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Pasta e ceci

A noi piacciono i legumi e, mangiando poca carne, fanno parte della nostra alimentazione.

A me piacciono particolarmente i ceci, hanno un buon sapore e sono molto versatili.

Il cece (Cicer arietinum ) il nome deriva dal latino cicer. È noto che il cognome di Cicerone discendeva da un suo antenato che aveva una caratteristica verruca a forma di cece sul naso. Il nome specifico arietinum si riferisce invece alla somiglianza che hanno i semi con il profilo della testa di un ariete. Le prime testimonianze archeologiche della coltivazione del cece risalgono all’età del bronzo e sono state rinvenute in Iraq; i ceci si diffusero in tutto il mondo antico: antico EgittoGrecia anticaImpero romano.

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Il cece è la terza leguminosa per produzione mondiale, dopo la soia e il fagiolo; la coltivazione avviene principalmente in India e Pakistan. In Italia la coltivazione non è molto diffusa a causa delle basse rese e della scarsa richiesta; viene consumato principalmente in Liguria, dove piatti tipici a base di ceci sono la farinata e la panissa, nelle regioni centrali come minestra e nelle regioni meridionali insieme con la pasta.

Questa mia è una pasta e ceci e pomodorini,  Ingredienti:

  • ceci cotti
  • rosmarino
  • aglio
  • pomodorini
  • pasta conchigliette
  • salamoia bolognese
  • olio

Ho cotto i ceci nella pentola a pressione solo con acqua, naturalmente dopo averli lasciati a mollo per tutta la notte con del bicarbonato, poi ho messo in una padella l’olio, l’aglio e quando si è rosolato, ho aggiunto i ceci e del rosmarino. Li ho lasciati stufare un po’ e poi ho aggiunto i pomodorini, gli ultimi dell’orto del mio vicino.

Intanto ho cotto la pasta e, dopo averla scolata, l’ho fatta saltare in padella con i ceci.

Ecco il risultato, per i non vegani si può aggiungere un po’ di formaggio pecorino grattugiato.

E con un bel piatto di insalata mista ecco preparato il pranzo. Abbiamo i carboidrati della pasta e le proteine dei ceci.

Tortellini infagiolati

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…PASTA E FAGIOLI ….l’incontro del Grano e del Fagiolo …tutto nacque 2000 anni fa, il fagiolo e il grano duro.

I fagioli come molti altri legumi rappresentano uno degli alimenti più consumati al mondo.  Se nell’antico Egitto i “Dolichos” (fagioli dall’occhio) identificavano il cibo rituale dei sacerdoti, presso i Romani venivano consumati dal popolo e Virgilio li chiamava  “vilem phaseulum” perché troppo comuni e perciò indegni per le famiglie illustri.

Fu durante il Medioevo che questi prodotti della terra, dalle eccellenti proprietà nutritive simili alla carne, divennero simbolo cristiano di continenza e umiltà.

A seguito della scoperta dell’America, con l’arrivo dei “Phaseolus vulgaris” (borlotti, cannellini ecc.) si affermò una distinzione d’uso tra le tipologie americane e quelle locali. Se i fagioli dall’occhio erano il companatico della gente rozza, i “fagioli d’America” venivano considerati una merce preziosa per i potenti, adatti anche ai banchetti papali.  Alcuni testi li elencano nei regali di nozze offerti da Alessandro de’ Medici alla sorella Caterina. Ad ulteriore testimonianza di quanto fossero preziosi e ricercati i fagioli, ricordiamo la loro presenza nei ricettari del Messisbugo, cuoco italiano che nel 1500 lavorò alla corte di Alfonso I d’Este e poi di Ercole II d’Este.

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Stasera pasta e fagioli, quindi, ecco gli ingredienti (senza le dosi perchè sono andata ad occhio)….

  • fagioli già ammollati
  • passata di pomodoro (la mia)
  • croste di formaggio
  • rosmarino, erba cipollina, origano
  • scalogno
  • olio
  • parmigiano

Dopo aver fatto soffriggere lo scalogno nell’olio, ho aggiunto parte dei fagioli passati, il rosmarino e le altre erbette, la passata di pomodoro, del gomasio, poi ho aggiunto dell’acqua e fatto cuocere per circa 20 min.

Cinque minuti prima della fine cottura ho aggiunto i rimanenti fagioli interi e poi avrei dovuto aggiungere la pasta. Ma non avevo i maltagliati o “lavagrugni” come dicono in Emilia e allora mi è venuto in mente che avevo ancora dei tortellini in congelatore. Pronti, sono buonissimi con il brodo di fagioli, questo non lo è, però sono allora dei tortellini infagiolati.

Con un goccio di olio e una bella grattugiata di parmigiano è venuto un piatto molto gradevole, gustoso e ricco.

tortellini-infagiolati

Vellutata di piselli con curcuma

Stasera vellutata, ci piacciono in estate tiepide ed inverno, calde. Sono morbide, vellutate appunto e deliziose, si preparano in mille modi.

Questa mia è di piselli e l’ho preparata con il Bimby, ogni tanto bisogna farlo lavorare (ma il mio è sempre sotto pressione !!! )  e ne approfitto per farvi vedere il primo modello Bimby, degli anni ’60, gelosamente custodito e richiesto.

1 bimby

INGREDIENTI:  (per 4 persone)

  • 30 gr di olio d’oliva
  • 450 di piselli (anche surgelati)
  • 3 cipollotti bianchi
  • 450 gr di acqua
  • 1 pizzico di sale
  • curcuma
  • crostini

Mettere nel boccale l’olio, i piselli, i cipollotti, l’acqua e il sale e cuocere per 30 min, antiorario, velocità soft. A fine cottura lasciar raffreddare per circa 5 min e poi omogeneizzare per 1 minuto, velocità 8.

Ho preparato intanto i crostini con dei pezzetti di pane raffermo fatti rosolare in un poco di burro, in modo da renderli croccanti. Messa la vellutata nei piatti, ho aggiunto la curcuma.

La curcuma

Risultati immagini per curcumafoto “Giardinaggio.it”

 

Utilizzata da migliaia di anni nella medicina ayurvedica, la curcuma è una spezia ricca di proprietà benefiche per la salute, è detta anche “zafferano d’india” o “zafferano dei poveri” Si suppone che questa spezia provenga dalla Cina, poiché Marco Polo lo cita nei suoi scritti (XIII secolo),  si suppone tuttavia che i primi a scoprirla fossero stati i greci che ne fanno menzione in un libro di medicina. E’ antiossidante, antinfiammatorio ed ha molte proprietà che la rendono una spezia molto importante per la salute.

Oltre ad essere buona la curcuma è anche decorativa.

vellutata piselli

 

 

Ristorante ” Dorio 1865″ Vigodarzere (Pd)

Vigodàrzere è in provincia di Padova, in Veneto. Il toponimo significa “villaggio sull’argine” (o anche “villaggio fortificato”, dal latino agger) con evidente riferimento alla posizione del paese sul fiume Brenta. E’ posta immediatamente a nord della città di Padova e proprio a causa di questa posizione veniva considerato l’ultimo avamposto a protezione della sottostante città.

Molto interessante è La Certosa di Vigodarzere, monastero certosino edificato nel corso del XVI secolo.

La costruzione fu decisa dopo che nel corso del cosiddetto “guasto delle mura” (la distruzione ordinata dalla Repubblica di Venezia di tutti gli edifici che circondavano le mura cinquecentesche di Padova) fu abbattuto il vecchio monastero certosino.

I dintorni sono protetti dal regolamento del Parco del Brenta e pertanto sono quasi intatti: alberi secolari e suggestivi scorci del fiume rendono gradevoli le passeggiate che portano alla Certosa.

Ma a Vigodarzere abbiamo scoperto anche questo ristorante, “Dorio 1865”. Si trova in via Roma 26/A – tel 049 700854

Il Ristorante Dorio 1865 si distingue per l’eccellenza della sua cucina di pesce e per la sua storia che affonda le radici molto lontano nel tempo, attraversa i secoli e racconta di cuochi, piatti della casa, ricette segrete e gusti alimentari che si sono evoluti nel tempo. Il locale è storico, ma  rimodernato in sintonia con le nuove richieste della clientela e i nuovi stili di vita. Infatti l’interno è molto curato, i tavoli sono disposti in modo che ci sia sempre un po’ di privacy, il personale è accogliente, solare e premuroso.

Particolare

immagine rist

Ma passiamo al menù, e a sorpresa, coccola della casa, è arrivata una deliziosa

– crema di cannellini prima soffritti con gambero cotto al vapore e olio d’oliva –

crema cann soff gamb vapore

poi come antipasto abbiamo scelto

-shacker di scampi siciliani e gamberi rossi al pomodoro e arancio su pane abbrustolito –

viene presentato nel vasetto e miscelato bene per poi essere versato sul piatto dove il pane lo aspetta fragrante. Molto originale ed il pesce freschissimo.

shaker di gambscam pom succo ar basil pane

poi…”Ciccheto de Venesia”, cioè baccalà mantecato e gamberi in saor, mai mangiati e unici come sapore, equilibrato, agrodolce, favolosi. E poi la presentazione è molto curata, piacevole anche agli occhi….

gamb saor baccal mantec

non c’era la tartare di tonno ed allora abbiamo preso quella di dentice, ottima, sullo sfondo i panini e la focaccia della casa.

tartare di dentice

come primi piatti – risotto di mare classico – delicato, ma ricco di pesce, molto ben mantecato

risotto frutti di mare

e tortellini ripieni di scampi e gamberi rossi, al burro e bottarga su crema di rapa rossa. Da fare il bis, particolari, sapori ben assortiti.

tort sc gamb rossi burro bottarga crema rapa ros

poi diciamo basta perchè le porzioni erano assolutamente sufficienti, ma su consiglio del cameriere ci siamo lasciati tentare da una frittura di calamari, scampi e mazzancolle e verdure pastellate. Fatto bene, perchè era una frittura leggera e non unta, ce la siamo divisa diciamo, equamente…

fritto misto

ma e le capesante che a me piacciono tanto? Dai è la tua festa, ordinale, ed ecco che arrivano anche quelle piccole, gratinate in maniera eccellente, non ricoperte come normalmente le servono, sparite…

piatto capesante grat

vista la presentazione con i germoglietti era un peccato rovinare il piatto, ma il gusto nel mangiarli è stato più forte.

Finiamo naturalmente io con un dolce – zuppa ai frutti di bosco e fragole con gelato alla vaniglia e lastrine di cioccolato – una crema di frutti veramente ben fatta, dolce al punto giusto

zuppa bosco gelato vaniglia ciocc

e gli altri con un sorbetto al limone, sì, non il solito, ma mantecato con la vodka al tavolo. In questo caso l’ha preparato la dolcissima camerierina Giorgia, premurosa e sorridente

giorgia

sorb mantec al tavolo vodka

Dopo il caffè ci siamo decisi ad alzarci da tavola, dopo aver mangiato molto bene, con piatti particolari che erano perfettamente adatti alla festa. Il costo è adeguato alla qualità del pesce molto fresco e al servizio,sicuramente è un locale dove tornare con famiglia, amici o per una cenetta a due….

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Il mio voto per questo ristorante è sicuramente 5/5, sia per il locale, il personale e il cibo.

 

Ristorante “La Tentazione” -Verbania Pallanza

 

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Qui siamo a Verbania Pallanza, una bella cittadina sul Lago Maggiore.

Il Lago Maggiore o Verbano è un lago prealpino di origine fluvioglaciale, il secondo per superficie in Italia. Il suo nome “Maggiore” deriva dal fatto che era il più esteso dei laghi prealpini. Le sue rive sono condivise tra Svizzera e Italia.

E’ il lago delle mie vacanze da bambina, quando andavo a casa della nonna e lì passavo tutte le estati, con tanti bei ricordi vissuti in un ambiente sereno e in un luogo che a tutt’oggi, dopo anni, ha conservato quell’aria un po’ demodè, tranquilla. Davanti ci sono le isole Borromee, una più bella dell’altra e poi Stresa, bella cittadina con una splendida vista, ma diventata molto turistica e commerciale.

……e questo è un ristorante dove abbiamo mangiato più di una volta, veramente bene, davanti al lago, con un ambiente familiare e il cuoco ha, oltre all’abilità, molta fantasia.

ristorante-la-tentazione

Il menù è vario, con pesce fresco appena pescato, il pane e i dolci fatti in casa e il personale sempre pronto a soddisfare ogni desiderio e pronto a consigliare il menù migliore.

Ecco qualche piatto che abbiamo gustato

Lasagnette aperte con gamberi, zucchine e pecorino”

lasagnetta aperta gamberi zucchine e pecorino

ripieni di patate viola, crema di latte di bufala, confit essiccati, pinoli e parmigiano”,

semplicemente deliziosi, delicati e allo stesso tempo saporiti

ripieni di patate crema di latte confit essiccati pinoli eparmigiano

“spaghetti allo scoglio – La Tentazione” , gli spaghetti sono sotto….

spaghetti allo scoglio La Tentazione

misticanza pomodori, ceci, farro e salmone affumicato”, sapori perfettamente equilibrati e piatto unico.

misticanza pomodori ceci farro salmone affumicato

ombrina”

ombrina

“ombrina impiattata”, delicata e cottura perfetta.

ombrina sfilettata

pesce persico del lago” – specialità

pesce persico del lago

“filetto di scottona alla brace e al sale rosa” – cottura perfetta

filetto di scottona alla brace e sale rosa himalaya

crème caramel al vapore” – troppo buona

creme caramel al vapore

“panini della casa”

panini della casa

…e ci sarebbero tante altre ricette, ma vi invito ad andare in questo ristorante a provare tutte le altre specialità.

Vale la pena di andare a fare una gita sul lago Maggiore a Verbania Pallanza per godere di questo meraviglioso lago, fare una gita in battello e rilassarsi, mettendo i piedi sotto ad un tavolo del ristorante “la Tentazione” sotto all’Hotel Novara.

 

 

Cous cous completo

….di verdure e legumi, buono, molto…

Il COUS COUS: parliamone un po’….

Il cuscus o cùscusu  è un alimento tipico del Nordafrica e della Sicilia occidentale, costituito da  granelli di semola cotti a vapore

Tradizionalmente il cuscus veniva preparato con semola di grano duro, farina granulosa che si può produrre con una macinatura grossolana utilizzando macine primitive, ma oggi con questo nome ci si riferisce anche ad alimenti preparati con cereali diversi, come orzo, miglio, sorgo, riso o mais. Solitamente esso accompagna carni in umido e/o verdure bollite (sulla costa del mar Mediterraneo anche pesce in umido).

Questo piatto è l’alimento tradizionale di tutto il Nordafrica, al punto che lo si potrebbe definire “piatto nazionale” dei Berberi

In Italia il cuscus à preparato nel trapanese, in Sicilia; è cotto a vapore in una speciale pentola di terracotta smaltata, ma il condimento, a differenza di quello magrebino, è un brodo di zuppa di pesce. Il nome nel dialetto locale è cùscusu. Dalla Sicilia, il cuscus è stato portato a Livorno (cuscus d’agnello) e a Genova.

Uno dei primi riferimenti scritti al cuscus viene dall’anonimo autore di un libro di cucina dell’al-Andalus, la Spagna musulmana del XIII secolo, Il cuscus era noto anche nel sultanato di Granada dei Nasridi. Sempre nel XIII secolo uno storico siriano di Aleppo cita il cuscus in quattro occasioni. Queste citazioni così antiche mostrano che il cuscus si diffuse rapidamente, ma che in generale esso era comune soprattutto nell’occidente islamico fino alla Tripolitania. Oggi, il cuscus è conosciuto in Egitto e nel Vicino Oriente, ma in Marocco, Algeria, e Tunisia, il cuscus è il piatto-base.

I chicchi di cuscus vengono fatti con la semola (grano duro macinato grossolanamente) o, in alcune regioni, da miglio macinati grossolanamente. La semola viene aspersa d’acqua e lavorata con le mani per farne pallottoline, che vengono asperse di semola asciutta per tenerle separate, e poi passate al setaccio. Le pallottoline che sono troppo piccole per costituire i chicchi di cuscus passano attraverso il setaccio e vengono di nuovo asperse di semola asciutta e lavorate a mano. Questo processo continua fino a che tutta la semola è stata trasformata nei minuscoli chicchi del cuscus. Questo procedimento richiede una lavorazione molto prolungata. Il cuscus dovrebbe essere passato al vapore due o anche tre volte. Quando è cotto come si deve è morbido e leggero, non dovrebbe essere gommoso né formare grumi. Il cuscus che si trova in vendita nei supermercati occidentali è solitamente passato al vapore una prima volta e poi essiccato, e le istruzioni sulla confezione consigliano di aggiungervi un po’ di acqua bollente per renderlo pronto al consumo. Questo metodo è rapido e facile da preparare: basta mettere il cuscus in una ciotola e versarvi sopra l’acqua o il brodo bollente, coprendo poi la ciotola con un foglio di plastica. Il cuscus si gonfia e nel giro di pochi minuti è pronto da servire, dopo averlo rimescolato con una forchetta.

In Tunisia, Algeria e Marocco, il cuscus viene generalmente servito con verdure (carote, rape, ecc.) lessate in un brodo più o meno piccante, e qualche tipo di carne (di solito, pollo, agnello o montone); in Marocco, sul cuscus si può trovare anche del pesce in salsa agrodolce con uvetta e cipolle;

In Sicilia, a Trapani  e nelle zone limitrofe come Favignana, e San Vito Lo Capo, il cuscus (cuscusu in dialetto) è divenuto di uso quasi quotidiano. La semola è incocciata e poi cotta a vapore in una speciale pentola forata di terracotta smaltata. Ma il condimento, a differenza di quello magrebino, è la Ghiotta, un brodetto di pesce misto di scorfano rossocernia, pesce San Pietrogallinella, e anguilla delle saline della zona, insieme a qualche gambero o scampo.

Altra versione in particolare a Marsala e Mazara del Vallo sono i “frascatuli”, palline di semola impastata, accompagnati con brodo di pesce. Nell’entroterra trapanese il cuscus o le frascatole sono cucinati anche accompagnati da una zuppa di cavolfiore, fave, carote, ceci e verdure varie. Tale piatto esiste anche in Sardegna, cucinato alla stessa maniera e chiamato Fregula.

Il “cuscus trapanese” è inserito tra i Prodotti agroalimentari tradizionali siciliani riconosciuti dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, su proposta della Regione Siciliana.”

Io ho acquistato il cous cous già pronto e così l’ho preparato:

INGREDIENTI:

  • 250 gr di cous cous
  • 200 gr di ceci
  • 2 peperoni (uno rosso e uno verde),
  • 2 zucchine
  • la parte verde di un porro
  • 2 spicchi grandi di aglio
  • 1 carota
  • 1 vasetto di salsa di pomodoro (il mio)
  • 80 gr di burro
  • sale alle erbe
  •  250 gr di acqua
  • 2 cucchiai di olio

Ho messo a stufare in un po’ di burro le zucchine affettate, i peperoni a listarelle, l’aglio e la carota e il porro, i ceci ( quelli preparati da me e messi in vasetto)

barattoli ceci

A metà cottura ho aggiunto il pomodoro, poi il sale.

cous cous2

Intanto ho messo in una pentola 250 gr di acqua, leggermente salata, con i cucchiai di olio e l’ho portata a bollore. Ho tolto la pentola dal fuoco e ho versato il cous cous e mescolando delicatamente ho lasciato poi gonfiare i granelli per circa due minuti. Ho aggiunto un poco di burro e, rimesso sul fuoco, l’ho lasciato cuocere lentamente per almeno 3/4 minuti, mescolando con una forchetta.

A cottura ultimata delle verdure le ho ben mescolate, messo il cous cous in un piatto da  portata, irrorato con il sughetto e sopra ho messo le verdure. Ecco il risultato:

cous cous 3

 

 

 

Oggi faccio la formica…

Faccio come lei, la formica,cioè preparo le “conserve” per l’inverno e metto tutto in dispensa o in congelatore.002

questa è una passata di fagioli.

Ho acquistato i fagioli freschi, ma siccome è stato molto caldo praticamente si sono seccati quasi tutti nel baccello ed allora li ho dovuti mettere a bagno per 24 ore, poi li ho cotti nella pentola a pressione per 30 minuti. Raffreddati li ho frullati e li ho messi nei sacchetti, poi in congelatore, pronti per essere adoperati nelle minestre, nella pasta e fagioli o, come base, per fare hamburgher e polpette.

Qui, invece abbiamo delle patatine da friggere.

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Ho pelato due chili di patate, poi le ho tagliate a bastoncino, sbollentate per tre minuti, distese su un panno ad asciugarsi e raffreddare, quindi le ho messe nei sacchetti e in congelatore. Si cuociono in padella con olio bollente, ancora congelate per circa 5 minuti, oppure messe in una teglia con un po’ d’olio e si cuociono al forno a 200° per 15 min. Sono come le patatine che si comprano surgelate, ma qui almeno so che la patata è la migliore e sana e non ci sono conservanti. Ed è subito pronta quanto si ha voglia di mangiare delle patatine fritte.

Questa è una ricetta tratta dal libro “Autoproduzione in cucina” di Lisa Casali.

Sempre con i pomodori dell’Azienda Agricola Nonna Nella, ho preparato delle salse alle erbe, pronte all’occorrenza per condire una pasta, oppure per un secondo piatto. Ho frullato i pomodori interi (buccia e semi compresi) e poi ho aggiunto delle erbe fresche della mia cassetta (origano, timo, erba cipollina, maggiorana), poi li ho sterilizzati per circa 20 min.

 

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E qui ci sono i fagioli e i ceci in barattolo, il procedimento è lo stesso di quelli frullati, solo che dopo averli messo a bagno per 24 ore, li ho cotti nella pentola a pressione per 30 minuti. Quindi li ho invasati e sterilizzati per circa 20 min.

barattoli ceci barattoli fagioli

Ma la produzione continua, devo preparare ancora il minestrone, i succhi e la pasta, le zucchine e le melanzane, ecc.

Quindi prima dell’inverno, così come la formica, avrò riempito dispensa e congelatore.