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Pasqua

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La Pasqua è la festa più importante per i cristiani e significa, etimologicamente, “passaggio”. L’origine è legata al mondo ebraico, in particolare alla festa di Pesach, durante la quale si celebrava il passaggio di Israele, attraverso il mar Rosso, dalla schiavitù d’Egitto alla libertà-

Per i cristiani è la festa del passaggio dalla morte alla vita di Gesù Cristo.

Il piatto pasquale degli Ebrei:

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Anche noi abbiamo l’abitudine di mangiare l’agnello, ma io ne sono fermamente contraria e l’unico che mi piaccia è questo, in pasta di mandorle.

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e  per il pranzo di Pasqua ho preparato il cosciotto…….di tacchino.

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Auguro a tutti una buona Pasqua, serena, con speranza che tutto migliori.

 

 

Festa della Donna

Sì, Donna con la d maiuscola, perchè ce lo meritiamo.

Ma credo ci sia poco da festeggiare andando fuori a mangiare la pizza con le amiche o a vedere squallidi spogliarelli maschili se a tutt’oggi siamo ancora qui a  piangere per le donne ammazzate, violentate, segregate. Cerchiamo di pensare a come poter intervenire, ognuno nel proprio piccolo, per poter poi dire alle nostre figlie, nipoti, amiche che sono libere.

E i signori uomici ci regalino rispetto e sorrisi, anzichè mimose.

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Comunque AUGURI a tutte noi che, come Atlante, reggiamo il mondo.

La magia si ripete….

Anche se è passato un mese è doveroso ripensare alla magia del Natale che si è ripetuta anche nel 2018, perchè i nostri amici ci hanno invitati a trascorrere il Natale con loro e da loro nella loro meravigliosa villa in un’atmosfera che, mi ripeto, è magica. Quando siamo arrivati ho guardato a lungo il bellissimo prato e il piccolo bosco che le fanno da cornice, e subito ho acquisito un senso di calma e serenità. Non solo per il luogo, ma per la disponibilità dei padroni di casa e il senso di accoglienza che hanno.

sarà delizioso questo scorcio della loro cucina? Con la “stufa economica” naturalmente….

E, davanti a casa, l’albero tutto illuminato che accoglie le persone che entrano? Notato che è a forma di cuore?

questa è una delle finestre, arredate con molto gusto

e non è magia quella che si sprigiona guardando queste foto?

Naturalmente un doveroso grazie alla famiglia che ci ha ospitato, anzi doppio perchè io quando rientro a casa sono arricchita e serena.

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La Befana vien di notte…..

Il nome  Befana,  viene da  Epifania  ed è una figura folcloristica legata alle festività natalizie, tipica di alcune regioni italiane e diffusasi poi in tutta la penisola italiana, meno conosciuta nel resto del mondo. Secondo la tradizione, si tratta di una donna molto anziana che vola su una logora scopa, per fare visita ai bambini nella notte tra il 5 e il 6 gennaio (la notte dell’Epifania) e riempire le calze lasciate da essi, appositamente appese sul camino o vicino a una finestra;  i bambini che durante l’anno si sono comportati bene riceveranno dolci, caramelle, frutta secca o piccoli giocattoli. Al contrario, coloro che si sono comportati male troveranno le calze riempite con del carbone o dell’aglio Viene rappresentata come una vecchia gobba con naso adunco, capelli bianchi spettinati e piedi abnormi, vestita di stracci e scarpe rotte, aleggiando sopra i campi e terreni di notte ne propizia la fertilità. L’origine fu forse connessa a un insieme di riti propiziatori pagani risalenti al XVI secolo a.C., in merito ai cicli stagionali legati all’agricoltura.

 

 La tradizione la vuole “vecchia” ad indicare il finire di un ciclo: con il solstizio d’inverno si passa infatti dal vecchio al nuovo, dal freddo e dalle notti interminabili all’allungarsi del periodo di luce.  Proprio per questo il giorno dell’Epifania, quando si festeggia anche la Befana, viene recitato “Epifania, tutte le feste porta via”.

Una leggenda religiosa racconta che i Re Magi in viaggio per Betlemme, avessero chiesto informazioni sulla strada ad una vecchia, e che avessero insistito perché lei andasse con loro a portare i doni al salvatore. La vecchia rifiutò, ma poco dopo, pentita, preparò un cestino di dolci e si mise in cerca dei Magi e del bambino Gesù. Non trovandoli bussò ad ogni porta e consegnò dolci ai bambini sperando di potersi così far perdonare la mancanza.

Giovanni Pascoli scrisse una poesia intitolata La befana:

Viene viene la Befana,
vien dai monti a notte fonda.
Come è stanca! La circonda
neve, gelo e tramontana.»……..

(Wikipedia)

BUONA BEFANA A TUTTI

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Anno nuovo, buone nuove

 

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sperando che porti buone nuove per tutti, grandi e piccoli, umani e non.

Bilanci o propositi???? Ma no, dai, non usano più.

Bilanci? Meglio non farli, manca sempre qualcosa.

Propositi? Meno che meno, non vanno mai a buon fine.

Quindi godiamoci il presente e cerchiamo di volerci bene, nonostante tutto.

                                                    A U G U R I

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Montedison e il Natale

Sì, perchè Natale arriva anche per lei, gatta fortunata perchè ha trovato una casa e tanto amore, che ricambia. Trovata nei capannoni della Montedison a Ferrara e salvata da un uomo di buona volontà che l’ha portata al Gattile, dove noi l’abbiamo recuperata, piccola, sporca, spaventata  e di circa tre mesi.

nella sua cestina, ma con il nasino ancora sporco.

Natale anche per lei, quindi e, siccome è diventata lei la padrona di casa, ecco cosa fa: “questo regalo è mio…”

“ma quando si fa l’albero?”

” ah volevo ben dire…”

(carrellata di alberi negli anni) – mi piace questo albero di dolci, ma dove sono i croccantini?

?

ecco fatto, disastro annunciato !!!!!

” Ioooo??….fatto niente…”

va bè… è Natale, ecco i tuoi regali

no…lascia stare le mie pastine di mandorla….

Augurando a tutti gli animali, che voi umani abbandonate, che possano trovare una casa e l’amore che ho trovato io, mando a tutti un affettuoso

                             BUON NATALE

 

Festa della mamma ad Este

Festa della mamma: su questo tipo di feste io non sono d’accordo, troppo consumismo, se vuoi festeggiarla devi ricordarti di lei e considerarla prima di tutto una donna, senza tante retoriche.

Ma mia figlia, mamma anche lei, ha voluto cogliere l’occasione per trovarci e siamo andati a spasso ad Este. Una graziosissima cittadina con un castello, la sua cinta e i giardini interni molto ben conservati. Tante volte passiamo vicino a delle cittadine, paesi e non ci accorgiamo di quali scrigni storici, paesaggistici e gastronomici esse nascondano.

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Piazza Maggiore con i leoni

Un po’ di storia per capire meglio cosa si va a vedere.

“Este  è stata abitata da tempi molto antichi: già nell’età del ferro, infatti, era il principale insediamento degli antichi Veneti o Paleoveneti, i quali svilupparono la città, facendo fiorire l’economia grazie agli scambi con le civiltà limitrofe, ma anche con i Greci e i Romani. In seguito alle invasioni barbariche e alla caduta dell’Impero romano d’Occidente, Este si spopolò, riducendosi a villaggio rurale. Nell’XI secolo la casata degli Este s’impossessò dell’area e contribuì alla sua rinascita: dopo l’anno Mille, infatti, la città si ripopolò attorno al castello. Poi Este divenne una delle numerose proprietà  della famiglia degli Ezzelini, tra cui il più celebre fu Ezzelino III da Romano che, alleato di Federico II di Svevia, conquistò per ben due volte Este (1238 e 1249), e nel farlo danneggiò fortemente il castello, la famiglia d’Este frattanto aveva trasferito la sua residenza a Ferrara (1239), città che sarebbe divenuta la loro nuova capitale. Dopo la morte di Ezzelino, in un panorama regionale che vedeva contrapposti ScaligeriCarraresi e Visconti, apparve sulla scena Cangrande della Scala , il quale distrusse il castello nel 1317. Nel 1339Ubertino da Carrara, signore di Padova, fece ricostruire il castello così com’è tuttora.”

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Oltre al castello, la cui cinta muraria è lunga più di un chilometro, ci sono molte architetture religiose, tra le quali spicca il duomo di Santa Tecla nella piazza Maggiore e alcune ville importanti come la Villa Mocenigo, sede del museo nazionale Atestino.

Dentro al castello, tra il Sei e il Settecento, sotto la proprietà dei Mocenigo, venne realizzato un vasto giardino, esteso fino alle propaggini della collina, ai lati di una scenografica scalinata.  Il parco settecentesco subisce una radicale trasformazione negli anni 1914-’15, quando si decide di risistemare l’area verde, i lavori comportano la demolizione della ripida scalinata veneziana e la creazione di terrazzamenti digradanti. Prendono così forma i giardini all’italiana come oggi li vediamo, con viali ordinati e aiuole geometriche, che conservano diverse piante secolari.

ci sono aiuole piene di rose di tutti i colori, da perdersi….

una fontana alla base della scalinata che porta alla sommità della collina dove c’è il mastio.

 

Il mastio era aperto e ci ha accolto per la visita, Alberto, dell’Associazione Culturale Alicorno  .

E’ stata una spiegazione dettagliata e, mentre gli altri salivano fino in cima per ammirare un panorama meraviglioso, fino ai Colli Euganei, io sono rimasta giù ad ascoltare tutto quello che Alberto raccontava, in maniera tale che mi pareva di rivivere la vita di quel tempo, vedere il popolo nel villaggio fuori le mura, il susseguirsi delle famiglie e le battaglie……e’ stato molto interessante e ha fatto venire la voglia di fare altre visite con questa Associazione.

E’ arrivata naturalmente l’ora di pranzo ed io avevo scoperto un locale che prepara dei piatti tipici veneti.  ” Ostaria Nova”

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sì, cucina e bottega dove vendono salumi formaggi e vini.

Per tutto  quello che riguarda l’Osteria Nova, vi rimando naturalmente alla mia pagina – Ristoranti Sì e No –

Dico subito che siamo stati molto soddisfatti, un’ottima gita e abbiamo scoperto tante cose su Este, un ottimo pranzo e un bellissimo regalo da mia figlia, che comprendeva sia la festa della mamma che il mio compleanno.

Serenità  questo è quello che ho provato. Grazie Mauro, Roberta e Diego.