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Quanti modi di fare e rifare lo stracotto con polenta (ubriaca)

Siamo in autunno e lo stracotto è un classico, fa venire voglia di stare in casa, con i piedi sotto al tavolo, magari in compagnia di amici. Ed in compagnia di tutte le Cuochine oggi siamo nella cucina di Daniela per rivisitare il suo stracotto con polenta.

Ecco qui la sua ricetta: http://quantimodidifareerifare.blogspot.jp/2012/10/stracotto-di-manzo-con-polenta.html  con le mie modifiche.

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Ingredienti per due persone:

  • 600 gr. di manzo (guanciale)
  • 1 carota, 1 cipolla
  • (sedano, aglio, chiodi di garofano – omessi)
  • 250 gr di polpa di pomodoro
  • vino rosso, (Cabernet franc)
  • sale, olio e burro.

Per il roux:

  • 40 gr di maizena – burro

Per la polenta ubriaca:

  • 2 bicchieri di acqua
  • 1 bicchiere di vino rosso
  • 1 bicchiere di farina gialla istantanea
  • spolverata di cannella
  • 1 cucchiaino di sale.

Ho infarinato la carne e messa a rosolare, con un cucchiaio di olio e un pezzetto di burro, a fuoco alto in un tegame, quando si è ben rosolata dai lati ho abbassato al minimo il fuoco. Ho aggiunto poi le verdure tritate, la polpa di pomodoro, poi ho sfumato con due bicchieri di vino rosso.

Ho lasciato cuocere per circa tre ore, bagnando di tanto in tanto con il suo sughetto. A fine cottura ho messo il sughetto da parte e ho preparato il roux bianco, prima facendo sciogliere il burro e poi, lentamente e mescolando con una frusta, la maizena, fino a consistenza vellutata.

Poi ho preparato la polenta ubriaca; ho fatto bollire l’acqua e il vino, poi fuori dal fuoco ho mescolato la farina gialla, il sale e la cannella, ho messo di nuovo sul fuoco lasciando cuocere, sempre mescolando, per qualche minuto.

Ho servito lo stracotto con sopra il roux e la polenta ubriaca fatta a torretta, ed anche qualche cucchiaiata di ratatouille di verdure.

Con questa ricetta partecipo, per il mese di novembre, a “quanti modi di fare e rifare”

LA NOSTRA CUOCHINA

Biscotti Regina, o meglio Principessa

biscotti regina

Mi hanno portato dalla Sicilia questi biscottini al sesamo, mi sono piaciuti tanto e mi dispiaceva finirli, ma ecco che, miracolo, spunta una ricetta di questi biscotti Regina dal blog Pasticci e Pasticcini di Mimma.

Ho provato a rifarli, non ho osato chiamarli Regina, ma Principessa perchè non sono venuti tutti uguali ai suoi, ma il sapore è lo stesso di quelli siciliani, quindi io sono molto soddisfatta. Sono biscotti profumati, morbidi dentro, vanno benissimo con un bel passito siciliano o anche con il Marsala.

Ecco la ricetta di Mimma: (fatta pari pari)

  • 250 gr farina OO
  • 250 gr farina di semola rimacinata
  • 80 gr di strutto morbido
  • 150 gr di zucchero (il mio vanigliato)
  • 1 uovo intero
  • un pizzico di sale
  • 1 cucchiaio di cannella macinata
  • mezza bustina di lievito per dolci
  • mezza bustina di ammoniaca per dolci
  • mezzo cucchiaio di vanillina (omessa)
  • 50 gr di acqua
  • 300 gr di sesamo

Ho impastato tutti gli ingredienti aggiungendo l’acqua per ottenere un impasto morbido, ma lavorabile sul piano, ho staccato dei pezzetti di impasto e ho fatto dei rotolini come per fare gli gnocchi. Li ho assottigliati con le mani leggermente umide, fatto dei pezzettini e rotolati nel sesamo.

Messi in forno ventilato a 180° per circa 15 min. Tolti, lasciati raffreddare e…mangiati.

Ottimi, grazie Mimma.

Radicchio stufato

Cosa si fa quando le foglie esterne del radicchio sono un po’ dure? Si buttano via? Nooooo, e allora ho provato a stufarle, ed ecco il risultato.

radicchio stufato
Ingredienti:
foglie esterne di radicchio
aglio – olio
peperoncino – basilico
acciughe salate
vino bianco
Ho sbollentato brevemente (in microonde) le foglie, poi ho messo in una padella olio, aglio e acciughe, ho lasciato soffriggere e poi ho aggiunto le foglie, ho alzato la fiamma e ho aggiunto il vino bianco a sfumare.
Poi ho aggiunto le erbe aromatiche, ho lasciato ancora circa dieci minuti e poi ho spento.
Sono diventate molto gustose e morbide. Vanno bene anche come antipasto.

TARALLI (quasi pugliesi….)

Sì, perchè i veri taralli pugliesi ce li ha regalati un nostro amico che, assieme alle olive verdi grandi dolcissime, non hanno paragoni.

Mi ha portato anche una vecchia ricetta di suo padre ed io ho voluto provare a fare. Non sono perfetti, ma sono venuti croccanti e friabili allo stesso tempo e, con le olive e del salame, credetemi è stata una bella merenda.

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Ah, la Puglia, è una regione bellissima che ho visitato 100 anni fa senza cognizione di causa, poi l’ho studiata bene, mi sono fatta tutti gli itinerari e non vedo l’ora di mettere in pratica ciò che ho imparato e soprattutto di scoprire nella realtà come sia.

Passiamo alla ricetta:     INGREDIENTI    (in rosso le mie modifiche)

  • 1 kg farina bianca – 500 gr
  • gr. 200 olio di oliva – 100 gr
  • gr. 50 semi di finocchio – omessi, non li avevo…
  • mezza bustina di lievito per salati
  • vino bianco (?) – 100 gr.
  • un cucchiaio di sale fine e pepe.

Sul tagliere mettere la farina, il lievito, i semi di finocchio, il sale e il pepe. Mescolare bene e unire poi il vino bianco e l’olio. Eventualmente per renderla più morbida aggiungere un poco di acqua tiepida. Ritagliare dalla palla di pasta dei pezzetti da arrotolare in bastoncini, tagliarli e arrotolarli come delle ciambelline.

Coprirli e lasciarli circa dieci minuti a lievitare. Accendere il forno a 200° e nel frattempo tuffare i taralli in una pentola di acqua bollente, appena vengono in superficie, tipo gnocchi, scolarli e metterli ad asciugare su un telo.

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Disporli poi sulla placca del forno e cuocerli per circa venti minuti.

Da fare quando si ha un poco di tempo e visto che oggi qui nevica “che Dio la manda” e non siamo usciti, allora…..in cucina a fare esperimenti.

ANOLINI IN BRODO

Questa ricetta mi è stata inviata da GABRIELLA, io li ho assaggiati e sono buonissimi, altro che prepararli solo per le “feste”, vanno bene anche per i giorni feriali.

anolini

Da tradizione si preparano a Natale, a Pasqua ed in occasione della festa del Patrono. Ora si usano gli stampi in acciaio, ma quando ero piccola ed aiutavo la mamma a disporli sul vassoio di vimini intrecciato, lei usava questi stampi di legno che si vedono nella foto.

Ingredienti:

  • 7 etti di farina bianca
  • 3 etti di semola di grano duro
  • 10 uova intere

per il ripieno:

  • 3 etti di pane grattugiato
  • 6 etti di parmigiano grattugiato, meglio di due stagionature diverse
  • 6 uova intere
  • sale, noce moscata, pepe

Brodo bollente

Il giorno prima fare il ripieno scottando il pane (non condito,  noi usiamo le miserie) con il brodo, condire con gli aromi e il sale, quando è freddo unire le uova uno alla volta e poi il formaggio popco alla volta. Deve risultare abbastanza sodo.

Impastare le farine e le uova, lavorando a lungo, quando è bella liscia tirare le sfoglie abbastanza sottili e strette, per non avere molti scarti, con due cucchiai distribuire i mucchietti di ripieno al centro e abbastanza vicini, devono risultare bei pieni: Rivoltare la pasta sul ripieno e con le mani di taglio premere la pasta per dividere i mucchietti e tagliarli con l’apposito arnese.

Cuocerli in brodo caldo mescolando perchè “galleggiano”.

Noi li facciamo così, ma a Parma città e nel parmense molti scottano il pane con il sugo dello stracotto fatto cuocere con un piatto pieno  di vino rosso al posto del coperchio.

Da accompagnare con una scodellina di lambrusco, come usavano berlo i nostri vecchi nelle osterie. –

Con questa ricetta Gabriella partecipa al contest – A, come abbraccio –

CONIGLIO ARROSTITO CON CIPOLLE

coniglio arrostito

Sì, arrostito proprio, ma tanto buono, perchè dentro è rimasto bianco e vi spiego come.

INGREDIENTI

  • un coniglio tagliato a pezzetti
  • cipolla bianca
  • olio
  • spezie  (aglio, timo, origano, paprika, pepe di Cayenna, alloro spezzettato)
  • succo di mezzo limone
  • mezzo bicchiere di vino bianco

da contorno – bocconcini di polenta grigliati.

Mettere in una padella i pezzi di coniglio e la cipolla con olio, tutto a freddo.

Far cuocere per circa 10 minuti fino a che sia rosolato bene, aggiungere il vino, far sfumare, mettere poi le spezie e il succo di limone.

Incoperchiare e lasciar cuocere per altri 20 min.

Alla fine, tolto il coperchio, lasciare scottare a fuoco alto, in modo da formare una crosticina che, quando si taglia il coniglio, si stacca, lasciando la carne bianca e profumata.

Ho grigliato della polenta a bocconcini e sta benissimo con la cipolla.

POLLO DEL BENGALA

Sto facendo l’inventario di tutto, compreso il frigorifero, il congelatore, la dispensa, il sottotetto e la cantina e ho trovato queste sopracoscie di pollo che era ora che le preparassi (io non amo molto il pollo).

Quindi  dovevo cucinare questi pezzi di pollo magari arrosto  al forno o  in padella o nel Bimby, ho preferito in padella.

Vi indico gli ingredienti e la sua storia dal momento che è stato tutto un inventare momento per momento.

pollo del Bengala (5)

Ingredienti

  • sette sopracosce di pollo
  • mezza cipolla
  • olio di oliva
  • farina bianca
  •  un bicchiere generoso di vino rosso dolce
  • un cucchiaino di spezie Panch Phoron Bengala di Orodorienthe

pollo del Bengala (3)

(oppsss. ma quella non è una tigre…) fa lo stesso.

Ho messo dell’olio e la cipolla a fette in padella, le ho lasciate appena colorire e poi ho aggiunto i pezzi di pollo infarinati, ho lasciato rosolare un po’ e poi ho aggiunto il vino……ma non quello, dice (urla) Mauro, capitato per caso in cucina, no, quello è dolce, è Fragolinoooooo.

Cielo e ora? Ma considerando che le spezie sono piuttosto sul dolce mi sono detta, sperimentiamo anche questa. Infatti ho sciolto le spezie in un cucchiaino di vino e lo ho verste sul pollo.

Non ho aggiunto altro, l’ho girato un paio di volte, incoperchiato e lasciato cuocere a fuoco basso per circa mezz’ora.

Il profumo e l’assaggio poi, hanno convinto Mauro e la mia amica Roberta, venuta a fare da cavia, che è nato un piatto “eccezionale”, grazie, grazie.

E loro sono due giudici…….va bè, lui è molto critico e lei odia il pollo (ma non lo sapevo..) perciò sono soddisfatta.