Pasta e fagioli all’antica, ma…

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Pasta e fagioli all’antica, ma…cucinata con il Bimby. L’ho sempre preparata nella pentola di coccio, ma ero curiosa di seguire la ricetta del libro e vi assicuro che ancora una volta Bimby si è dimostrato un fedele alleato.

Ho trovato questo simpatico articolo da “Agriturismo San Benedetto al vigneto in provincia di Rieti” e ve lo copio:

La storia della pasta e fagioli inizia oltre duemila anni
fa: il fagiolo e il grano duro, amanti per contrasto sia per il
contenuto dei nutrienti sia per forma che per colore si dettero
appuntamento in Italia, alcuni dicono a Roma altri ipotizzano Napoli,per
consumare una notte di passione. Il letto di nozze avrebbe dovuto
essere appunto una pasta e fagioli. Il grano duro fu il primo ad
arrivare sul luogo dell’appuntamento: arrivò intorno al primo secolo a.C..

Il fagiolo invece non fu puntuale: viveva in America e fu costretto ad
aspettare Cristoforo Colombo che finalmente arrivò esattamente nel 1492.
Il fagiolo, grazie alle scoperte geografiche di quell’epoca ed alle
imprese dei navigatori spagnoli e portoghesi, riuscì ad imbarcarsi per
il vecchio continente solo intorno al 1530 insieme ad altre colture come
i pomodori e i peperoni. Nel XVI secolo, infatti, giunsero in Europa.
Nel frattempo il grano duro si consumava in un’estenuante attesa
cercando invano di abbellire la mensa degli uomini di potere.”

Nella cucina napoletana una particolarità della pasta e fagioli, così come per la pasta cotta con altri legumi, è che la pasta viene cotta direttamente insieme ai legumi, invece che essere cotta in acqua salata a parte, prima di essere aggiunta ai fagioli. Con questa preparazione tutto l’amido della pasta, che andrebbe invece perso scolando la pasta, viene conservato.

Questo, insieme alla mantecatura della pasta conferisce alla pasta e fagioli un sugo più denso e cremoso (azzeccato, in napoletano).

Molto popolare, nella cucina napoletana, è anche l’uso delle cotiche o delle cozze nella pasta e fagioli.

A questo punto la mia ricetta si avvicina molto a quella napoletana, poichè in quella emiliana ci sono le patate che non ho messo.

INGREDIENTI:

  • i gambi della cipolla di Tropea (quella che ho usato per le frittatine)
  • due pezzi di cotica di maiale (sgrassata e bollita)
  • un rametto di rosmarino
  • una crosta di formaggio parmigiano
  • 40 gr di olio
  • 450 gr di fagioli borlotti lessati
  • 100 gr di passata di pomodoro (quella fatta da me questa estate)
  • 1000 gr di acqua
  • un cucchiaio di dado Bimby
  • 200 pasta ditalini
  • sale/pepe/parmigiano q.b.

009

Mettere nel boccale i gambi delle cipolle, la cotica, la crosta di formaggio e il rosmarino, tritare 5 sec. vel 7; unire l’olio, metà dei fagioli e la passata , frullare 5 sec. vel 5.

Versare l’acqua e il dado, cuocere 20 min. 100° vel 1. Aggiungere poi la pasta, aggiustare di sale e pepe e cuocere il tempo indicato sulla confezione a 100°, funzione antiorario, vel soft. Cinque minuti prima del termine della cottura aggiungere i fagioli interi rimasti.

Servire con un filo d’olio e una generosa spolverata di parmigiano, ma Mauro ha anche aggiunto, come facevano i vecchi, anche mezzo bicchiere di vino rosso. 011

Con questa ricetta partecipo al contest – scambiamoci una ricetta, la pasta –

del blog: “Io testo positivo”

Seconda edizione di Scambiamoci una ricetta

 

 

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  1. Vedi giusto oggi stavo pensando alla base della pasta e legumi siciliana. Eh si, in buona parte del ex regno delle due sicilie la pasta la si cuoce insieme, im maniera più leggera da quella da te descritta.
    Io ad esempio (perchè ognuno ha le sue varianti) come base uso oltre al legume in proporzione ottimale, la cipolla intera, i pomodorini, il sedano e la carota. La variante è con i ceci che lascio soffriggere (con sedano, cipolla e carota sfumati di marsala) prima di coprire d’acqua. In ogni caso le verdure poi le passo allo staccio, aumentano la densità.
    Un’accortezza è riservata alla pasta da usare: ditali rigati per i fagioli, spaghetti spezzettati o ditalini rigati per le lenticchie, ditaloni lisci per i ceci, mafalda rotta per le fave. Ma va a seconda dei gusti.
    E poi c’è la pasta con le patate che esulano essndo tuberi e non legumi: bisogna tagliare le patate a dimensioni di ceci, poi si fanno insaporire con un soffritto, una buona dose di pomodoro e coperti d’acqua a cui a cottura si aggiunge la pasta (ditali). 😉

  2. Ah questa ricetta con il Bimbi voglio provarla!! Una mia amica mi ha dato in conto visione il suo vecchio bimbi con tanto di libro di ricette ed io mi sono pure scaricata ricettario nell ipad ed ero felicissima di avere questo favolosoelettrodomesrico ma ahime…..una disperazione!!! Purtroppo in cucina io cambio sempre qulcosa, le ricette le faccio un po a modo mio e il bimbi e molto da ‘ingegneri’….ma vedendo la tua ricetta mi viene voglia di riprovare, soprattutto perche vedo che lo consideri un fedele alleato….forse dobbiamo ancora capirci io e lui….consigli da darmi?

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