Filetti di baccalà romani

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…e la vita continua. Sono qui per  ricominciare piano piano a ritornare al mio blog, per comunicare che mia suocera è morta l’altro ieri. I problemi non sono finiti, perchè ci sono le incombenze da sistemare e una casa grande con 45 anni da svuotare….ma soprattutto devo continuare a dare assistenza psicologica e materiale a Mauro, che è figlio unico.

Quindi appena posso faccio un salto qui ed oggi vi  propongo una ricetta che ho preso da “ Sciroppo di mirtilli e piccoli equilibri”.

I suoi “filetti di baccalà in pastella” rivisitati da me. Queste frasi sono del suo blog, io ho aggiunto le foto visto che anche io ci sono stata.

A Roma in un piccolo slargo di via dei Giubbonari, dove fa da sfondo la facciata di una graziosa chiesa Santa Barbara dei Librai,

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c’è un locale lungo e stretto, un tempo osteria, che è divenuto noto per questa specialità della cucina ebraica-romanesca.

Il sonetto di Antonello Trombadori, politico, giornalista, critico d’arte e cinematografico oltre che stimato poeta romanesco, ne ricorda la “friggitora” dell’epoca dal nome Jolanda. Al quel tempo un filetto di baccalà veniva “Milleducento lire a portà via”, mentre “millequattrocento” lire se ci si sedava al tavolino accompagnandolo con un bel bicchiere di vino dei Castelli. “

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Naturalmente le persone indecenti imbrattano la saracinesca e quando siamo passati noi per ben due volte l’abbiamo trovato chiuso.

Ma avendo ricevuto la ricetta di Fra, proprio per quei filetti che a Roma non siamo riusciti a mangiare, ho deciso di provare a prepararli io.  Sono venuti veramente buoni, la pastella è favolosa e sono rimasti croccanti fuori e morbidi dentro.

Ingredienti della mia versione:

  • 500 gr di baccalà già ammollato
  • 250 gr di farina integrale
  • 200 gr circa di acqua fredda
  • 1 cucchiaio di olio di oliva
  • un pizzico di sale
  • 2 albumi
  • curcuma fresca
  • olio di semi di arachide per friggere

In una ciotola mettere la farina, il sale, l’olio e poco per volta l’acqua in modo da formare una pastella omogenea.

Coprire la ciotola e metterla in frigo per circa 1/2 ora, poi montare gli albumi a neve ferma, grattugiare della curcuma fresca ed inserirli poi nella pastella, facendo attenzione a non sgonfiare l’impasto.

Tagliare il baccalà, tamponarlo e infarinarlo leggermente prima di passarlo nella pastella, poi, quando l’olio è a temperatura, mettere i filetti nella padella, lasciarli colorire e girarli una volta. Devono diventare dorati, toglierli e appoggiarli su carta da fritti, servirli con sale e limone.

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GRAZIE “Sciroppo di mirtilli e piccoli equilibri”

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  1. Mi dispiace moltissimo per tua suocera, le mie più sentite condoglianze a te e a Mauro anche da parte di Francesco… sono momenti terribili, cui non si è mai pronti…

  2. Mi dispiace per tua suocera, perdere un genitore a qualunque età è sempre molto doloroso.

    Le tue foto fanno vedere parte della facciata della graziosa chiesa che fa da sfondo al piccolo slargo.
    Sono contenta che ti è piaciuta la pastella; l’aggiunta della curcuma mi piace molto, colora e da sapore. Brava!
    Grazie tanto a te.
    Un grande abbraccio a te ed a tuo marito.

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