Là, dove nasce l’Adige

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Prima escursione, dopo tanti anni……dove si va? Con calma, per acclimatarci, soprattutto per testare il mio pace maker e allora andiamo a vedere dove nasce l’Adige.

Si parte per il lago di Resia e si imbocca la strada per la nostra meta, ad un certo punto la strada termina e si prosegue nel bosco. Cambio le scarpe e metto gli scarponcini nuovi nuovi, (gli altri che avevo me li aveva dati Noè) e via tra i pini in un sentiero non difficile.

partenza..

Passando vediamo, mimetizzati nel terreno, dei bunker.

Essi facevano parte dello sbarramento Malles/Glorenza, ideato per impedire l’invasione del nemico dal passo Resia, ma anche dalla val Monastero. La sua costruzione fu ideata nel 1939, e prevedeva la costruzione di ben 24 opere difensive, rispettanti la “circolare 7000” (emanata il 3 ottobre 1938, conteneva le direttive per dare profondità al sistema difensivo mediante postazioni costituite da semplici casematte in calcestruzzo, dette “Postazioni 7000” o “Appostamenti Pariani”, dal nome del Capo di Stato Maggiore che firmò la circolare) per un totale di 55 mitragliatrici e 15 pezzi anticarro, oltre alla costruzione di un fossato anticarro posto alle pendici nord-est del Blais d’Arunda ed il paese di Malles.

(Wikipedia)

Ci sono molte casematte nella valle, alcune visitabili ed è molto interessante perchè sono testimonianze dell’ultima guerra. Questi bunker sono ben mimetizzati nel bosco ed hanno delle chiusure in ferro ricoperte in modo tale da confonderle con il terreno.

bunker chiuso

bunker chiuso

bunker aperto

bunker

Proseguiamo e finalmente arriviamo …là dove nasce l’Adige. Sarò fatta a modo mio, ma io mi emoziono sempre per qualunque cosa e così è stato, vedere  un piccolo rivolo che esce dalla montagna e che si trasformerà poi nel secondo fiume d’Italia è una sensazione bellissima.

adige sorgente

dicono che la sorgente dell’Adige vera e propria non sia quella visibile vicino al Passo Resia, indicata sulle tabelle, ma è posta qualche metro più a monte, all’interno di un bunker del Vallo Alpino in Alto Adige, presso lo Sbarramento Passo Resia, recentemente demilitarizzato.

“Sorgente Adige vera” di Llorenzi – Opera propria.

Sarà anche vero, ma è molto più affascinante la sorgente che viene dopo, hanno costruito una piattaforma di legno con tronchi tipo panchina ed è veramente incredibile vedere la nascita di un fiume.

ADIGE:

Nasce presso il Passo Resia nell’Alta Val Venosta  in Alto Adige e sfocia nel Mare Adriatico presso Sant’Anna di Chioggia, in località Isola Verde. È per lunghezza – circa 410 km – il secondo fiume italiano dopo il Po, il terzo per ampiezza di bacino dopo Po e Tevere e il quarto per volume d’acque dopo Po, Ticino e Tevere. Attraversa le città di Trento, Verona, Legnago, Cavarzere e lambisce Merano, Bolzano e Rovereto. Passa per le regioni del Trentino-Alto Adige e del Veneto. La valle in cui scorre assume vari nomi: val Venosta tra la sorgente e Merano, valle dell’Adige tra Merano e Trento, Vallagarina tra Trento e Verona, e quindi val Padana tra Verona e la foce. Il fiume Adige percorre nel suo cammino zone pianeggianti o montuose, con climi alpini, continentali e miti. Purtroppo le industrie situate vicino alle sponde hanno reso le acque del fiume sporche e inquinate, ricche di sostanze nocive che hanno conferito al fiume un colore grigiastro e hanno diminuito le possibilità di vita della fauna intorno al corso d’ acqua. (Wikipedia)

E’ meglio non commentare, pensando che nasce cristallino da una montagna e poi, grazie all’ – opera – dell’uomo viene distrutto  l’habitat che lo circonda.

adige

E’ sicuramente cristallina, ma è…gelata, ma lui temerario ha tentato di berla..

adige2

gocce di sole sui pini

sole su pino

 una radice circonda il suo albero e lo tiene stretto

radici

scendendo si vede il lago Resia

lago re

dopo di che, visto che siamo sul lago di Resia, abbiamo deciso di fare un pic nic proprio sulle sponde.pic nic

ma…dopo una scivolata e relativo sbattimento del mio lato B sui sassi e, visto che si era al sole e sotto ai cespugli c’era un bagno a cielo aperto, visto che avevo fame e quindi nervoso, abbiamo deciso di non cercare altro e andare al ristorante. Ma sì, dai, siamo in vacanza e qui si mangia troppo bene per farci problemi. E così è stato.

faccia nei sassi (sembrava sorridesse della mia scivolata…)

faccia

Poi al pomeriggio, non contenti, siamo stati al Passo dello Stelvio, ma qui è un altro racconto.

Tornati in albergo ci aspettava un buonissimo e ristoratore the alle erbe.

the alle erbe

 

 

 

 

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  1. Ciao Marika,belle foto ,viaggio interessante e rilassante,avete fatto benissimo,magari prossima volta vengo anch’io 😉 Cari saluti anche a Mauro.Gio’

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