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CONFETTURA DI PRUGNOLE

Ho scritto confettura perchè c’è differenza tra marmellata e confettura.

Con il termine marmellata si intende comunemente una preparazione a base di vegetali o frutta a pezzetti e zucchero e cotta a lungo

Ma dal 1982 solo prodotti ottenuti da agrumi possono essere venduti nell’Unione Europea con la denominazione di “marmellata”, mentre tutte le altre preparazioni vanno chiamate confettura. Quindi con marmellata si intende una crema cotta di zucchero e agrumi a pezzetti (limone, arancia, mandarino  ecc.)

La confettura indica la stessa preparazione riferita agli altri tipi di frutta.
La gelatina di frutta viene prodotta con zucchero e succo della frutta, senza polpa o buccia,.

La composta di frutta si distingue dalla marmellata per il maggior contenuto di frutta e minor quantitativo di zucchero aggiunto

Il nome marmellata deriva dalla parola portoghese marmelo, per mela cotogna(dal greco μελίμηλον mela di miele).

La frutta viene pulita, tagliata a pezzetti e cotta a lungo nello zucchero  sino a che diventa cremosa. Viene quindi messa, bollente, in barattoli. Una volta tappati e capovolti il calore residuo del composto si occupa di sterilizzarli..

L’aggiunta di piccole quantità di pectina riduce drasticamente i tempi di cottura necessari per ottenere l’addensamento, portandoli da ore a minuti; per tale motivo è comunemente utilizzata nella produzione industriale ma può facilmente essere reperita anche per uso domestico.

Il botulino non può svilupparsi nella marmellata né nelle confetture perché il loro tenore di zucchero è letale per questo batterio, le contaminazioni da botulino nei prodotti casalinghi sono spesso riscontrabili nei sottoli.

Ora che ho imparato la differenza, vi presento la mia confettura di prugnole. Sì, sempre quelle del macero di Fiorino, ma l’ ho preparata usando il FRUTTAPEC di CAMEO.

Lo utilizzo sempre perchè oltre a ridurre i tempi di cottura, non male in tempi di risparmio energetico, restano intatti il colore, il profumo ed il sapoore.

E’ un prodotto a base di pectina, un gelificante derivato dalle mele e dagli agrumi. E’ disponibile in tre varianti:

fruttapec 1:1 – 1 kg di zucchero e 1 kg di frutta per la preparazione tradizionale di confetture; 2:1 – 500 gr di zucchero e 1 kg di frutta per confetture meno dolci; 3:1 – 350 gr di zucchero e 1 kg di frutta per confetture a ridotto contenuto di zucchero.

Questo a titolo indicativo, poi nelle confezioni si trovano tutte le istruzioni precise, anche su quale tipo di frutta usare.

Ingredienti:

  • 1 kg di prugnole snocciolate (con pazienza)
  • una busta di Fruttapec 2:1
  • 500 gr di zucchero di canna

Ho seguito le istruzioni, cioè ho mescolato il fruttapec allo zucchero, l’ho aggiunto alla frutta e l’ho portato a forte ebollizione. Ho fatto bollire tre minuti sempre mescolando. Poi ho tolto la pentola dal fuoco e ho versato la confettura ancora bollente nei vasetti sterilizzati, riempiendoli fino all’orlo, ho chiuso ermeticamente e li ho capovolti.

Et voilà, la mia confettura di prugnole è pronta per essere conservata per l’inverno.

SUCCO DI PRUGNOLE

L’ ho preparato con il Bimby (TM31), prezioso alleato in cucina, insuperabile per preparare i succhi di frutta, veloci e sani.

Sono sempre le prugnole della prima spedizione e le dosi per circa 6/7 bottigliette sono queste:

  • acqua 800 gr
  • zucchero 100 gr
  • frutta 300 gr se lo si vuole più leggero, ma io ne metto 400 gr.
  • limone 60 gr. (circa uno)

Mettere nel boccale l’acqua e lo zucchero – 10 min. 100° vel 2 –

Poi aggiungere il succo di limone e la frutta tagliata a pezzetti, privata del nocciolo ma non della buccia, perchè contiene molte vitamine che andrebbero perse togliendola.

Impostare 1 minuto, vel. da 2 a vel 10, gradatamente fino ad omogeneizzare il tutto.

Togliere dal boccale e versare il succo nelle bottigliette, piccole o grandi a scelta.

Io uso quelle monoporzioni (abbondanti) che, gentilmente, una mia amica proprietaria di un bar mi mette da parte, le lavo, le sterilizzo e poi le riempio, le metto in una capace pentola ricoperta di acqua e dall’ebollizione calcolo 20/25 minuti.

Le lascio raffreddare, le etichetto sul tappo con la sigla del frutto ( PS pesche, PR prugne, PE pere, A albicocche ecc.) , hanno un buonissimo gusto non troppo dolce nè asprigno e fanno molto bene.

Metto le mie bottigliette  nella dispensa delle conserve pronte per questo inverno, quando davanti al suo grigio e alla sua nebbia ci daranno un tocco di colore.

LE PRUGNOLE DEL MACERO

Oggi siamo andati al macero di Fiorino (quello dei pesci gatto) ed abbiamo trovato degli alberelli pieni pieni di questi deliziosi frutti, azzurro/violaceo, a grappolo addirittura.

Sono “ LE PRUGNOLE” un “frutto dimenticato”.

“ per frutti dimenticati si intendono quelli che un tempo erano invece importantissimi sia perché fornivano sostentamento in periodi di carestia alimentare, sia perché venivano utilizzati in medicina per curarsi ed alleviare i malanni. “Tutti gli alberi ed arbusti che i nostri contadini piantavano in prossimità delle case coloniche avevano prima di tutto una funzione pratica: ogni pianta non veniva messa a dimora casualmente, ma per fornire cibo o cure, oppure alimenti e riparo al bestiame, o per mitigare gli eccessi del clima. La funzione estetica era solamente un aspetto secondario.” ricorda Luciano Pallotti, sulla rivista “Romagna, ieri,oggi e domani”.

“Frutto piccolo, poco commerciabile, deperibile, dal sapore particolare”

questi sono gli aspetti negativi che fanno sì che questi frutti siano rimasti ai margini del mercato, sebbene ricchi di sapore e prodotti da piante robustissime, resistenti alle malattie. Le piante sono state abbandonate ed ora rischiano l’estinzione. Con loro si perderanno migliaia di “fole”(favole), detti, indovinelli o soltanto modi di dire, che i nonni tramandavano ai più piccini, raccontandoli davanti al focolare o durante le veglie nella stalla. Queste piante rappresentavano durante tutto l’arco dell’anno una continuità alimentare. Una tradizione legata al modo di raccogliere la frutta descrive così la sua ritualità: “Il contadino lasciava almeno tre frutti sulla pianta, uno per il sole, uno per la terra e infine uno per la pianta che aveva lavorato duramente e si meritava un premio”. Nei lunghi inverni del passato, le popolazioni contadine hanno ingannato la fame cibandosi di frutti che venivano essiccati e conservati nel “fruttaio” perché maturassero. Quelli che non si prestavano al consumo immediato, venivano cotti per ottenere ottime marmellate, gelatine e salse o impiegati per la preparazione di bevande leggermente alcoliche. Negli ultimi anni molti Comuni, Associazioni e Enti, con la collaborazione di alcuni agricoltori organizzano iniziative, mostre e sagre paesane che mantengono in vita la coltivazione di questi frutti e le tradizioni ad essi collegate.

( tratto da – Manuale sui frutti dimenticati di Katia Agide – 2007)

Abbiamo potuto raccoglierne quante ne volevamo e così abbiamo fatto.

Poi si è posto il problema di come usarle, come? Ma a confettura, sciroppate, nel liquore, in preparazioni dolci/salate, negli gnocchi friulani, addirittura ho trovato una ricetta per fare un sugo per la pasta, ma sinceramente l’ho scartata. E poi cercherò di inventarmi qualche cosa.

Man mano presenterò le varie preparazioni. Ora partiamo dalla più semplice:

LE PRUGNOLE SCIROPPATE

  • Tante prugnole quanto ne bastano per riempire un vaso da 1 kg,
  • Due cucchiai di zucchero

Mettere le prugnole nei vasi, unire lo zucchero (io ho usato per un vaso quello alla cannella e per un altro quello alla vaniglia, preparati da me), batterli per uniformare tutto e farli sterilizzare per circa 25 min. Lasciarli raffreddare nella pentola, ma se occorresse questa per altri vasi, si possono togliere e coprirli con un panno.

Non ho preparato prima lo sciroppo perché preferisco che si formi da solo, senza aggiungere acqua, durante la bollitura dei vasi.

ed eccole qui, pronte per essere gustate questo inverno e per farci ricordare l’estate.