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TORTA DI PANEMELE

Questa è una torta che faceva sempre mia nonna, quando passavo l’estate sul lago da lei. Era una merenda che aspettavo con impazienza e me ne mettevo via sempre una fetta per mangiarla con calma quando mi rifugiavo nella mansarda, dove avevo fatto il mio regno.

Il mio regno…quanti ricordi, mi ero fatta un “appartamento” per me, le mie bambole e  il mio orsacchiotto. Con quello che trovavo, assi, cassette, oggetti dimenticati in soffitta avevo fatto dei piccoli mobili, mio zio aveva trasformato un vecchio armadietto farmacia in un armadio per gli abiti delle bambole, l’aveva tutto ricoperto, dipinto ed io ne andavo fiera.

Poi avevo preso in cucina delle piccole pentole e facevo finta di cucinare, usavo tutto, foglie, fiori, semi, frutta e tutto ciò che trovavo.

Era molto divertente e qualche volta invitavo delle amiche, ma preferivo stare da sola con le mie bambole e i miei sogni.

La torta veniva cotta sempre nella stessa teglia, usata solo per questo dolce e tuttora mantengo l’abitudine.

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Riciclo, torta di pangrattato e mele.

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Riciclo? Certo, per me lo è quando mi guardo in giro e trovo due mele che urlano vendetta per essere state abbandonate (lui mangia solo le fuji…), del pane pronto per essere mangiato alla sera, ma telefonata “venite a cena da noi? certo ed ecco che usciamo, un fondo di barattolo di confettura di pesche e la voglia primaverile di fare piazza pulita di tutto (e sono solo all’inizio…..).

INGREDIENTI:

  • due mele golden
  • 250 gr di pangrattato
  • 100 gr di zucchero
  • 3 uova
  • 200 gr panna fresca
  • 50 gr latte
  • 1 bustina di lievito
  • un pizzico di sale
  • confettura di pesche

Montare a spuma le uova con lo zucchero, aggiungere nell’ordine il pangrattato, la panna, il latte, il sale.

Dopo aver ben impastato aggiungere il lievito e mescolare ancora, fino ad ottenere un impasto un po’ consistente.

Versare l’impasto in una teglia, mettere la confettura e sopra le mele tagliate a fettine.  Cuocere in forno già caldo, a 180° per circa 35/40 min.

E’ buona con il the, per la colazione e…sempre.

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ASPIC DE POMMES A’ LA CREME

Questa ricetta mi è arrivata via mail da Ferney Voltaire, da SILVYE ed è tratta da un vecchio quaderno di ricette di sua nonna.

Questa è l’originale:

Aspic de pommes à la crème

  • 1 kg de pommes
  • 250 g de sucre cristallisé
  • 100 g de sucre en morceaux
  • 30 g de beurre
  • ½ gousse de vanille

Eplucher les pommes. Les couper en lamelles fines. Mettre dans une casserole avec le sucre et la vanille. Placer sur feu doux, en couvrant. Laisser cuire 2h ½  sans remuer, mais en secouant la casserole

Passer dans un tamis. Verser la compote dans un savarin et laisser au froid une nuit. Démouler et verser au centre une crème anglaise froide ou au caramel.

ASPIC DI MELE ALLA CREMA

  • 1kg di mele
  • 250 gr di zucchero cristallizzato
  • 100 gr di zollette di zucchero
  • 30 gr di burro
  • Mezzo baccello di vaniglia

Sbucciare le mele, tagliarle in fettine sottili, metterle in una casseruola con lo zucchero e la vaniglia.Mettere su fuoco dolce, coperte, lasciar cuocere due ore e mezza senza mescolare, ma scuotendo la casseruola.  Passare al setaccio. Versare il composto in uno stampo a ciambella e lasciare al freddo per una notte.

Sformare e versare al centro una crema inglese fredda o al caramello.

Purtroppo non mi è arrivata la foto, ma seguendo la ricetta…immaginiamola, è sicuramente deliziosa e non potevo non presentarvi questo aspic francese.

(foto dal web)

 

 

TORTA DI MELE CAMPANINE

Riporto qui quanto ho scritto delle “mele campanine ” nel mio articolo – SAGRA DELLE MELE CAMPANINE – del 21/10/2012.

La mela campanina, detta anche “l’antica mela della nonna”, appartiene alla tradizione della bassa modenese e bassa mantovana. Uno studio dell’Università di Bologna, mette in evidenza le sue qualità: elevato contenuto in sostanze antiossidanti, elevato contenuto in pectina e polifenoli oltre che di acido ascorbico.

Fin dal 1877 uno storico di Mirandola cita questo frutto in un suo articolo sull’Informatore Mirandolese: “…..  sono in molto pregio i pomi detti campanini  dei quali nell’autunno si fanno larghe provviste e si trasportano fino a Venezia ed altre città”.

Tanti anni fa nel mantovano era diffusa una piccola mela. Veniva raccolta all’inizio del mese di Ottobre ed era il frutto che veniva consumato a pranzo,a merenda,e a cena per tutto l’inverno fino a primavera inoltrata. Questa era la mela campanina che si conservava benissimo per lunghi periodi .  Nel dopoguerra la mela campanina venne quasi del tutto abbandonata,perchè il mercato richiedeva mele più dolci, più grandi e più economicamente vantaggiose. Fortunatamente alcuni frutticultori  hanno provveduto a mantenere in vita questa tradizione. Si,tradizione è la parola giusta, perchè ormai il mercato non la richiedeva quasi più, era l’era dello sviluppo economico,si andavano diffondendo le celle frigorifere,gli incroci generavano molte nuove mele,più grosse,rosse e dalle spese di gestione più limitate. Ma le nuove razze avevano ormai dimenticato i sapori e le qualità delle mele originarie. Le celle frigo funzionavano bene,ma il loro abuso riduceva a volte la mela a un frutto senza sapore,o per meglio dire”senz’anima”. Quindi ecco il ritorno, timidamente, a questi tipi di frutti che hanno delle caratteristiche superiori alle altre mele, hanno un costo limitato e durano moltissimo tempo senza rovinarsi.

E’ vero che durano molto tempo, noi ne avevamo acquistato una cassa ed ormai sono alla fine, ma sono ancora molto belle e rosse, lo potete vedere dalla foto sotto.

Con una vecchia ricetta ho  preparato una torta con queste mele.

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INGREDIENTI:

  • 180 gr di zucchero
  • 3   uova
  • 80 gr di burro morbido
  • 200 gr di farina
  • 1 bustina di lievito
  • 1 pizzico di sale
  • latte q.b.
  • 6 mele campanine (se si usano altro mele bastano 3 )
  • succo di limone
  • zucchero a velo

Pelare e irrorare le mele con il succo di limone.

Mescolare alla farina le uova, lo zucchero, il burro e il sale, per ultimo il lievito, unire tanto latte quanto basta a rendere un impasto abbastanza morbido. Versarlo in una teglia, disporre le mele tagliate a tocchetti e ricoprire con il restante impasto.

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La vecchia ricetta dice di infornarla per 50/60 minuti, ma è il tempo che occorreva per cuocerla nella “stufa economica” a legna, nel mio forno ventilato ho calcolato a 180° per circa 30 minuti, (fare la prova stecchino).

Lasciarla raffreddare nella teglia, levarla delicatamente e spolverarla con lo zucchero a velo.

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MAIALE COTTO IN SIDRO CON MELE.

SOMERSET PORK IN CIDER WITH APPLE.

Abbiamo visitato il SOMERSET, che è una contea del sud ovest dell’Inghilterra, purtroppo le foto sono state fatte non digitali, quindi mi devo avvalere del Web. Però ho provato a scannerizzarne una, eravamo a Wells, dopo di che vado avanti con il web…è meglio…

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Bel tempo freddo che gonfiava persino l’impermeabile….e la cattedrale in ristrutturazione.

Una particolarità del  Somerset, in corrispondenza del Canale di Bristol è che ci sono le maree più alte del mondo, che possono arrivare a 12 metri e che possono anche invertire il corso del fiume Severn, risalendone l’estuario.

Nella zona abbiamo anche visitato:

BATH, con le sue terme romane e la sua architettura georgiana e le uniche sorgenti calde della Gran Bretagna, sono conosciute fin dai tempi dei Celti e dei Romani.

immagine dal blog “Cipria e Merletti”

la CATTEDRALE DI WELLS,  è considerata la prima grande cattedrale costruita, tra il 1180 e il 1490 nello stile gotico primitivo inglese di cui è anche considerata la massima espressione

Cattedrale di Wells

immagine da Wikipedia

Nelle GROTTE DI CHEDDAR  scoperte nel corso del XIX secolo sono stati anche rinvenuti resti di insediamenti umani che vanno dal Paleolitico all’epoca romana.Tra questi, vi è il famoso “Uomo di Cheddar” (Cheddar Man), uno scheletro risalente al 7.000 a.C.

Cheddar Caves immagine da http://www.tripadvisor.it/

Le Cheddar Caves sono anche utilizzate – per la loro temperatura costante e per l’alto tasso di umidità- per la conservazione del celebre formaggio Cheddar.

Cheddar è un formaggio a pasta dura, il colore  può variare dal giallo pallido fino all’arancione, dal gusto deciso. Il Cheddar viene prodotto almeno dal 1170.

da ” La Magica Zucca”

(è stato uno dei “ricordi” portati a casa dall’Inghilterra…)

In quella Contea c’è anche la Sweet Track, un’antica strada rialzata, databile a 6000 anni fa, quindi agli inizi delNeolitico. E’ una delle più antiche strade del mondo e una delle più antiche in legno del nord Europa.

https://i1.wp.com/farm5.static.flickr.com/4048/4699162783_d9663dc954.jpg immagine da http://flickriver.com/photos/glosters/4699162783/

E non ultimo il Somerset produce le migliori mele d’Inghilterra, da cui si ricava anche un’ottima acquavite di sidro. Da qui parte la ricetta che ho voluto rifare dopo averla gustata là.

INGREDIENTI:

  • 25 gr burro
  • 500 gr di lonza tenera di maiale tagliata a pezzetti
  • 12 cipolline pelate
  • 2 cucchiaini di buccia di limone (io ho usato quella essiccata da me che ha rilasciato un ottimo profumo)
  • 300 ml di sidro (bevanda, acquistata in un negozio Natura)
  • 150 ml brodo
  • 2 mele croccanti pelate e tagliate a fette
  • 3 cucchiai di prezzemolo
  • 100 ml di panna da montare fresca
  • sale e pepe

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Sciogliere il burro in una padella e rosolare il maiale, trasferirlo in una ciotola.

Aggiungere nella padella le cipollotte, colorarle un pochino, aggiungere il limone, il sidro e il brodo, far bollire per tre minuti, riportare la carne nella padella e far cuocere per 25 minuti o finche’ il maiale e’ tenero.

Aggiungere le mele e continuare a cuocere per altri 5 minuti.

Con un mestolo forato trasferire la carne, le cipolle e le mele in un piatto di portata, coprire e tenere al caldo.

Nella padella aggiungere il prezzemolo e la panna , scaldare finche’ si addensa, salare e pepare e mettere il tutto sulla carne.

Il dolce delle mele e il sapore delle cipollotte ben si compensano in un gusto molto piacevole.maiale inglese

And now, enjoy your meal.

Con questa ricetta partecipo alla raccolta “Ricette in valigia” del blog Sapori in valigia”

SAGRA DELLE “MELE CAMPANINE”

Siamo stati a questa sagra a S. Possidonio, in provincia di Modena nel cuore dell’epicentro del terremoto di maggio.

La prima cosa che salta all’occhio è la volontà e caparbietà che hanno queste persone di rimettersi in piedi, fuori dalle fabbriche che stanno piano piano tornando al lavoro ci sono cartelli con scritto – stiamo tornando – noi non molliamo – grazie a tutti quelli che ci danno una mano – ed anche questa sagra è la prova che tutto deve tornare alla normalità.

Siamo stati anche a Finale Emilia, tutto transennato, le case messe in sicurezza e i vigili del fuoco (sez. Alpini) che stanno lavorando sulla rocca tutta ricoperta di ferite e le cui torrette sono crollate.

Ma stringe il cuore ascoltare il silenzio che c’è in molte strade, vedere il viso triste delle persone anziane, molti negozi sono ancora chiusi e chissà se riapriranno, capire che molti da un momento all’altro hanno perso la casa, il lavoro……

Non dobbiamo far mancare loro la nostra solidarietà, andate a vedere cosa significa vivere così e, anche se in piccolo contribuire all’economia del posto. Noi abbiamo acquistato parmigiano e frutta anche per parenti e amici.

Ma ora vi voglio parlare di questa sagra:
Innanzi tutto cosa sono le “mele campanine”.

La mela campanina, detta anche “l’antica mela della nonna”, appartiene alla tradizione della bassa modenese e bassa mantovana. Uno studio dell’Università di Bologna, mette in evidenza le sue qualità: elevato contenuto in sostanze antiossidanti, elevato contenuto in pectina e polifenoli oltre che di acido ascorbico.

Fin dal 1877 uno storico di Mirandola cita questo frutto in un suo articolo sull’Informatore Mirandolese: “…..  sono in molto pregio i pomi detti campanini  dei quali nell’autunno si fanno larghe provviste e si trasportano fino a Venezia ed altre città”.

Tanti anni fa nel mantovano era diffusa una piccola mela. Veniva raccolta all’inizio del mese di Ottobre ed era il frutto che veniva consumato a pranzo,a merenda,e a cena per tutto l’inverno fino a primavera inoltrata. Questa era la mela campanina che si conservava benissimo per lunghi periodi .  Nel dopoguerra la mela campanina venne quasi del tutto abbandonata,perchè il mercato richiedeva mele più dolci, più grandi e più economicamente vantaggiose. Fortunatamente alcuni frutticultori  hanno provveduto a mantenere in vita questa tradizione. Si,tradizione è la parola giusta, perchè ormai il mercato non la richiedeva quasi più, era l’era dello sviluppo economico,si andavano diffondendo le celle frigorifere,gli incroci generavano molte nuove mele,più grosse,rosse e dalle spese di gestione più limitate. Ma le nuove razze avevano ormai dimenticato i sapori e le qualità delle mele originarie. Le celle frigo funzionavano bene,ma il loro abuso riduceva a volte la mela a un frutto senza sapore,o per meglio dire”senz’anima”. Quindi ecco il ritorno, timidamente, a questi tipi di frutti che hanno delle caratteristiche superiori alle altre mele, hanno un costo limitato e durano moltissimo tempo senza rovinarsi.

Oltre alle mele campanine, c’era un banco che esponeva le “mele antiche”. Hanno catturato subito il mio interesse, anche perchè non sempre si trovano. Sono dell’Azienda Antichi Poderi del Paradiso” di Novellara (RE), che ha iniziato già da alcuni anni a raccogliere e selezionare antiche varietà di fruttiferi, fiori e ortaggi.

Noi abbiamo acquistato delle strepitose mele pesca che lasciano alla fine un delizioso sentore di pesca e, finalmente, le mie mele ruggine, che erano anni che non le trovavo più.

Poi abbiamo trovato, sempre in zona, una agriturismo che voglio segnalare perché è un posto dove si mangia veramente bene.

Tortelloni, tortellini ecc. rigorosamente fatti in casa, anatra, faraona arrosto, filetto di maiale con l’aceto balsamico e delle crostate casalinghe veramente deliziose.

Si tratta dell’Agriturismo “Le Gazze”, località Bottegone prov. Modena. Ha fuori tanto spazio, un laghetto dove ci sono oche, anatre e in un recinto un buffissimo caprone che ha fatto amicizia con Daniela…

 

E cosa ne dite di queste mele grandi come ciliege? E’ una bellissima composizione.

 

Con le mele campanine si preparano delle gustose ricette e, soprattutto sono l’ingrediente principale della mostarda mantovana.

Ora vado a preparare la torta di mele, poi ve la racconto…

PEPERONPOMI’

Eccovi la mia peperonpomì, vi domanderete cosa sono quelle strane fettine dentro alla pentola? Sorpresa che poi vi svelerò..

Ingredienti

quattro peperoni tra verdi, gialli e rossi

una cipolla – uno spicchio di aglio

olio di oliva

olive verdi sott’olio (le mie)

un bicchiere di vino bianco

salamoia bolognese (fatta da me, con sale, rosmarino, aglio, salvia, timo e pepe bianco)

passata di pomodoro POMI’

e, su consiglio della Nonna, delle fettine di mela che rendono più digeribile la peperonata.

Far soffriggere la cipolla e l’aglio in un poco di olio d’oliva, aggiungere i peperoni a pezzetti, lasciarli scottare e chiudere la pentola. Dopo un poco scoperchiare, aggiungere il vino bianco, far evaporare e quindi aggiungere la mela (che si consumerà tutta) e la passata di pomodoro, salare e alla fine, dopo circa venti minuti, aggiungere le olive sott’olio.

Ve ne avanza? La potrete usare, tritandola grossolanamente, per condire dei bucatini.