Ultimo giorno a Malles

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Eh sì, anche le vacanze in montagna sono finite, ma proprio per chiudere in bellezza abbiamo fatto una gita in Val Mazia, una delle valli che si aprono sulla val Venosta.

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Il centro della località di Mazia si trova a quasi 1.600 m di altitudine che, insieme ai piccoli paesini circostanti, conta poco più di 500 abitanti. E’ un piccolo paese in una valle completamente verde, pochissimi insediamenti e pochissima gente, salvo trovare a 1824 m. un moderno albergo dotato di ristorante, zona welness, terrazza, fiori e fiori in una posizione di partenza per tante escursioni.

L’hotel si chiama “Glieshof” e lì, nel piazzale abbiamo conosciuto due ragazzi con uno splendido bambino, abbiamo fatto subito conoscenza e deciso di pranzare insieme.

Fam Camoscio (1)

Il ristorante è stata una piacevole scoperta, ampio, pulito e dei piatti veramente ben preparati. Recensione a parte con le foto dei piatti, veramente invitanti. Questi lavori, invece, si trovano all’esterno dell’hotel, tutti  intagliati in tronchi di legno, bellissimi.

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seggiolino con poggiapiedi a fungo e Mauro che aspetta l’aperitivo…

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benvenuti…

 

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piccola chiesetta  con un curioso tetto e pareti a scaglie

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Nell’albergo c’è uno spazio molto ben attrezzato con saune, idromassaggi ecc.

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Dopo pranzo siamo andati, con i ragazzi, a fare una bella escursione fino ad una malga, e questi sono i cartelli che si trovano lungo i sentieri. Mi sembra una cosa intelligente ricordare come ci si deve comportare in montagna.

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gli escursionisti

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e il piccolo Paolino tranquillo nel suo passeggino

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l’Ortles si vede in lontanaza

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classica cascatella di montagna, bellissima

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ingegnoso incrocio di tronchi per far convogliare l’acqua

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Arrivati alla malga ci siamo fermati per bere un buonissimo sciroppo di sambuco, melissa e cirmolo

Fam Camoscio (3)

Ho sentito poi, delle campanone suonare e in alto, vicino alla stalla, ferme davanti ad un cancello di legno, c’era una fila di mucche…stai a vedere che quello che mi ha raccontato Robert, dell’albergo dove eravamo, è vero.

Mi ero domandata come facevano le mucche sparse all’alpeggio, nei prati, ad essere munte, sì va bè sono domande che ci si fa in vacanza. Non mi vedevo il malgaro andare a mungerle nei prati portandosi dietro il secchio, e neppure fare un fischio per radunarle e allora? Allora, dopo la mungitura delle quattro del mattino, le mucche vengono lasciate libere a vagare nei prati e per i sentieri…..

194 (foto di mucca debitamente lontana….ehm…)

verso le quattro, quattro e mezza del pomeriggio, la mucca capobranco, quando si sente gonfia di latte, scende verso la stalla e tutte le altre dietro. E in effetti fuori dalla stalla c’era una mucca grande e grigia davanti e tutte le altre dietro, poi hanno aperto e tutte piano piano si sono infilate nella stalla per farsi mungere. Rivalutazione della mucca, considerato…”pio bove”…un po’ tonto.

Tornando, sulla strada abbiamo visto le coltivazioni di fragole, bellissime, grandi e molto buone. Pensate che buona aria c’è là, se a quell’altezza crescono anche le fragole…

fragole

e con questa foto di amore di mamma, siamo rientrati, dopo aver salutato i nostri nuovi amici, augurandoci di ritrovarci là l’anno prossimo.

Fam Camoscio (5)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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