Sullo Stelvio….

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Siamo arrivati anche lì; dopo essere stati alle sorgenti dell’Adige, al pomeriggio siamo passati per la Svizzera in val Monastero, che è una valle dei Grigioni e dell’Alto Adige attraversata dal Rio Ram  che sfocia nell’Adige. La valle incomincia dal Passo del Forno ( 2149 m) ed è la valle più orientale della Svizzera. Pur facendo interamente parte della regione geografica italiana è per la maggior parte all’interno del territorio svizzero e soltanto la parte finale (a sud-est) è italiana.

I comuni della valle sono:

Nella parte svizzera, cantone dei Grigioni

Nella parte italiana, regione Trentino-Alto Adige, provincia di Bolzano:

I passi della valle sono:

ecco, appunto dopo aver attraversato il confine a Tubre, abbiamo “affrontato” la strada che porta al Giogo di Santa Maria…

  foto di galerie www.suedtirol-rad.com

Il Giogo di Santa Maria o Passo dell’Umbrail (2.503 m ) è un valico alpino in prossimità del confine italo-svizzero e del passo dello Stelvio, e che mette in comunicazione i Grigioni svizzeri con l’alta Valtellina. È il valico carrozzabile più alto della Svizzera, aperto al traffico nel 1901.

Si tratta di un valico  prettamente turistico e poco a livello stradale di trasporto-collegamento considerando la quota altimetrica elevata, il confine tra due stati, la chiusura invernale prolungata e parte della strada di ascesa sterrata, all’interno di un contesto ambientale-paesaggistico suggestivo e quasi del tutto incontaminato delle Alpi, divenendo per questo méta ambita di cicloamatori e motociclisti in estate.

La Val Monastero, da secoli Svizzera (cantone dei Grigioni), fa confluire a livello idrologico le sue acque verso la val Venosta e appartiene perciò geograficamente al versante italiano delle Alpi.

  Da Santa Maria Val Müstair, attraverso una stradina (per 2,5 chilometri sterrata), che stretta e in salita per 13 chilometri dalla sottostante val Monastero, dopo 1.126 metri di dislivello arriva al  passo dello Stelvio.

Il Giogo di Santa Maria nella Val Müstair

Mai stati lì, mai pensavamo un’esperienza del genere, stradina a strapiombo, poco traffico, per fortuna, tranne qualche temerario ciclista o motociclista. Con le mani sudate siamo arrivati in cima e, senza fermarci, abbiamo proseguito per il Passo dello Stelvio. Non posso dire quanto sia bella quella valle perchè mi ricordo solo che speravo di arrivare in cima presto, e Mauro che mi diceva, ma se non vuoi torniamo indietro…cooosaaaa??? E dove giri…no no, poi io non pianto  le cose a metà, quindi proseguimmo intrepidi (!) e finalmente conquistammo la cima.

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Il Passo dello Stelvio (2758 m) è il valico automobilistico più alto d’Italia e il secondo in Europa dopo il colle dell’Iseran (2770 m) valico alpino della Francia sud-orientale. La strada statale omonima che lo attraversa, collegando Bormio e la Valtellina con Trafoi e la val Venosta, conta ben 48 tornanti sul versante altoatesino e 36 su quello lombardo.

All’inizio dell’Ottocento l’imperatore Francesco I d’Austria volle una nuova strada che potesse collegare la val Venosta direttamente con Milano, allora territorio austriaco, attraverso la Valtellina. L’incarico fu affidato all’ingegnere, Carlo Donegani (1775-1845) I lavori cominciarono nel 1822 ed occuparono una grande quantità di operai, ingegneri e geologi. Dopo soli tre anni nel 1825 l’opera fu compiuta.

Lo spettacolo delle montagne è assolutamente affascinante, era una giornata splendida e abbiamo potuto ammirare l’Ortles e tutte le altre montagne italiane e svizzere.

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lo splendido ORTLES

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Intanto al passo dello Stelvio impossibile fermarsi, ci sono normalmente circa 1000 moto e un numero imprecisato di ciclisti, quindi noi ci siamo fermati un po’ prima, al cartello. Ovviamente la vegetazione è scarsa e ci sono ancora dei nevai, obbligo tirare una palla di neve al fotografo (preso in pieno…),

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poi abbiamo fatto giusto due passi per farci fotografare sotto al cartello, che testimonia la nostra sudata presenza lì, da dei gentili motociclisti inglesi.

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Ripartiamo, scendiamo verso Trafoi e la val Venosta e naturalmente davanti a noi un pulmann….alcune macchine e i motociclisti e ciclisti che ci superavano, sì va bè lo dico, anche uno a piedi che scendeva dallo Stelvio…(coraggioso ! ). Però così abbiamo potuto ammirare la strada, le montagne e il fondo valle.

Ecco, per scendere in Val Venosta abbiamo fatto 48 tornanti…ma chi non ci è mai stato si può immaginare cosa siano 48 tornanti ravvicinati????

Strada Stelvio.JPG

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Villa di Gustav Thoni

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Siamo poi arrivati al Passo del Trafoi.

Trafoi  è una frazione del comune italiano di Stelvio, in Provincia autonoma di Bolzano. La località si trova in Alta Val Venosta, a 1.570 m lungo la strada che da Prato allo Stelvio sale al Passo dello Stelvio dal versante altoatesino.

A Trafoi ha sede la casa del Parco Nazionale dello Stelvio e centro visite “Naturatrafoi”, con una mostra dedicata al tema della “vita ai confini”, parlando degli aspetti geologici del massiccio dell’Ortles e della sopravvivenza di piante ed animali alle estreme condizioni climatiche dell’alta montagna. Trafoi è anche il paese natale di Gustav Thöni, noto sciatore italiano.

Ogni anno a Trafoi si rinnova la tradizione del lancio delle rotelle, salutando così l’inverno e dando il benvenuto alla primavera. Questo spettacolo è offerto da una trentina di persone che si spinge sulle alture del Pettleiknott, sopra al rio di Trafoi. Da qui le rotelle vengono bruciate nel fuoco e poi lanciate nell’aria, lasciando una bella scia luminosa, volando da una parte all’altra della valle.

Finalmente a valle, siamo passati per Glorenza, un piccolo paesino medioevale, riproponendoci di visitarlo meglio più avanti. Poi siamo arrivati in albergo dove ci aspettava una cena con tagliatelle con salsa al burro, olive zucchine, pomodori o crema di carote, pizzoccheri integrali valtellinesi o filetto di suino al pepe verde con patate e verdure e un crumble di mandorle alle ciliegie, da leccarsi i baffi.

E così termina questa giornata molto impegnativa, ma molto interessante, piena e soprattutto andiamo poi a dormire con negli occhi la vista …del corridore che ci superava a piedi.

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(informazioni tratte da Wikipedia)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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  1. Ti e’ venuto il mal di mare eh andando sullo stelvio !!!ci sono stata l’ultima volta quando ero incinta di Aurora e poi diverse volte gli anni prima quando i miei avevano l’appartamento in val di Fiemme, anche lì e’ bellissimo!ciao Marika!

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