PASSEGGIATE ROMANE

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Cosa c’è di meglio che iniziare una passeggiata romana con una bruschetta così invitante.

Siamo stati a Roma con nostra nipote, eccola qui in tutta la sua luminosità come il sole che sta catturando:

Abbiamo cercato di vedere delle cose curiose di cui Roma ne è piena, per esempio “le statue parlanti”. La più famosa è “Pasquino”, un frammento di un’opera in stile ellenistico, divenuta figura caratteristica della città fra il XVI ed il XIX secolo.

Ai piedi della statua, ma più spesso al collo, si appendevano nella notte fogli contenenti satire in versi, dirette a pungere anonimamente i personaggi pubblici più importanti. Erano le cosiddette “pasquinate”, dalle quali emergeva  il malumore popolare nei confronti del potere, primi fra tutti, i papi.

Pasquino era in breve tempo divenuto fonte di preoccupazione e  di irritazione per i potenti presi di mira dalle pasquinate, quindi decisero di farla vigilare notte e giorno da guardie, ma le pasquinate apparvero infatti ancora più numerose ai piedi di altre statue.

Volevamo andare a mangiare i famosi filetti di baccalà fritti dal “Filettaro”, ma ahimè era chiuso per ferie.

E’ un piccolo locale nel quale dalle 17 alle 23 si possono gustare, seduti a piccoli tavoli degli eccelsi filetti di baccalà: la caratteristica di questo locale, consiste nel fatto che vi si possono mangiare soltanto filetti di baccalà fritti, pane burro e alici, puntarelle alla romana e pochissime altre cose… tutti alimenti derivanti dalla cultura popolana e poverissima di Roma. In fin dei conti un luogo fuori dal tempo, dove ritrovare i veri sapori di Roma.

(Altro buon motivo per ritornare a Roma)

Ma la cosa importante è stata incontrare alla sera Clara con il marito Natale ed un’altra amica Giulianamaria e Nino.Ci hanno invitati ad Ariccia , patria della “porchetta”. La cosa interessante è stata scoprire la “fraschetta”, cosa mai sarà ? Con il termine popolare “fraschetta” si è soliti indicare un particolare tipo di osteria la cui diffusione è limitata principalmente alla zona dei Castelli Romani.

Le fraschette hanno un’origine antichissima, sicuramente medioevale,e  proprio in quell’epoca nacque l’usanza, per i viticoltori del tempo di apporre una frasca ben carica di foglie sopra l’ingresso del locale (come avviene con le moderne insegne) in modo tale da indicare agli avventori che il nuovo vino era pronto da bere.

Ciò che differenziava le fraschette dalle normali osterie, era il fatto che questi posti fossero sprovvisti di cucina, e non veniva offerto nulla, eccezion fatta per il vino, del pane ed eventualmente di uova sode. Per tutto il resto bisognava portare deicibi propri. Ben presto però si sparse l’abitudine  di mettere dei banchi vendita in prossimità delle fraschette con generi alimentari di vario tipo in modo tale da fornire il companatico agli avventori delle fraschette. Tra questi, un prodotto particolarmente diffuso, di tradizione trimillenaria, era rappresentato dalla porchetta, che, nonostante il traascorrere dei secoli rappresenta un legame con queste osterie.

Noi siamo andati proprio in una di queste, con i soffitti a volta e la cantina in fondo al locale. Alla Fraschetta…….tavolone di legno, panche, tovaglia di carta, piatti di legno su cui trionfavano i salumi tipici, carne secca, formaggi conditi e l’immancabile “porchetta”. Naturalmente il vino, bianco o rosso? Bhè, tutti e due… Abbiamo mangiato anche la pasta “cecamarito”, come? Cerca marito? No, proprio ceca marito… preparata un attimo prima dalla padrona del locale. Condite, una alla gricia e l’altra con pomodorini e guanciale.

La pasta alla  gricia (o griscia) è l’antenata della amatriciana. Secondo alcuni, il nome   deriverebbe da un paesino a pochi chilometri da Amatrice, di nome Grisciano La griscia era ed è ancora conosciuta come l’amatriciana senza il pomodoro.

questo è il pane di Genzano, speciale che si produce solo nella zona di Genzano.E’ ottenuto da farina di ottima qualità di tipo 0 o 00, lievito naturale, sale, acqua e cruschello di grano. Il prodotto finito, estremamente leggero, si presenta nella classica forma a pagnotta tonda o in filone, con crosta scura e fine, mollica soffice e fortemente occhiata, dal profumo di cereale.

Qui servito nel foglio di carta per conservarne la fragranza e poi vediamo anche fagioli con le cotiche.

qui abbiamo dei deliziosi bocconi di provola avvolti nella pancetta, fritti e conditi con un po’ di aceto balsamico, dato che erano ottimi concediamo lo sconfinamento in Emilia.

E per finire (non sto ad elencare tutto il resto…) dei biscotti casarecci da tuffare nel vinello dei Castelli, degna conclusione.

Il giorno dopo siamo andati a vedere la mostra “Lux in arcana”, nei Musei Capitolini,  era l’esposizione per la prima volta di 100 documenti segreti dell’archivio Vaticano, in occasione del IV centenario della sua fondazione.

Emozionante trovarsi di fronte a documenti con firme autografe di Michelangelo, Galileo Galilei, Napoleone, quelle dei Lord inglesi che, in una pergamena diretta al Papa,appoggiavano la richiesta di divorzio di Enrico VIII, e poi ancora le direttive dei papi, i documenti sulla lotta delle investiture tra l’Imperatore e il Papa. C’era tutta la storia da rivivere attraverso quei documenti che svelavano che quello che si legge sui libri è realtà.

Il giorno dopo…dove andiamo?

Siamo andati a visitare la chiesa di Santa Maria in Cosmedin sul cui muro c’è “la bocca della verità”. Le persone (giapponesi e spagnoli) erano in fila per accedervi, ma su tre file…sotto al sole e in più si doveva pagare per infilare la mano nella bocca della verità. Ma che siamo matti? Tanto a me non taglia la mano, ne sono sicura (!!!) e allora ci siamo infilati subito nella chiesa.

Straordinaria, con il pavimento cosmatesco, a tessere colorate, un bellissimo altare e la cripta, nella quale ci ha invitato ad entrare (previa offerta) un signore che si è rivolto a me in inglese (come al solito, ma non si vede che sono italiana??).

La cripta è molto suggestiva, con un piccolo altare, con le colonne che fanno da corona e  le pareti che trasudano storia, mi sono sentita in un’altra epoca veramente.

I Cosmati erano marmorari romani  vissuti tra il XII e il XIII secolo, famosi per le loro sculture, ma soprattutto per i loro mosaicie le loro decorazioni realizzate prevalentemente in luoghi ecclesiastici.

Il loro modello ornamentale, si fondava sulla lavorazione di tasselli di pietre dure, di marmo, di pasta vitrea e di oro, collocati in modo da formare temi astratti. Il loro stile derivò in parte dall’arte bizantina e in parte dal gusto classico.

Poi alla sera tutti ad Ostia ad ammirare il tramonto nel mare, molto suggestivo

ma ancora  più suggestivo è stato il ristorante a Fiumicino  a mangiare il pesce.

Mangiare? Credo di non averne mangiato mai così tanto e ottimo.

Partiamo dagli antipasti:

questo è un assaggio (Clara aiutami con i nomi),poi spaghetti con i frutti di mare, cioè frutti di mare con spaghetti, un risotto alla crema di scampi incredibilmente buono, mai assaggiato,tagliatelle con delle piccolissime vongole, particolari del luogo.

Volete una bella grigliata mista? Cosa??? però una frittura di paranza, dai proviamo. Eccezionale, croccante e leggera.

e per finire, due stornelli romani

dopo di che siamo “rotolati” a Roma. Il giorno dopo siamo andati a visitare San Giovanni in Laterano e lì nella piazza,in un ristorante (!) abbiamo finalmente preso la “fregatura turistica” (l’avevamo scampata fino ad all’ultimo giorno) pagando un piatto di verdura e dei formaggi come ostriche….

Ma tant’è, poi dovevamo rientrare a casa…..portando con noi i ricordi delle giornate trascorse, quando si è a Roma il tempo non passa mai, le belle serate passate con i nostri amici che si sono prestati a scorazzarci per Roma e dintorni e la serenità che dei momenti passati in un bel posto ed in buona compagnia ti accompagna per lungo tempo.

Vabbè, er viaggio è annato bene, da domani se ripia a vita de sempre,

speramo che se rivedemo presto.

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  1. Eccomi qui , ti ho trovata !!!
    Che meraviglia questa gita a Roma, direi che è il modo piu’ bello per visitarla ,godendo di monumenti ,amici e delizie culinarie 🙂
    Lascio un salutone grande grande a entrambi !!
    Giuliana

  2. Ciao Marika, ero sicuro che il precedente commento fosse stato registrato…
    Comunque ti dicevo soltanto, più o meno, quello che ti ho scritto per email… Mi dispiace per la fregatura (purtroppo sempre meglio dare un’occhiata ai menu esposti, e se non ci sono… alzare i tacchi e cercare un altro posto) e per il Filettaro chiuso. Ma il ristorante a San Giovanni era Cannavota? E’ un locale storico, dell’inizio del ‘900, e non pensavo “tirasse sòle” a quel modo 😦
    Beh… sarà per la prossima, allora 😉
    Ciaooooo
    Jacopo

  3. Eccomiii, ci sono pure io, finalmente… 😦 tornata alla normalità di tutti giorni (tranne i fine settimana, quando se è bello scappo in montagna: periodo di funghi!). Insomma tra qui e là, su e giù dai monti siamo già quasi al 20 di settembre e io non me ne sono quasi accorta. E qualche problema ai pc di casa mi ha ulteriormente impigrita dal punto di vista della comunicazione informatica. Quasi un mese che non vedo la posta Marika: sic! chissà che troverò…

    allora mia bella amica, alla prima serata di calma eccomi qui (veramente è notte ed ho appena finito di lavorare. questa pausa e poi a nanna. Però ero troppo curiosa). Ma è tutto cambiato qui? Sei passata ad una grafica autunnale? Intanto qualche “chicca” dove curiosare l’ho già intravista e non vedo l’ora di commentare, ma ormai lo farò domani (non m’ero accorta fosse così tardi). Ho scorso velocemente anche il tuo resoconto romano, e mi pare che tu abbia colto lo spirito di quel poco (mica tanto) che sei riuscita a vedere. E magari la prossima volta dal Filettaro andiamo insieme (eccolo là… sempre a tavola si torna!). Mamma mia gli antipasti a Fiumicino erano così tanti… vedrò di aiutarti ad individuare quelli che hai fotografato.

    Marika: non vi dico cosa era di buono il friggione! Ricomplimenti al cuoco! Poi ti dico via e-mail ;). Per non parlare del resto. Ma a parte questo torno a dirti quanto sia stato bello per me incontrarci e conoscerci. Anzi… riconoscerci… perché l’incontro anche se non de visu c’era stato, e l’affinità sperimentata ed acclarata, Dunque non restava che dirci:… sei tu! 🙂 Belle, belle serate troppo brevi, da ripetere con giulianamaria… e vabbé, pure coi maschietti… glielo concediamo per la simpatia (o per il portafigli?… Naaaaaa!)… e magari col resto della truppa romana. E se poi avessimo pure una presenza da quel di Udine sarebbe fantastico no? Comunque, Natale arriverà in un attimo, e io ricomincerò a mettere da parte pensierini: vedi di non farmene accumulare troppi eh?

    Un caro saluto cuochesco allo chef del friggione, a te un abbraccio speciale, ed anche alla 4zampe il solito affettuoso grattino! Ah! grazie per il link. Baciiii

  4. @ JACOPO – credo che non potrò più fare a meno dei tuoi consigli.
    @ OCCHIOALLOCCHIO – grazie
    @ CLARA – finalmente ti risento, hai ragione, noi ci siamo riviste e basta.
    Pensiamo ancora alle belle giornate, sai e le ripeteremo. Per i pensierini natalizi…verrò a prenderli di persona. Un abbraccio.
    @ HARIELLE – nooooo, abiti a Tivoli e non lo sapevo, la prossima volta non mi scappi, anzi non ci scappi, vero Clara?

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