SAGRA DELLE “MELE CAMPANINE”

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Siamo stati a questa sagra a S. Possidonio, in provincia di Modena nel cuore dell’epicentro del terremoto di maggio.

La prima cosa che salta all’occhio è la volontà e caparbietà che hanno queste persone di rimettersi in piedi, fuori dalle fabbriche che stanno piano piano tornando al lavoro ci sono cartelli con scritto – stiamo tornando – noi non molliamo – grazie a tutti quelli che ci danno una mano – ed anche questa sagra è la prova che tutto deve tornare alla normalità.

Siamo stati anche a Finale Emilia, tutto transennato, le case messe in sicurezza e i vigili del fuoco (sez. Alpini) che stanno lavorando sulla rocca tutta ricoperta di ferite e le cui torrette sono crollate.

Ma stringe il cuore ascoltare il silenzio che c’è in molte strade, vedere il viso triste delle persone anziane, molti negozi sono ancora chiusi e chissà se riapriranno, capire che molti da un momento all’altro hanno perso la casa, il lavoro……

Non dobbiamo far mancare loro la nostra solidarietà, andate a vedere cosa significa vivere così e, anche se in piccolo contribuire all’economia del posto. Noi abbiamo acquistato parmigiano e frutta anche per parenti e amici.

Ma ora vi voglio parlare di questa sagra:
Innanzi tutto cosa sono le “mele campanine”.

La mela campanina, detta anche “l’antica mela della nonna”, appartiene alla tradizione della bassa modenese e bassa mantovana. Uno studio dell’Università di Bologna, mette in evidenza le sue qualità: elevato contenuto in sostanze antiossidanti, elevato contenuto in pectina e polifenoli oltre che di acido ascorbico.

Fin dal 1877 uno storico di Mirandola cita questo frutto in un suo articolo sull’Informatore Mirandolese: “…..  sono in molto pregio i pomi detti campanini  dei quali nell’autunno si fanno larghe provviste e si trasportano fino a Venezia ed altre città”.

Tanti anni fa nel mantovano era diffusa una piccola mela. Veniva raccolta all’inizio del mese di Ottobre ed era il frutto che veniva consumato a pranzo,a merenda,e a cena per tutto l’inverno fino a primavera inoltrata. Questa era la mela campanina che si conservava benissimo per lunghi periodi .  Nel dopoguerra la mela campanina venne quasi del tutto abbandonata,perchè il mercato richiedeva mele più dolci, più grandi e più economicamente vantaggiose. Fortunatamente alcuni frutticultori  hanno provveduto a mantenere in vita questa tradizione. Si,tradizione è la parola giusta, perchè ormai il mercato non la richiedeva quasi più, era l’era dello sviluppo economico,si andavano diffondendo le celle frigorifere,gli incroci generavano molte nuove mele,più grosse,rosse e dalle spese di gestione più limitate. Ma le nuove razze avevano ormai dimenticato i sapori e le qualità delle mele originarie. Le celle frigo funzionavano bene,ma il loro abuso riduceva a volte la mela a un frutto senza sapore,o per meglio dire”senz’anima”. Quindi ecco il ritorno, timidamente, a questi tipi di frutti che hanno delle caratteristiche superiori alle altre mele, hanno un costo limitato e durano moltissimo tempo senza rovinarsi.

Oltre alle mele campanine, c’era un banco che esponeva le “mele antiche”. Hanno catturato subito il mio interesse, anche perchè non sempre si trovano. Sono dell’Azienda Antichi Poderi del Paradiso” di Novellara (RE), che ha iniziato già da alcuni anni a raccogliere e selezionare antiche varietà di fruttiferi, fiori e ortaggi.

Noi abbiamo acquistato delle strepitose mele pesca che lasciano alla fine un delizioso sentore di pesca e, finalmente, le mie mele ruggine, che erano anni che non le trovavo più.

Poi abbiamo trovato, sempre in zona, una agriturismo che voglio segnalare perché è un posto dove si mangia veramente bene.

Tortelloni, tortellini ecc. rigorosamente fatti in casa, anatra, faraona arrosto, filetto di maiale con l’aceto balsamico e delle crostate casalinghe veramente deliziose.

Si tratta dell’Agriturismo “Le Gazze”, località Bottegone prov. Modena. Ha fuori tanto spazio, un laghetto dove ci sono oche, anatre e in un recinto un buffissimo caprone che ha fatto amicizia con Daniela…

 

E cosa ne dite di queste mele grandi come ciliege? E’ una bellissima composizione.

 

Con le mele campanine si preparano delle gustose ricette e, soprattutto sono l’ingrediente principale della mostarda mantovana.

Ora vado a preparare la torta di mele, poi ve la racconto…

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