Archivio mensile:marzo 2019

Festa della Donna

Sì, Donna con la d maiuscola, perchè ce lo meritiamo.

Ma credo ci sia poco da festeggiare andando fuori a mangiare la pizza con le amiche o a vedere squallidi spogliarelli maschili se a tutt’oggi siamo ancora qui a  piangere per le donne ammazzate, violentate, segregate. Cerchiamo di pensare a come poter intervenire, ognuno nel proprio piccolo, per poter poi dire alle nostre figlie, nipoti, amiche che sono libere.

E i signori uomici ci regalino rispetto e sorrisi, anzichè mimose.

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Comunque AUGURI a tutte noi che, come Atlante, reggiamo il mondo.

Ottavo contest – il miele –

 

Questa volta andiamo sul dolce, dolce come il miele. Parliamo un po’ del miele e delle sue proprietà e siccome un po’ di dolce non guasta mai nella vita, ecco che ho pensato di impostare il mio ottavo contest su questo argomento.

 Il miele è una sostanza prodotta dalle api: il primo scopo del miele è nutrire i componenti dell’alveare. Viene prodotto da varie categorie di api: le bottinatrici, ovvero le più anziane e più esperte, che vanno nei campi per prendere il nettare dai fiori.

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Dopodichè questo viene consegnato alle api più giovani; viene trasformato perdendo parte dell’acqua, e verrà messo in cellette dove le api operaie ventilatrici, con il movimento delle loro ali, creano una corrente d’aria, per accelerare l’evaporazione. Quando l’acqua residua sarà circa del 20%, il miele è pronto per essere sigillato, con la cera, in altre cellette.

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Per millenni, ha rappresentato l’unico alimento zuccherino concentrato disponibile. Le prime tracce di arnie costruite dall’uomo risalgono al VI millennio a.C. circa.

Nell’antico Egitto il miele era apprezzato; risalgono a 4000 anni fa le prime notizie di apicoltori che si spostavano lungo il Nilo per seguire, con le proprie arnie, la fioritura delle piante.. Dalla decifrazione dei geroglifici è risultato  che ricette a base di miele erano impiegate non solo ad uso alimentare, ma anche medico, per la cura di disturbi digestivi e per la produzione di unguenti per piaghe e ferite.

Sumeri lo impiegavano in creme impastate con argilla, acqua e olio di cedro, mentre i Babilonesi ne facevano uso culinario: erano diffuse focaccine fatte con farina, sesamo, datteri e miele. Nel Codice di Hammurabi si ritrovano articoli che tutelano gli apicoltori dal furto di miele dalle arnie.

Greci lo consideravano “cibo degli dei“, perché rappresentava una componente importantissima nei riti che prevedevano offerte votive.

Romani ne importavano grandi quantitativi da CretaCipro, dalla Spagna e da Malta. Da quest’ultima pare anche derivarne il nome originale Meilat, appunto terra del miele.

Grazie alle qualità di antibatterico naturale, il miele è un alimento che naturalmente ha una lunga conservazione. Tuttavia, sono possibili alcune alterazioni dovute principalmente a:

L’umidità favorisce la fermentazione, la temperatura invece influenza direttamente l’aroma e i principi nutritivi. Analogo discorso vale per la luce diretta, quindi è opportuno conservare il miele in recipienti scuri o al chiuso. Inoltre, essendo igroscopico, il miele tende ad assorbire l’umidità e gli odori dell’ambiente, quindi i contenitori dovrebbero essere a chiusura ermetica.

Sono centinaia i tipi di miele prodotti, ecco alcuni esempi:

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  • Miele di acacia(Robinia pseudoacacia). Ha consistenza liquida: rispetto agli altri mieli non tende a cristallizzare, se non dopo un paio d’anni; inoltre il suo sapore delicato lo rende ottimo per dolcificare bevande senza modificarne il sapore. Ha proprietà disintossicanti, corroboranti e regolarizzanti l’apparato digerente; è utilizzato in decotti contro le affezioni delle vie respiratorie ed emollienti per la pelle di viso e mani.
  • Miele di agrumi È un miele prodotto solo nelle regioni dove gli agrumi sono coltivati estesamente: BasilicataCalabriaCampaniaLazioSardegnaSicilia. Si ottiene da arancio, limone, bergamotto, mandarino, clementine, cedro e pompelmo. Ha proprietà spasmodiche e sedative.
  • Miele di barena(Limonium vulgare) questo miele è rarissimo perché si produce solo nella laguna veneta, in zone denominate barene.
  • Miele di castagno europeo(Castanea sativa) prodotto in tutto il territorio nazionale, ha aroma intenso e sapore molto deciso, tendente all’amarognolo. Ha proprietà mucolitiche ed è regolatore dell’intestino; ricco in proteine, vitamine B e C, sali minerali (manganese, potassio, calcio, ferro), è maggiormente antinfiammatorio e antibatterico rispetto ai mieli di colore e gusto più delicati.
  • Miele di ciliegio(Prunus avium) miele piuttosto raro dal sapore intenso e dal profumo delicato.
  • Miele di corbezzolo(Arbutus unedo) ha la caratteristica di essere piacevolmente amarognolo e di avere una produzione estremamente limitata, perché possibile solo nelle zone ricche di corbezzoli, come la Sardegna (la massima produttrice italiana), la Calabria, la Toscana e, nelle Marche, il promontorio del Conero. Rispetto agli altri mieli è il più costoso, perché uno dei più rari e pregiati, il corbezzolo ha diffusione limitata e la sua fioritura autunnale non sempre consente alle api di raccoglierne il nettare, a causa delle basse temperature. Ha proprietà antiasmatiche, diuretiche,
  • Miele di eucalipto(Eucalyptus) è il miele balsamico per eccellenza, utile per le affezioni delle vie respiratorie.
  • Miele di rosmarino(Rosmarinus officinalis) oggi raro, è un miele di antica tradizione: gli antichi romani lo usavano per addolcire il vino e ne producevano perciò grandi quantità. Oggi è tipico della Puglia e della Sardegna. Ha un retrogusto particolare, simile a quello della farina bagnata. Ha proprietà depurative e rivitalizzanti.
  • Miele di zagara(ovvero i fiori delle specie di agrumi).

Gli Egizi lo mettevano nelle tombe dei faraoni assieme ai corredi d’oro e i vasetti di coccio, aperti dagli archeologi dopo 4000 anni, contenevano miele ancora perfettamente conservato.

 

Nei monasteri medioevali i frati curavano col miele praticamente tutto, dalla febbre alla depressione alle scottature. E anche Maometto esortava i suoi seguaci a farne abbondante uso.

Il miele è da sempre, e universalmente, parola evocatrice di dolcezza.
Nell’indiano Rig Veda, il più antico testo religioso del mondo, stilato circa 5000 anni fa, il termine “madhu” significa sia “miele” che “donna”.

A proposito di modi di dire, nei paesi di lingua inglese l’innamorato si rivolge alla sua bella chiamandola “honey“, miele, e in tutta Europa era in voga il vezzeggiativo amoroso “boccuccia di miele“.

Per questo anche il primo mese (luna) di matrimonio viene da millenni definito “di miele“, indicandolo come il più dolce di tutta la vita a due.

Il miele è soprattutto simbolo di positività. Gli inglesi, ad esempio, per indicare un luogo dove prospera la ricchezza e l’industria, dicono “Dove son api, è miele“.
Però non si può ottenere benessere senza fatica, impegno e qualche rischio. Infatti gli irlandesi affermano che “Il miele è dolce, ma l’ape punge“, per i tedeschi, anche mostrarsi troppo dolci è pericoloso perché “Fatti di miele e ti mangeranno le mosche“.

In fondo troppa dolcezza stroppia: “Troppo miele fa inacidir lo stomaco“, dicevano già i saggi latini, aggiungendo  “Lecca il miele col tuo dito mignolo“ ossia: nei piaceri vacci piano.

Seguirà il regolamento del contest, intanto, sperando che vi piaccia questo argomento, vi aspetto numerosi con tante ricette.

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Ristorante l’Airone

Questo ristorante è inserito in un agriturismo alle porte di Bologna, a Granarolo dell’Emilia, a soli 3 km dall’uscita del casello Bologna Interporto.   E’ un casale molto ben ristrutturato e  si presenta bene in un contesto molto ampio. Con dei bei prati intorno per cui i bambini possono correre tranquillamente. Le sale grandi che possono accogliere molte persone, normalmente ben distribuite, ma oggi c’era una compagnia molto rumorosa che sicuramente ha disturbato molti clienti. Questo è un problema non certo del gestore, che non può intervenire, ma solo rammaricarsene, ma di mala-educazione delle persone, che credono che in locale pubblico possano urlare a loro piacimento.

Nonostante ciò abbiamo pranzato sempre molto bene, personale molto gentile, attento e disponibile. La cucina è molto curata, con pasta fresca fatta in casa, hanno dei macchinari che si possono vedere all’ingresso, che è il loro punto forte. Noi abbiamo preso:

tortelloni alle noci, ben conditi e porzioni abbondanti

 

tortellini in brodo, un classico, piccoli, saporiti al punto giusto presentati in una bella zuppiera bianca.

 

poi filetto di maiale all’aceto balsamico su un letto di radicchio rosso, veramente tenero e gustoso

 

e per finire un fiordilatte, perfetto con i “buchi”, che è difficile trovare in un ristorante.

Torneremo per assaggiare le crescentine, altra specialità emiliana. In ogni caso è un locale da tenere presente, dove si mangia bene, curato nei particolari e nelle persone che ti seguono.

Il mio voto non può essere che 5/5.