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Tortelloni di fantasmini

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Premetto che non seguo Hallowen, non è una “festa” nostra, ma non si può ignorare del tutto, anche perchè  si vedono tante belle preparazioni in giro.

E allora eccomi qui con i miei  “TORTELLONI DI FANTASMINI”, ho una formina con tale disegno che arriva da Londra e, invece di fare biscotti, ho pensato di fare i tortelloni di ricotta . Mi sono piaciuti molto, sono simpatici ed ecco la ricetta:

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Per la pasta:

  • 300 gr di farina OO
  • 3 uova
  • 1 cucchiaio di olio

Impastare il tutto e tirare una sfoglia non molto sottile.

Per il ripieno:

  • 250 gr di ricotta
  • una manciata di prezzemolo tritati
  • 150 gr di parmigiano grattugiato
  • 2 uova
  • profumo di noce moscata

Mescolare bene il tutto in modo da renderlo omogeneo, non troppo morbido.

Mettere la sfoglia sul piano di lavoro, fare dei mucchietti abbastanza allungati e ricoprire con un’altra sfoglia. Poi ho tagliato con la formina ed ecco i fantasmini.

Li ho fatti cuocere e conditi con lo stesso ripieno scaldato. Erano buonissimi, scusate, ma le foto non sono perfette o complete perchè “qualcuno” reclamava il suo piatto.

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raccolta di Ricette - Halloween

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Ultimi pomodorini di Nonna Nella

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Tutta l’estate ho acquistato le verdure fresche e i pomodori dell’Azienda Agricola Nonna Nella situata vicino a Guiglia (Mo) e questi sono gli ultimi della produzione, dolci, piccoli ma pieni.

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INGREDIENTI:

  • pomodorini, la quantità che si vuole
  • salsa verde a base di prezzemolo
  • sale profumato
  • pasta mezze penne

Ho messo i pomodorini nella teglia da forno, ho messo sopra la salsa verde e il sale profumato e li ho fatti cuocere a 180° per circa 20 min.

Poi li ho trasferiti in una padella larga e li ho fatti asciugare, mentre cuoceva la pasta, poi ho messo la pasta nella padella e l’ ho fatta insaporire.

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Serviti con del parmigiano, vi assicuro che hanno espresso tutta la loro dolcezza.

Erbe aromatiche e spezie in cucina

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Mi piacciono molto le erbe aromatiche e le spezie perchè portano in tavola profumi e varietà di sapori, esaltano il gusto dei cibi ed aiutano ad utilizzare meno sale.

L’utilizzo delle erbe risale a tempi remoti, i cinesi le utilizzavano in medicina, gli antichi egizi insieme alle spezie, in cucina, in cosmesi ed in medicina.

La diffusione più ampia delle erbe aromatiche in cucina si deve agli antichi romani che ne facevano largo uso e dai paesi conquistati portavano a casa aromi sconosciuti. Successivamente la coltivazione delle erbe officinali era praticata dai monaci nei chiostri dei loro conventi e quindi la conoscenza e l’utilizzo delle erbe veniva trasmessa da una generazione all’altra.

Recentemente, sull’onda di una riscoperta dell’alimentazione sana e naturale le erbe sono state rivalutate, non solo perchè ricche di vitamine, minerali e oligoelementi preziosi per la salute, ma anche perchè stimolano l’appetito e le funzioni digestive.

Se c’è abbondanza di erbe aromatiche nell’orto o si possono acquistare fresche conviene farne una scorta per l’inverno. Esse si possono conservare in vari modi:

AROMI ESSICCATI: sistemare le erbe tritate su un foglio di carta da forno e sistemarle nel forno (30/40 gradi non di più) tenendo aperto uno spiraglio per far evaporare l’umidità, per circa un’ora. Oppure legate a mazzetti con le foglie verso il basso in un luogo scuro e un po’ ventilato. Oppure usando un essicatoio domestico, ce ne sono di vari modelli. Una volta essiccate, le foglioline vanno conservate in un contenitore a chiusura ermetica.

AROMI SURGELATI: lavare ed asciugare rapidamente le erbe aromatiche, sistemarle negli appositi sacchetti o piccoli contenitori ermetici e metterli nel congelatore. Un’idea è quella di metterle nelle vaschette del ghiaccio, per poterne utilizzare poco alla volta.

AROMI SOTT’OLIO:  le erbe devono essere perfettamente asciutte altrimenti l’umidità le farà ammuffire. E’ meglio utilizzare le foglie intere che mantengono meglio il colore, poi aggiungere un po’ di sale nei barattoli nei quali andranno conservate le erbe e ricoprirle completamente con un buon olio d’oliva. Questo olio alla fine sarà profumato e pronto all’uso.

AROMI SOTT’ACETO: si adoperano erbe fresche non essiccate ed utilizzare aceto di vino bianco o aceto di mele, nei barattoli vanno ricoperte completamente.

Per ottenere un aceto aromatico collocare alcuni rametti dell’erba preferita in un vaso al sole, dopo 15 gg. scolare l’aceto al quale le erbe avranno ceduto il loro aroma.

AROMI SOTTO SALE: mescolare le erbe tritate al sale e sistemarle a strati nei vasetti; il rapporto tra gli aromi e il sale deve essere di quattro a uno. Conservare il vasetto in un luogo scuro e la superficie deve sempre essere liscia.

Per usare le erbe in cucina: – lavarle, asciugarle bene e sminuzzarle con un coltello affilato o con le mani, evitando di schiacciarle perchè perderebbero parte dei loro delicati aromi. Non tutte le erbe reggono la cottura, mentre altre esprimono al meglio il loro aroma soltanto con il calore.

Le erbe aromatiche a gambi duri e dall’aroma intenso sviluppano meglio le loro qualità sotto l’effetto del calore, quindi vanno mescolate ai cibi all’inizio della cottura. Es: timo, origano, salvia, rosmarino…

Altre invece vanno cosparse sui cibi a cottura ultimata, perchè durante la cottura perdono il loro aroma: Es: basilico, prezzemolo, erba cipollina…

Questa è la prima parte, poi parlerò delle spezie, perchè….ci sarà poi una sorpresa.

A presto.

CANOCCHIE NEL RISO

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Avevo delle canocchie freschissime e non volevo mescolarle ad altri pesci o molluschi per una zuppa di pesce ed allora mi sono detta: aspetta che ne facciamo un primo piatto.

INGREDIENTI:

  • 6 etti di canocchie
  • spezie CURRY GOIA, spezie intere India di Orodorienthe
  • riso
  • prezzemolo, aglio, sale, sugo di pomodoro.

Ho lavato molte volte le canocchie, anzi le ho lasciate a bagno per un po’, senza poi colarle con il colino, altrimenti tutta la sabbia sarebbe rimasta attaccata a loro. Poi le ho pulite della testa, zampe e guscio e le ho fatte bollire con le spezie, veramente questo mix di curcuma, kummel, fieno greco,galgant, pepe della Jamaica ecc, è più adatto per la marinatura del pesce. Infatti l’ho sempre adoperato così, però ho detto che lo volevo provare anche facendo cuocere delle canocchie.

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Il profumo che ne è scaturito, bollendo, era veramente delizioso, per nulla forte.

Poi ho fatto cuocere il riso e dopo averlo scolato l’ho fatto saltare in padella con aglio e prezzemolo, fino a che è diventato croccantino. Ho unito le canocchie scolate, non molto, per lasciare un poco della loro acqua e ho unito pochissimo sugo di pomodoro.

Ho lasciato insaporire e questo è il risultato (spazzolato tutto…..)

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Poi ho preparato

MAIALE COTTO IN SIDRO CON MELE.

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SOMERSET PORK IN CIDER WITH APPLE.

Abbiamo visitato il SOMERSET, che è una contea del sud ovest dell’Inghilterra, purtroppo le foto sono state fatte non digitali, quindi mi devo avvalere del Web. Però ho provato a scannerizzarne una, eravamo a Wells, dopo di che vado avanti con il web…è meglio…

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Bel tempo freddo che gonfiava persino l’impermeabile….e la cattedrale in ristrutturazione.

Una particolarità del  Somerset, in corrispondenza del Canale di Bristol è che ci sono le maree più alte del mondo, che possono arrivare a 12 metri e che possono anche invertire il corso del fiume Severn, risalendone l’estuario.

Nella zona abbiamo anche visitato:

BATH, con le sue terme romane e la sua architettura georgiana e le uniche sorgenti calde della Gran Bretagna, sono conosciute fin dai tempi dei Celti e dei Romani.

immagine dal blog “Cipria e Merletti”

la CATTEDRALE DI WELLS,  è considerata la prima grande cattedrale costruita, tra il 1180 e il 1490 nello stile gotico primitivo inglese di cui è anche considerata la massima espressione

Cattedrale di Wells

immagine da Wikipedia

Nelle GROTTE DI CHEDDAR  scoperte nel corso del XIX secolo sono stati anche rinvenuti resti di insediamenti umani che vanno dal Paleolitico all’epoca romana.Tra questi, vi è il famoso “Uomo di Cheddar” (Cheddar Man), uno scheletro risalente al 7.000 a.C.

Cheddar Caves immagine da http://www.tripadvisor.it/

Le Cheddar Caves sono anche utilizzate – per la loro temperatura costante e per l’alto tasso di umidità- per la conservazione del celebre formaggio Cheddar.

Cheddar è un formaggio a pasta dura, il colore  può variare dal giallo pallido fino all’arancione, dal gusto deciso. Il Cheddar viene prodotto almeno dal 1170.

da ” La Magica Zucca”

(è stato uno dei “ricordi” portati a casa dall’Inghilterra…)

In quella Contea c’è anche la Sweet Track, un’antica strada rialzata, databile a 6000 anni fa, quindi agli inizi delNeolitico. E’ una delle più antiche strade del mondo e una delle più antiche in legno del nord Europa.

https://i2.wp.com/farm5.static.flickr.com/4048/4699162783_d9663dc954.jpg immagine da http://flickriver.com/photos/glosters/4699162783/

E non ultimo il Somerset produce le migliori mele d’Inghilterra, da cui si ricava anche un’ottima acquavite di sidro. Da qui parte la ricetta che ho voluto rifare dopo averla gustata là.

INGREDIENTI:

  • 25 gr burro
  • 500 gr di lonza tenera di maiale tagliata a pezzetti
  • 12 cipolline pelate
  • 2 cucchiaini di buccia di limone (io ho usato quella essiccata da me che ha rilasciato un ottimo profumo)
  • 300 ml di sidro (bevanda, acquistata in un negozio Natura)
  • 150 ml brodo
  • 2 mele croccanti pelate e tagliate a fette
  • 3 cucchiai di prezzemolo
  • 100 ml di panna da montare fresca
  • sale e pepe

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Sciogliere il burro in una padella e rosolare il maiale, trasferirlo in una ciotola.

Aggiungere nella padella le cipollotte, colorarle un pochino, aggiungere il limone, il sidro e il brodo, far bollire per tre minuti, riportare la carne nella padella e far cuocere per 25 minuti o finche’ il maiale e’ tenero.

Aggiungere le mele e continuare a cuocere per altri 5 minuti.

Con un mestolo forato trasferire la carne, le cipolle e le mele in un piatto di portata, coprire e tenere al caldo.

Nella padella aggiungere il prezzemolo e la panna , scaldare finche’ si addensa, salare e pepare e mettere il tutto sulla carne.

Il dolce delle mele e il sapore delle cipollotte ben si compensano in un gusto molto piacevole.maiale inglese

And now, enjoy your meal.

Con questa ricetta partecipo alla raccolta “Ricette in valigia” del blog Sapori in valigia”

ZUCCA CON CREMA ALL’AGLIO

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Dovevo preparare la crema all’aglio per il rombo, invece ho deciso di utilizzarla per fare un secondo con la zucca. La zucca è dolce, l’aglio un po’ piccantino ed è scaturito un incontro molto piacevole.

zucca all'aglio

Ingredienti

  • 6 spicchi di aglio
  • 200 gr latte
  •  prezzemolo
  • 1 cucchiaino di fecola
  • 600 gr di zucca
  • sale

Sbucciare l’aglio e metterlo in un pentolino con il latte, fuoco basso, lasciar bollire piano per ammorbidirlo.

Nel frattempo mettere a cuocere la zucca, pulita, senza buccia e a pezzetti nel microonde, 850/10 min, poi metterla in una padella con un po’ olio a rosolare.

Togliere l’aglio dal latte ,e nel pentolino aggiungere la fecola sul fuoco basso per formare la crema, tritare l’aglio con il prezzemolo, aggiungerlo alla crema e mescolare bene tutto.

Unirlo alla zucca in padella, salare  e lasciar rapprendere bene il tutto.

Ho solo la foto del piatto finito, perchè stasera avevo ospiti e oltre a questo contorno ho preparato il risotto cotto con il brodetto di pesce (preparato anche lui..) i rombi sfilettati e saltati in padella con olio e spezie. Avrei voluto avere quattro mani…..

GNOCCHETTI DI PANE E/O CANEDERLI

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La ricetta è una di quelle che facevano in casa quando avanzava del pane, ora io l’ho ripresa, con una piccola modifica e l’ho preparata.

Ma mentre preparavo gli gnocchetti, mi è venuto in mente che avrei potuto utilizzare un po’ della pasta per provare a fare dei canederli. Chissà cosa viene fuori, mi sono detta ed invece sono venuti buoni.

Ho messo in congelatore gli gnocchetti e oggi ho preparato i canederli.

Ho scoperto delle cose interessanti sui canederli, ad esempio che si tratta di un piatto che, nella cucina contadina, permetteva il riciclo del cibo avanzato, e la ricetta è molto antica. Addirittura una prima rappresentazione di “Knödel” si trova in un affresco nella cappella di Castel d’Appiano, in provincia di Bolzano, risalente attorno al 1180.

I canederli o Knödel dal ted. Knot (nodo, grumo)  sono un primo piatto tipico della cucina tedesca sudorientale, austriaca, ceco, slovacca, trentina ed altoatesina. Mentre nella cucina tedesca questi grossi gnocchi sono molto diffusi con uno sterminato numero di varianti , nella cucina italiana sono presenti unicamente nelle cucine regionali del Trentino Altoadige,  del Friuli e del Bellunese.

Ci sono i  Canederli salati”

il cui impasto è composto da cubetti di pane raffermo, o polenta di grano saraceno, latte, uova, insaporito con aggiunta di speck o pancetta, formaggio  e prezzemolo.

Poi ci sono i “ Canederli dolci” :

Stessa forma (grossa palla) ma ricetta completamente diversa per i canederli di albicocche o di prugne, si prepara lo stesso impasto che si usa per fare gli gnocchi, e lo si stende formando una sfoglia dello spessore di circa un centimetro. Le albicocche (o le prugne) vengono private del nocciolo, e nella cavità rimasta si aggiunge un po’ di zucchero  e, talvolta cannella o chiodi di garofano. A parte abbrustolire pane grattugiato assieme a burro zucchero e cannella, finché lo zucchero non caramella. Quindi i frutti, preparati come sopra, vengono avvolti nella sfoglia, formando delle palline di 5/7 cm. Vengono lessati, e, a cottura ultimata, rotolati nel pan grattato precedentemente preparato.

ecco qui gli ingredienti:  (mie modifiche in rosso)  per l’impasto

  • 500 gr di pane raffermo tritato grossolanamente
  • 3 uova
  • 100 gr di farina (integrale)
  • latte quanto basta
  • sale e noce moscata

per i canederli:

  • per il ripieno: pezzetti di prosciutto crudo, di asiago e foglie di prezzemolo, tutto tritato insieme.
  • per il condimento
  • la mia passata di pomodoro
  • foglie di salvia fresche del giardino
  • olio
  • brodo con dado vegetale di Ecocucina
  • aglio

Ho ammorbidito il pane nel latte, poi con una forchetta ho amalgamato bene ed unito le uova, la farina, il sale e la noce moscata. Bisogna ottenere un composto omogeneo, al limite si può aggiungere ancora un po’ di farina.

Sul tagliere ho rovesciato l’impasto, formato una palla e da una parte di questa ho formato dei rotolini che poi ho tagliato a tocchetti e, mediante l’apposito attrezzino, ho trasformato in gnocchetti.

Li ho messi sulle retine (home made by Mauro) e li ho messi da parte.

Con l’altro pezzo di pasta ho formato delle palline, ho messo all’interno il ripieno e le ho ben chiuse.

Poi ho preparato il brodo, perchè preferisco cuocerli così, restano più saporiti.

Nel frattempo ho messo a scaldare l’olio con l’aglio che, appena colorito ho tolto, poi ho aggiunto la passata di pomodoro, poco sale e alla fine la salvia.

Ho fatto cuocere i canederli nel brodo, li ho scolati e conditi con il sugo.

Una buona spruzzata di parmigiano e un buon bicchiere di vino Teroldego per accompagnarli hanno completato “l’opera”.