocche. Versare nel cestello con una base di carta forno. Inserire nella friggitrice, a cottura ultimata spolverare con zucchero a velo.

Alla mia, cresciuta e cotta bene, è venuto su un bozzo…mah. Però è buonissima, veloce e da rifare anche con altra frutta, aggiunta di cacao ecc.

 

questa è l’unica foto perchè, portata in tavola dopo cena, è sparita…altro che prima colazione.

 

 

Caprese a modo mio

Tempo di cibi freschi e una caprese è d’obbligo, ma stavolta ho fatto fuori dalle ricette classiche, cioè a modo mio.

Ingredienti

  • pomodori datterini
  • bocconcini di mozzarella
  • basilico
  • rucola
  •  olio
  • aceto balsamico
  • sale pepe bianco

Anche questa ricetta molto semplice, ma d’effetto.

Ho messo in un largo piatto di servizio i datterini, sopra a pezzetti i bocconcini di mozzarella, poi tritato finissimo sia il basilico che la rucola (fresca dei miei vasi).

Ho fatto una vinaigrette con olio, aceto, sale e pepe bianco, mescolato bene e versato sulla mia caprese.

Ecco il risultato.

colorata, allegra e fresca.

Pomodori ripieni crudi

In alternativa ai pomodori ripieni al forno o in padella, visto il caldo caldo ho preparato dei pomodori ripieni crudi, o almeno i pomodori…

INGREDIENTI:

  • dei pomodori cuore di bue
  • riso
  • tonno
  • capperi
  • pecorino
  • acciughe
  • mais
  • origano essiccato
  • olio

Per prima cosa ho tagliato la calotta ai pomodori e li ho svuotati in una ciotola, messi poi a testa in giù in un piatto.

Ho fatto cuocere del riso, al dente, scolato e fatto raffreddare. Ho unito il mais, il tonno, i capperi, il pecorino a pezzetti e salato leggermente.

Ho messo un po’ d’olio e origano nei pomodori quindi li ho riempiti ben bene e poi decorati con un filetto di acciuga.

 

Esperimento semplice, ma riuscito, dovevo prepararne di più…..

Cassettiera per penne

Ebbene sì, un’altra mia collezione è quella delle penne pubblicitarie. Delle varie aziende, medicali, di alberghi, ristoranti, di varie iniziative, aeroporti ed anche ne ho due di un’impresa di pompe funebri (non le vuole nessuno, ma io così ho una rarità). Vengono da tutto il mondo perchè ormai l’ho talmente detto a tutti che nessuno viene a trovarmi senza delle penne per me.

Mettile nelle scatole, riempi dei cassetti, insomma alla fine non le potevo tenere confuse, il bello è separarle per argomento, poterle riguardare ed allora Mastro Geppetto (Mauro) si è ingegnato e mi ha costruito una bellissima cassettiera per contenerle tutte o quasi.

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Ha recuperato dei vecchi cassetti di una merceria, quelli che contenevano i rocchetti di filo, ne ha costruiti altri simili e tutto il corpo per contenerli.

E i cassetti hanno tutti dei separatori per suddividere le penne secondo argomento.

 

questa viene da Perugia ed è una tazza rovesciata dalla quale esce della cioccolata, naturalmente il corpo penna è…la cioccolata..

 

particolari

 

in prima fila quella della Juve…glielo dovevo dopo tutto questo lavoro.

Dimenticavo… per ora sono a quota mille10.

 

 

 

 

 

Confettura di melone

IL MELONE – (Cucumis melo)

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E’ di probabili origini africane o, a seconda di altri, dell’antica Persia, nel secolo V a.C. ,ma furono gli Egizi che lo esportarono nel Mediterraneo.

A. Dumas apprezzava molto i meloni della città di Cavillon (Francia) e fece richiesta alla biblioteca della città per uno scambio tra le sue opere e una rendita vitalizia di 12 meloni l’anno, e così avvenne fino alla sua morte.

E’ un ottimo frutto, rinfrescante e gustoso, contiene molta vitamina A ed E e potassio e fosforo. Idrata il corpo ed elimina le tossine per cui fa molto bene anche alla pelle, è un antiossidante naturale, regola la pressione, l’intestino e il sistema nervoso.
E’ ipocalorico (33 calorie per 100 gr) ed è protagonista di diete che permettono di sgonfiare pancia e addome.

Quindi si può utilizzare in molti modi, crudo in insalata, così com’è a fette, in varie preparazioni, frullato o cotto in confetture.

E appunto oggi ho preparato una confettura di melone, dal momento che ora siamo in piena stagione di meloni ed in campagna se ne trovano tantissimi. E allora per non ingoiarli tanto per consumarli…ho optato per la confettura.

INGREDIENTI:

  • due meloni maturi
  • 350 gr zucchero
  • una busta di Fruttapec (per mantenere il colore e le vitamine)
  • due pezzi di cannella

Dopo aver frullato i pezzi di melone, li ho messi in una pentola e a freddo ho aggiunto lo zucchero e il fruttapec e la cannella.

Ho acceso il gas al massimo e dal momento della bollitura ho calcolato 5 minuti. Invasati a caldo e girati per il sottovuoto.

 

lo so…lo so..ai vasetti di recupero dovevo togliere la vecchia etichetta, ma vuoi il tempo, vuoi……insomma non ne avevo voglia (!!!)…quando saranno vuoti farò il lavoro completo. L’importante è recuperare il recuperabile per non buttare via ciò che si può ancora usare.

Questa confettura è molto buona con i formaggi, provatela.