Archivio mensile:Mag 2012

AIUTI PER I COLPITI DAL TERREMOTO

Sono molto vicina all’epicentro del terremoto, per fortuna noi non abbiamo subito danni, ma stiamo ospitando due  cugini con due bimbi e i suoceri che abitano a Crevalcore e San Felicer sul Panaro.

Sono letteralmente stravolti da quanto successo e quindi posso capire bene cosa significhi essere in quelle zone. Ed è per questo che pubblico volentieri l’appello lanciato da Cucinando  Assaggiando.

Copio/incollo dal blog Cucinando assaggiando

Passate parola!

ZONE TERREMOTO!

ANNUNCI ALBERGATORI PER I TERREMOTATI:

Vista la Gravità della situazione mettiamo a disposizione gratuitamente camere presso il nostro albergo.

HOTEL SPORTING – CAMPAGNOLA EMILIA (RE) TEL. 052275484 – 3923556690.
Michele e Walter. ( Michele Brioni)

Holiday Inn Ravenna, Via Enrico Mattei 25, 0544-455902
Hotel Astra (Ferrara), Viale Cavour 55, CAP 44121, tel. 0532-206088
Hotel Sporting di Campagnola Emilia (Reggio Emilia), tel. 0522-75484 392-3556690
Don Alberto di Argelato (BO), via Funo 14, ospita sfollati. Alberto.maria.d@alice.it tel. 051-861505 333-5227908 338-3879861
Hotel Commodore Cervia, via Lungomare Grazia Deledda 126, CAP 48015, Cervia (Ravenna)
0544-71666
Hotel Perla Verde Milano Marittima, viale 2 Giugno 144, CAP 48015 Milano Marittima (Ravenna) 0544-994014
Hotel President Cervia, via Irpinia 16, CAP 48015, Cervia (Ravenna), 0544-987470
POTREBBERO SERVIRE DONAZIONI DI SANGUE PER I FERITI, ecco le sedi AVIS locali , A MODENA SERVE SANGUE ZERO NEGATIVO.

IN OGNI CASO C’E’ BISOGNO DI:

– ACQUA, tanta acqua,

– Posate, bicchieri, piatti di plastica,

– Doccia schiuma, shampoo, dentifricio, spazzolini,

– Carta igenica, assorbenti, lenzuola, federe,

– Stracci per il pavimento, spazzolone, secchi, mocio e secchi per il mocio, guanti di plastica per pulizie e servizi igenici, detersivi per bucato a mano e lavatrice.

Per i bambini:

– Latte in polvere, pannolini per neonati e bambini più grandi

♥ GRAZIE ♥

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059 200200
è il numero della protezione civile per assistenza nella zona di Modena.

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Per favore chi non ha problemi non usi il cellulare.

Linee sovraccariche rallentano gli aiuti.

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Nelle zone coinvolte dal terremoto togliete le password delle wifi.

Le reti cellulari non funzionano.

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NUMERI DI EMERGENZA:

– Ferrara: 0532771546

– Modena: 059200200

– Mirandola: 0535611039

– San Felice: 800210644

– Cento: 3332602730

Telefono: 0535 49806 cellulare per urgenze 329 3179600
mail: polizia.municipale@comune.cavezzo.mo.it

Comune di Cento: il nr verde non funziona x aiuti chiamare 3332602730

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Il Comune di Mirandola cerca professionisti: ingegneri, architetti.
Contattare la P. Municipale: 0535/611039, 800/197197.

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Appello ai cittadini: aprite le reti wi-fi per migliore copertura delle zone colpite, aiutando così i soccorsi….

Mentre per chi volesse è attivo il numero 45500 per inviare SMS e donare 2 euro.

Agli amici ed amiche blogger sentitevi liberi di copiare il post e condivederne i contenuti ovunque.

 

 

IL PARMIGIANO NEL TERREMOTO

Con molta dignità un’azienda produttrice di parmigiano-reggiano colpita dal sisma ha scritto: “Qui siamo vivi e vogliamo andare avanti. Chiediamo a tutti non una mano, ma l’opportunità di rialzarci con il nostro lavoro. A causa del sisma il magazzino di stagionatura ha subito gravi danni, per poter ripristinare il magazzino è necessario vendere il parmigiano…”

Cliccando su – parmigiano terremoto – compaiono tanti siti da contattare per poter acquistare il parmigiano.

Noi, i nostri figli ed amici andremo ad acquistarne molti chili, sottovuoto e sicuramente ottimo come tutto il parmigiano che qui si produce.

Fatelo anche voi che mi leggete, daremo una piccola mano perché queste aziende possano riprendere a lavorare.

 

” Tucèn ed fa’sol e ov” (sughetto di fagioli e uova)

Ecco un’altra vecchia preparazione di Fiorino, che facevano quando lui era piccolo.

Questo è un “tucèn ed fa’sol e ov”, cioè sughetto di fagioli e uova.

toucin con uova

Ingredienti: (le dosi sono a piacere a seconda delle persone, mi ha detto Fiorino)

  • Salsa di pomodoro
  • Prezzemolo, aglio, sale
  • Fagioli cannellini (più teneri) o borlotti, si possono usare quelli in scatola anche se una volta usavano quelli freschi, che, secondo me, hanno un sapore migliore.
  • Uova
  • salamoia bolognese

Mettere in una padella la salsa di pomodoro e pari quantità di acqua, (notare la parsimonia di una volta) dell’aglio e del prezzemolo tritato.

Lasciare cuocere per circa un’ora e poi aggiungere i fagioli.

Se freschi, sbollentati, se in scatola, metterli e basta. Quando anche i fagioli saranno teneri mettervi le uova, aggiungere la salamoia e lasciar insaporire.

Ci sono due modi, o prima far rassodare le uova, poi tagliarle a metà, metterle nella padella e lasciare che si insaporiscano,  (quello della ricetta) oppure romperle direttamente nel sugo e farle cuocere.

Vi assicuro che è un piatto buono, ricco di proteine e loro ne avevano bisogno, anche perché la carne era piuttosto rara sulle loro tavole.

In questo stesso sughetto, ma senza i fagioli, facevano cuocere in umido anche i pesci gatto, che pescavano nei “maceri” e lo chiamavano “tucèn par el pass” (sughetto per il pesce).

Ma questo lo spiego la prossima volta non appena Fiorino li pescherà.

ZALETI VENEXIANI

Ancora sotto l’influsso di Venezia che non si è mai finito di scoprire, ho cercato di preparare gli “Zaleti”.

Non sono grandi come quelli in vendita, ma ho seguito la ricetta dal libro “La cucina veneta” di Alessandro Molinari Prandelli, libro che fa parte di una collezione di tutte le ricette tradizionali italiane.

Gli zaleti (gialletti) sono dei biscotti rustici, dalle umili e antiche origini, preparati, per la maggior parte, con farina di mais che le famiglie povere usavano molto  per preparare i loro “pranzi” a base di polenta.

Ingredienti  (mie modifiche in rosso)

  • 300 gr di farina gialla di granoturco
  • 150 gr di farina bianca 00
  • 150 gr di burro     – (120 gr di burro)
  • 70 gr di lardo        – ( 2 cucchiai di olio)
  • 100 gr di uva zibibbo (da far rinvenire in acqua tiepida)
  • 2 uova
  • la scorza grattugiata di un limone
  • 200 gr di zucchero a velo per lo spolvero finale.

Sciogliere il burro e il lardo in un tegame e farli raffreddare, (non usando il lardo non l’ho fatto, ma ho unito all’impasto il burro sciolto e l’olio).

Sulla spianatoia versare a cratere la farina gialla e quella bianca, unire i grassi sciolti,  le uova e gli altri ingredienti, impastare con cura per avere un amalgama compatto. Lasciare riposare per circa un’ora, poi preparare tante palline grosse come una noce, da schiacciare appena.

Disporle sulla placca del forno, già caldo a 200° e dopo circa un quarto d’ora, quando sono dorati, ritirarli e aspettare un momento prima di staccarli con una paletta.

Spolverizzare con lo zucchero a velo, io ho usato quello che ho fatto io con la vaniglia.

Piacevoli con una tazza di the, magari ascoltando quel bellissimo gruppo dei  “Rondò veneziano”.

LE ACCIUGHE, queste dimenticate.

Da: “La via dell’acciuga” di Laura Rangoni

storia, mito e tradizioni culinarie.

La storia dell’acciuga si lega alla scarsità di cibo che esisteva fino ad almeno 100 anni fa.

Se sulle coste italiane il pesce è sempre stato presente, pescato e consumato, non così per le classi meno abbienti della campagna, della montagna e della città.

Ed ecco che allora hanno imparato a salare le acciughe per conservarle e a trasportarle anche più lontano dal mare.

Il consumo di pesce spesso si riduceva alle “alacce” (acciughe salate), alle aringhe affumicate o essiccate, alle sardine e ad alcuni pesci di fiume o di lago.

In alcuni centri di montagna le famiglie povere si permettevano solo un’acciuga salata, che non veniva pulita perché conservasse il suo odore e veniva cotta sulle braci del camino o sulla piastra della stufa economica.

C’è differenza tra acciughe e sardine. I bianchetti o gianchetti che si vendono non sono di acciuga, ma di sardina, perché le larve delle acciughe sono amare.

La sardina è simile all’acciuga, ma è più grande, è priva di denti e non ha il muso che sporge dalla mascella come l’acciuga.

Esse sono pesci azzurri e consigliate per le loro caratteristiche organolettiche, le acciughe fresche contengono il 15% di proteine, solo 3.5% di grassi e hanno 100 calorie, molto fosforo e “grassi buoni” (polinsaturi).

Le acciughe salate hanno ancora meno grassi, solo 1% e quelle sott’olio 11%.

La pesca delle acciughe, fin dal Medioevo, è stata soggetta a regole e divieti. Ad esempio erano soggette “alla decima”, cioè i pescatori dovevano devolvere alla parrocchia il 10% del pescato.

La vita del pescatore era grama e così la sua dieta quotidiana; le acciughe venivano consumate nelle minestre a mezzogiorno con un po’ di pane e la sera condivano la polenta.

Le acciughe oggi sono le protagoniste del “tocio” veneto, del “guazzetto ligure”, del “tocc” romagnolo e di molti altri sughi regionali.

Curiosità e le acciughe nei proverbi:

Un modo per passare inosservato è “fare l’acciuga” cioè mescolarsi agli altri.

Di un giornale scritto male si dice che “è buono per le acciughe”, perché spesso le acciughe salate venivano incartate nei giornali.

Un’acciuga nel piatto vale più di un tonno in mare.

Nei ricordi:

“ mio padre faceva l’oste e quando arrivava un acciugaio che voleva dormire nel fienile, glielo faceva fare in cambio di un po’ di acciughe che poi mia madre cuoceva sulle braci”

“ il sale che veniva via dalle acciughe non si buttava via, ma era usato per dare sapore alla polenta. Veniva molta sete e i più giovani bevevano latte annacquato, i grandi invece il vinello” (annacquato pure lui).

“ le mamme facevano cuocere le acciughe con un poco di olio di lino, l’aglio e il prezzemolo e ci condivano la polenta”.

Per tutto il resto delle notizie vi lascio alla lettura di questo interessante libro, nel quale si scopriranno tanti particolari curiosi circa le acciughe e non solo.

Ed ecco qui una ricetta tratta dal libro, ce ne sono tante e tutte invitanti, tali da volerci far apprezzare un pesce spesso dimenticato:

ACCIUGHE ALLE ERBE

Ingredienti (per 4 persone)

  • 500 gr di acciughe
  • 50 gr di burro
  • 1 foglia di lauro (omessa)
  • 2 chiodi di garofano (omessi)
  • 1 cipolla
  • 1 spicchio di aglio
  • 1 ciuffo di prezzemolo
  • 1 bicchiere di vino bianco
  • 1 cucchiaio di farina
  • Sale
  • Qualche fogliolina di timo e un rametto di rosmarino
  • Succo di mezzo limone.
  • Io ho aggiunto alcune foglioline fresche di menta e pepe .

Procedimento:

Preparare e lavare le acciughe, lessarle con le erbe, la cipolla affettata, lo spicchio di aglio schiacciato, il sale ricoprendole con acqua e vino bianco in parti uguali, facendole sobbollire per 10 minuti.

Quando sono cotte toglierle dal brodo facendo attenzione a non romperle, disporle nel piatto da portata e tenere al caldo.

Mettere sul fuoco una casseruola con il burro e aggiungere la farina stemperata in due bicchieri di brodo di cottura del pesce, passato al setaccio, mescolare bene e quando la salsa è ben addensata, aggiungere il succo di limone, versare sulle acciughe e servire subito.

E’ un piatto profumato, buono, il sapore delle acciughe con la crema fatta con il brodo di cottura viene esaltato.

 

LE FRITTELLE DI FIORINO

Come sapete Fiorino è il mio vicino di casa che ama cucinare.

Anche oggi mi ha chiamata e mi ha detto ” vieni a sentire cosa ho fatto, se non ti piace le butti nel – rusco -…” Figuriamoci…sono delle frittelle fatte come una volta, quando utilizzavano tutto, dovremmo imparare.

E’ partito da un avanzo di pasta e fagioli, ma preparato con degli spaghettini (” avevo quello in casa” ), poi ha aggiunto della farina e dell’acqua minerale frizzante per fare la pastella.

“Perchè acqua minerale frizzante?, Perchè con la farina fa come un lievito e si gonfia” E’ vero.

Poi in padella con un po’ d’olio e diventano croccanti, sembrano impanate e invece no.

Buonissime, bravo Fiorino.

Ingredienti:

  • avanzo di pasta e fagioli
  • farina bianca
  • acqua minerale frizzante quanto basta
  • poco sale
  • olio

Mescolare il tutto fino ad ottenere un impasto fluido da mettere a cucchiaiate nell’olio.

Far asciugare su carta da cucina e servire.

Questa invece è la mia Montedison in una foto artistica

    

  

e qui in posa con le orchidee che mio figlio mi ha fatto arrivare da New York per il mio compleanno   (oggi).