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Quenelles con bottarga e salsa di peperoni

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Le ho preparate per un’altra cena con cugini, sono molto delicate e si sposano benissimo con la salsa di peperoni, anche lei delicata.

La quenelle, in italiano canederli, grossi gnocchi è una pietanza d’origine francese, il termine può anche essere riferito a preparazioni modellate a forma ovale.
Per preparare una quenelle perfetta bisogna prendere un po’ di manualità, il procedimento in apparenza è molto semplice: si intingono nell’acqua calda due cucchiai da cucina, poi con uno si preleva una generosa quantità di composto e con l’altro ci si aiuta per modellare accuratamente il prodotto dandogli una forma allungata, simile a un uovo più o meno grande.

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Ecco appunto, solo che la manualità….bisogna impararla e quindi le mie sono venute sì ovali,ma non ancora perfette e poi, lo dico subito, vedrete dalla foto che sono già un po’ mangiucchiate, perchè come le hanno assaggiate non ho avuto il tempo di fare una bella fotografia al piatto. Vuol dire che erano moooolto buone…..

La Bottarga:

Viene ricavata dalle uova essiccate di tonno o muggine (la mia è di muggine). L’origine del prodotto sembra essere stata fenicia, ma il termine deriva dall’arabobatārikh uova di pesce salate”, legando il vocabolo a una radice che avrebbe acquisito perciò il significato di “conservare sotto sale”. Gli arabi erano famosi nell’area del Mediterraneo per le loro affinate tecniche culinarie, che trasmisero anche alle altre popolazioni del Mediterraneo, spesso assieme al nome dei prodotti. La bottarga è un alimento apprezzato per l’alto tenore di proteine.

Ingredienti:

– per le quenelles –

  • 600 gr di ricotta di pecora
  • 2 uova
  • 4 cucchiai di parmigiano reggiano
  • 40 gr di burro
  • 30 gr di bottarga
  • timo fresco, sale pepe, olio, noce moscata

Mescolare in una ciotola la ricotta con il timo fresco, le uova, due cucchiai di formaggio grattugiato, l’olio d’oliva, la noce moscata, il sale e il pepe.

Con due cucchiai inumiditi formare le quenelles e metterle in una pirofila imburrata, cospargerle con altro parmigiano e del burro fuso e infornare per circa 10 min. a 190°.

– per la salsa di peperoni –

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  • 2 peperoni gialli
  • mezza cipolla bianca
  • olio
  • burro
  • basilico
  • sale pepe

Lavare e tagliare a pezzetti i peperoni, far appassire in padella con olio, burro la cipolla tritata, poi aggiungere i peperoni, sale pepe e un po’ d’acqua e cuocere per circa 20 min.

Poi frullare il tutto con del basilico e dell’olio.

Sul piatto singolo mettere le quenelles sulla salsa di peperoni e cospargerli con della bottarga tritata. Non tutti l’hanno messa, infatti il piatto della foto non ce l’ha !!!

Sapete…il tempo di impiattare, portarli in sala, sentire degli oooohhh..che belli…uuuhh che buoni..come potevo fare delle foto decenti!!!! Non importa, rendono l’idea, vero?

 

 

Gnocchi viola

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Veramente oggi ho preparato il purè con le patate viola e ne ho avanzato, volevo fare le crocchette, ma le farò domani.  Allora ho unito un po’ di farina e mi sono detta, provo a fare dei gnocchi.

Detto fatto, al limite farò un pastone di patate, ma no, sono venuti belli e molto buoni.

La Vitelotte noire, è una varietà di patata che ha la particolarità di avere la buccia e la polpa di colore violetto ed un sapore dolciastro, molto simile alla castagna, con retrogusto di nocciola. Si tratta di una varietà originaria del Perù.  Trattandosi di una qualità molto antica, la patata viola non ha subito alcuna modificazione dal punto di vista genetico, perciò conserva intatte tutte le sue proprietà organolettiche. In particolare, il colore viola di queste patate è associato alla forte presenza di antiossidanti, che hanno un ruolo fondamentale per mantenere in salute il nostro organismo.

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Sono poco caloriche,  e zero grassi. Tre patate viola contengono inoltre il 55% della dose giornaliera raccomandata di vitamina C e il 7% di ferro. Esse sono, inoltre, molto ricche di potassio, minerale fondamentale per regolare la pressione sanguigna e mantenere in salute muscoli ed ossa.

INGREDIENTI

  • patate viola ridotte a purè
  • farina 1
  • poco sale

per il condimento:

  • cipolla e radicchio viola
  • burro
  • parmigiano reggiano

Ho impastato il purè e la farina sul ripiano leggermente infarinato, ho fatto il solito salamino e tagliato a tocchetti, e dopo averli passati sull’apposito attrezzino, li ho messi a riposare sulle retine.

Mentre bolliva l’acqua ho preparato il condimento, facendo sciogliere il burro in una padella, poi ho aggiunto la cipolla e l’ho fatta stufare con l’aggiunta di un poco di acqua calda, appena ammorbidita ho aggiunto il radicchio e ho finito la cottura.

Ho fatto cuocere gli gnocchi e, in trepida attesa, appena sono venuti a galla li ho tolti con la schiumarola e messi in padella con il condimento.

Nel piatto, con una spolverata di parmigiano eccoli pronti per darci la nostra razione di preziose proprietà per la nostra salute.

Immagine correlata foto: www.perledellatuscia.it

Ecco questa foto è di questo sito, gentilmente concessami, e sono uguali a quelli fatti da me. Solo che, come spesso accade, la foto finita è finita chissà dove…..e allora ne approfitto della cortesia degli altri.

 

 

Cena di pesce: il secondo piatto e dessert.

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Come secondo piatto ho preparato lo:

Xiphias gladius”  cioè “Bocconcini di pesce spada con purè”

“Il pesce spada è uno dei più grandi pesci ossei, con una lunghezza massima di oltre 4,5 m e un peso che supera abbondantemente i 400 kg (il pesce spada più pesante venne pescato in Cile nel 1953, pesava 655 kg). La taglia media si aggira sui 3 metri.Nuotatore velocissimo, effettua migrazioni anche su distanze oceaniche.

Risultati immagini per pesce spada

Si tratta di un predatore estremamente versatile e caccia colpendo le prede con la spada. La riproduzione avviene nella stagione calda. La femmina depone fino a 800.000 uova ( però….) di meno di 2 mm di grandezza e dotate di una goccia d’olio per favorire il galleggiamento. L’accrescimento è molto veloce, le femmine si accrescono più velocemente ………dei maschi.

Nello stretto di Messina viene effettuato un caratteristico e antico tipo di pesca con l’arpione utilizzando particolari imbarcazioni denominate feluche, dotate di un alto albero centrale munito alla sommità di una coffa per l’avvistamento del pesce e, a prua, di una lunga passerella in cima alla quale staziona l’arpioniere che così è in grado di trovarsi sulla verticale della preda prima che questa possa avvertire il rumore dei motori.

Immagine correlata

Il pesce spada è un pregiato piatto tipico siciliano e calabrese, noto come pesce spada alla ghiotta. Ottima come carne, ma attenzione…….contiene alti livelli di metalli pesanti , tra cui il mercurio. Di conseguenza ne viene sconsigliato il consumo frequente e soprattutto devono evitarne il consumo i bambini e le donne incinte.”

Però, se mi fossi ricordata della canzone di Domenico Modugno “Lu pisci spada” forse avrei cambiato tipo di pesce……(ascoltatela su youtube).

Ingredienti:

  • pesce spada
  • olive nere
  • cipolla
  • farina
  • succo di arancia
  • olio
  • sale pepe

Ho messo in una padella un po’ d’olio e la cipolla a rondelle a soffriggere, ho aggiunto anche un poco di acqua per renderla morbida.

Nel frattempo ho tagliato il pesce a tocchetti, l’ho infarinato e messo a cuocere nella padella, l’ho rivoltato solo una volta perchè è delicato,  poi ho aggiunto delle olive nere e alla fine del succo d’arancia, sale e pepe.

E’ una preparazione semplice, ma delicata e veramente buona. Anche perchè dopo un antipasto (la tartare) e il primo (gnocchetti con sugo di pesce) non potevo presentare un piatto di pesce pesante.

L’ho servito con un semplice purè di patate al quale ho aggiunto della curcuma per renderlo brillante.

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Come dessert ho servito delle coppette di sorbetto al limone con sopra delle fettine di mandarino siciliano profumatissimo e qualche scaglietta di mandorle. (la Sicilia colpisce sempre…..) Gradite e non ho fatto in tempo a fotografare.

E così si è conclusa la mia cena di tutto pesce, ospiti soddisfatti ed io di più.

 

 

Gnocchetti di semola, verza e salsiccia

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Questa sera ho voluto replicare una ricetta che mi è piaciuta molto, del blog “le ricette di Baccos”

https://lericettedibaccos.wordpress.com/2017/02/16/gnocchetti-sardi-con-verza-e-salsiccia/

Cè la verza, che a noi piace molto, e della quale bisogna approfittare perchè è ricchissima di elementi importanti per il nostro organismo.

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c’è la salsiccia.

Risultati immagini per salsiccia

La prima testimonianza storica sull’uso di insaccare nel budello di maiale la sua carne insieme a spezie e sale è dello storico romano Marco Terenzio Varrone, che ne attribuisce l’invenzione e l’uso ai Lucani: «Chiamano lucanica una carne tritata insaccata in un budello, perché i nostri soldati hanno appreso il modo di prepararla dai Lucani». Certo è un insaccato e non bisogna mangiarne tanto, ma quando si sposa benissimo con la verza e la pasta…allora evviva la salsiccia, tanto più che la nostra è proprio casalinga.

 e poi i gnocchetti sardi, perchè fatti con farina di semola e acqua.

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I miei ingredienti:

  • una verza viola
  • una cipolla viola
  • salsiccia
  • farina di semola di grano duro
  • acqua
  • olio
  • sale/pepe

Per prima cosa ho impastato la farina con l’acqua in modo da preparare una palla di pasta, abbastanza malleabile. L’ho messa a riposare un po’ e intanto in una padella ho messo dell’olio e la cipolla tagliata sottile a stufare, ho messo anche un po’ d’acqua calda. Poi ho aggiunto la salsiccia a pezzetti a rosolare. In un’altra padella ho messo sempre dell’olio e la verza tagliata a julienne, quando questa si è un po’ ammorbidita l’ho aggiunta nella padella della salsiccia, coperto e lasciato cuocere il tutto per circa mezz’ora.

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Una volta cotto il tutto, ho preparato i gnocchetti, che i miei di sardo hanno ben poco, però li ho preparati come tutti gli altri . La prossima volta li farò più piccoli, cosi cuoceranno meglio.

Ho fatto cuocere gli gnocchi e poi scolati con la schiumarola li ho messi nella padella con il sugo per condirli. Il sugo intanto aveva formato una bella cremina e dopo averli fatti girare un po’ li ho messi nei piatti.

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…dopo due piatti Mauro ha detto che erano veramente buoni!!!!!

Grazie “Ricette di Baccos”, alla prossima.

 

 

Ristorante “Panpica”

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Di ritorno da una passeggiata, domenica sera, cercavamo un ristorante per mangiare una pizza e abbiamo trovato “Panpica” a San Giorgio di Piano (Bo).

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Locale nuovo, accogliente, moderno senza strafare, luminoso e con la signora che ci ha accolto gentilissima.

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Abbiamo visto il menù delle pizze e non ce ne erano molte, ma la signora ha spiegato che danno delle indicazioni e poi lasciano libero il cliente di scegliere. La signora è napoletana, il pizzaiolo anche e quindi la pizza doveva essere una garanzia.

Infatti, sono arrivate due pizze, una napoletana e una pugliese, preparate con farina 1/2 e pasta madre arrivata direttamente da Napoli, con 60 anni di età. Leggere, ben condite senza esagerazioni e quindi molto gradite.

Pugliese con cipolle, olive e burrata

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Napoletana con acciughe

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Poi abbiamo preso una zuppa inglese, molto gradita da un fan molto critico e un tiramisu, ben presentato, leggerissimo.

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Hanno anche la possibilità di preparare la pizza senza glutine, cotta naturalmente in un forno a parte per evitare contaminazioni, domanda: il forno è elettrico? Quando mai..che la voglio uccidere? Risposta spontanea della signora..

Abbiamo guardato anche il menù della cucina ed è molto invitante anche questo, o carne o pesce, sempre su consigli della signora e richieste del cliente.

Quindi torneremo sicuramente per una buona pizza e per assaggiare la cucina, con pasta fatta in casa, quella fresca, da una sfoglina e la pasta secca di Gragnano, quindi la migliore.

Per la votazione vi rimando alla pagina “Ristoranti SI e NO”

 

Brassica oleracea…..varietà Capitata

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…cioè Cavolo Cappuccio. Mi piacciono i nomi botanici, sono importanti, questo poi che tutti parlano del cavolo come un vegetale sì che fa anche bene, ma puzzolente, viene usato in frasi poco carine ecc.

Cavolo Cappuccio 1 kg +/- 10 %

c’è anche un tipo di cavolo cappuccio viola

ricette cavolo viola (foto Greenme)

che consiglio di mangiare perchè è un vegetale colorato e. come si sa, la frutta e verdura colorata hanno delle caratteristiche particolari.

La vasta gamma di benefici per la salute trovati con frutta e verdura blu e viola vanno dal miglioramento del sistema immunitario, la digestione, e abbassano l’infiammazione nel corpo .

Il broccolo viola mantiene tutte le proprietà del suo cugino verde, ovvero la ricchezza di vitamina C, ferro e carotenoidi, ma vi aggiunge i benefici del sulforafano: grazie a questa sostanza diminuiscono i rischi di tumori legati allo stomaco, di malattie cardiache, di osteoporosi e di diabete.

Se volete delle ricette “in viola” vi invito a leggere il mio terzo contest://lastufaeconomica.wordpress.com/2014/02/16/la-cucina-in-viola-terzo-contest/.

Tornando alla mia brassica, in questo periodo preparo molte ricette con i vari tipi di cavolo, per esempio oggi ho cucinato il cavolo cappuccio per condire la pasta.

  • un cavolo cappuccio
  • acciughe sott’olio
  • cipolle
  • salsa di pomodoro (la mia)
  • olio
  • pasta tipo gnocchetti rigati

Mentre la pasta cuoceva, ho messo in una pentola le cipolle  con l’olio, dopo che si sono ammorbidite ho messo le acciughe fino a che si sono disfatte, poi ho aggiunto il cavolo, prima scottato al vapore, tagliato a listerelle e quindi la salsa di pomodoro.

Ho scolato la pasta e l’ho aggiunta nella pentola wok dove sobbolliva il sugo e l’ho lasciata insaporire mescolandola bene.

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alla fine ho aggiunto del parmigiano grattugiato (che non manca mai!!).

Buon appetito !!

 

Risotto e cereali

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A noi piace il risotto e ho scoperto una confezione di risotto con farro e orzo, voglio provarlo.

E’ decisamente comodo perchè lo si usa come un normale risotto, ma per la cottura non ci vogliono i 13 minuti indicati sulla scatola, ma almeno 20/25.  Non importa, l’ho provato ed è stato una vera scoperta, oltre che essere nutriente è decisamente buono.

RISO :

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Le origini del riso non sono certe, si ritiene che le varietà più antiche siano comparse oltre quindicimila anni fa lungo le pendici dell’Himalaya. L’Italia, con 1,44 milioni di tonnellate di riso prodotti nel 2005, rappresenta il principale produttore europeo e il ventisettesimo a livello mondiale.

Il riso, fra tutti i cereali, è l’alimento più completo: 100 g forniscono circa 330 chilocalorie con un notevole contenuto di fibra e vitamine, oltre a vari sali minerali. La sua digeribilità è superiore a quella degli altri cereali, tanto da essere assimilato in 60/100 minuti, ed è privo di glutine.

FARRO:

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rappresenta il più antico tipo di frumento coltivato, utilizzato dall’uomo come nutrimento fin dal neolitico. Nel farro è presente il glutine in quantità minore che nel frumento,  comunque rimane un alimento inadatto ai celiaci.

Con la farina di farro è possibile fare un pane con un gusto più aromatico rispetto alla farina di frumento.

Il farro è uno dei tipi di frumento meno calorici: 100 g apportano circa 340 kcal; inoltre contiene l’aminoacido essenziale metionina, carente in quasi tutti gli altri cereali. Il farro contiene rispetto ad altri cereali buone quantità di vitamine del gruppo B e anche proteine.

ORZO:

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Nell’alimentazione umana vengono sfruttate le cariossidi dell’orzo, impiegate per la panificazione, per la produzione di birra, come surrogato del caffè e in molte preparazioni alimentari.

L’orzo è molto facile da digerire ed è altamente energetico, inoltre facilita la concentrazione e l’attività cerebrale in quanto contiene magnesio, fosforo, potassio, vitamina PP, E, calcio e ferro.

L’orzo è ricchissimo di proprietà curative: è rimineralizzante delle ossa (è ricchissimo di fosforo), previene le affezioni polmonari e cardiovascolari, è nutriente e tonico, ed è molto indicato in caso di gastriti, coliti e cistiti. L’orzo ha spiccate proprietà antinfiammatorie ed emollienti e agevola il sistema immunitario grazie alla sua abilità nel contrastare le infiammazioni.

Dopo aver spiegato brevemente le proprietà di riso, farro e orzo, passiamo alla ricetta e al suo condimento.

INGREDIENTI:

  • 1 scatola di riso, farro e orzo
  • cipolla
  • burro e olio
  • brodo

per il condimento:

  • mozzarella,
  • gorgonzola,
  • curcuma
  • noce moscata
  •  un goccio di latte

Affettare la cipolla e farla rosolare nel burro e nell’olio, poi aggiungere il riso, farlo saltare e quindi aggiungere il brodo. Io ho coperto la pentola con il mio coperchio New Wonder e ho fatto cuocere per circa 20 min.

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Intanto in una pentola wok ho fatto sciogliere lentamente i formaggi con l’aggiunta di latte, alla fine ho aggiunto la curcuma e la noce moscata.

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Quando il riso si è cotto, l’ho trasferito nella pentola dei formaggi, amalgamato bene e servito caldo.

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