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La “foresta segreta” di San Petronio

La basilica di San Petronio è la chiesa principale di Bologna: domina l’antistante piazza Maggiore e, nonostante sia ampiamente incompiuta, è la sesta chiesa più grande d’Europa, dopo San Pietro in Vaticano, Saint Paul a Londra, la cattedrale di Siviglia, il Duomo di Milano e il Duomo di Firenze. Le sue imponenti dimensioni (132 metri di lunghezza e 60 di larghezza, con un’altezza della volta di 44,27 metri, mentre sulla facciata tocca i 51 metri) ne fanno la quarta chiesa più grande d’Italia , la basilica è la chiesa gotica costruita di mattoni più grande del mondo. 

Dedicata a San Petronio, il santo patrono della città, la sua fondazione risale al 7 giugno 1390 , si tratta dell’ultima grande opera tardo gotica d’Italia, iniziata poco dopo il Duomo di Milano (1386).

Tuttavia, nel caso di Bologna, l’edificio non sarebbe stato costruito per volontà ecclesiastica come Duomo cittadino (peraltro già esistente), ma per volontà civica, come atto sia di fede religiosa che politica, per rappresentare, come un vero e proprio monumento, gli ideali comunali di libertà e autonomia.

Il 21 febbraio 1508 viene posta sulla facciata la grande statua in bronzo di papa Giulio II realizzata da Michelangelo (l’unica che fece in bronzo assieme al perduto David De Rohan). Fu un gesto politico chiaro e inequivocabile: con la statua il papa voleva sottolineare che, nonostante la basilica fosse stata creata per volontà civica la città era sotto il dominio papale. La statua venne così distrutta nel 1511 da seguaci dei Bentivoglio ( famiglia feudale insediatasi a Bologna nel XIV secolo.)

Nel 1530 la Basilica godette di un momento di grande notorietà: fu scelta da Carlo V come sede per l’incoronazione a imperatore del Sacro romano impero da parte di Clemente VII il 24 febbraio di quell’anno. A seguito del sacco dei lanzichenecchi, avvenuto nel 1527, l’ipotesi di una incoronazione a Roma era stata scartata e Bologna, che era la seconda città per importanza dello Stato Pontificio, con la magnifica (per quanto largamente incompiuta) basilica di San Petronio, era parsa la scelta più opportuna, anche se fu un modo, neanche troppo mascherato, di ribadire la dominazione papale della città.

La basilica, voluta e compiuta dal libero Comune di Bologna, fu trasferita alla diocesi solo nel 1929 e consacrata nel 1954; dal 2000 conserva le reliquie del santo patrono.

La “Porta Magna” è il portale centrale della basilica di San Petronio a Bologna. Realizzata a partire dal 1425, è decorata da statue e rilievi che sono considerati il capolavoro dello scultore senese Jacopo della Quercia.

Le opere vennero studiate attentamente da Michelangelo, soprattutto le storie della Genesi, che dimostrò di avere a mente in alcune delle composizioni della volta della Cappella Sistina. Anche la Madonna venne elogiata, e lo scultore fiorentino la definì: “la più bella Madonna del Quattrocento”.

CURIOSITA’ :

In una delle due grandi corti dei calchi (cast courts) nel Victoria and Albert Museum di Londra è presente il calco integrale in scala 1:1 della Porta Magna eseguito nel 1886 da Oronzo Lelli, acquistato poi dal museo inglese.

L’interno è magnifico, presenta sei grandiose campate a pianta quadrata e le ventidue cappelle che si aprono nelle navate laterali conservano interessati opere d’arte. In una di quelle c’è il monumento funebre con le spoglie di Elisa Bonaparte (1845), sorella di Napoleone.

All’interno si trova anche la meridiana dell’astronomo  Cassini che fu incaricato di progettarla nel 1655 . Le sue misure sono eccezionali: con una lunghezza pari a 66,8 metri, ancora oggi ne fanno la meridiana più grande al mondo.

eclissi di sole sul pavimento della basilica, in attesa di lambire a mezzogiorno la meridiana.

Lo so, mi sono persa a descrivere la Basilica, ma è tante bella, importante e carica di storia che non potevo tralasciare di parlarne.

Ma la cosa che ci ha sorpreso è stata la visita alla “Foresta di San Petronio”.
E’ possibile l’accesso, prima consentito solo alle visite guidate,  al SOTTOTETTO DELLA BASILICA : una foresta di capriate e travature che permette il passaggio dall’abside alla facciata e sembrerà di ritornare indietro nel tempo. Prima si va su una nuova terrazza panoramica e dall’abside di San Petronio, lato piazza Galvani, a 54 metri di altezza  si ha la vista sulla città e delle sue prime colline.

tetti bo

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e portiamo una nipotina che vive a Londra a visitare le bellezze d’Italia..

sui tetti di san Petronio

dopo di che ci addentriamo nel sottotetto, chiamata “La Foresta di San Petronio” perchè ci sono centinaia e centinaia di tronchi, grandissimi, qui usati per costruire le travature, miracoli di ingegneria che sostengono la basilica e ci si domanda come hanno fatto gli operai dell’epoca a costruire tutto ciò con i mezzi di cui disponevano.

“dall’abside alla luce che dà sulla facciata.”

sottotetto san petronio

“argano dell’epoca ancora in uso per calare i drappi nella chiesa”

argano san petronio

“primo esploratore, sì perchè siamo stati i primi ad entrare dopo che hanno aperto la foresta a tutto il pubblico”

esploratore san petronio

“facciamo un selfie? ”

i due esploratori

è vero sembra di ritornare nel medioevo, quando costruivano le prime chiese gotiche, ed io che ho letto Ken Follett (I pilastri della terra) mi sono ritrovata immersa in quella atmosfera magica.

Dopo siamo usciti, tornando sulla terra, nel caos della città, ma io mi sono sentita arricchita da quell’esperienza emozionante.

facciata san petronio

 

 

 

 

 

 

Conclusione del mio 5° contest

– G R A Z I E E E E   a tutti i partecipanti –

….e così ieri siamo arrivati alla conclusione del mio quinto contest -Fresche insalate, germogli, semi – sempre con un po’ di tristezza, quando si conclude qualcosa, ma con una enorme soddisfazione perchè mi avete inviato ben 46 ricette. E’ incredibile, solo di fresche insalate; questo dimostra anche la ritrovata voglia di freschezza, di naturale, di fare di una semplice insalata un piatto completo.

Sicuramente ne farò un pdf, così se lo vorrete scaricare vi troverete tra le mani un vero libro da cui attingere per preparare delle insalate sempre diverse.

Ora inizia, veramente continua, la visione delle vostre insalate per proclamare “la vincitrice”, anche se per me lo siete tutti, ma è prassi che io ne scelga una alla quale regalare questo bellissimo e molto utile libro di Lisa Casali: “Azzerare gli sprechi, risparmiare ed essere felici”

ecocucina per contest

Mi è sembrato adatto per questo contest, perchè preparando le insalate, a volte, senza saperlo, si genera una grande quantità di scarti alimentari: si eliminano bucce, foglie, gambi che non solo sono commestibili, ma spesso sono anche più saporiti e ricchi di nutrienti delle parti considerate “nobili”. Consiglio a tutti di leggerlo, è molto istruttivo e si scoprirà anche come risparmiare in cucina.

Presto comunicherò a chi andrà questo regalo che, spero sia ben accetto.

A presto e un grande grazie a tutte le persone che mi seguono, che apprezzano i temi dei miei contest, con le quali riesco a creare qualcosa che resta.

 

Ecco i regali del Contest in viola

Ho pensato di dare un riconoscimento a  due ricette del mio contest – La cucina in viola – per ringraziarvi della vostra partecipazione ed impegno.

Questo “quadrifoglio”, porta dolci, porta pane, porta quello che vuoi….per la ricetta “più viola che ci sia”…

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e questo libro di ricette bolognesi (color viola anche lui) per la ricetta più originale.

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So già che la scelta sarà difficile viste le belle ed interessanti ricette partecipanti, ma spero di scegliere al meglio.

Grazie ancora a tutti.

W LO SWAP

Per la prima volta ho partecipato a due swap (non sapevo neppure cosa fossero), poi una mia amica me lo detto e allora mi sono iscritta a

“Il dono del Tempo ” di Anna the Nice e

“Xmas swap 2012” di La scimmia Cruda.

Sono stata abbinata al primo con Antonella di Grosseto , blog Amormorf

e al secondo con Paola di Genova, blog  Saporiinvaligia.

Oggi mi sono arrivati entrambi i pacchi e, ci credete, mi sono commossa, (Mauro dice che ho le lacrime facili, bè e allora???)

Questi sono i bellissimi regali di Antonella

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Un libro di poesie di Sandro Penna, già sul comodino pronto da leggere,

un quaderno di pagine bianche per poter scrivere i miei pensieri,

dei bulbi di fresie da piantare per poter avere dei fiori in primavera, che sono, assieme alle rose i miei fiori preferiti,

un sacchetto di the nero speziato, io amo il the,

due sacchetti di spezie che uso tanto al posto del sale.

Il tutto in una bellissima scatola natalizia di metallo, Antonella come facevi a sapere che colleziono scatole di metallo? E insieme ad un biglietto di Natale con degli auguri particolari e toccanti che ho gradito moltissimo.

Invece questi sono i bellissimi regali di Paola

regali Paola Ge

regali Paola Ge  2

Un libro di ricette della Liguria, da una parte scritto in italiano e dall’altra in inglese e…dialetto ligure, fantastico,

Una serie di pirottini in varie misure per muffins e cupcake, anche tu, come facevi a sapere che mi piacciono questi dolcetti?

Un sacchetto con tutto l’occorrente per fare delle stelle di Natale in feltro, li farò con calma…

Dei biscottini, buonissimi, da appendere all’albero (meno due, mangiati..).

Un regalo per il mio blog, una tovaaglietta in feltro rosso per poter fare da base per le foto di Natale.

Voglio ringraziare Anna  e Milena, che con i loro swap, mi hanno dato la possibilità di ricevere dei regali di Natale, ma soprattutto di conoscere delle nuove amiche.

Ta t’arcord e’ pancòt e e’ rois te lat ?

 

 

 

Siamo andati a visitare Santarcangelo di Romagna, provincia di Rimini, la parte vecchia è un piccolo borgo che segue le forme della collina, tranquillo e silenzioso, a differenza del paese al piano moderno e trafficato.

Vado sempre a cercare un ufficio turistico per avere informazioni per poter vedere il più possibile del luogo, ed abbiamo trovato alla ProLoco due gentilissime signorine che ci hanno illustrato cosa si poteva fare.

Girando lo sguardo sui depliants, che prendo sempre in quantità industriale per rileggermeli con calma, ho notato un libro con il titolo:” Ricette in soffitta”, è scattato qualcosa di curioso e naturalmente l’ho acquistato.

E’ stato scritto in collaborazione con il Comune di Santarcangelo di Romagna, gli anziani del paese ed in particolare quelli del Centro Sociale “Achille Franchini” che sono stati coinvolti in un progetto di recupero delle tradizioni alimentari. Non per un semplice rispolverare dei ricordi, ma per arrivare, partendo dalle loro abitudini, a parlare di una corretta alimentazione.

Cosa cucinavano e mangiavano abitualmente? Sono domande che hanno portato a riscoprire le tavole di una volta, sono ricette rispolverate dai cassetti della memoria che, ancora oggi, sono portavoce di usanze che rischiano di sparire portandosi via un grande patrimonio culturale.

E’ un libro molto bello, pieno di ricette semplici che fanno anche tenerezza, pensando che una volta adoperavano gli ingredienti che avevano e che elaboravano con parsimonia, ma riuscendo a creare dei piccoli capolavori gastronomici.

Il sottotitolo, in dialetto romagnolo, “ta t’arcord e’ pancòt e e’ rois te lat” vuol dire – ti ricordi il pancotto e il riso e latte? –

Siccome questo libro è nello spirito di questo blog, ho intenzione di ripetere alcune ricette, sarà un po’ come riportare alla memoria delle preparazioni semplici che è meglio non dimenticare.