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Torta di mele, no muffin di pere

Già, ero partita per fare una torta di mele…ma che si fa oltre a riordinare gli armadi se non cucinare?….dicevo, la torta di mele si è tramutata in torta di pere, visto che ne avevo più che le mele.

Ma in corso d’opera mi è venuta voglia di muffin e quindi cambia ancora. Il bello della cucina è proprio questo, l’inventiva e la sperimentazione.

INGREDIENTI:   (ah…questi sono per la torta di mele/pere, ma vanno bene anche per i muffin)

  • 600 gr di mele/pere
  • 1 limone, succo e scorza
  • 180 gr di zucchero
  • 3 uova
  • 120 gr latte
  • 70 gr burro
  • 200 gr di farina 1
  • 1 dose lievito per dolci
  • 1 pizzico di sale

Sbucciare e affettare le mele/pere e metterle in una terrina irrorandole con il succo di limone.

Mescolare lo zucchero e la scorza di limone grattugiata, unire la farina, le uova, il latte , il burro il sale e il lievito. Mescolare e amalgamare bene, poi versare metà dell’impasto o in una tortiera o nelle forme dei muffin, inserire le mele/pere a pezzetti, ricoprire con il restante impasto. Mi è avanzato dell’impasto e allora ho fatto tre tortine, però ho messo sopra della marmellata di albicocche (la mia).

Cuocere in forno caldo a 180° per circa 20/30 min.

Lasciamo raffreddare il tutto e poi leviamo i muffin dalle formine. Sono andati a ruba, altro che tenerli per la prima colazione……

 

 

Mousse di mele essiccate

Mi diverto un sacco ad essiccare, non solo perchè in inverno mi trovo il minestrone estivo pronto, tutte le verdure e la frutta estiva, ma anche perchè i prodotti essiccati, usati così come sono, per esempio nelle minestre, io metto nell’acqua direttamente la verdura ed il dado, sempre fatto con l’essiccatore.

Avevo ancora un vasetto di mele ed uno di pere essiccate dall’anno scorso….non dico come siano buoni come snack (mia nuora ne fa fuori a vasetti interi in due giorni !!!!) e quindi li ho voluti usare provando a fare una mousse.

Ho messo a bagno sia le mele che le pere per tutta la notte ed il mattino dopo li ho scolati, trattenendo un po’ dell’acqua. Poi li ho frullati, omogeneizzati diciamo e messi in un vasetto in frigo.

E’ venuta una mousse veramente buona.

Naturalmente se non si consuma subito può durare in frigo due o tre giorni. Proverò a sterilizzare Il prossimo vasetto , tanto male non gli fa, e prima di frullarla, aggiungerò  un po’ di succo di limone e di miele, tanto per addolcirla e non ossidarla. Ma il bello dell’essicazione è anche che si possono fare esperimenti.

 

In primo piano le mele essiccate 2019.

Confettura di melone

IL MELONE – (Cucumis melo)

Risultati immagini per melone

E’ di probabili origini africane o, a seconda di altri, dell’antica Persia, nel secolo V a.C. ,ma furono gli Egizi che lo esportarono nel Mediterraneo.

A. Dumas apprezzava molto i meloni della città di Cavillon (Francia) e fece richiesta alla biblioteca della città per uno scambio tra le sue opere e una rendita vitalizia di 12 meloni l’anno, e così avvenne fino alla sua morte.

E’ un ottimo frutto, rinfrescante e gustoso, contiene molta vitamina A ed E e potassio e fosforo. Idrata il corpo ed elimina le tossine per cui fa molto bene anche alla pelle, è un antiossidante naturale, regola la pressione, l’intestino e il sistema nervoso.
E’ ipocalorico (33 calorie per 100 gr) ed è protagonista di diete che permettono di sgonfiare pancia e addome.

Quindi si può utilizzare in molti modi, crudo in insalata, così com’è a fette, in varie preparazioni, frullato o cotto in confetture.

E appunto oggi ho preparato una confettura di melone, dal momento che ora siamo in piena stagione di meloni ed in campagna se ne trovano tantissimi. E allora per non ingoiarli tanto per consumarli…ho optato per la confettura.

INGREDIENTI:

  • due meloni maturi
  • 350 gr zucchero
  • una busta di Fruttapec (per mantenere il colore e le vitamine)
  • due pezzi di cannella

Dopo aver frullato i pezzi di melone, li ho messi in una pentola e a freddo ho aggiunto lo zucchero e il fruttapec e la cannella.

Ho acceso il gas al massimo e dal momento della bollitura ho calcolato 5 minuti. Invasati a caldo e girati per il sottovuoto.

 

lo so…lo so..ai vasetti di recupero dovevo togliere la vecchia etichetta, ma vuoi il tempo, vuoi……insomma non ne avevo voglia (!!!)…quando saranno vuoti farò il lavoro completo. L’importante è recuperare il recuperabile per non buttare via ciò che si può ancora usare.

Questa confettura è molto buona con i formaggi, provatela.

 

 

 

Le raviole

Le raviole sì, non i ravioli perchè in Emilia queste sono dei dolci.

E una divertente leggenda che ci riferisce il noto enogastronomo bolognese Alessandro Molinari Pradelli riguarda proprio l’origine della raviola.

” Nel Tomo I, capitolo IV della Istoria delle celeberrime glorie di Messer Viscardi viene raccontata e fortemente “personalizzata” così: fuggendo dalla Palestina verso l’Egitto, San Giuseppe venne inseguito dai carabinieri. L’itinerario iniziale cambiò poiché il povero perseguitato continuava a fuggire per terre diverse, finchè approdò a Bologna e i carabinieri finalmente lo raggiunsero. Nella lotta disperata per liberarsi, il santo venne aiutato dall’intervento divino e riuscì a disarmare e a disperdere gli inseguitori. Durante le fasi concitate della rissa, il cappello di un carabiniere (raviola) rimase tra le mani di San Giuseppe. Il popolo bolognese esultante, volle ricordare l’avvenimento e venne dunque creato questo ottimo dolce, che richiama – appunto – la forma del cappello del carabiniere.”

 

Le raviole bolognesi sono nate molti anni fa in occasione del giorno di San Giuseppe, il 19 marzo.
Anche se oggi in questa data si celebra la festa del papà, un tempo il giorno di San Giuseppe segnava l’arrivo della primavera e, quindi, l’inizio del lavoro nei campi. Siccome la ripresa del lavoro implicava nuove entrate economiche per le famiglie contadine più povere, per celebrare l’occasione si organizzavano grandi feste e balli nell’aia e tutte le siepi venivano adornate proprio con le tipiche raviole, che restavano appese a disposizione di coloro che passavano a piedi o in bicicletta.

Però essendo un dolce semplice, buono da inzuppare nel latte, nel the o per una gustosa merenda per bambini (e grandi) si prepara anche per Natale, da regalare in una bella scatola di latta.

Praticamente è una pasta frolla ripiena di mostarda bolognese, che non è come la mostarda mantovana o cremonese, ma è una marmellata preparata con mele cotogne, mele, pere, arance. Richiede una lunga e lenta cottura per assumere il classico colore nero, ma quella che si acquista ha in aggiunta del caramello per conferire appunto il colore scuro. Buona lo stesso.

Ingredienti:

  • farina 1 gr. 400
  • zucchero gr 200
  • burro gr 100
  • 2 uova
  • latte q.b.
  • 1 bustina lievito per dolci
  • mostarda bolognese per il ripieno
  • sciogliere il burro in un pentolino, in una ciotola mettere le uova con lo zucchero e mescolare bene, poi unire la farina e il lievito setacciati e quindi il burro fuso. Mescolare bene e se occorre aggiungere un po’ di latte, per poter stendere l’impasto sul piano di lavoro e stenderlo con il matterello.
  • Tagliare delle forme rotonde che andranno riempite con la mostarda, quindi chiuderle a metà e premere i rebbi di una forchetta su tutto il bordo.
  • Infornare a 180° per 10/15 minuti.

 

Ecco il risultato, buonissime, sono un po’ più rustiche perchè io non uso le farine zero e doppio zero, ma dalla 1 in poi.

 

 

Confetture e marmellate

Risultati immagini per marmellata

 

“Con il termine marmellata si intende una preparazione semisolida dolce a base di agrumi e zucchero e cotta a lungo.

Nonostante impropriamente nel gergo comune i termini confettura e marmellata siano sinonimi, dal 1982 per effetto di una direttiva comunitaria solo prodotti ottenuti da agrumi possono essere venduti nell’Unione europea con la denominazione di “marmellata”, mentre tutte le altre preparazioni vanno chiamate confettura.

Il nome probabilmente deriva dalla parola portoghese marmelo, per mela cotogna. Diffusa in quasi ogni paese, ha generato una serie di leggende sulla sua origine, che spesso coinvolgono personaggi reali come  Maria de’ Medici. Si dice, infatti, che i cuochi fiorentini che aveva portato con sé, preparassero per la regina di Francia indisposta e debole dopo una gravidanza, una gelatina ricostituente a base di agrumi. La gelatina piacque tanto alla regina che ne ordinò una gran quantità. Essa fu riposta in vasi con la scritta francese “pour marie malade” da cui verrebbe il francese “marmalade”. (Wikipedia)

E dopo queste pompose spiegazioni, sempre utili da ricordare, passiamo alle mie più semplici preparazioni.

Oggi ho confezionato la marmellata di mandarini, mele e zenzero.

Io uso la bustina di Fruttapec perchè, oltre che essere più veloce, si mantengono inalterate tutte le vitamine e sali minerali della frutta, oltre che al sapore e colore che andrebbe tutto perso con una lunga cottura. Quindi la marmellata o confettura avrebbe poi tutto lo stesso sapore.

MARMELLATA DI MANDARINI, MELE E ZENZERO.

Ingredienti:

  • 650 gr di mele
  • 350 gr di mandarini
  • 1 pezzetto di radice di zenzero
  • 1 busta fruttapec  3/1
  • 300 gr di zucchero

Mescolare il fruttapec con lo zucchero, aggiungere a freddo la frutta, che prima ho velocemente tritato nel Bimby, e portare ad ebollizione.

Far bollire tre minuti a fuoco vivace, sempre mescolando, togliere la pentola dal fuoco e aggiungere lo zenzero grattugiato.

Versare la marmellata, ancora bollente, nei vasetti sterilizzati, chiudere ermeticamente e capovolgere il vasetto.

Ecco il risultato:

 

 

 

Confettura di ” Diospyros Kaki “

Mi piacciono i nomi scientifici delle piante, le rendono più importanti, e oggi  parliamo del diospyros ovvero dei  cachi, quei bellissimi frutti giallo arancione, che occhieggiano dalle piante spoglie delle foglie, che sembrano quasi dei rami decorati con delle palline.

  foto di Biodiversipedia

Ma avete notato come la natura esplode di colori anche in autunno, quasi a farsi perdonare il cielo grigio e le nebbie. Vediamo cosa sono i cachi, frutti ottimi che durano poco, ma che possiamo conservare per l’inverno preparando delle confetture, delle mousse, delle torte  o essiccandoli.

I CACHI:

l Diospyros Kaki è una delle più antiche piante da frutta coltivate dall’uomo, conosciuta per il suo uso in Cina da più di 2.000 anni.  La sua prima descrizione botanica pubblicata risale al 1780. Il nome scientifico proviene dall’unione delle parole greche diós (Dio) e pyrós (frutto), letteralmente ‘frutto degli dei’.

È originario della zona centro-meridionale della Cina, è detto anche Mela d’Oriente e fu definito dai cinesi l’Albero delle sette virtù: vive a lungo; dà una grande ombra; dà agli uccelli la possibilità di nidificare fra i suoi rami; non è attaccato da parassiti; le sue foglie giallo-rosse in autunno sono decorative fino ai geli; il legno dà un bel fuoco; la ricchezza in sostanze concimanti per la caduta dell’abbondante fogliame.

Dalla Cina si è esteso nei paesi limitrofi, come la Corea e il Giappone, intorno alla metà dell’Ottocento fu diffuso in America e Europa. I primi impianti specializzati in Italia sorsero nel Salernitano, in particolare nell’Agro Nocerino, a partire dal 1916, estendendosi poi in Emilia.

Il kaki apporta circa  65 kcal per 100 g. È composto da circa 18% di zuccheri, il 78,20% di acqua, lo 0,80% di proteine, lo 0,40% di grassi oltre ad una ragionevole quantità di vitamina C. È ricco di beta-carotene e di potassio. Ha proprietà lassative e diuretiche ed è sconsigliato a chi soffre di diabete o ha problemi di obesità. Se consumato acerbo il frutto risulta astringente a causa della notevole quantità di tannino.

Il kaki è oggi considerato “l’albero della pace”, perché alcuni alberi sopravvissero al bombardamento atomico di Nagasaki nell’agosto 1945. (Wiki)

Me ne hanno regalato parecchi, quest’anno c’è stata una grande produzione di cachi e gli alberi sono stracarichi, quindi procediamo con la prima confettura.

Ingredienti:

  • gr.  500 di cachi
  • gr. 500 di mele
  • gr. 350 di zucchero di canna
  • 1 limone
  • 1 pezzetto di zenzero
  • 1 bustina di pectina

Sbucciare i cachi e metterli in una pentola di acciaio, unire le mele non sbucciate e tagliate a pezzi piccoli, unire la pectina e far bollire per un minuto. Unire lo zucchero e far bollire a fuoco vivace per 8 minuti mescolando. Poi passare il tutto in un passaverdure o nel mixer, aggiungere il succo di limone e lo zenzero grattugiato e rimettere a bollire per circa altri 4 minuti.

Togliere dal fuoco e mettere la confettura in vasetti sterilizzati, quindi capovolgerli.

conftt cachi mele

Ed ecco pronta una buona, sana e allegra confettura per la prima colazione.

 

 

Muffins brutti ma buoni

Voglia di muffins, sono buoni e comodi per la prima colazione, per il the, per uno sfizietto alla sera, oggi ho preparato questi alla farina integrale.

La parola muffin viene citata per la prima volta in Inghilterra nel 1703 con la scrittura “moofin”. Le prime versioni di muffin erano meno nobili. Il fornaio di famiglia inizialmente cucinava i muffin per la servitù con i rimasugli del pane del giorno prima e dei rimasugli di lavorazione di biscotti, mescolando il tutto con delle patate schiacciate. Il tutto veniva fritto facendo divenire il composto così ottenuto in muffin leggeri e croccanti. Questo preparato venne scoperto dai padroni dell’epoca come dolce per l’ora del the.

Questa è una ricetta con il Bimby, ma, come dico sempre, si può fare anche a mano. Ho messo solo farina integrale, anche perchè io non adopero farina raffinata O/OO e lo zucchero è di canna, quindi sono diventati un po’ rustici, non troppo dolci, ma decisamente buoni.

Ingredienti:

  • 150 gr. di latte
  • 100 gr di burro
  • 60 gr di zucchero di canna
  • 2 uova
  • 300 gr di farina integrale
  • 1 bustina di lievito per dolci, in polvere

per farcire:

  • ho usato la mia marmellata di arance.
  • poi dello zucchero a velo

Versare il latte nel boccale e scaldare 2 min. 37° vel 1

Aggiungere burro, zucchero e uova e frullare per 20 sec a vel. 4.

Unire la farina, il lievito, impastare 15 sec. vel 5

Versare l’impasto ottenuto negli appositi stampini, mettere un cucchiaio di impasto, poi un cucchiaio di marmellata e poi ancora l’impasto, riempirli per 3/4, quindi usare gli stampini che preferite, regolandovi per la quantità dell’impasto da inserire. Cuocere in forno caldo a 180° per circa 20 min. Quando si saranno raffreddati spolverizzare con zucchero a velo.

Il risultato sono questi muffins, rustici, brutti, ma buoni.

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