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Gelato Biscotto

Questa è un’altra ricetta buona, facile e comoda di Benedetta.

GELATO BISCOTTO, cioè un gelato, senza gelatiera, tra due biscotti. Molto comodo da tenere in congelatore, perchè si tagliano i biscotti che occorrono.

Ci sono altre ricette per creare dei gelati biscotto, con aggiunta di mascarpone o di gocce di cioccolato, ma a me piace questo, semplice e, con l’aggiunta di cacao o di top di amarena, si possono preparare con altri gusti. Anche i biscotti si possono variare, per es. con frollini al cacao.

INGREDIENTI:

  • biscotti secchi, io ho usato 28 Oro Saiwa.
  • 500 gr di panna da montare
  • 125 gr di zucchero vanigliato
  • 2 uova
  • latte q.b.

Montare la panna a neve ben ferma, aggiungere lo zucchero vanigliato e le uova. Continuare a frullare per amalgamare bene. Questa è la base del gelato.

In una ciotola mettere del latte freddo e bagnare uno ad uno i biscotti, molto velocemente senza farli inzuppare, quindi in una teglia formiamo un primo strato di biscotti posizionati verso l’alto.

Nella teglia versiamo la crema preparata, livellare bene e formare la copertura con altri biscotti bagnati nel latte.

Infilare la teglia in un sacchetto freezer, lasciandolo aperto e mettere in congelatore per almeno 4 ore.

All’occorrenza tirare fuori la teglia, aspettare qualche secondo e tagliare con un coltello affilato un biscotto per volta. Ogni volta possiamo tagliare il numero dei biscotti gelato che serve e rimettere il sacchetto in congelatore.

 

GELATO BISCOTTO FATTO IN CASA Ricetta Facile Senza Gelatiera ...

(foto di Benedetta, fatto in casa)

 

Vital Hotel Flora – Comano

Questo è l’albergo che abbiamo scelto per la nostra vacanza/cura a Comano terme, in provincia di Trento.

/https://www.hotelfloracomano.it/

 

e questa vista dalla camera non è forse rilassante?

Questo moderno hotel ci ha garantito un soggiorno piacevole e rilassante grazie alla camere spaziosa e confortevole e ai numerosi servizi. Il ristorante tradizionale  ha proposto squisite ricette della cucina regionale e italiana.

E a proposito ecco Marilena e lo chef, autori di ricette indimenticabili. Per non dimenticare il Maitre, o ( egr. sig. Direttore di sala…..) Davide, sempre presente e disponibile. Naturalmente ricordiamo anche lo staff di sala, simpatici, molto professionali, la reception sempre pronti a consigliarci.

Galleria immagini di questa struttura

Una sera hanno preparato una cena tipica, mi dispiace non ho le foto perchè abbiamo avuto due ospiti, amici conosciuti alle terme, e poi ero impegnata a gustare la cena.

Hanno preparato: antipasto con crostino di polenta di Storo con lardo, speck, cetrioli; poi strozzapreti con speck e zucchine, zuppa di fagioli, polenta e capriolo (troppo buonooo), e naturalmente strudel. Era senza le noci per un’attenzione particolare per le persone allergiche e questo in una cucina fa la differenza.

Poi hanno fatto una “cena romantica” e li è stata una profusione di cuoricini e candela sui tavoli…..

entrèe con crostino di polenta e capriolo, il primo un orzetto con speck

e un’ottima zuppa di zucchine. Credo che mettano anche delle patate per rendere queste zuppe così cremose.

poi, sì saranno poco romantici come piatti, ma le salsicce con un sughino favoloso e il purè a forma di cuore con freccia…….

 

e gli affettati misti con il formaggio con il cumino sono sempre ottimi.

il dolce…una torta di carote con il biscotto a cuoricino fatto con la farina gialla di Storo, direi da fare il bis. Mentre Mauro ha scelto l’ananas, preparato con arte.

Direi quindi che per questo albergo e per il suo ristorante il mio voto è un 5/5 pieno.

Le raviole

Le raviole sì, non i ravioli perchè in Emilia queste sono dei dolci.

E una divertente leggenda che ci riferisce il noto enogastronomo bolognese Alessandro Molinari Pradelli riguarda proprio l’origine della raviola.

” Nel Tomo I, capitolo IV della Istoria delle celeberrime glorie di Messer Viscardi viene raccontata e fortemente “personalizzata” così: fuggendo dalla Palestina verso l’Egitto, San Giuseppe venne inseguito dai carabinieri. L’itinerario iniziale cambiò poiché il povero perseguitato continuava a fuggire per terre diverse, finchè approdò a Bologna e i carabinieri finalmente lo raggiunsero. Nella lotta disperata per liberarsi, il santo venne aiutato dall’intervento divino e riuscì a disarmare e a disperdere gli inseguitori. Durante le fasi concitate della rissa, il cappello di un carabiniere (raviola) rimase tra le mani di San Giuseppe. Il popolo bolognese esultante, volle ricordare l’avvenimento e venne dunque creato questo ottimo dolce, che richiama – appunto – la forma del cappello del carabiniere.”

 

Le raviole bolognesi sono nate molti anni fa in occasione del giorno di San Giuseppe, il 19 marzo.
Anche se oggi in questa data si celebra la festa del papà, un tempo il giorno di San Giuseppe segnava l’arrivo della primavera e, quindi, l’inizio del lavoro nei campi. Siccome la ripresa del lavoro implicava nuove entrate economiche per le famiglie contadine più povere, per celebrare l’occasione si organizzavano grandi feste e balli nell’aia e tutte le siepi venivano adornate proprio con le tipiche raviole, che restavano appese a disposizione di coloro che passavano a piedi o in bicicletta.

Però essendo un dolce semplice, buono da inzuppare nel latte, nel the o per una gustosa merenda per bambini (e grandi) si prepara anche per Natale, da regalare in una bella scatola di latta.

Praticamente è una pasta frolla ripiena di mostarda bolognese, che non è come la mostarda mantovana o cremonese, ma è una marmellata preparata con mele cotogne, mele, pere, arance. Richiede una lunga e lenta cottura per assumere il classico colore nero, ma quella che si acquista ha in aggiunta del caramello per conferire appunto il colore scuro. Buona lo stesso.

Ingredienti:

  • farina 1 gr. 400
  • zucchero gr 200
  • burro gr 100
  • 2 uova
  • latte q.b.
  • 1 bustina lievito per dolci
  • mostarda bolognese per il ripieno
  • sciogliere il burro in un pentolino, in una ciotola mettere le uova con lo zucchero e mescolare bene, poi unire la farina e il lievito setacciati e quindi il burro fuso. Mescolare bene e se occorre aggiungere un po’ di latte, per poter stendere l’impasto sul piano di lavoro e stenderlo con il matterello.
  • Tagliare delle forme rotonde che andranno riempite con la mostarda, quindi chiuderle a metà e premere i rebbi di una forchetta su tutto il bordo.
  • Infornare a 180° per 10/15 minuti.

 

Ecco il risultato, buonissime, sono un po’ più rustiche perchè io non uso le farine zero e doppio zero, ma dalla 1 in poi.

 

 

Ristorante “Masseria Torre di Nebbia” Castel del Monte

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Ed ecco il ristorante della Masseria di Castel del Monte dove abbiamo cenato la sera in cui siamo arrivati.

Il posto, come ho già detto, è bellissimo e si presta molto bene ai ricevimenti, matrimoni e feste varie. Noi abbiamo cenato in un’atmosfera tranquilla, con il sig. Michele che oltre a servirci la cena, ci ha intrattenuto, direi forse con un entusiasmo carico di parole e simpatia.

Ha fatto tutto lui e dopo un aperitivo con le buonissime mandorle della loro tenuta,

ci ha portato del pane fatto in casa

e un tortino di melanzane su un letto di ricotta e mandorle, buonissimo.

ecco le prime orecchiette del viaggio, fatte in casa, con verdure, olio e pecorino – delizia –

poi una grande costata, non l’ho fotografata perchè io non l’ho mangiata, ma molto ben presentata.

Serata in allegria,il cugino che si sbagliava a dire Giuseppe anzichè Michele e ad un certo punto gli dice, senta sig. Giuseppe non si è per caso offeso che l’ho chiamato Michele….e giù risate….complice il buon vino????

Il mattino dopo ci attendeva una colazione, mai vista, questo è il piatto dolci per due !!!

e una ricottina, ancora calda, con il miele, no foto perchè ero troppo intenta a gustarla, una favola !

Cappuccino bollente, scusi mi porta un po’ di latte freddo che scotta? risposta…soffia !! riprese le risate della serata.

Ce ne siamo poi andati con un po’ di nostalgia e portandoci dentro il ricordo delle poche ore passate, ma intense in un ambiente curato, piacevole. Da ritornare.

Quindi il mio voto è senz’altro 5/5.

 

 

Ecobudino con centrifugato

Ho preso l’abitudine di preparare ogni mattina un centrifugato di frutta e alle volte anche con le foglie verdi, tipo spinaci, perchè aiuta veramente ad affrontare meglio la giornata. Le sostanze del centrifugato vanno subito in circolo, sono ben assimilabili e più digeribili perchè non hanno la fibra.

Ma anche la fibra è importante per il nostro corpo e poi centrifugando la frutta e la verdura resta dello scarto, quindi, sempre per la filosofia di Lisa Casali, non si butta via nulla,  ho preparato un ecobudino con quel che resta del centrifugato, preparato con due mele, una pera grande e tre carote.

Ecco la polpa,

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Ho fatto qualche modifica alla sua ricetta, tratta dal libro “Ecocucina” a pag. 175.

Ingredienti:

  • 100 gr di polpa di centrifugato di frutta
  • 1 cucchiaino di agar agar (al posto della colla di pesce)
  • 2 cucchiai di zucchero di canna
  • la scorza e il succo di mezzo limone
  • 1 cucchiaino di cacao amaro
  • 1 dcl di acqua

In un pentolino ho messo lo zucchero con l’acqua e l’ho fatto sciogliere a fuoco basso, a fuoco spento ho aggiunto l’agar agar e ho mescolato per inserire bene il tutto.

L’ho aggiunto alla polpa del centrifugato, poi ho grattugiato la scorza di limone, ho aggiunto il succo del limone, il cacao e l’ho mescolato bene.

Così questa sera è pronto il dolce, sano, naturale, di riciclo….

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Tra l’altro è un’ottima idea per una merenda o uno spuntino per l’ufficio.

 

Biscotti nocciomandorle

Questi sono dei biscottini che potrebbero andare bene per comporre una scatola da regalare a Natale. Per ora li assaggiamo e poi si vedrà.

Sono composti da mandorle e nocciole.

La mandorla è il seme commestibile del Mandorlo, e con la denominazione di mandorle è riconosciuto come un prodotto tipico siciliano, inserito nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani (P.A.T) . Infatti ad Agrigento quando è il momento della fioritura degli alberi è veramente uno spettacolo, a febbraio quando la natura altrove è ancora ferma, nella valle dei Templi sembra sia nevicato tanti sono i mandorli fioriti.

Secondo la leggenda la fioritura del mandorlo, sarebbe da ricondurre all’amore fra Acamante, figlio del celebre Teseo, e Fillide, giovane principessa Tracia. Acamante  combatté la guerra di Troia al fianco di Ulisse, la guerra durò dieci lunghi anni, durante i quali Fillide attese l’amato Acamante. Conquistata e distrutta la città di Troia, i greci cominciarono a fare finalmente ritorno in patria. Man mano però che i superstiti ritornavano alle proprie case e alle proprie donne, non vedendo fra essi Acamante, Fillide pensò che l’amato fosse caduto in guerra  e per la disperazione ne morì.

La dea Atena, mossa a pietà per la fine tragica della giovane principessa, trasformò Fillide in un albero di Mandorlo. Acamante quando giunse e seppe della morte di Fillide e della sua trasformazione, andò verso l’albero di Mandorlo e lo abbracciò amorevolmente. Fu così, che all’improvviso, i nudi rami del mandorlo si ricoprirono di fiori anzichè di foglie, quasi a voler ricambiare il tenero abbraccio di Acamante.

Ancora oggi, nella Valle dei Templi, questo miracolo a Febbraio si rinnova ricordando a tutti i popoli il valore dell’amore e della pace. (tratto da Consorzio Turistico valle dei Templi).

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La nocciola è il frutto del nocciolo, pianta coltivata dall’uomo già nell’antichità. Dopo le mandorle sono il frutto più ricco di vitamina E . Le nocciole contengono, inoltre, grassi monoinsaturi in grado di abbassare il livello del colesterolo LDL e dei trigliceridi.

Con le nocciole si prepara, oltre ai vari dolci e alla cioccolata spalmabile, anche un liquore,il frangelico che ha origine in Piemonte, dove tre secoli fa vivevano dei monaci cristiani . Il nome deriva infatti dal monaco eremita Fra Angelico, che secondo la leggenda visse sulle colline piemontesi nel XVII secolo. Le nocciole una volta tostate danno origine ad un infuso che dopo essere stato distillato viene arricchito da alcuni aromi tra cui cacao e vaniglia.

Risultati immagini per nocciolo pianta  Risultati immagini per liquore alla nocciola frangelico

Invece io con le mandorle e le nocciole ho preparato questi biscotti, molto energetici per la prima colazione e deliziosi con una tazza di the. Li ho preparati con il Bimby portando delle modifiche alla ricetta del blog – ricette Bimby – “pasta frolla alle nocciole” –

Ingredienti:

  • 60 gr di zucchero
  • 50 gr di nocciole non pelate
  • 50 gr di mandorle
  • 160 gr di farina di grano tenero
  • un uovo
  • un tuorlo
  • 80 gr di burro

Ho messo nel boccale le nocciole e le mandorle e lo zucchero, tritato 10 sec vel 7, ho aggiunto la farina e ho frullato 10 sec vel 6, poi ho unito l’uovo intero e il tuorlo e ancora ho frullato 10 sec vel 6. Poi ho aggiunto il burro freddo a pezzetti e ancora 10 sec vel 6. Ho fatto un panetto, avvolto nella pellicola e in frigo per 40 min.. Poi l’ho steso sul tagliere e ne ho ricavato dei biscotti.

Li ho cotti in padella con il mio coperchio New Wonder Cooker, e lo spargifiamma, prima fuoco alto per pochi secondi e poi fuoco bassissimo per circa 18 minuti. (in forno 20/30 min a 160°).

biscotti-noccio-cottura

Poi li ho tolti e fatti raffreddare su una gratella, quindi ho messo dello zucchero a velo ed eccoli qui,

biscotti-nocciomandorle

Volendo si possono decorare con della glassa bianca e dei confettini colorati.

Biscotti al riso

Questi sono dei buonissimi biscottini con la farina di riso. Ne avevo un sacchetto, ma normalmente la preparo io con il Bimby, almeno so che ci metto tutto riso !!!!!

RISO: (Oryza sativa)

Le origini dell’ L’Oryza sativa non sono certe, si ritiene che le varietà più antiche siano comparse oltre quindicimila anni fa lungo le pendici dell’Himalaya. L’unica cosa che sappiamo per certo sulle origini di questo alimento è che è nato in Asia, precisamente in Cina verso il VI millennio a.C. Costituisce il cibo principale per circa la metà della popolazione mondiale e viene coltivato in quasi tutti i paesi del mondo.

Il riso, fra tutti i cereali, è l’alimento più completo: hanno un notevole contenuto di fibra e vitamine, oltre a vari sali minerali. La sua digeribilità è superiore a quella degli altri cereali, tanto da essere assimilato in 60/100 minuti. Il riso è privo di glutine e quindi è un alimento prezioso per i soggetti celiaci e nelle allergie alimentari.

 Risultati immagini per riso

Allora passiamo agli ingredienti dei miei biscotti:

  • 200 gr di farina di riso
  • 150 gr di farina 2
  • 120 gr zucchero semolato
  • 120 gr di burro (a temperatura ambiente)
  • 2 tuorli
  • 1 uovo
  • 1 bustina di lievito vanigliato
  • 1 cucchiaino di scorza di limone grattugiata

Montare il burro a crema con lo zucchero finchè saranno soffici, unire i tuorli, l’uovo e la scorza di limone, Unire poi le farine, il lievito e amalgamare bene.

Stendere la pasta sul tavolo e ritagliare dei biscotti, formine a piacere, allinearli sulla placca del forno e cuocerli, in forno già caldo, a 180° per circa 20 min.

Io ho fatto due infornate, poi si stendono su una gratella a raffreddare.

biscotti-riso

Buoni per la colazione, il the e uno sfizietto davanti alla tv.