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Ciao dal mio blog……

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Sì, perchè proviamo ad andare al mare per qualche giorno.

A causa della mia dermatite e a sentire vari dermatologi che mi proibivano di espormi al sole….. ho vissuto anni rasentando i muri e sempre sperando che, ogni volta che andavo a spasso, il cielo fosse coperto !

Poi ho trovato un dermatologo che invece mi ha spiegato molto bene tutto e mi ha consigliato di espormi al sole, con cautela, non nelle ore centrali del giorno. Così ho fatto e sto molto meglio, quindi se mai andati al mare, quest’anno proviamo.

Per cui il mio blog vi saluta e quando torneremo racconterò tutto, gite, ristoranti, anche perchè noi non siamo tipi da “spiaggia”, cioè il giusto per prendere un po’ di sole, bagnarci i piedi e poi via.

Avrei voluto portare anche Montedison, ma Mauro ha detto di no e allora la lascerò a casa dietro alle sbarre !!!!

Lei ha però la sua cat-sitter che se ne prende cura a domicilio…..

Allora ciao a tutti e a presto.

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Agriturismo “Nonna Nella”

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Avete presente quando si vuole andare un giorno in giro, ma è il due giugno…..al mare? Non ci si arriva nemmeno, città? Fa caldo….sagre? Idem e poi chissà quanta gente.

Allora che si fa? Ma sì andiamo a trovare i nostri amici che hanno aperto un agriturismo sui colli. Tangenziale di Bologna verso sud, ma che è ‘sta roba, tangenziale verso il mare e autostrada due colonne in fila, ferme, chilometri di auto, pulmann e le moto che sfrecciano a destra e sinistra. Mah! Noi invece fino alla nostra uscita nulla, bene, poi lo stesso sulla strada dei colli, ma dai tutti al mareee…tutti al mareee, e noi in collina.

Giornata calda, ma ventilata e finalmente arriviamo all’agriturismo “Nonna Nella” in quel di Montorsello di Guiglia (sì cercatelo sull’atlante e per andare mettete il navigatore, ma ci si arriva).

L’ultimo pezzo di strada, un po’ sterrata, costeggia un bosco e un ruscello.

Quando si arriva ci si trova fuori dal mondo, lasciamo tutto alle spalle, le code, i pensieri, i problemi e ci sediamo a tavola.

Accolti con calore da Irene, Claudio e Valentina, benchè indaffarati in cucina (c’era anche una cresima di 30 persone !) ci sediamo fuori sotto ad una bella tettoia, al fresco.

Incominciamo con il benvenuto della cucina, tortelli fritti ripieni o di carne o di formaggio e salvia fritta. Visti preparare al momento con la pasta tutta rigorosamente fatta in casa. E naturalmente un buffet di verdure crude e cotte, tutte dall’orto dell’agriturismo.

Scusate l’interruzione, ma mentre scrivo l’articolo, sembra che in casa e fuori stiano tutti male dalle urla… ah c’è la finale Juventus/Real Madrid, fatto gol anche la Juve e qui in casa ci sono tutti juventini pigiati su un divano e per terra……

Allora, dicevo che Mauro ha preso le tagliatelle con piselli, freschi raccolti in mattinata dal loro orto. Avete presente le tagliatelle di una volta? Ecco, proprio quelle.

Io invece i tortelloni gialli e verdi con ricotta, un poco di panna, prosciutto e aceto balsamico. Si scioglievano in bocca e sullo sfondo il cestino con il pane fatto da loro.

Poi qui non si può non mangiare le crescentine e le tigelle con l’affettato.

Gnocco fritto è una denominazione tipica nelle province di Modena, Reggio Emilia e Bologna per un prodotto alimentare italiano tipico dell’Emilia, il cui nome varia da un’area all’altra. Nelle province di Modena e Reggio Emilia viene chiamato semplicemente gnocco fritto, in gran parte della provincia di Parma viene chiamato torta fritta e nella provincia di Ferrara viene chiamato pinzino. Nel Bolognese viene chiamato più comunemente crescentina.

Il termine tigella deriva da una parola latina che significa copertura. Infatti tigella era originariamente il nome del disco in terracotta in cui il pane, chiamato crescenta o crescentina, era stato cotto mettendo i dischi e la miscela di ingredienti avvolti in foglie di castagna l’una sull’altra in un mucchio nel camino non troppo vicino alle fiamme.

 Successivamente il nome tigella inizia a essere utilizzato per il pane stesso, ma è un errore.

Le tigelle

dei formaggi veramente genuini prodotti in un caseificio che usa il latte della mucca bianca modenese

La Bianca Modenese, denominata anche Modenese di pianura o anticamente, Carpigiana, era originariamente una razza a triplice attitudine (latte lavoro e carne), con una forte concentrazione nella zona di Carpi (MO). Di essa si trovano le prime tracce in alcuni documenti della metà dell’800.

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poi gli affettati

nel piatto, davanti alla tigella c’è la “cunza” (nota anche come pesto alla modenese) ovvero un battuto di lardo, rosmarino e aglio; questo particolare ripieno sprigiona nelle crescentine ancora calde tutti i suoi sapori, in particolare l’aroma di rosmarino.

Ohibò, ma abbiamo anche mangiato una squisita panna cotta (vista preparare) con i duroni di Vignola sciroppati e leggermente caramellati. Ve la posso solo raccontare…..

Abbiamo mangiato benissimo, ora facciamo due passi, sì vai pure, io arrivo fino a lì…e Mauro si riposò!

Io invece sono andata a spasso

Ed ora possiamo uscire dal bosco delle fate e rituffarci nel caos del rientro, ma ben rifocillati e sereni.

Passando poi vicino a Vignola ci siamo fermati in un banchetto per acquistare delle ciliegie, ora è il periodo e in quel frutteto, li raccolgono e li preparano subito, quindi freschissimi e niente passaggio dal frigorifero. E soprattutto si sa che vengono dalle piante dietro al banchetto, non dai camion o dai banchetti piazzati lì e magari vanno a comperare le ciliegie ai mercati generali per rivenderle.

E così mi sono portata il lavoro a casa, pronti per fare confetture, succhi e sciroppate.

Naturalmente potete trovare il mio voto per questo agriturismo nella pagina “Ristoranti sì e no”.

 

Trattoria “Tre Archi” Altamura

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A spasso per Altamura cercavamo un posto dove mangiare, possibilmente bene, tipico e abbordabile come prezzo.

Perchè noi non siamo da “street-food” o panini vaganti, ci piace mettere le gambe sotto ad un tavolo e goderci il pranzo in tranquilità, siamo in gita o no? E  due passi dalla Cattedrale abbiamo scovato questa trattoria “Tre archi”.

La loro presentazione:

Benvenuti nella genuinità  tradizione bontà km zero, dal Nostro orto alle Nostre tavole GUSTO per VOI
TRE ARCHI è anche una FAMIGLIA che offre sempre il meglio a CHI sceglie di trascorrere del tempo GUSTANDO SAPORI TIPICI in un ambiente ACCOGLIENTE. A PRANZO E A CENA PUOI DEGUSTARE PIATTI della TRADIZIONE ALTAMURANA e una ECCEZIONALE PIZZA.

I simpatici proprietari Mina e Peppino.

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Subito vicino all’ingresso una signora prepara la pasta fresca.

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saletta superiore

una sala della trattoria

Poi c’è una sala superiore con un bel terrazzo e sopra ancora la zona longue, per il dopo cena o per festeggiare compleanni ricercati. O per riposare dopo aver ben mangiato….

io seduta reduce dalla scivolata…..

Cominciamo a parlare di cibo e abbiamo iniziato con degli antipasti tipici: (notare la mano di un affamato…) focaccia pugliese e ricotta fresca con confettura di sedano

Lampascioni fritti con cotto di fichi. Indescrivibile il loro sapore, dal momento che sono dei tuberi che hanno un gusto particolarmente amaro, ma lo hanno un po’ perso preparati così. Sono da gustare, tanto sono ottimi, abbinamento riuscitissimo.

Il lampascione è detto anche cipolla canina, cipollaccia turchina, cipollaccio col fiocco o giacinto dal pennacchio (Muscari comosum), è una pianta erbacea  diffusa nelle regioni mediterranee. I fiori della sua pianta sbocciano in primavera e sono persistenti fino all’estate.

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Il bulbo globuloso di tale pianta, ricco di sali minerali e che cresce a 12-20 cm circa nel sottosuolo, è simile a una piccola cipolla di sapore amarognolo e sono riconosciuti come uno dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani di Basilicata e Puglia.

Cicerchia saltata con cipolla, pancetta e funghi cardoncelli fritti, cosa dire…. molto particolare.

La cicerchia (Lathyrus sativus) è un legume particolarmente importante in aree tendenti alla siccità ed alla carestia, detta coltura di assicurazione poiché fornisce un buon raccolto quando le altre colture falliscono. Il consumo di questa pianta leguminosa in Italia è limitato ad alcune aree del centro-sud ed è in costante declino. Qui invece, in questa trattoria, mantengono una tradizione che si sta perdendo.

Questo è un piatto di pane raffermo saltato con le erbette, non ricordo il nome, ma è la dimostrazione che non bisogna buttare via nulla, quindi è un perfetto riuso del pane (di Altamura) raffermo, buonissimo.

Involtino di melanzane con ricotta e provola affumicata, e tortino di melanzane, quando il formaggio si sposa bene con le verdure.

tagliere di formaggi locali – caciocavallo, pecorino – prodotto dai cognati dei proprietari in una masseria vicina, con confettura di pomodorini.

poi si intravede nelle foto il piatto dei salumi che contiene: capocollo e la pancetta arrotolata di Martina Franca, presidio Slow Food.

Martina Franca è un altra bellissima cittadina da visitare.

Nella lavorazione del capocollo viene aggiunto il vino locale e le erbe aromatiche tipiche della macchia mediterranea. L’affumicatura avviene bruciando il legno e la corteccia di un fragno (Quercus trojana) originario dei Balcani. In Italia è presente solo in Puglia (sulle Murge) e in Basilicata (nella zona della Murgia Materana)  Caratteristica dell’albero: in autunno le foglie seccano ma non cadono; a primavera vengono sostituite dalle nuove in maniera che la chioma non rimanga mai spoglia. I maiali da cui provengono le carni utilizzate nel prodotto sono allevati in boschi di fragno e si nutrono di ghiande degli stessi arbusti.

E non è un’eccellenza italiana questa?

Abbiamo mangiato anche le orecchiette (rigorosamente fatte a mano nel ristorante) con le cime di rapa, ovviamente.

Orecchiette con cime di rapa

foto dal web perchè mi hanno impedito di fotografare quelle della trattoria, le stavano mangiando di gusto !!!

dolce di ricotta, notare i quattro cucchiai perchè non volevamo rinunciare a questo dolce prelibato, ma…non ci stava altro.

Direi che a questo punto, passando da Altamura, la Trattoria Tre archi è assolutamente da visitare per fermarsi a mangiare le specialità locali, fresche, genuine e preparate con amore.

Voto: 5/5

 

 

 

Terminato il contest – “Noci, nocciole & frutta secca”

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E così è terminato anche questo contest, sono molto contenta che abbiate partecipato per scoprire molte ricette con la frutta secca.

I VINCITORI

– per la sezione dolci :

PASTINE AL CAFFE’ E NOCI – del blog “A tutta cucina”

perchè sono dei dolcetti abbastanza semplici, ma con l’ingrediente – farina di noci – molto originale. Dolcetti pronti per una merenda, una prima colazione o per togliersi quella voglia di qualcosa di buono che ogni tanto capita.

per la sezione salati :

PESTO DI FAVE – del blog “Passatelli e scialatelli”

perchè è un pesto molto originale dove il sapore delle fave si sposa bene con le mandorle e il profumo di menta.

Questo è il regalo per i vincitori, ho pensato un libro che racchiude tante altre ricette sulla frutta secca. Spero sia gradito.

Libro Fuori dal guscio. 50 ricette con la frutta secca Paolo Piazzesi

Grazie ancora a tutti e arrivederci al prossimo contest.

Toccata la terra di Puglia

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Eh, sì, letteralmente….un inciampo in un marciapiede di Gravina in Puglia e, nulla di grave, ma un signor livido lungo la gamba e battuta la testa (normale). Ma questo mi ha fatto conoscere la gentilezza dei Pugliesi, perchè Mauro e il cugino erano davanti e una signora ha urlato…la signora è cadutaaa…si sono precipitati in so quanti a tirarmi su, si è fatta male? dove le fa male? come sta? datele dell’acqua…insomma mi è passato il male nel vedere tutta questa premura.

In ogni caso la Puglia è splendida e i Pugliesi sono delle persone gentilissime, disponibili e non invadenti, nei negozi per esempio, entri, guardi, nessuno che ti pressa per venderti qualunque cosa. E negli alimentari? Siamo entrati in un panificio ad Altamura per acquistare il famoso pane e, oltre ad avercelo fatto assaggiare, ci hanno dato biscotti, dolcetti, taralli,  insomma di tutto e di più, così abbiamo potuto scegliere quello che più ci piaceva.

E’ stato un giro cultural-eno-gastronomico, l’ho preparato leggendo, informandomi, cercando i posti più interessanti (ma quale è in Puglia che non lo sia), gli alberghi e programmando i giorni di viaggio.

Noi ed anche la coppia di cugini che era con noi, siamo stati molto soddisfatti, è stato molto piacevole, rilassante direi e divertente. Ci siamo trovati molto bene e ci siamo affiatati, abbiamo avuto un “autista” eccezionale che ci ha portato dappertutto e stiamo già programmando altre gite insieme. Pensiamo in Italia prima di tutto, perchè non si è mai finito di scoprire quanti posti meravigliosi ci siano qui.

Il nostro giro è partito da Bologna a Castel del Monte, sotto Andria, poi Altamura, Matera, Noci, Alberobello, rientro a Noci. Il mattino dopo Grotte di Castellana, Ostuni e ritorno a Noci.  Siamo poi partiti da Noci, toccato Monopoli e fermata per pranzare a Trani, quindi rientro a casa.

Ora per addormentarci non conteremo più le pecore, ma gli ulivi…splendidi, quelli centenari poi, a migliaia.

Farò un resoconto delle varie tappe, per me come ricordo e per chi mi legge, se vuole, per condividere la mia esperienza.

Vivaio di ulivi, che bello pensare che avranno vita lunga.