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Melanzane mozzarellate

Avevo una bellissima  melanzana e avevo mille idee per cucinarla, ma essendo grande ho pensato di tagliarla a fette, cosa faccio? Impanate, solito…fritte, no non ho voglia….involtini…non li amo molto e allora ho deciso per questo. Non è una mozzarella in carrozza e neppure una parmigiana di melanzane, ma una melanzana mozzarellata, cioè mozzarella tra due fette di melanzana. E dopo questo scioglilingua ecco il risultato.

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INGREDIENTI:

  • fette di melanzana abbastanza grosse e sode
  • mozzarella
  • pomodorini (i miei estivi)
  • olive (esagerate)
  • sale aromatico
  • olio di oliva

Ho tagliato a fette la melanzana e le ho grigliate nella padella senza olio con il mio coperchio Wonder per circa 5 minuti. Poi ho messo una fetta di melanzana sul tagliere, ho adagiato sopra delle fette di mozzarella, ho salato e ho messo una seconda fetta di melanzana sopra, a mo’ di panino.

Ho messo un poco di olio nella padella, ho messo i pomodorini, le olive e le melanzane mozzarellate, ho chiuso sempre con il coperchio e ho fatto cuocere a fuoco basso per circa 10 minuti. Quando tutta la mozzarella si è amalgamata e qualcuno reclamava perchè era tardi ho impiattato. Molto gustosa, il profumo dei pomodorini unito a quello della melanzana era veramente appetitoso.

Sugo per la pasta o contorno?

Come si preferisce, io l’ho usato nei due modi, o per condire la pasta o per un ottimo contorno.

Sto parlando del…mediterraneo, diciamo così perchè ci sono delle verdure che non crescono proprio sulle Alpi.

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INGREDIENTI:

  • peperoni rossi e gialli
  • melanzane
  • olive del Belice
  • finocchietto selvatico
  • pomodori ciliegino (i miei dell’estate scorsa)
  • olio oliva
  • sale pepe

In un poco di olio ho messo i peperoni e le melanzane tagliate a tocchetti, ho aggiunto le olive e il finocchietto, i pomodori, sale e pepe e ho messo il mio coperchio New Wonder, fiamma alta, quando è uscito il vapore ho abbassato a fiamme media. Dopo circa 15 minuti era tutto pronto.

Veramente saporito con la pasta, dopo averla cotta l’ho fatta saltare in padella con questo sugo. Oppure l’ho aggiunto come contorno a del bollito.

Soprattutto portano un po’ di colore in questa stagione che invernale non è, ma quando piove è talmente uggiosa che almeno in tavola ci rassereniamo un po’.

 

 

OLIVE GIARRAFFA

Le olive GIARRAFFA sono delle olive siciliane molto particolari, è un prodotto di nicchia, perchè il procedimento per conservarle è lungo e laborioso, ma dà un risultato unico nel suo genere.

Un po’ di storia:

La coltivazione e la produzione dell’oliva e dell’olio Giarraffa si perdono nella notte dei tempi, quando i Greci di Selinunte e di Naxos e gli Elimi di Segesta portarono ai Sicani,  in fuga verso le montagne dell’Etna e della Sicilia centro occidentale in cerca di lavoro e di sicurezza, le prime piante d’ulivo Giarraffa, che iniziarono così la loro penetrazione e diffusione, consolidate poi nei secoli delle dominazioni musulmane. I primi esemplari di questa pianta sono antecedenti quindi all’invasione musulmana dell’848.

Gli esemplari più antichi e giganteschi sembrano composti da diversi fusti e la leggenda popolare vuole che i Saraceni, che introdussero la pratica della propagazione, piantassero in una stessa buca più piantine e le attorcigliassero insieme, legandole per avere alla fine alberi più colossali e resistenti. Nella tradizionale cultura alimentare siciliana la Giarraffa è un’oliva da mensa, nera o verde, da cui si ricavano i “passuluni” (dal verbo appassire)

Vediamo ora come si preparano, in questo caso grazie a Pino, marito di Giovanna, che ha fatto tutto il lavoro:

Prima di tutto devono essere mature sull’albero, poi dopo averle raccolte le bucherella una ad una e le mette nei cestini di canna, fatti dal nonno. Mette poco sale e le fa spurgare una prima volta, poi rimette il sale, le gira almeno due volte al giorno nei cestini. Quando sono “buone di sale”, (ora tocca a Giovanna) che le lava e le sterilizza in cestini di acciaio per pochi istanti. Poi le asciuga e fa prendere loro dell’aria per un giorno, e infine le invasa con olio evo nuovo.

Si mangiano con pane, in questo caso siciliano preparato con farina “Tumminia” che è prodotta da un’antica varietà di grano duro coltivato già nel periodo greco, limoni, ovviamente quelli profumati di Sicilia e olio evo.

Ecco questi sono i “PASSALUNI”

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MUFFINS AL TONNOLIVE

Ma cosa sono i “muffins”?

La parola muffin viene citata per la prima volta in Inghilterra nel 1703 con la scrittura “moofin“. Qualcuno vuole derivato il termine dal francese mouflet, che significa soffice inteso come il pane, altri vogliono far derivare la parola dal tedesco muffen che significa piccole torte perché all’origine si trattava di piccole torte. Le prime versioni di muffin erano meno nobili. Il fornaio di famiglia inizialmente cucinava i muffin per la servitù con i rimasugli del pane del giorno prima e dei rimasugli di lavorazione di biscotti, mescolando il tutto con delle patate schiacciate. Il tutto veniva fritto facendo divenire il composto così ottenuto in muffin leggeri e croccanti. Questo preparato venne scoperto dai padroni dell’epoca facendo divenire questo composto in pietanza preferita per l’ora del tè. 

Il  muffin si distingue nella preparazione da altri tipi di cake o tortini perché nel procedimento è sempre prevista la preparazione di 2 composti: uno con gli ingredienti in polvere (farina, bicarbonato di sodio, lievito chimico e, se la ricetta lo prevede, anche il cacao o spezie varie), e un composto a base di ingredienti umidi (latte, burro fuso o olio di semi, uova e, a volte yogurt) per quel che riguarda lo zucchero può essere messo sia nel composto in polvere sia in quello umido. Dopodiché si amalgamano questi 2 composti. Una volta amalgamati si versano in pirottini di carta posti in uno stampo per muffins.

LE REGOLE D’ORO DI UN BUON MUFFIN

Le polveri devono essere ben mescolate e così anche i liquidi. I 2 composti devono essere amalgamati insieme velocemente e assolutamente senza mescolare troppo, deve risultare un impasto molto grumoso (saranno proprio questi grumi che renderanno il muffin morbido).

Il muffin inglese si  distingue dal muffin americano dal tipo di lievitazione. Il muffin americano lievita con il lievito chimico, quello inglese lievita con il lievito di birra, gli esperti di chimica o di pasticceria affermano che sono due lievitazioni molto diverse.  (da Wikipedia)

Questa è una ricetta dal mio ricettario Tupper.. con alcune modifiche. Tonnolive perchè mi piace molto l’abbinamento, sono dei bocconcini adatti anche come food finger, caldi o freddi, come antipasto o sfiziosità.

Ingredienti: (in rosso le mie modifiche)

  • 200 gr di tonno sott’olio (sgocciolato)
  • 100 gr di olive verdi denocciolate – olive nere perchè danno colore
  • 200 ml di panna – 150 di panna e 100 di latte
  • 4 uova
  • 50 gr farina bianca – 40 gr farina bianca e 40 di maizena
  • 2 filetti di acciuga sott’olio
  • sale e pepe
  • 60 ml di concentrato di pomodoro  – omesso

Tritare grossolanamente le olive e le acciughe insieme, poi in una ciotola mettere tutti gli ingredienti nell’ordine indicato. Miscelare accuratamente in modo da ottenere un impasto morbido.

Con una spatola inserite il composto negli stampi da muffins e cuocere per circa 15 min in forno preriscaldato a 200°.

Sono deliziosi anche freddi e poi si possono anche congelare.

 

POLLO NASCOSTO

Non ho mai amato molto il pollo e allora mia nonna, sempre lei, la mia indimenticabile nonna, per farmelo mangiare mi diceva, d’accordo, allora te lo faccio coperto, così non lo vedi.

Mi sono ricordata della sua ricetta ed oggi l’ho preparato, in rosso le mie modifiche.

INGREDIENTI

  • 5 sopracosce di pollo
  • passata di pomodoro (fatta da me)
  • olive – foggiane fresche messe sott’olio da me
  • farina per infarinare
  • sale  (salamoia bolognese)
  • olio

Infarinare le sopracosce e farle rosolare nell’olio a fuoco vivace.

Aggiungere poi la passata di pomodoro, le olive e il sale, lasciare rapprendere un po’ e poi incoperchiare e abbassare la fiamma.

Dopo circa 20 minuti sono pronte, io le ho servite con del purè, ma vanno bene anche accompagnate dalla polenta, oppure si può preparare del riso in bianco ed accostarlo al pollo nel piatto.

Sì lo so, è una ricetta semplice, ma la preparava mia nonna già quando era giovane lei. Quindi oltre che buona, per me è infarcita di bei ricordi.

PEPERONPOMI’

Eccovi la mia peperonpomì, vi domanderete cosa sono quelle strane fettine dentro alla pentola? Sorpresa che poi vi svelerò..

Ingredienti

quattro peperoni tra verdi, gialli e rossi

una cipolla – uno spicchio di aglio

olio di oliva

olive verdi sott’olio (le mie)

un bicchiere di vino bianco

salamoia bolognese (fatta da me, con sale, rosmarino, aglio, salvia, timo e pepe bianco)

passata di pomodoro POMI’

e, su consiglio della Nonna, delle fettine di mela che rendono più digeribile la peperonata.

Far soffriggere la cipolla e l’aglio in un poco di olio d’oliva, aggiungere i peperoni a pezzetti, lasciarli scottare e chiudere la pentola. Dopo un poco scoperchiare, aggiungere il vino bianco, far evaporare e quindi aggiungere la mela (che si consumerà tutta) e la passata di pomodoro, salare e alla fine, dopo circa venti minuti, aggiungere le olive sott’olio.

Ve ne avanza? La potrete usare, tritandola grossolanamente, per condire dei bucatini.