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Lasagnette di foglie esterne di finocchio in curcuma

Quando si scopre che ogni parte dei vegetali è commestibile, anche quelle cosiddette di scarto, ecco che la fantasia galoppa, in questo caso aiutata dalla mitica Lisa Casali, autrice tra l’altro del libro Ecocucina.

Avevo dei bellissimi finocchi, ma si sa che la parte esterna e soprattutto i gambetti con le foglioline sono piuttosto duri, quindi si consuma la parte interna e del resto che si fa? Non si buttano via, ma o si aggiungono ad un minestrone o si fanno bollire, ma che tristezza, quei pezzetti bianchicchi ed allora, seguendo Lisa, ho preparato queste lasagnette.

Ingredienti:

  • foglie esterne di finocchio e parti apicali
  • sale/pepe
  • curcuma
  • parmigiano grattuggiato

per la besciamella:

  • mezzo litro di latte
  • 50 gr di farina
  • 25 gr di burro
  • un po’ di sale e noce moscata
  • curcuma

Far bollire al vapore i pezzi di finocchio e intanto preparare la besciamella, quando questa sarà intiepidita versarne un po’ sul fondo di una pirofila e fare uno strato di pezzi di finocchio

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Proseguire con la besciamella e poi i finocchi , quindi coperti di besciamella, una bella spolverata di parmigiano e qualche spruzzata di curcuma, tanto per dare un po’ di colore.

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In forno a 180° per circa 25/30 min per fare una bella crosticina.

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Così si mangiano più volentieri, non si butta via nulla e ….vissero felici e contenti…….

Carbonara verde

Seguendo sempre la filosofia vegetariana/integrale/naturale ecc. che, tra l’altro ci fa stare meglio per davvero, oggi ho preparato la CARBONARA VERDE.

“La pasta alla carbonara è un piatto caratteristico  di Roma preparato con ingredienti popolari e dal gusto intenso.

Le origini del piatto sono tuttora incerte ed al riguardo esistono diverse ipotesi:

Ipotesi angloamericana

Secondo questa ipotesi, sembrerebbe che durante la seconda guerra mondiale, i soldati americani giunti in Italia, combinando gli ingredienti a loro più familiari che riuscivano a reperire, e cioè uova, pancetta e spaghetti, preparandosi da mangiare, abbiano dato l’idea ai cuochi italiani per la ricetta vera e propria che si svilupperà compiutamente solo più tardi. A supporto di questa ipotesi resta il fatto che la ricetta era sconosciuta a Roma prima della guerra.

I carbonari appenninici

Il piatto sarebbe stato “inventato” dai carbonai (carbonari in romanesco), i quali lo preparavano usando ingredienti di facile reperibilità e conservazione. Infatti per realizzare la carbonella era necessario sorvegliare la carbonaia per lungo tempo e quindi era importante avere con sé i viveri necessari. La carbonara in questo caso sarebbe l’evoluzione del piatto detto cacio e ova, di origini laziali e abruzzesi, che i carbonari usavano preparare il giorno prima portandolo nei loro “tascapane”, e che consumavano con le mani. Il pepe (che non ha alcun tipo di riferimento o connessione con la fuliggine) era già usato in buona quantità per la conservazione del guanciale, grasso (o lardo) usato in sostituzione dell’olio, troppo caro per i carbonai.

Ipotesi napoletana

Un’altra ipotesi ricondurrebbe l’origine della carbonara alla cucina napoletana. Essa consiste nell’aggiunta post-cottura di uno sbattuto di uova, formaggio, sale e abbondante pepe e nella successiva rapida mantecatura, al fine di evitare che lo sbattuto abbia a rapprendersi. Questa tecnica, riportata in diversi ricettari antichi e moderni, è tutt’oggi molto diffusa nella cucina partenopea e viene adottata nella preparazione di numerose ricette tradizionali, quasi sempre presenti nella doppia variante, con e senza aggiunta di questa salsa, tra le quali: pasta e piselli, pasta con le zucchine, la trippa alla “pasticciola”, lo spezzatino.

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E’ stato un ottimo suggerimento della mia amica Fiorella, persona che sa cucinare benissimo, soprattutto il pesce….

Ecco allora gli ingredienti:

  • olio
  • zucchine a fette
  • spaghetti (io devo finire la pasta che ho in casa e quindi…..bucatini)
  • 2 uova
  • parmigiano o pecorino
  • pepe nero
  • sale alle erbe

In una padella far soffriggere le zucchine nell’olio, salare leggermente, intanto far bollire l’acqua e quando bolle, “buttare la pasta”. Non appena cotta al dente mettere la pasta nella padella e mantecare il tutto. Alla fine aggiungere le uova e il formaggio, oltre ad abbondante pepe. Mescolare velocemente e servire.

Non ha nulla da invidiare alla classica carbonara, anzi è più digeribile.

 

La mia caprese

Voglia d’estate? Sarà perchè la primavera salta un po’ qui e un po’ là, oggi sole caldo, domani pioggia, ma non era marzo pazzerello? Comunque una fresca insalata con i pomodori ci sta sempre bene.

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Ingredienti:

  • 4 pomodori rotondi maturi
  • 2 mozzarelle
  •  basilico fresco
  • un misto di semi di papavero, lino, canapa, sesamo
  • origano
  • sale profumato e pepe
  • olio di oliva.

Tagliare a fettine i pomodori ed accomodarli in un piatto da portata, così per la mozzarella mettendola un po’ sparsa.

Spezzettare le foglie di basilico e metterle sull’insieme, poi emulsionare in una ciotola l’olio con il sale, il pepe, l’origano e i semi e spargerlo sui pomodori. Non ho aggiunto aceto perchè non tutti lo gradiscono, volendo ci sta bene dell’aceto balsamico.

Servire come antipasto o secondo, buona  e di effetto, quasi quasi partecipo al contest – fresche insalate ecc.

 

Le tre “CACCAVELLE”

Con questa ricetta partecipo al contest di “Celiaca per amore”

Noi non siamo celiaci, ma ho voluto partecipare a questo contest per scoprire  cosa sia questa malattia e quali siano i cibi consentiti ai celiaci. E’una malattia autoimmune che rende allergici al glutine e a proteine simili, e costa una dieta particolare per tutta la vita.

Ci sono molti prodotti adatti a questo tipo di dieta, uno fra questi è la pasta della Fabbrica di pasta senza glutine di Gragnano.

Posso dire che, avendo assaggiato sia la pasta che altri prodotti senza glutine, non ho trovato grandi differenze, anzi direi che si può cucinare di tutto, con opportuni accorgimenti. E questo può sollevare sicuramente l’animo delle persone costrette a rinunciare a qualcosa.

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Gnocchi casalinghi di Gordon

GORDON RAMSAY, chi non lo conosce, lo chef pluristellato che mi ha conquistata con la sua semplicità, la sua cucina e soprattutto con il fatto che mette a disposizione di tutti tanti piccoli segreti per cucinare meglio.

Lo seguo quando nella sua splendida cucina, cielo, è grande come il mio appartamento, prepara 100 delle sue ricette, oppure quando è in tv con Cucine da incubo; ma come è alla mano e quanti consigli preziosi e non solo per dimostrare come si preparano le ricette.

Ho letto un suo libro, letteralmente, letto tutto e tutte le ricette – In cucina con Gordon Ramsay – ed. Sperling & Kupfer e nel capitolo “Mangiare bene e spendere poco” (capito?, altro che la spocchia di tanti chef nostrani…) c’è la ricetta degli gnocchi casalinghi. Ho voluto provare e seguendo passo passo quello che dice, è venuto un piatto semplice, ma da favola.

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Crespelle di ceci

Ecco qui le crespelle di ceci, mia versione delle “Piadine di farina di ceci”,  dell’amica Giovanna Bascio.

La ricetta è quasi uguale e sono venute troppo buone, una bella scoperta per me, così come tutte le altre ricette che prepara questa mitica signora e che mi ha fatto scoprire il metodo di cottura con i coperchi New Wonder Cooker.

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