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Natale è finito, ma….

…ma possiamo andare a rivivere la sua magia al Villaggio di Natale di Bussolengo (VR).

Siamo andati con nostra figlia, a curiosare e non solo, anche perchè ci sono i saldi…..C’è una marea di oggetti, luci, articoli vari e sembra di essere in un paese del nord. Sono 20 anni che c’è dal 2 novembre all’8 gennaio da Flover e occupa uno spazio di 7000 mq. e vale la pensa di andarci perchè è un luogo “dove nascono i sogni”…

all’ingresso

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zona alberi di Natale

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..anche questo.. da appendere al soffitto

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le casette degli gnomi

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sullo sfondo una delle sale apparecchiate

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poi ci sono degli stand dove degli artigiani, attraverso il loro lavoro, preparano delle palline dipinte a mano, oppure dei lavori in legno ecc.

qui le palline dipinte per l’albero

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qui l’artigiano del legno

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una tenerissima renna

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e fuori dal villaggio scende la neve…

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uno degli innumerevoli scaffali con ogni tipo di oggettistica per Natale

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accanto ad un bellissimo albero girevole con carillon

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da una stanza all’altra

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decorazioni splendide, tante idee..

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c’è anche la fabbrica dei giocattoli, dove gli gnomi preparano trenini, bambole e tutti i giocattoli che i bambini chiedono a Babbo Natale

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e qui la macchina impacchetta doni

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ma arriva mezzogiorno e allora andiamo a mangiare alla tavola calda del villaggio, sullo sfondo la poltrona di Babbo Natale, perchè ci sono tante manifestazioni ed eventi, uno dei quali è la cena con Babbo Natale.

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Siccome sembrava di essere nel nord Europa, allora si mangiano wursteln e crauti speziati e l’immancabile torta Sacher.

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e non si può non passare dallo spazio del cioccolato…

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usciamo poi all’aperto per andare a visitare la Casetta di Babbo Natale, prima però una sosta sulla sua slitta

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una splendida casetta tutta completa, anche di renna.

sala da pranzo

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cucina ben attrezzata

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camera da letto

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Babbo Natale in ufficio che parla con gli gnomi

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e così, ritorniamo dalla magia del Natale alla realtà di tutti i giorni.

 

 

Tronchetto salato

In una delle mie cene natalizie ho preparato questo tronchetto salato come antipasto, originale, buono e simpatico.

Il tronchetto di Natale (Bûche de Noël), è un dolce tipico della tradizione natalizia francese, è fatto a forma di ceppo di legno, simbolo Natalizio di numerosi paesi del Nord Europa; un tempo quando ci si scaldava con la legna veniva preso un ceppo dalla parte più grossa dell’ albero e conservato nella legnaia in attesa della vigilia di Natale, e quindi veniva messo nel camino dal capofamiglia , un simbolo per riscaldare il bambin Gesù.

Poiché il ceppo doveva ardere fino a Capodanno, si estraeva da alberi come la quercia o il castagno, che assicuravano una lenta combustione.

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Le sue origini in realtà sono pagane, era un rito con cui si propiziava la fertilità di tutti gli alberi da frutto e con le ceneri del ceppo, durante l’anno si compivano riti propiziatori atti a proteggere il raccolto e la famiglia dalla negatività.
E questa tradizione si è trasformata in cucina nella creazione di un ceppo fatto di pasta morbida di biscotto arrotolato e ripieno di crema di cioccolata oppure, come nel mio caso, in un tronchetto salato.

INGREDIENTI:

per la pasta brisè:

  • 250 gr di farina n° 1
  • 100 gr di burro morbido a pezzetti
  • 70 gr di acqua fredda
  • un pizzico di sale

per la farcitura:

  • due etti di speck
  •  100 gr di crema di formaggio emmenthal (il mio)
  • semi si sesamo
  • semi di papavero
  • patè di funghi

crema di formaggio:

far sciogliere a basso fuoco in un pentolino, del formaggio emmenthal a fettine sottili con un po’ di panna, aggiungere, quando sarà diventato cremoso, i semi di sesamo e di papavero. Lasciar raffreddare.

patè di funghi:

ho fatto rinvenire dei funghi secchi misti, poi li ho messi in un pentolino con dell’alloro, due spicchi di aglio, del prezzemolo e li ho fatti trifolare, aggiungendo, se occorre, del vino bianco. Quando si sono intiepiditi li ho frullati e messi da parte.

Preparazione:

Per prima cosa impastare la pasta brisè e prima di utilizzarla, avvolgerla in un tovagliolo e lasciarla riposare per circa 15 min. in frigorifero.Poi stenderla con il matterello in un rettangolo, appoggiarla su un foglio di carta stagnola e farcirla con le fette di speck e sopra con la crema di formaggio.

Arrotolarla bene con la carta stagnola, quindi farla cuocere in forno per circa 25 min.

Quando sarà fredda, togliere la stagnola. Tagliare l’inizio e la fine per traverso e un pezzo per fare il fianco del tronchetto.

Unire il pezzetto di fianco e ricoprire il tutto con il patè di funghi, poi decorare a piacere.

Ecco il risultato:

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Si presenta bene e, soprattutto, è un ottimo antipasto.

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Finiamo il panettone?

Quest’anno, per ora, le persone che sono venute a trovarci ci hanno portato ciascuna un panettone, cosa fai, per cortesia lo apri e lo mangi insieme, magari con una tazza di the oppure dopo pranzo, anche se hai preparato già un dolce.

Ma naturalmente ne avanza e allora, con tre mezzi o quasi panettoni ho preparato un dolce. Come lo chiamo? Panetton-crem.

Intanto vediamo come è nato il panettone.

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Il panettone, è un tipico dolce milanese, associato alle tradizioni gastronomiche del Natale e ampiamente diffuso in tutta Italia. A Milano fino al 1900 erano in moltissimi tra fornai e pasticceri a produrre il panettone, oggi però le grandi ditte industriali di panettoni sono dislocate in tutta Italia, mentre a Milano rimangono ancora tanti artigiani che producono un panettone secondo la ricetta tradizionale.

Una delle leggende circa il nome del panettone è questa: Il cuoco al servizio di Ludovico il Moro fu incaricato di preparare un sontuoso pranzo di Natale a cui erano stati invitati molti nobili del circondario, ma il dolce, dimenticato nel forno, quasi si carbonizzò. Vista la disperazione del cuoco, Toni, un piccolo sguattero, propose una soluzione: «Con quanto è rimasto in dispensa – un po’ di farina, burro, uova, della scorza di cedro e qualche uvetta – stamane ho cucinato questo dolce. Se non avete altro, potete portarlo in tavola». Il cuoco acconsentì e si mise a spiare la reazione degli ospiti. Tutti furono entusiasti e al duca, che voleva conoscere il nome di quella prelibatezza, il cuoco rivelò il segreto: «L’è ‘l pan del Toni». Da allora è il “pane di Toni”, ossia il “panettone”.

Un’altra curiosità è questa: A Milano, è tradizione conservare del panettone mangiato durante il  Natale, per poi mangiarlo raffermo a digiuno il 3 febbraio, festa di san Biagio, come gesto propiziatorio contro i mali della gola e raffreddori,  In questo giorno i negozianti per smaltire l’invenduto vendono a poco prezzo i cosiddetti panettoni di san Biagio, gli ultimi rimasti dal periodo festivo.

Ed ora ecco il mio panetton-crema:

Ingredienti:

  • panettone avanzato
  • crema
  • liquore all’arancia (il mio)
  • fettine di arancia
  • zucchero a velo

per la crema: (nel Bimby)

  • 100 gr di zucchero (io di canna)
  • 500 di latte
  • 2 uova
  • 40 gr di farina n° 1
  • un cucchiaio di liquore all’arancia

Mettere nel boccale lo zucchero, il latte, le uova e la farina, cuocere per 7 min 90° vel 4. In ultimo ho aggiunto il liquore mescolando bene.

Poi ho tagliato a fette i panettoni rimasti e ne ho fatti degli strati alternati con la crema, messo dello zucchero a velo e guarnito con fettine di arancia, ecco pronto un nuovo panettone, o un panetton-crema.panettone-arancia

 

Ristorante ” Dorio 1865″ Vigodarzere (Pd)

Vigodàrzere è in provincia di Padova, in Veneto. Il toponimo significa “villaggio sull’argine” (o anche “villaggio fortificato”, dal latino agger) con evidente riferimento alla posizione del paese sul fiume Brenta. E’ posta immediatamente a nord della città di Padova e proprio a causa di questa posizione veniva considerato l’ultimo avamposto a protezione della sottostante città.

Molto interessante è La Certosa di Vigodarzere, monastero certosino edificato nel corso del XVI secolo.

La costruzione fu decisa dopo che nel corso del cosiddetto “guasto delle mura” (la distruzione ordinata dalla Repubblica di Venezia di tutti gli edifici che circondavano le mura cinquecentesche di Padova) fu abbattuto il vecchio monastero certosino.

I dintorni sono protetti dal regolamento del Parco del Brenta e pertanto sono quasi intatti: alberi secolari e suggestivi scorci del fiume rendono gradevoli le passeggiate che portano alla Certosa.

Ma a Vigodarzere abbiamo scoperto anche questo ristorante, “Dorio 1865”. Si trova in via Roma 26/A – tel 049 700854

Il Ristorante Dorio 1865 si distingue per l’eccellenza della sua cucina di pesce e per la sua storia che affonda le radici molto lontano nel tempo, attraversa i secoli e racconta di cuochi, piatti della casa, ricette segrete e gusti alimentari che si sono evoluti nel tempo. Il locale è storico, ma  rimodernato in sintonia con le nuove richieste della clientela e i nuovi stili di vita. Infatti l’interno è molto curato, i tavoli sono disposti in modo che ci sia sempre un po’ di privacy, il personale è accogliente, solare e premuroso.

Particolare

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Ma passiamo al menù, e a sorpresa, coccola della casa, è arrivata una deliziosa

– crema di cannellini prima soffritti con gambero cotto al vapore e olio d’oliva –

crema cann soff gamb vapore

poi come antipasto abbiamo scelto

-shacker di scampi siciliani e gamberi rossi al pomodoro e arancio su pane abbrustolito –

viene presentato nel vasetto e miscelato bene per poi essere versato sul piatto dove il pane lo aspetta fragrante. Molto originale ed il pesce freschissimo.

shaker di gambscam pom succo ar basil pane

poi…”Ciccheto de Venesia”, cioè baccalà mantecato e gamberi in saor, mai mangiati e unici come sapore, equilibrato, agrodolce, favolosi. E poi la presentazione è molto curata, piacevole anche agli occhi….

gamb saor baccal mantec

non c’era la tartare di tonno ed allora abbiamo preso quella di dentice, ottima, sullo sfondo i panini e la focaccia della casa.

tartare di dentice

come primi piatti – risotto di mare classico – delicato, ma ricco di pesce, molto ben mantecato

risotto frutti di mare

e tortellini ripieni di scampi e gamberi rossi, al burro e bottarga su crema di rapa rossa. Da fare il bis, particolari, sapori ben assortiti.

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poi diciamo basta perchè le porzioni erano assolutamente sufficienti, ma su consiglio del cameriere ci siamo lasciati tentare da una frittura di calamari, scampi e mazzancolle e verdure pastellate. Fatto bene, perchè era una frittura leggera e non unta, ce la siamo divisa diciamo, equamente…

fritto misto

ma e le capesante che a me piacciono tanto? Dai è la tua festa, ordinale, ed ecco che arrivano anche quelle piccole, gratinate in maniera eccellente, non ricoperte come normalmente le servono, sparite…

piatto capesante grat

vista la presentazione con i germoglietti era un peccato rovinare il piatto, ma il gusto nel mangiarli è stato più forte.

Finiamo naturalmente io con un dolce – zuppa ai frutti di bosco e fragole con gelato alla vaniglia e lastrine di cioccolato – una crema di frutti veramente ben fatta, dolce al punto giusto

zuppa bosco gelato vaniglia ciocc

e gli altri con un sorbetto al limone, sì, non il solito, ma mantecato con la vodka al tavolo. In questo caso l’ha preparato la dolcissima camerierina Giorgia, premurosa e sorridente

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sorb mantec al tavolo vodka

Dopo il caffè ci siamo decisi ad alzarci da tavola, dopo aver mangiato molto bene, con piatti particolari che erano perfettamente adatti alla festa. Il costo è adeguato alla qualità del pesce molto fresco e al servizio,sicuramente è un locale dove tornare con famiglia, amici o per una cenetta a due….

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Il mio voto per questo ristorante è sicuramente 5/5, sia per il locale, il personale e il cibo.

 

Ristorante “La Tentazione” -Verbania Pallanza

 

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Qui siamo a Verbania Pallanza, una bella cittadina sul Lago Maggiore.

Il Lago Maggiore o Verbano è un lago prealpino di origine fluvioglaciale, il secondo per superficie in Italia. Il suo nome “Maggiore” deriva dal fatto che era il più esteso dei laghi prealpini. Le sue rive sono condivise tra Svizzera e Italia.

E’ il lago delle mie vacanze da bambina, quando andavo a casa della nonna e lì passavo tutte le estati, con tanti bei ricordi vissuti in un ambiente sereno e in un luogo che a tutt’oggi, dopo anni, ha conservato quell’aria un po’ demodè, tranquilla. Davanti ci sono le isole Borromee, una più bella dell’altra e poi Stresa, bella cittadina con una splendida vista, ma diventata molto turistica e commerciale.

……e questo è un ristorante dove abbiamo mangiato più di una volta, veramente bene, davanti al lago, con un ambiente familiare e il cuoco ha, oltre all’abilità, molta fantasia.

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Il menù è vario, con pesce fresco appena pescato, il pane e i dolci fatti in casa e il personale sempre pronto a soddisfare ogni desiderio e pronto a consigliare il menù migliore.

Ecco qualche piatto che abbiamo gustato

Lasagnette aperte con gamberi, zucchine e pecorino”

lasagnetta aperta gamberi zucchine e pecorino

ripieni di patate viola, crema di latte di bufala, confit essiccati, pinoli e parmigiano”,

semplicemente deliziosi, delicati e allo stesso tempo saporiti

ripieni di patate crema di latte confit essiccati pinoli eparmigiano

“spaghetti allo scoglio – La Tentazione” , gli spaghetti sono sotto….

spaghetti allo scoglio La Tentazione

misticanza pomodori, ceci, farro e salmone affumicato”, sapori perfettamente equilibrati e piatto unico.

misticanza pomodori ceci farro salmone affumicato

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ombrina

“ombrina impiattata”, delicata e cottura perfetta.

ombrina sfilettata

pesce persico del lago” – specialità

pesce persico del lago

“filetto di scottona alla brace e al sale rosa” – cottura perfetta

filetto di scottona alla brace e sale rosa himalaya

crème caramel al vapore” – troppo buona

creme caramel al vapore

“panini della casa”

panini della casa

…e ci sarebbero tante altre ricette, ma vi invito ad andare in questo ristorante a provare tutte le altre specialità.

Vale la pena di andare a fare una gita sul lago Maggiore a Verbania Pallanza per godere di questo meraviglioso lago, fare una gita in battello e rilassarsi, mettendo i piedi sotto ad un tavolo del ristorante “la Tentazione” sotto all’Hotel Novara.

 

 

Chiuso contest “Piatti stellari”

E così siamo arrivati alla fine anche di questo contest – “Piatti stellari”, mi era sembrata simpatica l’idea, e anche se non ho avuto l’affluenza degli altri miei contest, forse anche perche non sono più su FB, quindi minore visibilità, non importa. Va bene così e soprattutto ringrazio di cuore tutti coloro che hanno partecipato con ricette buone e belle.

Però, come sempre, un vincitore ci deve essere, anche se tutti meritano e così è stato deciso che il vincitore del contest Piatti Stellari sia:

“Stelle panine, quando è festa è stella!”

del blog “Un condominio in cucina”.

Mi è piaciuta molto l’idea di poter presentare il pane in tanti altri modi e la sua versatilità d’uso, portatovaglioli, portafiori, segnaposto, imbottite (gnam..), quindi meritata la vittoria.

Fatemi avere il vostro indirizzo perchè vi spedisca il regalo che sarà…sorpresa…..

Grazie ancora a tutti e al prossimo contest. Abbraccio

Auguri auguri a tutti, ma proprio tutti ????

 

Dai, è Natale, ci hanno sempre detto che dobbiamo essere buoni, festeggiare con parenti, amici ecc. ricordarsi dei meno fortunati…ma…è proprio così che ci dobbiamo comportare in questi giorni?

Andiamo con ordine…festeggiare va bene, c’è sempre una buona occasione per farlo, con i parenti? Figli, nipoti, certo, che bello quelle pubblicità dove tutti sono riuniti, pettinati, vestiti, felici che addentano il panettone, ma quando mai…e se i figli sono lontani e non possono venire a festeggiare qui, non dico a casa perchè hanno la loro casa, ma almeno da noi? O se non vogliono perchè hanno i loro motivi, ma proprio i loro? Cosa fai, nulla, non rimpiangi quando erano piccoli perchè non serve, e come al solito accetti. Però ora ho la mia famiglia, lui, io e gatta Montedison e festeggiamo il Natale preparando albero e presepio, per noi e per chi vuole venire a vederlo. Ma devo anche dire che il seme che anni fa ho gettato per tutti loro, almeno da una figlia e dalle sue “bimbe”, è attecchito e cresciuto, infatti ci frequentiamo e ci ha invitato a passare la vigilia e il Natale da loro, sono felici di averci e noi con loro.

Altri parenti e amici ? Certo, i cugini con i quali siamo anche amici, alcuni sono già venuti a cena ed altri verranno e lì lo scambio dei regali è sincero, il piacere di addentare il panettone insieme è vero. Altri? E perchè mai devo fare gli auguri a chi per un anno non si è mai visto o sentito, reciprocamente d’accordo, ma se chiami e loro tergiversano, dopo due volte, ciao.

Quindi io faccio gli auguri, di cuore, per un momento di serenità da passare insieme con chi veramente abbia voglia di trascorrere un vero Natale, sentito. Ed anche i miei auguri vanno agli amici del web, molti non conosco personalmente, altri sì, molti si sono persi per strada, ma in ricordo dei momenti  carini passati assieme, mi sento di fare loro auguri sinceri.

                                    B U O N         N A T A L E

albero natale 2015     monty 2013