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Residence “Frammenti” a Matera

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A Matera siamo stati in un graziosissimo Residence – “Frammenti”, poche stanze, la saletta della prima colazione sempre apparecchiata, quindi se al pomeriggio, tornando, avevamo voglia di un caffè, una bevanda o una fetta di torta erano pronti lì ad aspettarci, sempre freschi, che la Signora Anna, gentilissima, preparava.

Non abbiamo mai visto una “prima colazione” così ricca ed abbondante, di tutto, dolce e salato, con le torte e i biscotti fatti in casa, con una vasta scelta di the o tisane ecc., oltre al pane materano e in frigorifero, salumi e formaggi.

sullo sfondo il disegno che riproduce i Sassi, cambiava continuamente di colore.

Ogni camera è ispirata ad un materiale legato alla Città ed è sintesi, in modo duplice, di un “frammento di Materia e di Matera”.  – La Pietra – Il Tufo – La Terracotta – La Cartapesta.

La Pietra che ricorda i Sassi, il Tufo per il materiale di cui sono fatti i Sassi, la Terracotta per il “Cucù” particolare fischietto di argilla, a forma di gallina, lavorato a mano e molto colorato, considerato oggetto portafortuna e di prosperità. La cartapesta che ricorda il Carro su cui viene portata in processione la Madonna della Bruna.

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Noi eravamo appunto nella camera “Terracotta”, una bellissima camera con dei colori tenui, curata nei minimi particolari.

 

 

 

 

 

 

 

 

un caso del destino che ci sia stata assegnata una camera riproducente il “Cucù” di terracotta, simbolo di buona fortuna e prosperità? Speriamo…io ci credo.

La signora Anna ci ha poi consigliato il tour guidato dei Sassi e non abbiamo neppure avuto l’incomodo di procurarci i biglietti e gli orari, ha pensato a tutto lei. Ed è stata una meravigliosa esperienza.

Il residence è in pieno centro di Matera, a due passi dai “Sassi, quindi comodissimo per girare la città.

Penso che questo sia stato uno dei posti in cui, nel nostro giro in Puglia, ci siamo trovati al meglio e che consiglio quando passerete da qui.

Se dovessi dare un voto, come per la pagina – ristoranti sì e no – darei assolutamente  5/5, anzi di più.

Grazie signora Anna, alla prossima volta che ritorneremo a Matera.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Agriturismo “Nonna Nella”

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Avete presente quando si vuole andare un giorno in giro, ma è il due giugno…..al mare? Non ci si arriva nemmeno, città? Fa caldo….sagre? Idem e poi chissà quanta gente.

Allora che si fa? Ma sì andiamo a trovare i nostri amici che hanno aperto un agriturismo sui colli. Tangenziale di Bologna verso sud, ma che è ‘sta roba, tangenziale verso il mare e autostrada due colonne in fila, ferme, chilometri di auto, pulmann e le moto che sfrecciano a destra e sinistra. Mah! Noi invece fino alla nostra uscita nulla, bene, poi lo stesso sulla strada dei colli, ma dai tutti al mareee…tutti al mareee, e noi in collina.

Giornata calda, ma ventilata e finalmente arriviamo all’agriturismo “Nonna Nella” in quel di Montorsello di Guiglia (sì cercatelo sull’atlante e per andare mettete il navigatore, ma ci si arriva).

L’ultimo pezzo di strada, un po’ sterrata, costeggia un bosco e un ruscello.

Quando si arriva ci si trova fuori dal mondo, lasciamo tutto alle spalle, le code, i pensieri, i problemi e ci sediamo a tavola.

Accolti con calore da Irene, Claudio e Valentina, benchè indaffarati in cucina (c’era anche una cresima di 30 persone !) ci sediamo fuori sotto ad una bella tettoia, al fresco.

Incominciamo con il benvenuto della cucina, tortelli fritti ripieni o di carne o di formaggio e salvia fritta. Visti preparare al momento con la pasta tutta rigorosamente fatta in casa. E naturalmente un buffet di verdure crude e cotte, tutte dall’orto dell’agriturismo.

Scusate l’interruzione, ma mentre scrivo l’articolo, sembra che in casa e fuori stiano tutti male dalle urla… ah c’è la finale Juventus/Real Madrid, fatto gol anche la Juve e qui in casa ci sono tutti juventini pigiati su un divano e per terra……

Allora, dicevo che Mauro ha preso le tagliatelle con piselli, freschi raccolti in mattinata dal loro orto. Avete presente le tagliatelle di una volta? Ecco, proprio quelle.

Io invece i tortelloni gialli e verdi con ricotta, un poco di panna, prosciutto e aceto balsamico. Si scioglievano in bocca e sullo sfondo il cestino con il pane fatto da loro.

Poi qui non si può non mangiare le crescentine e le tigelle con l’affettato.

Gnocco fritto è una denominazione tipica nelle province di Modena, Reggio Emilia e Bologna per un prodotto alimentare italiano tipico dell’Emilia, il cui nome varia da un’area all’altra. Nelle province di Modena e Reggio Emilia viene chiamato semplicemente gnocco fritto, in gran parte della provincia di Parma viene chiamato torta fritta e nella provincia di Ferrara viene chiamato pinzino. Nel Bolognese viene chiamato più comunemente crescentina.

Il termine tigella deriva da una parola latina che significa copertura. Infatti tigella era originariamente il nome del disco in terracotta in cui il pane, chiamato crescenta o crescentina, era stato cotto mettendo i dischi e la miscela di ingredienti avvolti in foglie di castagna l’una sull’altra in un mucchio nel camino non troppo vicino alle fiamme.

 Successivamente il nome tigella inizia a essere utilizzato per il pane stesso, ma è un errore.

Le tigelle

dei formaggi veramente genuini prodotti in un caseificio che usa il latte della mucca bianca modenese

La Bianca Modenese, denominata anche Modenese di pianura o anticamente, Carpigiana, era originariamente una razza a triplice attitudine (latte lavoro e carne), con una forte concentrazione nella zona di Carpi (MO). Di essa si trovano le prime tracce in alcuni documenti della metà dell’800.

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poi gli affettati

nel piatto, davanti alla tigella c’è la “cunza” (nota anche come pesto alla modenese) ovvero un battuto di lardo, rosmarino e aglio; questo particolare ripieno sprigiona nelle crescentine ancora calde tutti i suoi sapori, in particolare l’aroma di rosmarino.

Ohibò, ma abbiamo anche mangiato una squisita panna cotta (vista preparare) con i duroni di Vignola sciroppati e leggermente caramellati. Ve la posso solo raccontare…..

Abbiamo mangiato benissimo, ora facciamo due passi, sì vai pure, io arrivo fino a lì…e Mauro si riposò!

Io invece sono andata a spasso

Ed ora possiamo uscire dal bosco delle fate e rituffarci nel caos del rientro, ma ben rifocillati e sereni.

Passando poi vicino a Vignola ci siamo fermati in un banchetto per acquistare delle ciliegie, ora è il periodo e in quel frutteto, li raccolgono e li preparano subito, quindi freschissimi e niente passaggio dal frigorifero. E soprattutto si sa che vengono dalle piante dietro al banchetto, non dai camion o dai banchetti piazzati lì e magari vanno a comperare le ciliegie ai mercati generali per rivenderle.

E così mi sono portata il lavoro a casa, pronti per fare confetture, succhi e sciroppate.

Naturalmente potete trovare il mio voto per questo agriturismo nella pagina “Ristoranti sì e no”.

 

Capatina a Londra

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Dopo essere stati a Brighton, abbiamo deciso di fare una capatina a Londra, essendo a solo un’ora di treno, per vedere qualcosa di nuovo, accompagnati dalle nipotine che là ci vivono.

Non si è mai finito di scoprire posti e cose nuove nelle città, sopratutto quelle grandi. A me Londra piace tantissimo, direi che ho visitato i posti più importanti, comunque un salto da Harrod’s è d’0bbligo.

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ma…se anni fa Harrod’s era un punto di riferimento per lo shopping o solo per andare a vedere i reparti che presentano tutti, ma tutti gli articoli, oggi per me è stata una delusione. Traffico caotico, turisti, per la maggior parte, che acquistavano a carissimo prezzo i soliti gadgets che una volta tornati a casa finiscono in un cassetto, oggetti per lo più made in China, prezzi esagerati. Il reparto alimentari, uno di quelli che mi ha sempre interessato di più, cambiato, i banchi non più scintillanti di alimenti ben presentati, invitanti, ma direi quasi da supermercato, se non fosse per le decorazioni sui muri e sui soffitti. Non più grande magazzino elegante, sofisticato ed invitante, ma molto pacchiano e di sicuro è l’ultima volta che metto piede lì. L’unica cosa bella al di fuori è stata vedere una Lamborghini gialla ferma ad un semaforo, io l’adoro e non attraversavo la strada pur di vederla da vicino.

Andiamo oltre…..Alexandra ad un certo punto ci ha detto che ci avrebbe portato in un quartiere un po’ diverso dagli altri, infatti siamo andati a Camden Lok

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Camden Town è una zona situata nel Nord di Londra ed è famosa per l’affollato mercato e come centro di vita degli alternativi. L’area è popolare tra gli studenti, inclusi quelli che vengono da oltremare.

Ci beviamo una spremuta d’arancia, preparata al momento e messa nei vasetti?

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L’interno del mercato è stato fatto nelle ex scuderie reali. E questa scultura in bronzo a grandezza naturale ricorda l’origine del luogo.

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I mercati sono una delle maggiori attrazioni turistiche nei fine settimana, e vendono prodotti a prezzi accessibili di tutti i tipi, inclusi abbigliamento, libri, cibo, antiquariato e oggetti bizzarri. I mercati e i negozi circostanti sono popolari tra i giovani, in particolare chi è in cerca di vestiti alternativi.

Troppo originali le scarpe e i jeans che escono dai muri…

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o i grossi serpenti cinesi

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Ma il negozio più simpatico e originale è questo:

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sì, va bè, non sono fatte di pelle…..ma di plastica…eheheh umorismo inglese !!!

Perchè questo? Sarà buffo un negozio che vende solo cereali…cereal killer = serial killer

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negozio di abbigliamento inquietante e musica assordante all’interno.

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…notare la scarpa gettata sul tetto di questo cinema

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Diversi di questi mercati sono famosi per lo spaccio di droghe come lecca lecca al gusto di cannabis e poppers.

Ma arriva l’ora di cena, per me, e allora tutti in un grandissimo ristorante cinese. Non sapevo che quelli di Londra fossero i migliori in tutta Europa. Effettivamente qui c’è una gran scelta, con prodotti freschissimi e locale molto pulito.

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banco dei dolci (siamo passati noi, si vede? )

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la mia torta preferita…

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preparazioni speciali

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…pronti da cuocere

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mille varietà di sushi

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e non ci serviamo dei dolci?????

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tutti mangiati…..

Londra di notte è ancora più affascinante, ecco la sua ruota panoramica

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il fantasma di Londra !!!!!

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ma ormai è ora di rientrare a casa, noi con Alexandra in Italia e Vanessa resta a Brighton…

è venuta però in aereoporto a salutarci….. (sigh ! sigh! )

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ci facciamo coraggio con un po’ di gin ?????? Sì, ma allungato….

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Finita la vacanza, per ora, tanto a dicembre ci sarà la successiva laurea di Alexandra che ha terminato anche il master…quindi a presto.

 

 

 

 

 

 

 

 

Chiuso contest “Piatti stellari”

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E così siamo arrivati alla fine anche di questo contest – “Piatti stellari”, mi era sembrata simpatica l’idea, e anche se non ho avuto l’affluenza degli altri miei contest, forse anche perche non sono più su FB, quindi minore visibilità, non importa. Va bene così e soprattutto ringrazio di cuore tutti coloro che hanno partecipato con ricette buone e belle.

Però, come sempre, un vincitore ci deve essere, anche se tutti meritano e così è stato deciso che il vincitore del contest Piatti Stellari sia:

“Stelle panine, quando è festa è stella!”

del blog “Un condominio in cucina”.

Mi è piaciuta molto l’idea di poter presentare il pane in tanti altri modi e la sua versatilità d’uso, portatovaglioli, portafiori, segnaposto, imbottite (gnam..), quindi meritata la vittoria.

Fatemi avere il vostro indirizzo perchè vi spedisca il regalo che sarà…sorpresa…..

Grazie ancora a tutti e al prossimo contest. Abbraccio

Andiamo in Val di Solda

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Solda è una frazione del comune di Stelvio, Val Venosta, in provincia di Bolzano, a 1.906 m s.l.m.

Il centro di Solda

La località, nota come stazione turistica invernale ed estiva, è posizionata ai piedi del massiccio montuoso dell’Ortles-Cevedale, grazie alla sua posizione, Solda fa della sua altitudine una delle più vantaggiose caratteristiche. A cominciare dal microclima presente in questa località. Qui le Alpi Orientali (il cui massiccio più alto è proprio l’Ortles che domina il paese) bloccano le correnti d’aria provenienti dalla Pianura Padana, favorendo quindi aria asciutta e pura. Si verifica così una favorevole condizione climatica per quanti soffrono di allergie, asma bronchiale e disturbi dermatologici. 

Solda copre buona parte del fabbisogno energetico con la propria centrale idroelettrica alimentata esclusivamente dall’acqua dell’Ortles. Il 93% degli edifici a Solda sono collegati alla centrale di teleriscaldamento a biomassa, un ulteriore risparmio energetico che riduce al minimo l’inquinamento da polveri sottili.

Salendo si trova, al termine della valle, una cerchia di altissime cime – Ortles m. 3905 -Monte zebrù – Gran Zebrù m 3851 – Punta Mandriccio – Cima Vertana, e grandiosi ghiacciai

foto M.Tonelli

Una curiosità della valle è che Reinhold Messner, noto al grande pubblico per essere stato il primo alpinista al mondo ad aver scalato tutte le quattordici cime del pianeta che superano gli 8000 metri  spesso da versanti o in condizioni di eccezionale difficoltà, porta, ogni anno, all’alpeggio  la sua mandria di yak, composta da circa 18 capi adulti e 5 cuccioli oltre naturalmente al toro dominante di due anni di età circa chiamato Pirlo, dalla stazione a valle di Solda sino al Madriccio, dove gli yak trovano le condizioni più adatte alla loro natura.
Gli yak sono arrivati a Solda dal Tibet nel dicembre del 1985, quando il re degli ottomila era impegnato in una spedizione invernale sull’Himalaya durante la quale proprio gli yak venivano impiegati per portare provviste e legna al campo base. Da qui l’idea di trapiantare a Solda alcuni esemplari di questi imponenti bovini. Il loro habitat naturale è l’alta montagna dove possono raggiungere zone off limit per altri bovini. Alla prima nevicata scendono da soli a valle sino alla loro stalla.

Abbiamo trovato una giornata limpida e meravigliosa ed allora tentiamo di andare più in alto possibile….come gli yak, ma con la funivia, altro test per il mio P.M., visto che dai 1900 m. di Solda si passa ai 2573 m. del Rifugio Milano, situato vicino alla stazione di arrivo della funivia.

La funivia della val di Solda è la più grande funivia del mondo, è attrezzata con 4 cabine con posti per 110 persone ognuna.  La capacità massima è di 440 persone. E’ un miracolo di ingegneria ed è molto bella a vedersi.

stazione d’arrivo della funivia e sullo sfondo il rifugio Città di Milano.

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percorso tranquillo, sopra ai pini, in vista delle montagne sempre più vicine e la valle sempre più lontana.

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Una volta arrivati in cima, lo spettacolo che si è presentato è stato a dir poco, grandioso.

Non sembra ci sia una stella cadente?

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ali di nuvole

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ghiacciaio

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Allora abbiamo deciso di fare quattro passi, tanto il sentiero è largo e praticabile.

ma quelle montagne non sono uno spettacolo che ti riempie l’anima?

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Uomo delle nevi? No, semplicemente, con aria noncurante, si stava pulendo la suola degli scarponi, lì ci passano, nonostante l’altezza, anche le capre, le pecore e gli yak di Messner……….

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pecorelle (incredibile)

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discorso alla montagna

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Gran Zebrù (ma che cielo c’era….)

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devo trascrivere la leggenda legata a questa montagna, (Wikipedia)

La montagna, situata esattamente sul confine tra la Valtellina e il Tirolo, e quindi tra la Lombardia e l’Alto Adige, ha due nomi che si affiancano nella cartografia ufficiale, uno insubre (una varietà della lingua lombarda), poi adottato anche in italiano (Gran Zebrù) e uno tedesco (Königsspitze, che significa cima del Re).

I due nomi, che apparentemente non danno adito a nessuna correlazione tra di essi, sono in realtà legati da una leggenda che affonda le sue origini sino al medioevo, che parla appunto di un sovrano, Johannes Zebrusius, chiamato “il Gran Zebrù”, feudatario nel XII secolo della Gera d’Adda (territorio realmente esistente, oggi in provincia di Bergamo). Johannes si innamorò (ricambiato) di Armelinda, figlia di un castellano del Lario, il quale però si opponeva alla loro relazione. Al fine di fare colpo agli occhi del padre di lei e convincerlo a dargli la figlia in sposa, Johannes prese parte a una crociata in Terrasanta, rimanendovi per quattro anni.

Al suo ritorno però ebbe una sgradita sorpresa: il padre di Armelinda non solo non aveva cambiato parere, ma addirittura aveva concesso in sposa la figlia a un nobile milanese. Costernato e depresso Zebrusius decise di abbandonare il suo feudo e l’arte della guerra e recarsi in montagna, dove avrebbe vissuto da eremita, scegliendo come dimora la val Zebrù, dominata dalla montagna. Lì visse in solitudine per trent’anni  cercando di dimenticare il passato con la meditazione e la preghiera, e un giorno quando sentì che stava giungendo la sua ora si sdraiò su un tronco collegato a un congegno di sua invenzione, che fece precipitare sul suo corpo un grande masso bianco, sul quale egli aveva precedentemente inciso “Joan(nes) Zebru(sius) a.d. MCCVII”. Tale masso è visibile ancora oggi, al limite inferiore del Ghiacciaio della Miniera.

Lo spirito del sovrano, purificato dal dolore e da anni di privazioni, salì sino sulla vetta della montagna che divenne il castello degli spiriti meritevoli, del quale l’anima di Zebrusius è il re

Il rifugio Città di Milano, 2581 m. si trova al centro dell’anfiteatro naturale formato dalla testata della Valle di Solda,

Raggiunto dalla Funivia Solda, è un punto di partenza privilegiato per numerose ascensioni e traversate e soprattutto per lo scialpinismo.

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Gran Zebrù, Monte Zebrù, Ortles –

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Il Monte Zebrù è il meno frequentato e più selvaggio monte della catena Ortles – Zebrù perché di scomodo accesso dal versante sud, faticoso e lungo ghiacciai con crepacci ed ancora più lungo e difficile approccio dal versante nord lungo creste di rocce friabili e ghiacciai pensili, inoltre soffre della rivalità dei suoi due vicini. Ci sono quattro itinerari per la salita alla vetta, mentre gli altri itinerari alla montagna sono stati abbandonati a causa della friabilità della roccia e quindi degli elevati pericoli oggettivi, anche a causa della riduzione del manto glaciale degli ultimi tempi.

A destra l’arrivo della funivia Solda, a sinistra il rifugio Città di Milano.

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neppure così arrivo in cima….ma ci provo… ma che splendida giornata in montagna, difficile trovare del cielo così limpido.

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…e dopo aver camminato per un po’, è ora di mangiare qualcosa. Siccome a noi piace scoprire i sapori locali,  (diciamo così, anche, ma vogliamo stare comodi… ) ecco che mettiamo le gambe sotto al tavolo, qui nel self service dell’arrivo della funivia.

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cominciamo con la “solita insalata”, così colorata e così invitante.

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ah, questa poi….wursteln nella minestrina in brodo…curiosa, io provo, nella minestra di tagliolini e prezzemolo i wurteln ci stanno benissimo.

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si mangia tutto più volentieri con uno spettacolo così alla finestra.

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e gli immancabili canederli, che io adoro in qualunque modo siano fatti

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così come non può mancare il tagliere di speck, il formagggio di malga e i gustosi cetriolini alle erbe, tutto accompagnato dal pane di segale.

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ed ora rifocillati ci godiamo il sole, circondati dalle montagne e dai ghiacciai, respirando l’aria pulita e cristal……ma perchè quello dietro fuma? Acc. dovrebbero vietargli di essere qui.

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Poi, visto che il sole scotta, ma scotta riprendiamo la funivia, moderna, grandissima e confortevole per rientrare a valle, ripromettendoci che l’anno prossimo ci piacerebbe fare o la salita o la discesa a piedi.

 

 

 

 

 

 

 

 

Ristorante Hotel Greif – Malles venosta

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Questo è l’Hotel Greif , a Malles Venosta, struttura del 15° secolo, ristrutturato e a conduzione familiare,dove abbiamo soggiornato per una settimana di vacanza.

Il nostro hotel

e questo è il suo ristorante.

dove troviamo cucina altoatesina e cucina vegetariana/integrale. E’ una filosofia di vita che dura dal 1993, e i cibi sono preparati secondo le indicazioni  del dott. Max Otto Bruker che, per decenni,  fu alla guida di ospedali biologici. Fondatore della GGB, la società per la consulenza sanitaria e del centro sanitario “Dr. Max Otto Bruker Haus” a Lahnstein, vicino a Coblenza.

L’obiettivo del ristorante è quello di mantenere, se non addirittura di migliorare, il livello della cucina di Bruker e della loro raffinata cucina regionale, arricchita dai tanti influssi delle altre regioni italiane.

Ogni sera c’era un menù in duplice versione, vegetariano e con carne e questi sono i menù che ho potuto portare a casa. Ovviamente ci sono anche i menù alla carta.

menù hotel

Il primo è quello della sera del nostro arrivo, dopo una abbondante scelta di verdure a buffet, con condimenti di olio ed erbe, abbiamo scelto gnocchetti di spinaci alla panna e prosciutto, poi gulasch di vitello, tenerissimo, con canederli e verdure,

goulasch

ed infine una variazione di mousse al cioccolato e fragole, talmente deliziosa che io ho fatto il bis.

mousse fragola c.

perchè cosa dire dei canederli alla fragola? Canederli dolci in una salsina alla fragola.

canaderlo fragola

e della crema brulèe servita con i frutti di bosco? Un tocco elegante, davvero

creme brule

ero troppo intenta a gustare tutto per fotografare altro, ma vi assicuro che ogni piatto meritava un bis. Il tutto sempre accompagnato da ottimi vini, che cambiavano ogni sera.

Se passate da Malles dovete fermarvi per assaggiare questa cucina, semplice, ma ricca di ingredienti sani e genuini e scoprirete anche voi un’altra filosofia di vita.

Quindi la mia votazione è 5 su 5,  avrei voluto dare anche di più.

Laurea di Alexandra & Federico

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“E’ con viva e vibrante soddisfazione”……..che presento le foto della consegna della laurea ad Alexandra e al suo ragazzo Federico, laureatisi  alla John Cabot University di Roma, entrambi con il massimo dei voti.

Qui si era nella splendida Villa Aurelia a Roma, dove si sono svolte le consegne e il ricevimento.

villa Aurelia
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