Archivio mensile:gennaio 2021

Fonduta nella zucca

Ho scoperto una ricetta originale, cuocere la fonduta di formaggi nella zucca, naturalmente nella slow cooker.

LA FONDUTA :

La fonduta o fondue è uno dei piatti nazionali e tipici della Svizzera, radicato anche in Italia (Valle d’Aosta e Piemonte) e Francia (Savoia).

Per la sua preparazione viene usato un formaggio a pasta dura che viene fuso all’interno di una pentola apposita, detta caquelon, per essere mangiato caldo.  

Il caquelon è unpentola in ghisaterracotta o in porcellana, usata tradizionalmente in Svizzera, adatta alla preparazione della fondue di formaggio.

Il termine, proveniente dal francese, è utilizzato prevalentemente in Svizzera. Il fondo del caquelon deve avere un buono spessore di modo che il formaggio fuso non bruci quando questo è posizionato sull’apposito fornello (chiamato réchaud). Dagli svizzeri tedeschi, la crosta formatasi dal formaggio sul fondo viene tradizionalmente e pittorescamente definita con il termine Grossmutter (nonna), mentre i romandi la chiamano culotte de la crémière (mutande della lattaia). La crosta va lasciata fino alla fine, altrimenti, malgrado lo spessore del caquelon, la fondue potrebbe bruciare.

Il termine “fondue” nella lingua francese non indica solamente il piatto a base di formaggio, bensì un’altra specialità della cucina transalpina molto apprezzata anche in Italia: la fondue bourguignonne. Questo piatto consiste nel cuocere dei bocconi di carne (generalmente filetto di manzo, ma anche vitello, pollo o maiale) dentro una pentola tipo il caquelon colma d’olio. Esiste anche la fonduta al cioccolato, ove viene fatta fondere della cioccolata nel caquelon. (informazioni tratte da Wikipedia).

Qui invece useremo la zucca come contenitore o caquelon, e ora che sappiamo tutto sulla fonduta passiamo alla ricetta.

INGREDIENTI:

  • una zucca di misura per la slow cooker
  • 80 g di fontina
  • 80 g di asiago
  • cubetti di pancetta
  • sale q.b.
  • olio q.b.
  • Dopo aver sciacquato la zucca  aprirla con un coltello  dall’alto per formare una sorta di coperchio.
  • Rimuovere dal buco appena creato tutti i semi e i filamenti della zucca aiutandosi con un cucchiaio.
  • Affettare i formaggi a cubetti,
  • Salare leggermente l’interno della zucca e aggiungere un filo di olio.
  • Inserire i formaggi nella zucca e chiudere il  “coperchio” di zucca.
  • Inserire la zucca con il suo coperchio nella pentola e chiudere il coperchio, quello della Slow Cooker!

  • Impostare la modalità di cottura su HIGH e lasciare cuocere per 3 ore e mezza.
  • Terminato il tempo di cottura, aprire il coperchio della zucca e controllare che i formaggi siano ben sciolti, quindi mescolare.
  • Portare direttamente la zucca con fonduta in tavola, e intingere dei pezzetti di pane.  Si prende con un cucchiaio anche l’interno della zucca ammorbidita e profumata.

 

E’ veramente originale, deliziosa e si può mangiare anche in compagnia (quando potremo).

Ricetta ricavata da https://www.ricetteslowcooker.it

Festeggiamo la pizza

LA PIZZA.

La pizza è un prodotto gastronomico salato che consiste in un impasto a base di farinaacqua e lievito che viene spianato e condito tipicamente con pomodoromozzarella e altri ingredienti e cotto in un forno a legna. Originario della cucina napoletana, è oggi, insieme alla pasta, l’alimento italiano più conosciuto all’estero.

Col nome pizza, praticamente ignoto al di là della cinta urbana napoletana, ancora nel XVIII secolo, si indicavano le torte, quasi sempre dolci. Fu solo a partire dagli inizi del XIX secolo che la pizza assunse, sempre a Napoli, la sua attuale connotazione. Il seguente successo planetario della pietanza ha portato, per estensione, a definire nello stesso modo qualsiasi preparazione analoga.

Nel 2017 l’UNESCO ha dichiarato l’arte del pizzaiuolo napoletano come patrimonio immateriale dell’umanità. La pizza ha una storia lunga, complessa e incerta. In assoluto, le prime attestazioni scritte della parola “pizza” risalgono al latino volgare della città di Gaeta nel 997. Un successivo documento, scritto su pergamena d’agnello, e datato sul retro 31 gennaio 1201 riporta la parola “pizzas” ripetuta due volte. Già comunque nell’antichità focacce schiacciate, lievitate e non erano diffuse presso gli Egizi e i Romani .

Benché si tratti ormai di un prodotto diffuso in quasi tutto il mondo, la pizza è un piatto originario della cucina napoletana. Nel sentire comune, spesso, ci si riferisce con questo termine alla pizza tonda condita con pomodoro e mozzarella, ossia la variante più conosciuta della cosiddetta pizza napoletana, la pizza Margherita

Sono molte le varianti della pizza, dalla Verace Napoletana, alla Siciliana sfinciuni e cacciata, la Romana, sottile e croccante e tante altre.

(Wikipedia)

Siccome oggi 17/1/2021 è la “Festa nazionale della pizza”, io ne ho preparate due varianti.

Una con pesto di pomodorini secchi (i miei), scamorza grattugiata e capperi e l’altra con pomodoro, mozzarella e fette di mela golden.

L’impasto è fatto con farina di forza W260 Garofalo. Io non uso la Manitoba, non vedo perchè devo acquistare una farina canadese quando in Italia abbiamo dei mulini che producono ottime farine.

La farina manitoba è una farina di grano tenero (Triticum aestivum) originario della provincia canadese del Manitoba. Viene definita una farina “forte”, la forza della farina viene indicata dal valore del coefficiente “W” più alto è il valore, più la farina è forte. Una farina debole ha un valore W inferiore a 170 mentre la manitoba ha un valore W superiore a 350. La caratteristica principale di questa farina è che è  ricca di glutine e povera di amidi.

 

L’esperimento di mettere la mela è stato un successo, l’uomo ha detto che rende la pizza più delicata. Bene, così oggi abbiamo festeggiato un prodotto italiano riconosciuto nel mondo.

Torta salata col cavolo….

Mi piacciono molto le torte salate, le quiches, o preparate con vari ingredienti oppure per riutilizzare degli avanzi che piangono in frigorifero.

Siccome ora è il periodo dei cavoli, ne approfitto e cerco di cucinarli in vari modi.

Cavoli, tutte le proprietà di verze, cavoletti di Bruxelles e cavolfiori

(foto di http://blog.dole.eu/it/)

A proposito sapete perchè ora è il periodo delle brassicaceae (cioè cavoli) ed è meglio mangiarli ? E perchè ora, in inverno, è meglio non mangiare fragole o ciliegie?

Le brassicacee sono una famiglia di piante particolarmente ricca di composti salutari che aiutano a combattere le principali malattie degenerative . Si tratta di ortaggi piuttosto comuni ed enormemente disponibili a buon mercato che hanno inoltre un considerevole contenuto di calcio, sono infatti la principale fonte alimentare di calcio di origine vegetale. Includono cavoli,  broccoli, cime di rapa, cavolfiore, broccoletti, rape e molti altri meno diffusi. Il loro contenuto di vitamine, minerali e composti fenolici benefici è davvero stupefacente e servono per  rafforzare le difese immunitarie e combattere anche i malanni stagionali. Ed ecco perchè la natura ce li propone in inverno, quando abbiamo più bisogno di difese.

Mentre è bene mangiare fragole e ciliegie, fresche e succose, solo in estate, senza fare esperimenti di portare questi frutti in tavola a Natale. Oltre tutto la frutta e verdura fuori stagione e non prodotta da noi, arriva da lontano, stressata dal viaggio e dai conservanti.

E allora vai di cavolo in cavolo, qui ho preparato una torta salata:

Ingredienti:

  • pasta sfoglia
  • cavolo nero
  • pecorino
  • noci
  • uovo

Ho sbollentato il cavolo nero e messo sopra alla sfoglia in una tortiera rotonda, poi ho aggiunto del pecorino grattugiato e delle noci sbriciolate.

Ho piegato i bordi e spennellato con dell’uovo sbattuto.

Ho messo dei fiocchetti di burro e infornato per 30 min a 180°.

Buona anche tiepida e anche come antipasto e, se conservata in congelatore, comoda per quando si ha poco tempo per cucinare.

E’ buona….

E’ buona, così ha stabilito l’uomo, dopo aver assaggiato la mia torta:

– consumare preferibilmente entro… –

Cioè questa è una torta preparata con ciò che è vicino alla scadenza.

Intanto diciamo che la differenza tra il ” consumare preferibilmente entro” e “consumare entro” è che il primo vuol dire che oltre alla scadenza ci sono ancora due o tre mesi in cui si può usare il prodotto senza problemi, certo avrà meno proprietà, ma va ancora bene.  Mentre per il secondo è tassativo consumarlo entro la scadenza indicata. quindi leggiamo sempre le etichette e facciamo attenzione a questo.

Io ho l’abitudine, quando torno dalla spesa, di mettere delle etichette con la scadenza sui prodotti, tipo scatolame, pasta, farina ecc. ben visibili, in modo che mi salta all’occhio subito ciò che è da usare prima del resto.

La mia torta è stata preparata con questi ingredienti:

  • pane avanzato
  • latte q.b.
  • un uovo
  • zucchero q.b
  • una bustina di lievito per dolci
  • burro
  • e questi ingredienti prossimi alla scadenza:
  • uvetta (bagnata nel marsala)
  • pinoli
  • frutta candita
  • cocco grattugiato
  • zucchero a velo.

Per prima cosa ho messo del pane raffermo a pezzetti a bagno nel latte, dopo l’ho pressato per ridurlo e poi ho aggiunto un uovo, lo zucchero, il cocco e il lievito. Dopo averlo mescolato bene ho messo l’uvetta, i pinoli e i canditi. Sopra poi dei fiocchetti di burro e un poco di zucchero per fare la crosticina.

Poi ho foderato una tortiera con carta da forno e inserito il preparato. In forno a 180° per circa 45/50 min. Controllare con lo stecchino.

Quando si è raffreddata ho sparso sopra dello zucchero a velo.

Veramente buona, anche perchè ho evitato di buttare via qualcosa che ancora era usabile.

 

Riciclo di Capodanno

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Capodanno è ormai è passato, così sono passate le cene, anche se in pochi. Ma, cucinando sempre qualcosa di diverso e di più, ecco che restano i signori Avanzi.

Il 2/1 ho riesumato dal frigorifero ciò che avevo e ho preparato questo piatto, mi piace molto inventare qualcosa con ciò che ho in casa, non sciupare nulla e portare in tavola delle cose buone.

Ingredienti:

  • verza
  • cotechino
  • lenticchie
  • olio
  • burro

Ho cotto un poco al vapore delle foglie di verza, poi ho messo dell’olio in una pirofila e aggiunto le foglie di verza.

Sopra ho messo delle lenticchie già cotte e avanzate, preparate così:

-cuocere le lenticchie in pentola a pressione, poi farle stufare in una padella con pomodoro e alloro, sale e pepe-

poi sopra dei pezzetti di cotechino, cotto nella mia slow cooker.  Il sughetto delle lenticchie ha mantenuto morbido il tutto.

Infine ho ricoperto il tutto con altre foglie di verza, dei pezzetti di burro e in forno a 180° per circa 20 min.

 

No ho voluto mettere il tutto in una pasta sfoglia per non appesantire , avendo già degli ingredienti non proprio leggeri.

Così finito il cotechino, le lenticchie e fino al capodanno prossimo siamo a posto.