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SECONDA RICETTA (INNOVAZIONE) – A, COME ABBRACCIO.

Ecco la seconda scelta per il contest, sezione INNOVAZIONE, quella che ha delle caratteristiche particolari, di novità.

Quindi per

                                             SEZIONE  INNOVAZIONE

                       APPLE  PLUM  DOUBLE-CRUSTED  CRISP

del Blog – UN VIAGGIO IN CUCINA –

Oggi volevo postare una ricetta dolce e buonissima che ho fatto per la prima volta un anno e mezzo fa per addolcire la colazione mia e della mia dolce metà… è stata una delle prime ricette che ho cucinato per l’uomo che poi sarebbe diventato l’uomo della mia vita e vedendo quanto piaceva mi ha motivato ancora di più a sperimentare la mia passione per la cucina… con questo dolce il risveglio diventa ancora più bello e visto che la colazione per me è fondamentale e mi piace chiacchierare e bere molto caffé…ogni giorno un momento speciale solo per noi…

apple crisp a colazione

Adoro i dolci con la frutta e questo ne contiene molta e si possono mettere più tipi di frutta, inoltre rispetto alle normali apple crisp io metto una doppia “crosta” croccante, sotto e sopra la frutta…con tanta avena per renderla buona e croccante…

Questo dolce diventa più buono il giorno dopo e anche quello dopo ancora se rimane (siamo in due e  le dosi sono per riempire una pirofila ovale lunga 30cm), conservato in frigorifero…

Tempo di preparazione: 25 minuti + 60 di cottura

Dosi per 8 persone

Ingredienti per il crisp:

  • 220g di farina
  • 150g di avena integrale intera
  • 180g di zucchero di canna
  • 1 cucchiaino di cannella in polvere
  • 130 g di burro
  • 1/2 cucchiaino di sale

Ingredienti per il ripieno:

  • 8 mele 
  • 9 prugne
  • 50 g di zucchero bianco
  • succo di 1 limone
  • 1 cucchiaio di maizena
  • 1 cucchiaino di cannella in polvere

Preparazione:

Per fare il crisp mischiare la farina con avena, zucchero, cannella e sale in una bacinella.

Mischiare il tutto con il burro fino a che non si sia amalgamato e il composto si sbricioli bene. Lasciare da parte, tagliare le prugne e le mele sbucciate a tocchetti, anche un pò irregolari.

Mettere nella bacinella con la frutta, lo zucchero, la cannella, il cucchiaio di maizena e il succo di 1 limone. Mischiare bene il composto.

Imburrare una pirofila, io uso una pirofila ovale trasparente, perché mi piace vedere anche il lato della torta. Può andare bene anche una pirofila quadrata di 22x22cm come grandezza.

Mettere prima uno strato di crisp, poi versare la frutta e disporla bene, ricoprire con il crisp rimasto.

Mettere in forno pre-riscaldato a 180 gradi per 60 minuti, fino a quando il crisp sarà ben dorato e si vedrà un pò di succo della frutta fuoriuscire dai bordi.

Ecco, qui non ha avuto molte esitazioni, a lui piacciono i dolci con la frutta e adora il croccante (ma quante nocciole e mandorle ho usato a Natale per farlo…) e questa combinazione ben riuscita lo ha incuriosito.

Qui abbiamo visto un abbraccio forte del croccante  che avvolge la frutta delicata e  che risponde bene all’idea che avevamo dell’abbraccio.

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PANE DELLA MEZZ’ORA (circa)

Sì, perchè quando si ha fretta e manca il pane, questo è veramente veloce e buono come l’altro.

E’ una ricetta che mi è stata richiesta dalle mie amiche di Visual Food, con le quali ho partecipato all’ultimo incontro, naturalmente si finisce sempre  per parlare di “cibo” ed anche di Bimby, perchè questa ricetta è realizzata appunto con il Bimby.

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INGREDIENTI:

  • 400 gr di farina O (io ho usato quella integrale)
  • 100 gr di acqua
  • 100 gr di latte
  • 20 gr di lievito di birra
  • 1 cucchiaino di zucchero
  • 2 cucchiaini di sale
  • 20 gr di burro morbido

Inserire nel boccale 50 gr di acqua e il lievito, per 5 secondi vel. 2, aggiungere il latte, lo zucchero,il burro e 200 gr di farina, 20 sec. vel 6; aggiungere gli altri 200 gr di farina e altri 50 gr di acqua, il sale, 20 sec. vel 6 + 1 minuto e 30 vel spiga.

Togliere l’impasto dal boccale e preparare le forme che si vuole, o panini, o un ovale da mettere sulla teglia del forno.001

Accendere il forno a 250° per due minuti e spegnere subito, in modo da formare una camera di lievitazione.

Mettere il pane nel forno (spento) a lievitare per circa 20 minuti, poi quando è lievitato, SENZA TOGLIERE IL PANE DAL FORNO, accendere a 200° e cuocere per circa 30 min.

E’ ottimo anche come pane cassetta, inserendolo in uno stampo da plumcake.

PROCEDIMENTO PER  ESEGUIRLO A MANO:

In una ciotola, versare 50 gr di acqua e il lievito, poi unire il latte, lo zucchero, il burro e 200 gr di farina, poco alla volta mescolando bene. Quando sarà ben amalgamato aggiungere altri  200 gr di farina e la restante acqua, lavorarlo in modo da ottenere un impasto morbido, ma non appiccicoso.

Rovesciarlo sul tagliere e lavoralo, battendolo, per sviluppare il glutine, rendendolo più elastico. Naturalmente non occorre battere la pasta se la si lavora con farina priva di glutine. Quando è una bella palla uniforme, tagliarla per fare dei panini o solo uno o due filoni.

Accendere il forno a 250° per due minuti e spegnere subito, in modo da formare una camera di lievitazione, mettere il pane nel forno (spento) a lievitare per circa 20 minuti, poi quando è lievitato, SENZA TOGLIERE IL PANE DAL FORNO, accendere a 200° e cuocere per circa 30 min.

 

 

GNOCCHI AL “CASTELMAGNO”

Questa sera ho deciso di preparare gli gnocchi, li ho fatti con farina integrale e poi ho usato ancora un poco di formaggio “Castelmagno”.

gnocchi castelmagno

 CASTELMAGNO

Castelmagno  è un comune sparso di 90 abitanti della provincia di Cuneo ed appartiene alla minoranza linguistica occitana, si sviluppa interamente nel territorio montagnoso della valle  Grana della quale è il centro più elevato, con il santuario a quota 1761 m. dedicato a San Magno.

Il comune trae il suo nome dal latino castrum magnum (castello grande). Questo è probabilmente dovuto al castello che anticamente controllava la valle.

Nel 1894 sul nucleo più antico del santuario è stato ritrovato un altare romano dedicato a Marte ed alcune monete risalenti a circa il 250, da cui è evidente che la vallata è stata abitata fino dai tempi della Roma Imperiale.

Dall’inizio del XX secolo fra industrializzazione e guerre il comune ha subito un forte spopolamento. Nonostante ciò, soprattutto grazie all’attrattiva turistica del santuario, la produzione del celebre formaggio e le tradizioni folkloristiche occitane, ha sempre mantenuto molta vitalità.

Il Castelmagno è un formaggio a denominazione protetta prodotto nel territorio dei comuni di Castelmagno,  Pradleves e Monterosso Grana, e solamente in queste zone.

Si tratta di un formaggio a pasta semidura, erborinata, prodotto in forme cilindriche di peso compreso tra i due ed i sette kg.La crosta, piuttosto fine, è giallo-brunastra, con varianti più scure a seconda della stagionatura, mentre la pasta è bianca o tendente al giallognolo, giallo oro se stagionata, con rare venature verdi dovute all’erborinatura.

Castelmagno (formaggio)  (foto dal web)

Si ipotizza che la produzione del Castelmagno nella sua forma attuale sia iniziata intorno all’anno mille anche se non si possono avere prove certe in questo senso.

Il primo documento in cui viene citato esplicitamente è del 1227 con il quale si imponeva al comune di Castelmagno il pagamento di un canone annuale al marchese di Saluzzo, da effettuarsi in forme di formaggio Castelmagno anziché denaro.

Il castelmagno è utilizzato nella cucina piemontese per la preparazione di diversi piatti, primi fra tutti gli gnocchi di patate. È anche spesso gustato come formaggio da tavola, puro o con miele.

Ecco perchè è un formaggio molto pregiato e ricercato, noi l’abbiamo trovato in un mercatino di prodotti gastronomici a Fontanellato (Pr) e naturalmente, siccome a me piace tantissimo, ne ho fatto scorta anche se bisogna chiedere un prestito in banca per acquistarlo…..

Gli ingredienti dei miei gnocchi:

  • 1 kg. di patate farinose
  • 400 gr. di farina integrale
  • 1 uovo
  • aglio
  • burro
  • formaggio Castelmagno.

Ho preparato gli gnocchi come da ricetta classica, far bollire le patate, sbucciarle e passarle allo schiacciapatate, mescolarle con l’uovo, un poco di sale e la farina, in modo da formare un impasto da allungare in bastoncini, tagliare a tocchetti e passarli sull’apposito attrezzino per rigarli o sui rebbi di una forchetta.

Ho messo l’acqua a bollire e quando si è alzato il bollore, ho salato e versato gli gnocchi, giusto il tempo di venire a galla ed erano pronti.

Nel frattempo in un pentolino ho messo un pezzo generoso di burro e dell’aglio a pezzetti. Piano piano ho fatto sciogliere il burro  e dorare l’aglio.

Quando ho messo gli gnocchi nei piatti ho versato il burro con l’aglio e ho grattugiato del formaggio Castelmagno, in modo che si sciogliesse un poco e si mescolasse con il burro fuso.

L’ultima volta che ho preparato gli gnocchi al Castelmagno ( di patate e farina bianca) l’ho fatto fondere con un goccio di latte e poi ho condito gli gnocchi.

E’ un altro modo di utilizzare il formaggio Castelmagno, buoni entrambi, ma per quelli con la farina integrale ho voluto provare il burro fuso, l’aglio e il Castelmagno grattugiato anzichè fuso. In entrambi i modi il profumo e il gusto del Castelmagno si esaltano in modo incredibile.

Se lo trovate, acquistatelo e provatelo, sarà una buonissima scoperta.

GNOCCHETTI DI PANE E/O CANEDERLI

La ricetta è una di quelle che facevano in casa quando avanzava del pane, ora io l’ho ripresa, con una piccola modifica e l’ho preparata.

Ma mentre preparavo gli gnocchetti, mi è venuto in mente che avrei potuto utilizzare un po’ della pasta per provare a fare dei canederli. Chissà cosa viene fuori, mi sono detta ed invece sono venuti buoni.

Ho messo in congelatore gli gnocchetti e oggi ho preparato i canederli.

Ho scoperto delle cose interessanti sui canederli, ad esempio che si tratta di un piatto che, nella cucina contadina, permetteva il riciclo del cibo avanzato, e la ricetta è molto antica. Addirittura una prima rappresentazione di “Knödel” si trova in un affresco nella cappella di Castel d’Appiano, in provincia di Bolzano, risalente attorno al 1180.

I canederli o Knödel dal ted. Knot (nodo, grumo)  sono un primo piatto tipico della cucina tedesca sudorientale, austriaca, ceco, slovacca, trentina ed altoatesina. Mentre nella cucina tedesca questi grossi gnocchi sono molto diffusi con uno sterminato numero di varianti , nella cucina italiana sono presenti unicamente nelle cucine regionali del Trentino Altoadige,  del Friuli e del Bellunese.

Ci sono i  Canederli salati”

il cui impasto è composto da cubetti di pane raffermo, o polenta di grano saraceno, latte, uova, insaporito con aggiunta di speck o pancetta, formaggio  e prezzemolo.

Poi ci sono i “ Canederli dolci” :

Stessa forma (grossa palla) ma ricetta completamente diversa per i canederli di albicocche o di prugne, si prepara lo stesso impasto che si usa per fare gli gnocchi, e lo si stende formando una sfoglia dello spessore di circa un centimetro. Le albicocche (o le prugne) vengono private del nocciolo, e nella cavità rimasta si aggiunge un po’ di zucchero  e, talvolta cannella o chiodi di garofano. A parte abbrustolire pane grattugiato assieme a burro zucchero e cannella, finché lo zucchero non caramella. Quindi i frutti, preparati come sopra, vengono avvolti nella sfoglia, formando delle palline di 5/7 cm. Vengono lessati, e, a cottura ultimata, rotolati nel pan grattato precedentemente preparato.

ecco qui gli ingredienti:  (mie modifiche in rosso)  per l’impasto

  • 500 gr di pane raffermo tritato grossolanamente
  • 3 uova
  • 100 gr di farina (integrale)
  • latte quanto basta
  • sale e noce moscata

per i canederli:

  • per il ripieno: pezzetti di prosciutto crudo, di asiago e foglie di prezzemolo, tutto tritato insieme.
  • per il condimento
  • la mia passata di pomodoro
  • foglie di salvia fresche del giardino
  • olio
  • brodo con dado vegetale di Ecocucina
  • aglio

Ho ammorbidito il pane nel latte, poi con una forchetta ho amalgamato bene ed unito le uova, la farina, il sale e la noce moscata. Bisogna ottenere un composto omogeneo, al limite si può aggiungere ancora un po’ di farina.

Sul tagliere ho rovesciato l’impasto, formato una palla e da una parte di questa ho formato dei rotolini che poi ho tagliato a tocchetti e, mediante l’apposito attrezzino, ho trasformato in gnocchetti.

Li ho messi sulle retine (home made by Mauro) e li ho messi da parte.

Con l’altro pezzo di pasta ho formato delle palline, ho messo all’interno il ripieno e le ho ben chiuse.

Poi ho preparato il brodo, perchè preferisco cuocerli così, restano più saporiti.

Nel frattempo ho messo a scaldare l’olio con l’aglio che, appena colorito ho tolto, poi ho aggiunto la passata di pomodoro, poco sale e alla fine la salvia.

Ho fatto cuocere i canederli nel brodo, li ho scolati e conditi con il sugo.

Una buona spruzzata di parmigiano e un buon bicchiere di vino Teroldego per accompagnarli hanno completato “l’opera”.