Vacanze in Trentino

Siamo stati due volte in Trentino a Forno a 2.5 km da  Moena, cercando di sfuggire al caldo torrido che mi sfiancava .  Siamo stati in un albergo, il Valsorda Hotel, benissimo e di questo vi parlerò più avanti.

Ora però vorrei parlarvi della tempesta Vaia che si è abbattuta il 29/10/2018 sul Trentino Alto Adige. Un evento terrificante che ha distrutto milioni di alberi.

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Il Vaia,  è il nome della tempesta tropicale che si è abbattuta sul Veneto, parte della Lombardia, del Friuli Venezia Giulia, Alto Adige.

 l’Istituto di Meteorologia della Università libera di Berlino fin dagli anni ’50 del secolo scorso mette a disposizione un nome di donna in modo da assegnarlo in modo casuale a uno specifico evento L’evento ha quindi preso il nome della signora Vaia Jakobs, grazie al regalo originale da parte di suo fratello.

In Trentino, suPasso Rolle, il vento ha raggiunto i 217,3 km/h e le fortissime raffiche, paragonabili secondo l’alpinista Reinhold Messner ai venti che si registrano sul monte Everest.

I danni in Veneto (la Regione più colpita) i sono stati valutati in 1,769 miliardi di euro e complessivamente intorno ai 3 miliardi di euro.

La stima degli alberi abbattuti è di ben 14 milioni:

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 La furia devastatrice della tempesta Vaia sulle Dolomiti nel racconto di un valligiano di Moena (in Trentino) ci fa pensare a un inquietante film di fantascienza divenuto realtà. Dopo tre giorni di piogge incessanti, c’è verso sera una pausa di calma piatta, un silenzio irreale. Poi comincia il vento, che aumenta man mano di intensità. Il sibilo diventa un urlo, che si fa sempre più forte. Viene a mancare la luce elettrica, non funzionano più i telefoni fissi e nemmeno i cellulari.

La tempesta ha sradicato soprattutto gli abeti rossi, mentre hanno resistito meglio abeti bianchi, pini, larici e piante latifoglie, avendo radici che vanno più in profondità. Purtroppo il maltempo ha causato alcune vittime, oltre ad aver abbattuto ponti e scoperchiato i tetti delle case.

Visti dagli elicotteri gli alberi sembrano tanti bastoncini dello Shangai sparpagliati per terra.

Ora però c’è una nuova sfida, rappresentata dalla diffusione di un insetto, l’Ips thypographus, meglio noto come bostrico tipografo, è un piccolo coleottero , lungo circa 4-5 mm. E’ endemico dei boschi del Trentino e attacca prevalentemente l’abete rosso, in cui si sviluppa sotto la corteccia scavando intricate gallerie, che interrompono il flusso della linfa; in tal modo porta inevitabilmente a morte le piante in breve tempo.

La presenza in bosco di materiale schiantato, ancora integro e umido, favorisce la proliferazione del bostrico, per cui  esso diventa aggressivo e attacca anche piante sane in piedi. L’albero, attaccato dal bostrico, diventa gradatamente secco e l’abete rosso sopravvissuto alla forza distruttrice del Vaia, sta mostrando i segni della malattia.

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Concludendo, il Vaia è stato un evento terrificante e vedere di persona quello che ha combinato viene una stretta al cuore. Intere parti della montagna spazzate via, milioni di tronchi accatastati,  in attesa di essere trasportati  con dei camion che, incessantemente, percorrono le valli.

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Ma la natura non si lascia domare e milioni di piccoli abeti stanno crescendo dove è passato il Vaia, alcuni vengono piantati dalla Forestale, ma altri nelle zone più impervie crescono da soli, ed è bellissimo vedere come queste piccole piante si facciano largo tra le radici, alcune enormi, sradicate.