Gita a sorpresa

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Cosa si fa oggi, non ho voglia di stare in casa, bene proponi qualcosa, dico io. Saliamo in macchina e, lampadina accesa…..

senti se Mario e Gabriella sono liberi. Bene, loro sono in un mercatino del riuso e allora, via, andiamo anche noi.

Arrivati a Roveleto, prov. di Piacenza ci troviamo tra una miriade di bancarelle, cose belle e cose brutte, cose da collezione e cose particolari.

Mentre loro due (Mario e Mauro) prendono l’aperitivo, noi due a spasso parlando del meno e del più. Trovo degli angioletti per la mia collezione, carinissimi ed anche un panchettino da restaurare. Mauro (Mastro Geppetto) si rifiuta di tenerlo e allora, a malincuore, lo regalo a due ragazzi che nel loro banchetto vendono anche poltrone.

Ma è giunto mezzogiorno e mezzo e io ho fame….troviamo un ristorante sulla strada e naturalmente vogliamo mangiare le specialità piacentine. Buonissima coppa e salame, poi pisarei e fasò, e per secondo bollito con salsa verde.

“I pisarei e fasò sono il piatto simbolo della cucina piacentina, troverete questi particolari (e deliziosi!) gnocchetti preparati con pane raffermo e farina in ogni ristorante della zona di Piacenza, dal ristorante stellato fino alla trattoria più umile.

foto del blog ” www.styleandtrouble.com “

La ricetta è un capolavoro di arte contadina, con un gusto unico, caldo e avvolgente che viene dal sugo molto ricco grazie alla presenza della pestata di lardo (pistà ‘d grass) e fagioli borlotti. Ingredienti semplici per una ricetta immortale.

La ricetta tradizionale dei pisarei e fasò voleva che il pane secco venisse messo a cuocere in acqua fino a quando non si spappolava completamente, ma per rendere la ricetta più veloce su può usare il pane grattugiato e poi aggiungere acqua bollente e il risultato sarà il medesimo.

Ingredienti

  • 300 g pane raffermo grattugiato
  • 100 g di farina bianca fine
  • 40 g di burro
  • 450 g di fagioli borlotti secchi
  • 50 g di salsa di pomodoro
  • 3 spicchi d’aglio
  • pestata di lardo (pistà ‘d grass)
  • olio d’oliva
  • una cipolla
  • un manciata di Grana Padano grattugiato

Preparate l’impasto, amalgamando poco a poco la farina al pane grattugiato versando acqua bollente tanto quanto basto per avere un impasto elastico e morbido. Da questo staccate dei pezzi che assottiglierete con il palmo delle mani fino a dar loro la forma di biscette, simili ad un grissino. Nel frattempo in un tegame preparate il soffritto, a basso calore, facendo imbiondire il burro, l’olio, la cipolla tritata, l’aglio e la pestata di lardo.

Quando il tutto è ben rosolato unite i fagioli e lasciateli insaporire a fuoco lento dopo averli cosparsi di sale e pepe. Aggiungete la salsa di pomodoro e continuate la cottura a fuoco lentissimo. Poi cuocere i pisarei in abbonante acqua bollente salata. Dopo pochi minuti verranno a galla, scolateli e versateli nel sugo.

Una piccola nota sull’etimologica dei pisarei: sembra che il nome venga da bissarei, bissa, ossia biscia, per via della forma di queste “bisce” di pasta.” (tratto da Wine Dahrma).

Poi che si fa? Ma andiamo al Fidenza Village a fare shopping, entra esci, i mariti con santa pazienza o seduti ad un tavolino del bar o dietro a noi giriamo tanti negozi. Fermandoci naturalmente a quelli che hanno tanti prodotti per la casa, ma questo ce l’ho, questo pure, questo è bello ma non mi serve…insomma ma almeno abbiamo comprato due cestini colorati.

Poi come si finisce la serata? Naturalmente con i piedi sotto al tavolo della casa di M. & G., a mangiare la torta fritta o crescentine con la spalla cotta e dei buonissimi formaggi.

A malincuore dobbiamo tornare non prima di aver caricato in macchina un lavoro che Mastro Geppetto deve fare. Mi è sembrato di essere insieme a loro da una settimana, tanto stiamo bene ed abbiamo ideato un nuovo mini raduno, quello sulla direttrice Milano/Rimini, cioè sulla via Emilia.

La via Emilia (via Æmilia) era una strada romana fatta costruire dal console Marco Emilio Lepido per collegare in linea retta Rimini con Piacenza. La sua rilevanza per i traffici commerciali delle aree che attraversava si è ripercossa fino ai tempi moderni: la strada statale SS 9 porta infatti lo stesso nome. Il tracciato odierno però non coincide sempre con quello antico, ed inoltre giunge fino al Milanese, terminando nel comune di San Donato.

Oh, non fraintendete…significa che ci troveremo a sorpresa, tempo per decidere una settimana, nei posti toccati dall’autostrada del sole. In modo che tutti possano arrivare facilmente.

E così si è conclusa una bella domenica, nata nell’incertezza, ma passata con due amici , sempre disponibili, che non chiedono nulla, ma che danno tanto.

Grazie Tata e Bell’Alpino.

 

 

 

 

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  1. Sempre ben descritte le tue idee,sai che sembra di essere stata a spasso con te !😉👍bravi a divertirvi sempre così rimanente in forma, ciao Marika

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