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Ossibuchi e risotto alla milanese, quello vero.

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Sì, quello vero perchè ho preparato questo piatto attenendomi alla più originale ricetta milanese, senza aggiunte o modifiche. Posso solo dire che gli ospiti a momenti mangiavano anche gli ossi……Sono rimasta molto soddisfatta e, se pensavo di avanzarne…mi ero sbagliata, spazzolato tutto.

Naturalmente ho fatto la cottura di entrambi (prima uno e poi l’altro) con il mio coperchio Wonder che ancora una volta si è mostrato all’altezza della sua fama.

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Quanti modi di fare e rifare …la “torta pasqualina”

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Siamo in Liguria, una regione che non sempre viene valorizzata come si dovrebbe, è importante, Genova è stata una delle Repubbliche marinare e vanta un passato glorioso.

E oggi andiamo a casa di Carla, un’arbanella di basilico, che ci ospita per il consueto incontro mensile tra Cuochini e Cuochine per preparare la Torta Pasqualina, un classico della cucina ligure.

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Qui c’è la sua ricetta originale e questi sono i miei ingredienti:

per la pasta “matta” come la chiama Carla:

  • 600 gr di farina OO
  • 6 cucchiai di olio
  • 300 cc. di acqua
  • 12 gr di sale

per il ripieno:

  • 1 cipolla
  • 1 spicchio di aglio
  • 500 gr di erbette
  • 4 uova
  • 250 gr di ricotta
  • parmigiano reggiano grattugiato
  • spezie varie, sale, pepe, noce moscata

Ho impastato la pasta e lasciata lievitare, intanto ho messo in padella dell’olio, l’aglio e la cipolla, quando sono risultati morbidi ho aggiunto la verdura e l’ho fatta saltare. Poi ho aggiunto le uova sbattute con le spezie, il sale e pepe e noce moscata. Le ho versate nella padella e ho spento subito, rimescolando.

Ho preparato la pasta tirandola per fare delle sfoglie sottili (in totale ne ho fatte otto), poi ne ho messa una in una teglia oliata e dopo aver unto la sfoglia ho aggiunto la seconda, dopo ho aggiunto il ripieno e sopra la ricotta. Ho messo via via le altre sfoglie ungendole prima di passare alla successiva.

Ho fatto un cordoncino intorno e poi, come dice Carla, ho soffiato in un buchino della torta per farla gonfiare, ma ahimè si gonfiava da una parte e si sgonfiava dall’altra, ho risigillato bene, ma nulla, quindi, a corto di fiato, ho rinunciato. Mi sono detta, non avrà la caratteristica di questa torta, d’altra parte è stata fatta a Bologna, non a Genova….

Comunque l’abbiamo mangiata tiepida ed era molto buona, da rifare per Pasqua.

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Con questa ricetta partecipo all’iniziativa dei “quanti modi di fare e rifare”,  e ricordiamoci che

il 6 maggio 2014  prepareremo la  Mini quiche lorraine  di Dany
blog: Profumo di zenzero

Carciofi “a pignateddu” a modo mio….

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Ebbene sì, sulla scia dei miei recenti ricordi siciliani ed avendo ricevuto dei magnifici carciofi, ho preparato questa ricetta, anche se i veri “a pignateddu” sono carciofi imbottiti e questi sono trifolati, ma sempre al tegame sono. Tanto per parlare siciliano…..

Questa è la preparazione.

INGREDIENTI:

  • 4 carciofi freschissimi
  • prezzemolo
  • aglio
  • limone
  • olio di oliva

Pulire i carciofi alla base, tenendo da parte i gambi per un buonissimo risotto, tagliarli in quattro parti ciascuno e metterli a bagno in una ciotola con il limone. Ho messo in un tegame olio, due spicchi di aglio e prezzemolo, unito i carciofi sgocciolati e un poco di acqua, sale e poi io ho coperto il tegame con il coperchio New Wonder. Eh, sì, oramai è il mio metodo di cottura.

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Fuoco alto e poi abbassato il gas, al minimo, circa 15 min. sono cotti, profumati e morbidi.

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Quanti modi di fare e rifare…i “Pici”

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I PICI sono un tipo di pasta fatta a mano, simili agli spaghetti ma più larghi, tipici del sud della Toscana. La loro ricetta è estremamente semplice: acqua, farina e pochissimo, se non nessuno, uovo. La preparazione consiste nell'”appiciare”, cioè lavorare a mano la pasta fino a creare uno spaghetto lungo e corposo. I condimenti classici contemplano “l’aglione” (un sugo di pomodoro saporito e agliato), il sugo di “nana” (cioè di anatra o più precisamente, come vuole la ricetta originale, germano) il ragù di carne o la ricetta cosiddetta “alle briciole”, con briciole di pane – appunto – soffritte o addirittura fritte.

Molte sono le sagre che festeggiano i pici, ma una sagra presente da 40 anni è a Celle sul Rigo, un comune di San Casciano dei bagni in provincia di Siena. (Wikipedia)

Questa è la descrizione dei Pici perchè oggi ci troviamo nella cucina di “Una stella tra i fornelli” per fare e rifare appunto questo tipo di pasta, la ricetta originale è qui e questa è la mia versione, tra i pici all’aglione e quelli con le briciole….

INGREDIENTI:

Per la pasta:

  • 200 gr di farina di semola, (proprio quella per fare il semolino)
  • 200 gr di farina OO
  • 1 cucchiaio di olio di oliva
  • sale ed acqua quanto basta a rendere un impasto consistente

Per il condimento:

  • due spicchi di aglio (quello rosso siciliano, molto profumato)
  • pomodori a pezzetti (il mio estivo)
  • due cucchiai di pangrattato (al posto delle briciole)
  • sale, un pizzico di zucchero, olio
  • pecorino

Ho impastato con il mio Ken, poi  ne ho fatto una palla che ho lasciato riposare un quarto d’ora, ho montato la trafila dei bigoli e pezzetto per pezzetto ho preparato i miei spaghetti/Bigoli/Pici. Sono venuti benissimo e si vede anche dalla foto, alcuni prima della cottura. Li ho messi nell’acqua che cominciava a bollire e lasciati circa 6 minuti.

Intanto ho preparato il sugo mettendo in una padella dell’olio e i due spicchi di aglio tagliati sottilissimi, piano piano li ho fatti quasi sciogliere e poi ho aggiunto il pangrattato a dorare. Poi ho messo i pomodori, il sale e lo zucchero e li ho fatti cuocere per cira 10 min.

Ho scolato i pici e li ho fatti saltare in padella con il sugo, questo è il risultato, il sugo ha fatto quasi una cremina ed erano buonissimi. E alla fine una bella spolverata di pecorino.

Grazie Stella dell’idea e grazie alla Cuochina di “quanti modi di fare e rifare” che ogni mese ci dà la possibilità di provare delle ricette nuove.

pici

Il 6 aprile ci troveremo invece nella cucina di Carla Emilia del blog “Un’arbanella di basilico” per preparare la sua Torta pasqualina.

Con questa ricetta partecipo per il mese di marzo all’iniziativa “Quanti modi di fare e rifare”.

 

Mezza melanzana ripiena

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Questa era mezza nascosta e l’ho scambiata per un cavolo cappuccio viola……..ma dai, si vede che è una piccola melanzana!!!!

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Talmente piccola (e soda e fresca) che ne ho preparata metà:

INGREDIENTI:

  • mezza di questa melanzana
  • due etti di carne trita
  • prezzemolo
  • spicchio di aglio
  • sale pepe
  • un poco di buccia di limone grattugiata
  • olio
  • pangrattato

Ho tagliato la melanzana a metà, l’ho scavata e tritato l’interno al quale ho aggiunto la carne trita e tutti gli altri ingredienti. Ho messo un poco di pangrattato sopra e un filo di olio.

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Poi in una pentola con un poco di acqua sul fondo per evitare che si attaccasse e, tutto a freddo, ho messo il coperchio New Wonder piccolo, acceso il gas alto fino a che è uscito il vapore, poi abbassato al minimo. Dopo circa 15 minuti ecco pronto:

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veramente buona e la melanzana ha sprigionato tutto il suo vero sapore.

Spaghetti e “qualeddu”

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Il “qualeddu” è una verdura spontanea, tipo le cime di rapa, ma selvatica che nasce sotto agli ulivi e alle viti, principalmente in alcune parti della Sicilia.

Si chiama Brassica fruticulosa in botanica, mentre popolarmente è chiamata cavolicello, cavoliceddu o qualeddu nel trapanese. Dal sole della Sicilia è arrivata nelle nebbie padane, è come un miracolo vedere questa pianta così verde, con dei fiorellini gialli già sbocciati…

foto di Lastufaeconomica Nadali.

Ha un gusto piacevolmente amarognolo, tenero e poi fa molto bene alla salute. L’ho preparata con gli spaghetti e questa è la ricetta:

Ingredienti:

  • due mazzi di “qualeddu”
  • passata di pomodoro
  • aglio
  • quattro acciughe sott’olio,
  • un poco di pangrattato
  • olio e poco sale
  • 150 gr di spaghetti
  • acqua q.b.

Prima ho fatto bollire brevemente i qualeddu, poi ho messo in una padella larga un poco di olio, uno spicchio di aglio, i qualeddu, la passata di pomodoro, il pangrattato e le acciughe.

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Ho aggiunto gli spaghetti sopra e un poco di acqua, non molta perchè la rilascia già la verdure.

Ho messo il mio coperchio New Wonder, ho acceso a fuoco alto fino a che non è uscito il vapore dai fori, poi ho abbassato al minimo e dopo 12 minuti era tutto pronto.

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Veramente una scoperta, un sapore molto gustoso. Se non si trovano i qualeddu si può preparare anche con le cime di rapa o, in primavera, con le erbe spontanee che crescono nei prati.

“Quanti modi di fare e rifare”..tucèn ad fa’sol e ov –

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Questo mese tocca a me aprire la mia cucina per voi, cuochine/i dei “quanti”, lo faccio molto volentieri ed anche se è piccola, ci stiamo tutti ed anche se sulla porta della mia cucina c’è un cartello minaccioso per tenere lontani gli estranei….

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per voi non vale, la porta è aperta e mettiamoci a fare e rifare i “Tucèn ed fa’sol e ov” del mitico Fiorino.

Fiorino è un mio vicino di casa che ha appena compiuto 80 anni, ed un bravissimo cuoco, si diverte tutti i giorni a preparare la pasta sfoglia, i minestroni ecc. ed è la mia fonte per tutte le vecchie ricette di una volta. Ecco questa è proprio una di quelle, io questa volta l’ho rifatta, ma quella originale è qui.

INGREDIENTI:

  • passata di pomodoro,
  • prezzemolo tritato, una manciatina
  • aglio due spicchi
  • fagioli borlotti
  •  due uova
  • sale e un goccio di olio alla fine

Ho messo in una padella il pomodoro, un po’ d’acqua, l’aglio e il prezzemolo e l’ho fatto cuocere per circa 20 min. Poi ho aggiunto i fagioli scolati, dopo che li avevo lasciati a bagno tutta notte, dopo la cottura dei fagioli alla fine ho aggiunto le uova, le ho strapazzate, aggiunto sale ed è tutto pronto. Con un buon pane casalingo è una cena completa.

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Se pensiamo che una volta questi cibi venivano preparati sulla “stufa economica”, anche se ci voleva molto tempo, all’ora di pranzo erano pronti. E’ un piatto ricco, gustoso anche se fa parte della cucina povera.

Grazie per essere stati con me e grazie a Cuochina per avermi invitato a partecipare. Il mese prossimo troviamoci tutti da Silvia, blog “una stella tra i fornelli” per preparare i “PICI ALL’AGLIONE”, ciao.

Con questa ricetta partecipo all’iniziativa di ” Quanti modi di fare e rifare” per il mese di febbraio 2014.