Expo?…Ex-più

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Expo Milano 2015 è un’Esposizione Universale con caratteristiche inedite e innovative. Non solo una rassegna espositiva, ma anche un processo partecipativo che intende coinvolgere attivamente attorno a un tema decisivo: “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”.
Expo si svolge dal 1 maggio al 31 ottobre 2015 in un Sito Espositivo sviluppato su una superficie di 1 milione di metri quadri.  

Giocando sulle parole Expo/Expiù vorrei dire la mia esperienza all’Expo, siamo andati di sabato perchè è stato un viaggio organizzato in pulmann. Traffico e traffico, arrivati al parcheggio pulmann (prenotato) coda, no qui non c’è posto, ma se abbiamo prenotato dice l’autista, no andate nell’altro, no, tornate là, al che l’autista ha detto che non avrebbe fatto altri venti minuti di coda e ci hanno fatto accomodare in un altro parcheggio, ok, cominciamo bene.

Fatto un lungo lungo lungo corridoio sopraelevato, in mezzo ad una folla, per arrivare all’inizio del Decumano, nel frattempo mi cade lo sguardo sotto, dove ad un altro ingresso, una folla, folla? mare di gente, decine di migliaia che aspettavano di entrare, sembravano sardine, ma dico io, se uno si sente male? cosa fa, muore lì?

Ah, le presenze in quel sabato sono state 254.000……

Ho fatto una constatazione che mi ha turbata, guardando quella folla mi sono venute in mente le file che fanno i profughi che fuggono dalla loro terra, soli, a piedi con una sporta di plastica in mano e i bambini in braccio, noi invece qui per entrare a vedere uno spettacolo di opulenza esterna, di grandiose architetture, di multinazionali (che ci fanno il padiglione della Coca Cola o Mac Donald’s, Perugina, Ferrero ecc. va bene che sono sponsor, però….) di pseudo discorso etico sulla salvezza del pianeta. Quante persone avrebbero aiutato se invece di sbattere via tutti quei soldi, avessero creato un fondo facendo una esposizione più modesta e contenuta, ma con dei contenuti più realistici? Ma il dio denaro comanda su tutto.

Con questi pensieri finalmente arriviamo, entriamo, folla, gente, folla, che bello guardiamo questo padiglione, due ora di coda, ma no, cambiamo, oh, guarda ci sono i cluster (cioè gruppo, italiano no?) quello del riso, del caffè, del cioccolato, cioè vari paesi produttori di quell’alimento raggruppati in un unico padiglione. Entriamo spintonati in quello del riso, qualche ciotola con i diversi tipi di riso e poi il negozietto con i “ricordi” . Boh! Andiamo avanti, ma il titolo dell’Expo non era “Nutrire il pianeta, energia per la vita” ? Caffè, cioccolato….2 ore di coda, andiamo avanti, intanto guardiamo da fuori i padiglioni, alcuni molto belli, altri, decisamente brutti, per esempio quello dell’Italia, gran scatolone vuoto all’interno.

Il bello è che dopo una coda estenuante, stai dentro 10/15 minuti davanti a degli schermi o a dei video e stop, fuori. Dentro ci sono i ristoranti con i menù tipici del paese, ma devi avere un fido bancario per cenare.

Giappone? 5 ore di coda, Gran Bretagna? 3 ore, tutto così, gli unici accessibili erano quelli delle banche o quello di Don Bosco……

Va bene, per ora guardiamo da fuori i padiglioni, molto belli quello dell’Oman

o degli Emirati Arabi

Azerbaijan

Gran Bretagna

Israele con le colture in verticale

 

quello italiano, stendiamo un velo pietoso,  è uno scatolone a buchi, andava bene per la Svizzera…

Mangiare? scordatelo, un panino e bibita 15 euro, per bere un caffè 20 min di coda e altrettanti per prendere ad un banchetto volante un gelato. Meno male che avevamo dei panini e della frutta, l’acqua si può prendere a delle fontanelle (previa coda), ma almeno questa è stata una buona idea. Siamo stati a vedere il cluster delle terre aride, grande padiglione, aperto dentro sul quale si affacciano tanti piccoli spazi secondo il paese,  fuori solo qualche pannello che riproduce i deserti, ma non ho capito dove stava il nesso delle terre aride. Gli spazi di ogni paese contenevano un piccolo bar con vendita di cibi africani (un piatto di pane tipo carta’ e musica sardo con un pugno di spezzatino e due cucchiai di salsa, lasciamo perdere il colore, da mangiare ovviamente con le mani …10 euro…) e inoltre la vendita dei prodotti africani che trovi dappertutto.

Mauro e sua cugina sono riusciti ad entrare (solo un’ora di coda alle 7 di sera) nel padiglione di Israele, è piaciuto perchè sui teleschermi hanno spiegato molto bene cosa hanno fatto e fanno  per il pianeta, il Messico no (anche lì un’ora solo di coda), io mi sono rifiutata ero gìà stravolta…..

Non dite perchè era sabato, certo, maggiore affluenza forse, ma anche durante la settimana non puoi evitare le code. A meno che non si abbia un bambino e allora fanno passare davanti. Ma fuori non li affittavano…

E l’albero della vita?

Inutile, incomprensibile sul suo significato e lo spettacolo che fanno ogni ora cambia sempre e non in meglio. Alle sette di sera, pigiati tra la folla, l’albero si è illuminato di vari colori, poi ha fatto qualche spruzzo di fuochi e stop, alle 8 di sera, invece ha cambiato solo qualche volta colore…tutto lì…..gran delusione di tutti viste le aspettative. Devo ancora capire il suo significato, solo che lo hanno copiato da quelli che ci sono a Singapore, che sono uniti e dentro hanno i ristoranti e giardini.

Sarà stata la stanchezza o che non ho visto nulla che fosse attinente al tema, tranne quello di Slow Food ( visto ma perchè è all’aperto) ma è stata una gran delusione e uno spreco di soldi.

Capisco che abbiano fatto degli incontri, meetings (si dice così?), per discutere del tema dell’Expo, ma tra esperti. Non hanno portato nulla a noi poveri mortali, non siamo stati coinvolti in un discorso serissimo e preoccupante. Mi sembrava ad un certo momento, nel viale dove ci sono gli spazi delle regioni italiane, di essere ad una festa dell’Unità. Mi va bene un momento di divertimento con i giochi dell’Aglio di Voghiera, ma la pubblicità delle cure termali del Trentino che c’entra? Dovevano far conoscere le eccellenze d’Italia (grano, vino, olio), ma come nutriamo il pianeta?

Pensavamo di tornare durante la settimana cercando di essere tra i primi ad entrare, ma poi mi sono detta, chi ce lo fa fare, di spendere altri soldi per magari avere la conferma di quello che ho già capito?

Va bene, vuol dire che andremo al prossimo Expo a Dubai nel 2020…..

il tema sarà: connecting minds, creating the future, connettiamo le intelligenze, creiamo il futuro. Speriamo bene…..io penso positivo.

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  1. Cara Marika non pensavo potesse essere negativa questa vostra visita a expo,hai intravisto il padiglione Austria dove lavora mio figlio?Noi andiamo a Milano il 24 ma non penso di andare.
    A presto ,un abbraccio
    Gio’

    • Questa è stata la mia esperienza, delusa due volte perchè mi aspettavo quello che hanno promesso e invece, è proprio così. No, non abbiamo visto il padiglione dell’Austria, anche perchè ad un certo momento non vedevo più nulla. ciao

    • Mah, anch’io la pensavo come te, poi mio marito ci teneva ad andarci e abbiamo avuto l’occasione di andare in pulmann. Se te la senti di andare a fare code, di cercare di entrare in qualche padiglione, magari, al mattino, entrando tra i primi, se vuoi renderti conto di persona che aria tira lì, puoi provare, altrimenti….. questo articolo riflette la mia esperienza personale, e ti dirò condivisa da almeno il 90 % della gente che era in viaggio con noi.
      Fammi sapere, ci tengo al tuo parere. ciao

      • Sai a fare la spesa al centro commerciale ci vado tra il martedì e il giovedì perché non sopporto la ressa, e visto dall’autostrada (e dalle immagini varie) expò sembra un agglomerato di centri commerciali che la sera si trasforma in luna park e per di più la gente normale sembra proprio che serva a fare numero per stabilirne il successo, mi sa proprio che riuscirò a starmene lontano 😉

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