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Ecco il mio Versilia…

..no, non è un errore, non parlo della Versilia, ma del forno Versilia che va sul fornello a gas. Diciamo che è un po’ come la vecchia “Petronilla” che le nostre nonne usavano sulla stufa a legna, questo è in alluminio, stampo a ciambella e ci posso cuocere un sacco di cose dolci o salate.

L’ho visto su FB e mi sono buttata nel gruppo “Il forno sul fornello”, fino ad ora da spettatrice, ma ora che sono partita chi mi ferma più. Mauro dice, ma ancora? Lo sai che non appena vedo un elettrodomestico anche se non elettrico io devo averlo. Ho voluto provare un impasto salato, visto che lui li preferisce ai dolci (ma non è vero perchè mi sta facendo fuori tutti i dolcetti siciliani…) e sapete come si dice…un colpo al cerchio e uno alla botte.

Allora ecco qui il mio “DANUBIO”, ho preso la ricetta dai files del gruppo ed è di Alessandra Trigiante.

Ho fatto alcune modifiche:

Ingredienti:

  • 3 uova
  • 100 gr di burro  – (80 gr.)
  • 1 cubetto di lievito fresco
  • 550 gr di farina O
  • 1 cucchiaino di zucchero
  • 1 cucchiaino di sale
  • 1 cucchiaio di parmigiano grattugiato – (omesso)
  • latte q.b. per rendere l’impasto morbido

per il ripieno:

  • 200 gr di emmenthal o formaggio a piacere (io ho messo 200 gr di pezzetti di formaggio siciliano, alle olive, al peperoncino)
  • 200 gr di prosciutto cotto o wursteln (150 gr. prosciutto crudo)

Ho usato il bimbi e ho fatto l’impasto classico, come per il pane, mettendo tutti gli ingredienti, poi  ho tolto l’impasto e nel boccale ho tritato i formaggi e il prosciutto.

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Ho staccato dell’impasto e ho formato delle palline, le ho farcite e dopo averle ben chiuse le ho posizionate nel fornetto, su una forma a ciambella ritagliata nella carta da forno.

Ho chiuso con il coperchio e le ho fatte lievitare circa 1 ora e mezza, poi ho messo lo spargifiamma in dotazione e su fornello medio a fiamma bassa per poco più di un’ora. Forse dovevo tenere la fiamma leggermente più alta, ma temevo bruciasse. Invece è andata bene, è venuto morbido dentro e croccante fuori, nella foto ne manca un pezzo perchè..qualcuno ha voluto assaggiarlo.

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Quanti modi di fare e rifare i Canederli.

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Questo mese siamo nella cucina di Antonella di “Sapori in concerto”, una cucina musicale dove ogni piatto viene preparato, magari in maniera anche semplice, ma con una nota di ricordo che lo rende unico.

E qui siamo ancora con la Cuochina per rivisitare un piatto per l’appuntamento del “quanti modi di fare e rifare”. Troverete la ricetta originale di Antonella nel suo blog “Sapori in concerto”,

Questa è la mia versione, dove agli spinaci ho sostituito le ortiche, o, meglio L’ URTICA DIOICA.

L’Urtica dioica è una pianta dioica, cioè  ci sono piante con  solo fiori femminili e piante con solo fiori maschili. I fiori femminili sono raccolti in spighe lunghe e pendenti e sono verdi, mentre i fiori maschili sono riuniti in spighe erette.  Foglie e fusti sono ricoperti da peli contenenti una sostanza urticante, quando si sfiora la pianta, l’apice dei peli si rompe e ne fuoriesce un liquido irritante.

E’ ricca di vitamina C, azoto e ferro e può essere usata come alimento nei minestroni, nei risotti, nelle fritte e, nel mio caso, nei canederli.

Nell’antichità l’ortica veniva battuta e sfibrata per ottenere un tessuto simile  alla canapa (ottimo sfruttamento di tutto ciò che la natura ci offre) e inolte, data la presenza di grandi quantità di clorofilla può servire a colorare di verde i tessuti delicati. E in cosmetica l’ortica viene usata per arrestare la caduta dei capelli. Gli antichi Greci la usavano come pianta medicinale con proprietà antidiarroiche, diuretiche, cardiotoniche, antianemiche, mentre nel Medioevo veniva usata fresca per curare con il veleno dei suoi peli urticanti, gotta e reumatismi. (Notizie da Wikipedia)

Per cui quando incontreremo un’ortica e, inavvertitamente, la sfioriamo, non pensiamo più…acc..ma a cosa serve ‘sta pianta qui.

A me è servita per preparare questi canederli e vi assicuro che il gusto è veramente nuovo.

Ingredienti:

  • 500 gr di ortiche appena raccolte in un campo fuori dalla strada
  • 3 cucchiai di farina
  • 2 uova piccole
  • 100 gr pane raffermo
  • 150 gr formaggio (confesso di aver utilizzato tre pezzetti di pecorino, emmenthal e formaggetta che erano in frigo)
  • 50 gr parmigiano reggiano
  • sale qb
  • burro qb
  • foglie di salvia.

Ho cotto le ortiche in microonde per 5 minuti, le ho fatte scolare. Ho tagliato a pezzetti il pane e i formaggi, poi ho aggiunto, poco alla volta, la farina, le uova, le ortiche.

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Ho preparato (con le mani inumidite) delle palline non molto grandi che ho fatto cuocere in acqua calda, ma che non era in ebollizione.

Intanto ho messo in un pentolino un po’ di burro che ho fatto imbiondire e, quando i canederli sono venuti a galla li ho tolti dalla pentola con una schiumarola, facendo attenzione a non romperli.

Li ho messi nel piatto, aggiunto il burro e una bella spolverata di parmigiano, quindi pronti da mangiare. Il gusto dell’ortica è particolare, ma non è forte.