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Continuiamo a riordinare

Proseguiamo nel riordino, visto che abbiamo ancora tempo, almeno fino al 4/5, per ora.

E se qualcuno ora fa lo “smart working” da casa (si dice così?), tra l’altro perchè questi orribili inglesismi, quando noi abbiamo la lingua italiana più bella del mondo? Dicevo se ora qualcuno lavora da casa avrà meno tempo, ma uno spazio se lo deve ritagliare per terminare quei lavori che, se occupato a tempo pieno, non riesce  fare.

Abbiamo terminato il riordino dei vestiti e accessori? Allora possiamo passare ad altro, il prossimo passo sarà riordinare i libri.

Ma come, i libri? No i libri no, non si toccano. Invece per fare ordine, anche mentale, bisogna toccare il santuario dei libri. Io, che adoro i libri, ho fatto un po’ fatica, ma sono riuscita a metterci mano ed ora ho le mie librerie in ordine, con i miei libri preferiti e quelli che ho eliminato li ho donati alle biblioteche oppure li ho fatti vedere alle mie amiche e loro hanno scelto. Nessun libro è stato buttato via, ma tutti hanno trovato una nuova vita, anche quelli rimasti a casa.

Per cominciare bisogna armarsi di pazienza e volontà. Tirarli fuori tutti dagli scaffali, dai cassetti, anche se sono tanti, fuori tutto.  Possiamo stabilire delle categorie, cioè dividerli per:

  • pubblicazioni generiche (libri da leggere)
  • libri di uso pratico,(opere di consultazione, ricettari)
  • libri da guardare (di fotografie ecc.)
  • riviste

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Dopo questo passaggio prendiamo in mano un libro per volta e procediamo a scegliere quale tenere e quale eliminare. Ricordiamoci la regola, pensiamo a cosa tenere e poi il resto è da eliminare. Non soffermiamoci a sfogliarli o a leggerli, si perde tempo e  si confonde la scelta su cosa ci colpisce e ci serve e ciò di cui non abbiamo bisogno.

Il primo motivo per cui non si riesce a eliminare un libro è il pensiero che un giorno si potrebbe avere voglia di leggerlo. Soffermiamoci sul vero scopo di possedere queste cose. I libri sono fogli di carta sui quali vengono stampate delle parole, e attraverso la loro lettura assimiliamo informazioni e questo è il vero ruolo che svolgono i libri, dare informazioni.

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Non soffermiamoci a pensare se il libro è stato letto o no, se abbiamo capito il suo contenuto, ma conserviamo solo quelli che ci piace vedere nella nostra libreria e che amiamo davvero.

 

Poi ci sono i libri che abbiamo comprato e mai letti o letti fino ad un certo punto. Ma “un giorno mi verrebbe voglia di leggerli” quel giorno non arriverà mai . Questa è l’occasione per rinunciare a tutti quei libri, dopotutto è meglio leggere i libri che attirano la nostra attenzione oggi, piuttosto di quelli che abbiamo trascurato.

Ci sono dei libri che, eliminarli, sarebbe un dispiacere, magari sono libri vecchi, che hanno un qualche ricordo e che bisogna tenere, perchè se un libro ci dà soddisfazione bisogna tenerlo.

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Tra le altre cose, riordinando e tenendo solo quelli che ci interessano veramente, impareremo a non acquistare più libri perchè consigliati da altri, perchè c’è la curiosità del momento ( a me capita con i libri ci cucina….) perchè è pubblicizzato, no non riempiamoci la libreria di libri che rimarranno inerti, che il giorno dopo hanno perduto di interesse.

Teniamo solo quelli che veramente ci creano un’emozione.

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e leggiamo, leggiamo. Io dico sui libri, non sui vari aggeggi elettronici, freddi, antipatici, ma sui libri di carta veri, sentiamo il fruscio dei fogli che giriamo, il profumo della carta, teniamo in mano un oggetto vivo. Se ci dà emozione teniamolo, altrimenti, senza rimpianti, regaliamolo. Faremo felici altre persone e facendo girare i libri faremo girare anche la cultura, e di questo c’è molto bisogno.

Leggiamo, ma sui libri veri

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L’Italia non gode di posizioni felici nelle classifiche internazionali di lettura. L’Istat ha calcolato che nel 2016 il 57,6% di cittadini del Belpaese non abbia letto alcun libro nell’anno precedente. Secondo l’Associazione italiana editori (Aie),mentre i lettori forti (coloro che leggono almeno un libro al mese) sono il 5,7%, l’erosione alla lettura colpisce i lettori deboli e occasionali. (Wired)

La lettura,attraverso il contatto fisico con la pagina, rappresenta un’ancora di salvezza tanto da essere usata anche a scopo terapeutico: la biblioterapia, cioè una vera e propria cura, uno strumento di aiuto in situazioni di disagio psicologico e sociale. (di MONICA PIANI)

Quindi leggiamo perchè è importante per crescere ed imparare. Un insegnante mi aveva detto che bisogna leggere per imparare a scrivere e a parlare bene. Sono d’accordo e io amo leggere. Ma sui libri veri, di carta, non  sui vari e-book e compagnia. Mi piace sentire il fruscio della carta, il suo profumo, toccarne i vari tipi e poi il libro è MIO, personale. Non lo impresto più (due non sono ritornati) e sì, mi piace vederli sulle mie librerie. Mi è stato detto, ma se invece di averli tutti lì, tu li metti su un e-book o giù di lì, liberi tutta la libreria, va bene e poi cosa me ne faccio di un mobile triste, vuoto, senza tutti i colori che gli danno i libri e senza più la voglia di riprenderli in mano da sfogliare, consultare e averli sott’occhio subito?

 

Guardate come è bella questa libreria tutta piena e qui sono solo libri di “cucina”, cioè tutta gastronomia, non solo ricettari, ma anche libri di storia della cucina, di vita contadina con le ricette dei tempi passati ecc. libri stranieri in lingua originale, con tante fotografie. Me li portano da tutto il mondo perchè mi piace vedere cosa cucinano negli altri posti.

E poi ci sono tutti gli altri, libri di storia, romanzi, saggi ecc. mi sono proprio accorta di averne una quantità industriale e faccio loro posto dappertutto.

Quindi pensavo di trasmettere, attraverso il mio blog, le mie considerazioni sui libri che man mano leggo, sono considerazioni personali, ovvio, non recensioni, ma mi piacerebbe avere dei confronti con chi ha già letto il libro di cui parlerò, oppure farvelo conoscere ed invitarvi alla lettura. Ora mi piace approfondire la lettura di libri che si occupano di alimentazione in generale , e sto leggendo:

” Le bugie nel carrello” di Dario Bressanini (le leggende e i trucchi del marketing sul cibo che compriamo).

Allora farò le mie considerazioni in una pagina apposita, che troverete in alto accanto alle altre pagine.

Leggete, gente, leggete che è tutto un arricchimento personale e anche per tutti gli altri, ma sui libri di carta che sono vivi

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e non su freddi pezzi elettronici.

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