Bollito nella Slow Cooker

Ebbene sì, mi è arrivato un nuovo elemento per la mia cucina, la slow cooker. Graditissimo regalo di Natale ed entusiasmo per il tipo di cottura facile e comodo.

2368879-VonShef Pentola per cottura lenta, ovale in acciaio inox da 3,5L con con

Le slow cooker sono pentole elettriche in grado di cuocere, a bassa temperatura, tutti i cibi consumando meno rispetto ai tradizionali forni elettrici e al gas. Hanno all’interno una pentola di ceramica che, estraendola e portandola in tavola, mantiene il calore e quindi i cibi restano caldi per parecchio tempo. Hanno tre tasti, per cottura SLOW, il tempo necessario per raggiungere il punto di ebollizione è di circa sette/otto ore. Con l’impostazione HIGH, ci vogliono circa tre o quattro ore. E WARM per mantenere il cibo al caldo.

Slow perchè ha una cottura lenta, di molte ore rispetto alla cottura tradizionale, ma consuma poco e una volta inserito il cibo nella pentola, ce lo possiamo dimenticare perchè non occorre girare il cibo, nè aggiungere qualcosa. Comunque si può controllare dal coperchio in vetro temperato.

Ho già fatto alcuni esperimenti, uno di questi è il bollito, carne che richiede, sul gas, molte ore, controllo che non cali troppo l’acqua e poi la pentola occupa un fornello per molto tempo. Invece la mia slow cooker , una volta preparata, me la sono dimenticata fino alla fine cottura. Ne è uscita una carne tenera, cotta a puntino e un buon brodo.

Sapete che per fare un buon bollito la carne va inserita quando l’acqua bolle  e per un buon brodo la carne va inserita a freddo.  Invece qui ho inserito tutto a freddo e il risultato è stato ottimo

Ho inserito un pezzo di carne “da brodo”, cipolla e carota, acqua fino a coprire tutto. Ho impostato la temperatura slow per sei ore e alla fine, senza tanti profumi di bollito in cucina, senza controllare e con il fornello a gas completamente libero, ho avuto il mio bollito perfetto.

Quindi, a buon titolo, la mia nuova slow cooker occupa  un posto sul mobile della mia cucina, pronta all’uso. Sì, il mobile si sta riempiendo, con l’affettatrice, la friggitrice ad aria, il Kenwood planetaria (gli accessori sono in un cassetto), lo spremiagrumi, il tostapane ed ora lei. Ma se non sono fuori ci si dimentica di usarli, perchè è noioso tirarli fuori e poi riporli, invece così, staranno un po’stretti, ma almeno si usano.

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Il gnocco

Il gnocco cotto al forno, tipico della cucina modenese, è  una specie di focaccia che si mangia come merenda o come spuntino, sia da solo che farcito con prosciutto e altri simili salumi.

Ci sono varie ricette e vari modi di chiamarlo, ma quello modenese è rigorosamente maschile – Il gnocco – Su preghiera del marito, dai quando lo fai? Oggi mi sono cimentata. Avendone fatta solo una teglia non è venuto molto alto, dividerò il prossimo in due teglie, così da farlo crescere meglio.

INGREDIENTI:

  •  6 etti di farina per pizza o focacce
  •  1 cubetto di lievito di birra (25 Gr)
  • 1 etto lardo macinato
  • 1 cucchiaio di olio
  • 1 cucchiaino di zucchero
  • 1 pizzico di sale
  • 350 ml di acqua naturale
  • parmigiano reggiano grattugiato

In una ciotola mettere acqua, olio, zucchero, lievito, mescolare bene poi aggiungere la farina e il sale. Continuare ad impastare fino ad avere un panetto, da mettere sul tagliere per impastarlo ancora e tirarlo ad uno spessore di 0.5 cm.

Spalmare quindi l’impasto con il lardo ed abbondante parmigiano reggiano grattugiato.

Piegare la sfoglia a metà ed ancora a metà, unire le punte verso il centro, capovolgere il panetto e tirarlo della grandezza della teglia scelta. Con questa quantità possono venire anche due teglie medie.

Praticare dei tagli con il coltello, fare cioè dei quadrati e punzecchiarlo con la forchetta.

Mettere la teglia o teglie a lievitare  nel forno spento, ma con la lucina accesa, per circa due ore, poi accendere il forno ventilato a 180° per circa mezz’ora.

Tolto dal forno metterlo in verticale per levargli l’umidità. Poi gustarlo con salumi o formaggi, è particolarmente buono.

 

Accompagnandolo con un buon bicchiere di lambrusco….buona merenda.

Continuiamo a riordinare

Proseguiamo nel riordino, visto che abbiamo ancora tempo, almeno fino al 4/5, per ora.

E se qualcuno ora fa lo “smart working” da casa (si dice così?), tra l’altro perchè questi orribili inglesismi, quando noi abbiamo la lingua italiana più bella del mondo? Dicevo se ora qualcuno lavora da casa avrà meno tempo, ma uno spazio se lo deve ritagliare per terminare quei lavori che, se occupato a tempo pieno, non riesce  fare.

Abbiamo terminato il riordino dei vestiti e accessori? Allora possiamo passare ad altro, il prossimo passo sarà riordinare i libri.

Ma come, i libri? No i libri no, non si toccano. Invece per fare ordine, anche mentale, bisogna toccare il santuario dei libri. Io, che adoro i libri, ho fatto un po’ fatica, ma sono riuscita a metterci mano ed ora ho le mie librerie in ordine, con i miei libri preferiti e quelli che ho eliminato li ho donati alle biblioteche oppure li ho fatti vedere alle mie amiche e loro hanno scelto. Nessun libro è stato buttato via, ma tutti hanno trovato una nuova vita, anche quelli rimasti a casa.

Per cominciare bisogna armarsi di pazienza e volontà. Tirarli fuori tutti dagli scaffali, dai cassetti, anche se sono tanti, fuori tutto.  Possiamo stabilire delle categorie, cioè dividerli per:

  • pubblicazioni generiche (libri da leggere)
  • libri di uso pratico,(opere di consultazione, ricettari)
  • libri da guardare (di fotografie ecc.)
  • riviste

Ecco quali sono i libri più venduti del momento in giro per il ...

Dopo questo passaggio prendiamo in mano un libro per volta e procediamo a scegliere quale tenere e quale eliminare. Ricordiamoci la regola, pensiamo a cosa tenere e poi il resto è da eliminare. Non soffermiamoci a sfogliarli o a leggerli, si perde tempo e  si confonde la scelta su cosa ci colpisce e ci serve e ciò di cui non abbiamo bisogno.

Il primo motivo per cui non si riesce a eliminare un libro è il pensiero che un giorno si potrebbe avere voglia di leggerlo. Soffermiamoci sul vero scopo di possedere queste cose. I libri sono fogli di carta sui quali vengono stampate delle parole, e attraverso la loro lettura assimiliamo informazioni e questo è il vero ruolo che svolgono i libri, dare informazioni.

Doppio appuntamento per 'Libri per tutti' – La Luna

Non soffermiamoci a pensare se il libro è stato letto o no, se abbiamo capito il suo contenuto, ma conserviamo solo quelli che ci piace vedere nella nostra libreria e che amiamo davvero.

 

Poi ci sono i libri che abbiamo comprato e mai letti o letti fino ad un certo punto. Ma “un giorno mi verrebbe voglia di leggerli” quel giorno non arriverà mai . Questa è l’occasione per rinunciare a tutti quei libri, dopotutto è meglio leggere i libri che attirano la nostra attenzione oggi, piuttosto di quelli che abbiamo trascurato.

Ci sono dei libri che, eliminarli, sarebbe un dispiacere, magari sono libri vecchi, che hanno un qualche ricordo e che bisogna tenere, perchè se un libro ci dà soddisfazione bisogna tenerlo.

I libri più venduti della settimana

Tra le altre cose, riordinando e tenendo solo quelli che ci interessano veramente, impareremo a non acquistare più libri perchè consigliati da altri, perchè c’è la curiosità del momento ( a me capita con i libri ci cucina….) perchè è pubblicizzato, no non riempiamoci la libreria di libri che rimarranno inerti, che il giorno dopo hanno perduto di interesse.

Teniamo solo quelli che veramente ci creano un’emozione.

San Valentino, libri: 10 titoli da regalare a chi ami | Studenti.it

e leggiamo, leggiamo. Io dico sui libri, non sui vari aggeggi elettronici, freddi, antipatici, ma sui libri di carta veri, sentiamo il fruscio dei fogli che giriamo, il profumo della carta, teniamo in mano un oggetto vivo. Se ci dà emozione teniamolo, altrimenti, senza rimpianti, regaliamolo. Faremo felici altre persone e facendo girare i libri faremo girare anche la cultura, e di questo c’è molto bisogno.

Addio sorella

Ogni perdita, ogni lutto… è una sofferenza. - Avis Regionale Sicilia

Addio sorella, te ne sei andata l’altra notte dopo una lunga malattia che ti ha fatto soffrire. Non il virus che ci attanaglia tutti in questi momenti, ma un’altra malattia altrettanto tremenda.

Eravamo un po’ distanti come età e per questo tu eri più legata a nostro fratello, un quasi gemello e, da giovani, io ero fuori dalle vostre amicizie e dai vostri interessi. Poi la vita ci ha fatto prendere strade diverse e non sono stati molti i momenti trascorsi assieme.

Ma ricordo quando siamo andati tutti e tre sul lago

e abbiamo passato delle giornate assieme e tu ti sei dedicata allo shopping trascinandomi per negozi.

ci siamo anche divertite, camminando  all’unisono e abbiamo mangiato panini e trascorso delle giornate in serenità.

Ora le giornate sono finite, resta forse il rimpianto di non aver potuto stare assieme di più per dirci tante cose e magari in modo diverso.

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Focaccia ripiena

Questa è una ricetta di “Fatto in casa da Benedetta”,  quella simpatica signora che cucina come una di noi, semplice ma con tanta inventiva, senza tante aggiunte strane, che ha un seguito di milioni  di persone e vedendo i suoi video capisci perchè. Il bello è che poi alla fine lei assaggia tutto quello che fa.

Ho voluto provare questa focaccia perchè, intanto non è cotta al forno e quando fa caldo è molto comoda, poi si può farcire con quello che si ha in casa, cioè è una specie di svuotafrigo.

https://www.fattoincasadabenedetta.it/

INGREDIENTI:

  • 400 gr di farina 1
  • 250 ml di acqua
  • 3 cucchiai di olio extra vergine di oliva 
  • 1 cucchiaino di sale
  • 1 bustina di lievito istantaneo per torte salate (oppure un cucchiaino di bicarbonato)

RIPIENO:

  • 350 grdi spinaci cotti al vapore
  • 200 gr di ricotta
  • noce moscata
  • sale
  • aglio

In una ciotola uniamo la farina, la bustina di lievito istantaneo per torte salate, il sale e mescoliamo .

Versiamo l’acqua e i cucchiai di olio extra vergine di oliva, mescoliamo e iniziamo a lavorare l’impasto  sul piano di lavoro, fino a formare un panetto liscio e omogeneo. Aiutiamoci con altra farina se necessario a lavorare l’impasto.

Lasciamo riposare il nostro panetto per circa 10 – 15 minuti. Nel frattempo ripassiamo in padella gli spinaci con olio e aglio e volendo del peperoncino.

Dividiamo a metà il nostro panetto e stendiamolo, con un mattarello, fino ad ottenere due sfoglie rotonde, del diametro della nostra padella. Controllate bene il diametro della padella, perchè io ho fatto l’errore di non controllare ed infatti la mia focaccia era più grande della padella stessa, quindi mettendola dentro ho dovuto fare dei bordi.

Prendiamo una della due basi rotonde e iniziamo a preparare la nostra focaccia farcita. Aggiungiamo prima uno strato di spinaci, poi la ricotta ed infine ancora gli spinaci, mettiamo della noce moscata e un poco di sale.

Chiudiamo con la seconda sfoglia rotonda e sigilliamo bene i bordi, in modo che la focaccia non si apra in cottura. Mettiamo la padella antiaderente a scaldare qualche minuto, trasferiamo la nostra focaccia nella padella e facciamola cuocere circa 4 minuti per lato, con il coperchio. Controlliamo bene la cottura, appena sentiamo un leggero odore di “bruciacchiato” giriamo la focaccia. Per girare la focaccia a metà cottura, aiutiamoci con il coperchio.

 

E’ un po’ arricciata la mia focaccia, ma come primo esperimento va bene.

Una volta cotta da entrambi i lati la nostra focaccia ripiena in padella è pronta per essere portata in tavola!

 

Molto buona, anche tiepida, e quando potremo andare a fare i pic nic comoda da portare e poi, come ho detto, si può farcire con prosciutto, formaggio, frittata, salsiccia o solo verdure.

 

 

Torta di mele, no muffin di pere

Già, ero partita per fare una torta di mele…ma che si fa oltre a riordinare gli armadi se non cucinare?….dicevo, la torta di mele si è tramutata in torta di pere, visto che ne avevo più che le mele.

Ma in corso d’opera mi è venuta voglia di muffin e quindi cambia ancora. Il bello della cucina è proprio questo, l’inventiva e la sperimentazione.

INGREDIENTI:   (ah…questi sono per la torta di mele/pere, ma vanno bene anche per i muffin)

  • 600 gr di mele/pere
  • 1 limone, succo e scorza
  • 180 gr di zucchero
  • 3 uova
  • 120 gr latte
  • 70 gr burro
  • 200 gr di farina 1
  • 1 dose lievito per dolci
  • 1 pizzico di sale

Sbucciare e affettare le mele/pere e metterle in una terrina irrorandole con il succo di limone.

Mescolare lo zucchero e la scorza di limone grattugiata, unire la farina, le uova, il latte , il burro il sale e il lievito. Mescolare e amalgamare bene, poi versare metà dell’impasto o in una tortiera o nelle forme dei muffin, inserire le mele/pere a pezzetti, ricoprire con il restante impasto. Mi è avanzato dell’impasto e allora ho fatto tre tortine, però ho messo sopra della marmellata di albicocche (la mia).

Cuocere in forno caldo a 180° per circa 20/30 min.

Lasciamo raffreddare il tutto e poi leviamo i muffin dalle formine. Sono andati a ruba, altro che tenerli per la prima colazione……

 

 

Belga in padella

 

Ovviamente l’insalata belga….ho provato a farla cuocere in padella anzichè mangiarla cruda, come al solito, anche perchè tutto sommato, sarà comoda, ma sa di poco.

L’imbianchimento delle foglie dell’insalata belga o indivia  (Cichorium endivia) chiamata anche scarola, si esegue raccogliendole e legandole con un filo di rafia. La varietà belga, Indivia Belga, si presenta a forma di grosso sigaro color crema perché fatta crescere al buio; questa tecnica consente alle foglie di rimanere bianche e più tenere. Dal punto di vista nutrizionale va evidenziato il buon contenuto di vitamina A.

È curiosa la storia dell’indivia belga che pare sia nata per errore! Secondo la tradizione, risalente alla metà dell’Ottocento, si racconta che un agricoltore avesse estirpato le radici di cicoria dal terreno per non farle congelare. Conservate in cantina, al buio, alla fine della stagione invernale il contadino trovò dei germogli giallo-bianchi che avevano un sapore amaro ma gustoso. Così forse è nata l’indivia belga.

Non solo cruda in insalata abbinata ad altri tipi di verdure, ma anche cotta è davvero buona, per esempio: la variante tipica della cucina francese con besciamella e prosciutto cotto .

Far cuocere al vapore per circa 10 minuti dei cespi di indivia. Devono diventare teneri. Poi preparate la salsa: 1 cucchiaio di farina con 1,5 l di latte e 60 g di taleggio da sciogliere in un pentolino a fuoco basso; salate, unite un po’ di pepe e noce moscata. A questo punto, aggiungete 1,5 l di panna fresca e lasciate cuocere ancora unendo altri 60 g di taleggio. La deliziosa crema sarà pronta in pochi minuti.

Avvolgete a questo punto, le indivie in 8 fette di prosciutto legando con dello spago da cucina le insalate. Sulla base di una teglia adagiate qualche cucchiaio di salsa e poi disponete le indivie. Ricoprite con tutta la salsa e spolverizzate con formaggio grattugiato e pangrattato quanto basta. Lasciate cuocere l’indivia gratinata per 20 minuti a 220°.

Da provare, invece io stasera l’ho preparata in padella:

  • 400 g di indivia,
  • 3 cucchiai di olio d’oliva e
  • mezzo bicchiere di vino bianco.
  • aglio

Questa è una cottura brasata che renderà molto morbide le indivie grazie all’uso del vino e dell’acqua.

Eliminate le foglie esterne dai cespi di insalata e tagliate delle strisce sottili dalla parte più lunga del cespo. Fate scaldare l’olio in padella con uno spicchio d’aglio e aggiungete l’ndivia. Coprite con un coperchio mescolando di tanto in tanto. Poi, sfumate con il vino fino a che non sarà evaporato e infine aggiungete  dell’acqua per favorire la cottura.

Volendo si possono aggiungere dei pinoli per dare un tocco un po’ dolce all’amaro dell’insalata.

Così si può preparare anche il radicchio rosso, magari mischiandolo con l’indivia belga.