“Tieni botta, ragazèin”

In Emilia si usa dire così, tieni botta ragazèin, per dire “dai, ce la farai, andrai avanti…”

Sono andata ad acquistare il parmigiano nella zona proprio del primo epicentro del terremoto del 20/5, una desolazione, non solo i centri chiusi e inagibili, ma le cascine crollate, i capannoni, le persone sotto alle tende nei giardini e i tavolini fuori.

Se non si sapesse che quella è diventata ora la loro casa si potrebbe pensare a qualche voglia di campeggio, di stare al fresco, ma non è così.

Parlando con i produttori e le persone, tutti ti accolgono con il sorriso, sono brulicanti come formiche, trasmettono una voglia di vivere, di andare avanti che fa calare la commozione che si prova, non è gente che si fa compatire, ma vogliono solo riprendere il loro lavoro e riappropriarsi della loro vita.

Avevo la macchina fotografica, ma non ho fatto foto, non me la sono sentita di “fare la turista”, per rispetto al loro dramma.

“Tieni botta, ragazèin”

 

 

 

 

1 pensiero su ““Tieni botta, ragazèin”

  1. Cara Marika, immagino quanta tristezza nel vedere quei luoghi. Speriamo tutti che la terra smetta di tremare e che la ripresa avvenga il più presto possibile!

I commenti sono chiusi.