..e venne l’umidità, quindi…

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…quindi, polenta, buona, calda e rassicurante.

Già ai tempi dei Romani scrivevano di polenta, termine nato dalla fusione di pollen (fior di farina) e pultes (pappe),  che indicava un impasto cotto sul fuoco, fatto con farina di farro ed acqua. La parola polenta è rimasta per indicare anche la nostra di farina gialla. Non si sa ancora quando provennero in Europa i primi semi di mais, Colombo li importò in Spagna, ma non conoscendone l’uso alimentare furono impiegati nell’alimentazione degli animali. Solo nel 1600 si vide un’ampia diffusione del nuovo cereale e l’uso di farne polenta. I primi a sperimentarlo furono le popolazioni alpine ed in breve tempo divenne la regina degli alimenti; polenta dura o molle, fresca a mezzogiorno e riscaldata alla sera.

C’è un aneddoto che riguarda gli uomini della Val di Chiese, valle che si estende fra il Trentino sud-occidentale e il nord-est della provincia di Brescia, che si recavano nella Pianura Padana a fabbricare assi segate a mano. Erano i “segantini” ed una loro canzone si concludeva così: “Polenta dura / formai de tara / l’è la capara / del segantin/.

La polenta non si mangia con una sola mano”.

Le popolazioni alpine, povere di tutto, mangiarono solo polenta per tre volte al giorno e si ammalarono di pellagra, fu data la colpa alla polenta ed i consumi calarono, ma non era colpa sua, solo che essa  non contiene tutti i principi nutritivi necessari alla vita. Alla fine capirono che “la polenta non si può mangiare con una sola mano”, nell’altra occorre tenere ciò che la polenta non ha. E che purtroppo loro non avevano. Sarebbe bastato accompagnarla con modeste quantità di carne o vegetali per debellare la malattia, ma questo la dice lunga sullo stato di povertà delle popolazioni di allora.

Oggi la si può preparare con molte altre farine e in svariati modi, è diventato un piatto non più povero, ma piacevole da mangiare soprattutto quando il tempo è brutto.

Così ho fatto io, ho preparato la mia polenta classica con farina di mais e il giorno dopo l’ho finita tipo lasagna, ma con il gorgonzola.

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INGREDIENTI:

  • polenta avanzata
  • formaggio gorgonzola
  •  passata di pomodoro fresco
  • burro
  • sale

Ho tagliato la polenta a fette, ne ho fatto uno strato sul fondo, dopo averlo spalmato di burro e poi ho aggiunto il gorgonzola a pezzetti, sopra il pomodoro. Ho ripetuto gli strati fino ad esaurimento, ho terminato con pezzetti di burro, messo in forno a 180° fino a che il burro si è sciolto ed è risultato tutto fuso.

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Purtroppo non ho la foto della polenta cotta,  perchè qualcuno si è avventato sopra prima che lo fotografassi.

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