Archivio mensile:dicembre 2013

Nuovo anno..buone nuove

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B U O N   A N N O

Questo è il mio augurio per un anno colorato, sereno come quando viene un arcobaleno nel cielo dopo la pioggia.

Auguri a tutti e che il prossimo anno sia buono, con la salute, il lavoro e l’armonia.

 

 

 

Pandoro classico

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Classico perchè? Perchè ho preso un pandoro, aperto e decorato con glassa reale profumata al liquore di mandarino e come tutti i vecchi alberi di Natale che si rispettino, un mandarino (siciliano autentico) sulla cima.

Ma mentre stavo lavorando il pandoro/albero di Natale, mio figlio ha ritagliato dal fondo della scatola una stella cometa e me l’ha piazzata sul presepio……ma vi pare?

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meno male che alla sua età ha ancora di queste esplosioni di allegria, non per nulla è interior designer e quindi la fantasia non gli manca.

 

Pensiero di Natale e ……auguri in ritardo…

……….ma penso graditi lo stesso. Perchè se gli amici non capiscono che ci possono essere delle difficoltà vuol dire che hai sbagliato direzione. Ma io ho pensato a tutti amici e passanti che visitano il mio blog, a chi si ferma e a chi passa e va, a chi ritorna e a chi non viene più, ho pensato a tutti e a tutti io ho fatto idealmente i miei auguri, veramente sinceri, auguri per un Natale sereno, di cui abbiamo molto bisogno.

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Ora Natale è passato, i miei figli sono passati, chi prima chi dopo, ventata di allegria e gesti ripetuti ogni anno, come quello di nascondermi Gesù Bambino o mettere un pastore nella fontana – ma deve fare la doccia – oppure ritagliare una grande stella cometa dal fondo della scatola del pandoro e piazzarla sulla capanna a coprirla tutta. Poi arrivano con dei piccoli doni comperati apposta per me, una campanella dipinta acquistata a Piazza Navona a Roma, una pallina per l’albero con il mio nome che viene da Londra, poi l’altro telefona da Los Angeles – ehi, ma qui fa caldo……..questo è Natale e alla sera, quando sono tutti via noi ci guardiamo in faccia e…la casa è vuota, ma i nostri cuori sono pieni.

Le feste non sono finite, passatele serenamente e ancora un grande augurio dalla vostra – Lastufaeconomica, Marika.

I “Mustazzoli” di Giovanna

Questi mustazzoli sono un dolce tipico siciliano che ho avuto la fortuna di assaggiare e la mia amica Giovanna è stata così gentile da darmi anche la ricetta.

Si possono rifare, ma fuori dalla Sicilia non avranno mai quel profumo e quel sapore che solo lì si riesce ad ottenere. Naturalmente questi sono stati fatti da lei, io non ho il vin cotto…….

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La sua ricetta:

  • mezzo litro di vino cotto
  • gr. 250 farina OO
  • gr. 125 farina di semola rimacinata
  • gr. 125 semolino di grano duro
  • la scorza di un’arancia grattugiata
  • 2 cucchiaini di cannella macinata fresca
  • semi di sesamo

Mettere il vino cotto in una pentola, poi in un colpo solo (come per fare i bignè) aggiungere le farine setacciate, la scorza di arancia e la cannella, a fuoco basso sempre mescolando, farlo rapprendere fino a diventare una palla che si stacca.

Sul tagliere mettere l’impasto e fare un grosso grissino,rotolarlo nei semi di sesamo, appiattirlo un po’ e tagliarlo a rombi. Scaldare il forno e poi spegnerlo, mettere i mustazzoli solo ad asciugare per circa 5 min, devono rimanere morbidi.

Questi sono morbidi, profumati e deliziosi da mangiare durante questi giorni di festa.

 

Fine del Cotechino

Ecco la sua fine, (non ho potuto migliorare la foto, perchè il cotechino diventava freddo e allora…ho dovuto mangiarlo)

cot cotto

qui è accompagnato da un morbido purè, dalla mostarda di Cremona e dal mio bagnetto verde, ricetta qui

bagnetto verde

anche quest’anno hanno centrato le dosi dell’impasto, sono veramente ottimi, non grassi e gustosi. Speriamo ne avanzino per capodanno….

Sua Eccellenza “Il Cotechino”

Il cotechino, re dei pranzi di fine o inizio anno insieme alle lenticchie (che porterebbero fortuna) è un insaccato consumato cotto, è originario del Friuli-Venezia Giulia, ma diffuso poi in tutte le regioni del nord Italia, è un piatto abbastanza famoso insieme all’ inseparabile compagno lo Zampone di Modena. Deve il suo nome alla cotica, la cotenna di maiale, e prende nomi locali a seconda della zona in cui viene prodotto.

cotechini

La tradizione vuole che Mastro Geppetto, insieme ad alcuni amici, lo prepari in questo periodo.

IMG_0044Su gentile richiesta (dai, per favoooore…) sono riuscita ad avere la ricetta con la quale vengono confezionati, eccola: (per ogni chilo di impasto)

  • spalla di maiale 20%
  • capocollo 20%
  • pancetta 10%
  • cotenne 50%
  • mezza lingua di maiale (a piacere)
  • 33 grammi di sale fino
  • 1 grammo di pepe macinato
  • aglio
  • vino secco (bianco o rosso, qui rosso)

tagliare la carne e macinarla, metterla larga in un contenitore, sopra spargervi prima il sale e poi il pepe, non mescolare. Prendere una pezza di cotone (lino o canapa), mettere dentro degli spicchi di aglio,  chiudere e battere in modo da spappolare l’aglio, riaprire la pezza e versare dentro il vino, strizzare il vino sull’impasto. Quando è strizzato tutto, mettere da parte la pezza e mescolare la carne.

Imbudellare (non usare budelli naturali perchè rilasciano un cattivo odore) di circa 500/600 gr di impasto l’uno. Appendere al fresco, dopo due o tre giorni sono già pronti. Si conservano sottovuoto in frigorifero.