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Pesce spada “a sfinciuni”

Solo dal nome si capisce  che è una ricetta siciliana, l’ho preparata seguento le indicazioni di Giovanna (Le amiche del coperchio Wonder).

Questa è la mia ricetta, se non avete a disposizione i prodotti siciliani, vanno bene anche gli altri……però il piatto non avrà il profumo di Sicilia…..

Ingredienti:

  • quattro fette grandi di pesce spada
  • pomodorini (i miei preparati questa estate) una decina
  • una cipolla dorata
  • formaggio primo sale con i pistacchi (direttamente dalla Sicilia)
  •  pangrattato
  • olio siciliano
  • sale pepe

Naturalmente io ho usato il mio coperchio New Wonder Cooker e questo è il procedimento:

Disporre in un tegame capiente le fette di pesce spada, sopra mettere i pomodorini tagliati a metà, sale, pepe, la cipolla tagliata a fettine sottilissime, il formaggio, il pangrattato e l’olio, praticamente a strati.

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Mettere il coperchio e accendere la fiamma media, dopo 15 minuti spegnere e far riposare per 5 minuti.

E’ un piatto molto delicato e il formaggio si sposa benissimo con gli altri ingredienti. La foto della preparazione rende l’idea, perchè il piatto finito non è dissimile, è solo più amalgamato, e poi, sentito il profumo, lo avevano già diviso prima di fotografarlo.

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ANTIPASTI VISUAL FOOD

Oggi a pranzo avevo i cuginetti e allora ho dato libero sfogo a ciò che ho imparato al corso di Visual  Food.

Ho aggiunto qualcosa di mio, i polipetti, che hanno bisogno della mano di Rita per essere migliorati, ma mi sono divertita ed è piaciuto tutto.

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“VISUAL FOOD” full immersion

Domenica è stata una giornata fantastica, ho partecipato a due corsi di Visual Food della mitica RITA, abbiamo preparato tanti finger foods, i bouquet, i vasetti di cioccolato ecc. ecc.

Siamo stati ospiti del Bed & breakfast “La Ca’ del rospo” ad Ozzano Emilia, appena fuori Bologna, un posto tranquillo, nella campagna e con i proprietari gentilissimi che ci hanno fatto sentire come a casa.

E’ stata proprio una full immersion, ma il tempo è passato piacevolmente, con Rita, aiutata dalla validissima Michela, che ci insegnavano e ci aiutavano una per una, con le signore con le quali ho instaurato un rapporto simpatico. Sicuramente le dispense ed i video di Visual Food sono fatti molto bene, ma è molto meglio seguire le lezioni dal vivo, si imparano tanti piccoli particolari, si prova e riprova e si condivide la soddisfazione del lavoro finito.

Ho molte idee e qualche foto, non molto artistiche, ma è importante che di artistico ci sia il lavoro.

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Le mani di Rita che preparano il “bruco di pomodorini”

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Il MIO bruco, è fatto di pomodorini scavati e riempiti di mousse al prosciutto, oppure si riempiono di formaggio spalmabile o di quello che si vuole.

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Parte di un bouquet, il resto dei fiori…è stato molto gradito dagli amici del piano di sotto, venuti a vedere i miei “lavori”.

E’ una composizione che si presta a molte opportunità. Qui ci sono dei fiori fatti con del pane a cassetta farciti con mousse, un fiore di fette di salame, un girasole, cioè un panino scavato e farcito, poi sulla parte superiore ho messo dei semi e i petali sono formati dai tacos. Sì, dieci sacchetti per riuscire a sceglierli, tagliarli e  sagomarli…….. Il tutto inserito in un cespo di insalata gentilina, messo in un vaso di terracotta.

E’ un’ottima idea quando si è invitati a cena e vogliamo portare degli antipasti.

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Vasetto di carota, con fiorellino di peperone e una fogliolina di valeriana (poverina ne ha risentito un po’), gli altri sono vasetti di cioccolata fondente, con fiore di marshmallow sagomato da uno stampino e fogliolina ritagliata nel cedro.

Ci sono tanti altri lavori, ma andate su Visual Food e ne potrete ammirare di bellissimi. Sono lavori da fare con pazienza e questo rilassa molto, e danno molta soddisfazione.

007 Queste siamo Rita ed io alla ” Fiera di Forlì, dove hanno fatto delle dimostrazioni e hanno presentato delle sculture di pane, veramente fantastiche.

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Ecco un esempio, la “Torre Big Ben” di Londra.

Rita, alla prossima per imparare ancora queste tue meravigliose creazioni.

GNOCCHI AL “CASTELMAGNO”

Questa sera ho deciso di preparare gli gnocchi, li ho fatti con farina integrale e poi ho usato ancora un poco di formaggio “Castelmagno”.

gnocchi castelmagno

 CASTELMAGNO

Castelmagno  è un comune sparso di 90 abitanti della provincia di Cuneo ed appartiene alla minoranza linguistica occitana, si sviluppa interamente nel territorio montagnoso della valle  Grana della quale è il centro più elevato, con il santuario a quota 1761 m. dedicato a San Magno.

Il comune trae il suo nome dal latino castrum magnum (castello grande). Questo è probabilmente dovuto al castello che anticamente controllava la valle.

Nel 1894 sul nucleo più antico del santuario è stato ritrovato un altare romano dedicato a Marte ed alcune monete risalenti a circa il 250, da cui è evidente che la vallata è stata abitata fino dai tempi della Roma Imperiale.

Dall’inizio del XX secolo fra industrializzazione e guerre il comune ha subito un forte spopolamento. Nonostante ciò, soprattutto grazie all’attrattiva turistica del santuario, la produzione del celebre formaggio e le tradizioni folkloristiche occitane, ha sempre mantenuto molta vitalità.

Il Castelmagno è un formaggio a denominazione protetta prodotto nel territorio dei comuni di Castelmagno,  Pradleves e Monterosso Grana, e solamente in queste zone.

Si tratta di un formaggio a pasta semidura, erborinata, prodotto in forme cilindriche di peso compreso tra i due ed i sette kg.La crosta, piuttosto fine, è giallo-brunastra, con varianti più scure a seconda della stagionatura, mentre la pasta è bianca o tendente al giallognolo, giallo oro se stagionata, con rare venature verdi dovute all’erborinatura.

Castelmagno (formaggio)  (foto dal web)

Si ipotizza che la produzione del Castelmagno nella sua forma attuale sia iniziata intorno all’anno mille anche se non si possono avere prove certe in questo senso.

Il primo documento in cui viene citato esplicitamente è del 1227 con il quale si imponeva al comune di Castelmagno il pagamento di un canone annuale al marchese di Saluzzo, da effettuarsi in forme di formaggio Castelmagno anziché denaro.

Il castelmagno è utilizzato nella cucina piemontese per la preparazione di diversi piatti, primi fra tutti gli gnocchi di patate. È anche spesso gustato come formaggio da tavola, puro o con miele.

Ecco perchè è un formaggio molto pregiato e ricercato, noi l’abbiamo trovato in un mercatino di prodotti gastronomici a Fontanellato (Pr) e naturalmente, siccome a me piace tantissimo, ne ho fatto scorta anche se bisogna chiedere un prestito in banca per acquistarlo…..

Gli ingredienti dei miei gnocchi:

  • 1 kg. di patate farinose
  • 400 gr. di farina integrale
  • 1 uovo
  • aglio
  • burro
  • formaggio Castelmagno.

Ho preparato gli gnocchi come da ricetta classica, far bollire le patate, sbucciarle e passarle allo schiacciapatate, mescolarle con l’uovo, un poco di sale e la farina, in modo da formare un impasto da allungare in bastoncini, tagliare a tocchetti e passarli sull’apposito attrezzino per rigarli o sui rebbi di una forchetta.

Ho messo l’acqua a bollire e quando si è alzato il bollore, ho salato e versato gli gnocchi, giusto il tempo di venire a galla ed erano pronti.

Nel frattempo in un pentolino ho messo un pezzo generoso di burro e dell’aglio a pezzetti. Piano piano ho fatto sciogliere il burro  e dorare l’aglio.

Quando ho messo gli gnocchi nei piatti ho versato il burro con l’aglio e ho grattugiato del formaggio Castelmagno, in modo che si sciogliesse un poco e si mescolasse con il burro fuso.

L’ultima volta che ho preparato gli gnocchi al Castelmagno ( di patate e farina bianca) l’ho fatto fondere con un goccio di latte e poi ho condito gli gnocchi.

E’ un altro modo di utilizzare il formaggio Castelmagno, buoni entrambi, ma per quelli con la farina integrale ho voluto provare il burro fuso, l’aglio e il Castelmagno grattugiato anzichè fuso. In entrambi i modi il profumo e il gusto del Castelmagno si esaltano in modo incredibile.

Se lo trovate, acquistatelo e provatelo, sarà una buonissima scoperta.