Confettura di sambuco

Fiori di sambuco

credit-foto di coltivazione biologica

Sambucus è un genere di piante della famiglia delle Caprifoliacee e comprende specie arbustive di medio-grandi dimensioni, come piccolo albero di 5/10 metri, comune lungo le siepi campestri.

Con i fiori è possibile fare uno sciroppo, da diluire poi con acqua, ottenendo una bevanda dissetante . Dai fiori si ricava un estratto che viene utilizzato per la produzione della sambuca liquore a cui ha dato il nome ma che, nelle ricette attuali, è prevalentemente basata sull’anice.

I fiori sono ottimi anche fritti.

A Palazzo Adriano di Palermo i fiori freschi vengono usati per la realizzazione di un pane tipico, chiamato in dialetto “Pani cu Savucu”, pane con il Sambuco.

Con i frutti di S. nigra e di S. racemosa si può fare una confettura di cui non si deve abusare per le sue proprietà lassative.

Tutte le parti della pianta sono tossiche per la presenza di cianuro e vari alcaloidi. Fanno eccezione i fiori e le bacche mature, ma non i semi al loro interno. Nella preparazione di confetture la cottura o la macerazione delle bacche sono sufficienti a far sì che i composti cianogenetici si volatilizzino completamente. 

Esiste un’altra pianta simile al sambuco, l’Ebbio, altamente tossica, ma ci sono alcune caratteristiche che la differenziano.

Il tipo di fusto, quello del Sambuco è legnoso, ha una corteccia grigio-bruna. L’Ebbio invece ha un semplice fusto centrale verde, piuttosto spesso e rigido.

Anche i fiori sono piuttosto diversi: nel Sambuco le infiorescenze sono raggruppate in grossi ombrelli, i fiorellini sono piccoli, bianchi. Anche l’Ebbio ha un’infiorescenza a ombrello, ma di solito è ovale più che circolare; i fiorellini sono leggermente più grandi e al loro interno ci sono dei fiorellini rosa-violetti, assenti nei fiori del Sambuco.

Nel Sambuco i grappoli di bacche nero-violetto, presenti intorno a tutta la pianta, ricadono verso il basso, nell’Ebbio rimangono belli dritti al centro della pianta, rivolti verso l’alto. 

Quindi dopo aver riconosciuto le due diverse piante, Mauro ha raccolto i grappoli di bacche

ed io con santa pazienza, dopo averli lasciati a bagno per una notte, ho cominciato a sgranarli, li ho passati poi nel passaverdure per raccogliere il succo che, comunque poi ho aggiunto alle bucce. Questo perchè lasciando le bacche intere si sentono molto i semini, così invece vengono mescolate meglio.

Io uso la pectina e per un chilo di bacche ho usato 350 gr di zucchero. Messi a bollire,

dopo il tempo stabilito li ho messi nei vasetti, capovolti e fatti raffreddare. Questo è il risultato:

E’ risultata una confettura veramente buona, con un sapore particolare, diverso dai soliti, però dolce e profumata.

1 pensiero su “Confettura di sambuco

I commenti sono chiusi.