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Risveglio della natura

Ecco da un albero ancora spoglio spuntare delle gemme su dei piccoli rametti, la speranza di un risveglio.

 

siamo stati ancora dai nostri amici in campagna, dove avevamo passato un Natale magico

Ora lì spuntano le gemme dagli alberi, fioriscono le camelie

che, passato il vento, formano un tappeto sul prato.

Altre bellissime piantine dai colori incredibili danno il benvenuto

così come dei bottoni rossi spuntano dalle foglie

 

e poi la raccolta dell’insalatina nell’orto e dei tarassaco nel prato.

Mauro pronto

ed io con il raccolto completato

una splendida quercia centenaria, cresciuta troppo e quindi pericolosa per la casa, è stata tagliata. Ha finito la sua vita, ma il suo legno continuerà a vivere da un falegname.

Ma vi racconto l’avventura del pulcino Calimero, unico soprvvissuto di una covata. La sua mamma chioccia aveva nascosto le uova in una siepe, ma evidentemente sono arrivate volpi e donnole. Quindi lei con il primo pulcino nato è scappata in un altro posto e le uova sono state alla mercè degli altri animali, d’altronde è la legge della vita, tutti devono mangiare. Questa mattina l’abbiamo vista con il suo piccolo pulcino nero, come lei, e nel tentativo di prenderla per metterla al sicuro si è scatenato l’inferno. Ha aggredito la nostra amica, si è messa a fare dei versacci…coccodè…cooocccodè….urlando come non mai, tutto per proteggere il suo piccolo che in un angolino pigolava spaventato. La mia amica è riuscito a prenderlo e la gallina le correva dietro urlando. Le galline animali stupidi? No davvero. La reazione della chioccia per proteggere il pulcino è stata incredibile.

Finalmente, messo Calimero nella stia preparata apposta siamo riusciti in tre  a far entrare anche lei.

Ma il comico sono state le galline del pollaio che, alle urla di una di loro, si sono radunate  vicino alla porta per vedere cosa succedeva, tipo pettegole che si spingono per vedere meglio.

Dall’esterno campagnolo passiamo all’interno dove si vede la raffinatezza di un gancio per appendere il cordone che tiene unita una tenda……

 

Grazie ancora ai nostri amici per il bellissimo e rigenerante fine settimana che ci hanno offerto.

 

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Pasqua

Vi voglio riproporre un articolo scritto l’anno scorso per ribadire ancora una volta quanto penso. Si continua a parlare, soprattutto nei ristoranti, di inserire nel menù l’agnello, vorrei sapere se almeno uno di questi omette di metterlo nel menù pasquale e se qualcuno ne ha domandato il perchè.

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PER  FAVORE,  A  PASQUA  PUOI  CAMBIARE  MENU’ ?

La mia mamma ti ringrazia.

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A noi l’agnello piace così:

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BUONA PASQUA serena a tutti e di pace tra gli uomini e per gli animali.

Ecco i regali del contest “Le farine”

Ho pensato di far cosa gradita scegliendo questi pensieri per le mie vincitrici del contest “Le farine”.

Uno è un cucchiaio di legno da appendere in cucina, con riprodotti dei tortellini e un matterello che tira la sfoglia, questo è per la ricetta vincitrice.

invece questi sono due magneti da frigo, loro hanno dei tortellini, delle tagliatelle, il matterello con la sfoglia e la farina con le uova. E sono per le due ricette menzionate.

 

Essendo a Bologna mi è parso giusto parlare di tortellini e tagliatelle…

Ve li spedirò al più presto, grazie ancora e a presto.

 

La mia cassoeula

La cassoeula è un piatto lombardo tipico invernale, preparato con la verza (che deve essere raccolta dopo le prime gelate) e i cosiddetti scarti del maiale (piedini, orecchie, cotenne).

Era tanto tempo che avevo promesso ad una mia amica emiliana di farle assaggiare questo piatto tipicamente milanese ed è arrivata l’occasione, abbiamo invitato altri amici, perchè la cassoeula è un piatto che non si può preparare per due o quattro persone essendo  un piatto conviviale.

“Il piatto, così come viene preparato, nasce all’inizio del XX secolo, ma le sue varianti più antiche sono di origine incerta e controversa. Probabilmente, il piatto è legato alla ritualità del culto popolare di Sant’Antonio abate, festeggiato il 17 gennaio. Veniva preparato perchè segnava la fine della macellazione dei maiali.

Secondo la leggenda, la notte del 17 gennaio gli animali avranno facoltà di parola. Se solo fosse vero, chissà quali frasi ci rivolgerebbero e cosa ci racconterebbero delle loro vite. In passato, durante la notte degli animali parlanti, i contadini si tenevano lontani dalle stalle, perché udire gli animali conversare era segno di cattivo auspicio.

sant antonio abate animali

Nella tradizione culinaria popolare europea vi sono altri piatti con ingredienti simili, come le diverse forme di “potée” francesi (minestre a base di cavolo e maiale) o la Choucroute alsaziana, a sua volta derivata dal Sauerkraut tedesco

Il nome deriva probabilmente dal cucchiaio con cui si mescola (casseou) o dalla pentola in cui si prepara (casseruola).

Al di là delle leggende, gli storici individuano nel ricettario di Ruperto da Nola la prima ricetta riconducibile alla pietanza. Questo autore, originario di Nola, e che viene considerato uno dei padri della gastronomia spagnola, fu al servizio della corte Aragonese di Napoli, nel corso del XV secolo. Nella sua opera più importante, Il Libre del Coch, ci propone una ricetta di “Cassola de carn” in cui molti elementi riconducono alla Cassoeula.” (tratto da Wikipedia).

Come tutti i piatti tradizionali, anche la Cassoeula è stata tramandata con leggere modifiche.  In Brianza,  la Cassoeula è più asciutta rispetto a quella milanese. Nel comasco non si mettono i piedini ma si usa la testa del maiale, mentre nella provincia di Pavia si usano solo le puntine. La differenza più marcata, però, si registra nel novarese dove la carne di maiale può essere sostituita con quella d’oca.

Ed ecco la tavola pronta in attesa degli ospiti

Ed ecco gli ingredienti (ricetta originale tratta dal libro – La cucina lombarda – di A. Molinari Pradelli con alcune mie varianti), la sua preparazione è un po’ laboriosa, ma alla fine il risultato premia.

  • gr 600  di costine di maiale tagliate a piccoli pezzi
  • gr 300 di salsiccia
  • gr 200 di cotenne pulite
  • 2 kg di cavolo verza
  • due cipolle piccole
  • trito di sedano e carota
  • vino bianco secco q.b.
  • salsa di pomodoro
  • olio burro
  • sale e pepe

Tagliare a pezzi la verza lavata e metterla sgrondata in una capace pentola ad “asciugare” attenzione che non attacchi sul fondo.

Mettere in una pentola di acqua salata le cotenne e farle cuocere per circa un’ora per sgrassarle bene.

Intanto in una casseruola capace far soffriggere la cipolla in olio e burro, appena è dorata mettere nella pentola le costine  e la salsiccia; lasciar insaporire e poi versarvi il vino bianco secco e far asciugare a fuoco leggero. Togliere quindi le carni dalla casseruola e nel fondo rimasto mettere il trito di carote e sedano, aggiungere la salsa di pomodoro, sale e pepe, incoperchiare e far cuocere adagio mescolando ogni tanto.

Quando si è un po’ ritirato aggiungere la verza, mescolare e poi sopra aggiungere le carni e le cotenne cotte, ricoprire con il coperchio e lasciar stufare per un’ora o un’ora e mezza a fuoco basso.

La cassoeula va servita caldissima e un po’ ” tachenta” cioè un po’ collosa, ma non unta, accompagnata da una bella polenta fumante. Io  l’ho preparata con la farina ai cinque cereali. Ed il vino Bonarda dell’Oltrepo’ ha fatto da buon accompagnamento.

Ed ecco il risultato finale della mia cassoeula, molto gradita !!!!

 

 

 

 

 

Natale magico

Natale Magico perchè è stato un Natale inaspettato, vissuto e che ci ha reso felici.

Siamo stati invitati da dei nostri carissimi amici a passare il Natale con loro e la loro famiglia nella loro casa di campagna. Già dove è ubicata la casa è da sogno, in mezzo agli alberi, nel silenzio e con tutte le comodità. Premetto che lei è arredatrice e quindi ha molta creatività e buon gusto. Questo è parte dell’esterno

e poi ……il caminetto in un locale con luci soffuse, questo ha contribuito a creare l’atmosfera magica

passiamo alla tavolata, con una tovaglia natalizia elegantissima e le candele sul tavolo, inserite in una bottiglia piena di sale e legate con un piccolo nastro di rafia, alternate a rametti di abete.

Poi hanno un piccolo bosco ed io sono andata a fare un giro tra gli alberi, la sensazione di essere in montagna, nel silenzio interrotto solo dall’abbaiare lontano di un cane e dal canto dei tanti uccellini che lo popolano. Naturalmente mi sono messa a cercare, come faccio sempre nei boschi, le casette degli Elfi ed era impossibile non trovarle, infatti eccone una dentro ad una quercia…..

e per finire ecco la Gatta Agata che, incurante della festa al piano di sotto, dorme beata tra i cuscini di un letto che si è riservata…

Siamo tornati a casa con un po’ di rimpianto, ma sereni e vogliamo ringraziare di cuore i nostri amici, perchè altre parole non servono.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le stelle cadenti

In cielo c’è una stella per ognuno di noi, sufficientemente lontana perché i nostri dolori non possano mai offuscarla.
(Christian Bobin)

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Una “stella cadente” non ha niente a che fare con una vera stella ! Queste sorprendenti scie luminose che talvolta si possono vedere nel cielo sono causate da minuscoli pezzettini di polvere e roccia detti meteoridi, che cadono dallo spazio nella nostra atmosfera e qui bruciano per attrito. L’effimera traccia di luce della meteoride che brucia produce quella che viene detta una “meteora”. Le meteore vengono chiamate comunemente “stelle cadenti”.

Ecco, questo è quello che dice la fredda scienza, grazie, ma io preferisco pensare che siano vere stelle che cadono per farsi vedere da noi, per permetterci di guardare in alto, una volta tanto.

Una delle migliori e più conosciute piogge meteoriche, o meglio quando si vedono meglio le STELLE CADENTI o le Perseidi, avviene in agosto  fra il 9 e il 12 agosto circa. Per cui stasera, 12/8, tutti fuori, senza cellulare, tablet ecc. ma con il naso all’insù, possibilmente in una zona scarsamente illuminata, per ammirare lo spettacolo che la natura, testardamente continua ad offrirci.

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ciao Tiziana

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Te ne sei andata dopo due anni di sofferenze, di lotta per cercare di sopravvivere pensando alla tua ultima figlia, ma sei riuscita a sconfiggere, per un poco, la tua terribile malattia e vederla così laureata e fidanzata.

Quante volte abbiamo giocato assieme ai giochi di società o a carte, facendo le nottate, ridendo e mangiando pasticci, quante volte sei venuta a casa nostra e dicevi – qui ci metto una crocetta – perchè un oggetto che ti piaceva te lo dovevo poi lasciare.

E l’ultima volta che sei venuta da noi, già mangiavi pochissimo, ti eri portata un pacchetto di patatine perchè era l’unica cosa che ti andava e giocando a scala quaranta te lo sei sgranocchiato tutto. Ti piaceva anche mangiare bene e abbiamo messo a posto assieme tutte le ricette che ritagliavi e mettevi da parte, te le ho ordinate e tu ti sei divertita.

Ora quando andremo a casa tua non troveremo più le “ciabattine” che preparavi così, come in Oriente, dovevamo toglierci le scarpe.

Quante cose vengono confusamente alla mente e quanti bei ricordi ci hai lasciato.

Ciao Tiziana, amica di una vita.