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Ristorante La Quercianella Volta Reno (Bo)

Come dicevo, oggi abbiamo voluto provare questo ristorante, La Quercianella, situato in mezzo alla campagna bolognese, in un bel casolare ristrutturato, tranquillo, con un giardino a disposizione, tanti giochi per i bimbi in un’area riservata e pavoni, tacchini e altri animali.

Un bel locale ristrutturato con un bel colore giallo ocra e situato nelle stalle, con tante scritte sul muro in romanesco.

“Mejo faccia tosta che panza moscia”…..me piace

Abbiamo ordinato: maccheroni al torchio all’amatriciana, con il guanciale e una spolverata di prezzemolo, buoni buoni

poi abbacchio scottadito (e lecca pure le dita), cotto molto bene, con contorno di patate al forno

io…coda alla vaccinara, mi piaceva molto a Roma e questa non aveva nulla da invidiare, ricetta classica anche con i pinoli, ma senza cacao finale, meno male perchè nè a me nè alla proprietaria (romana) piace questa aggiunta. Contorno cicoria all’agro.

per finire una panna cotta con salsa di fragole, freschissima (no foto, mangiata)

Va bene, pranzo non in linea con il detox, ma……

parole sante…….

Il mio voto è un 5/5 pieno, per il posto, il cibo e la gentilezza dei proprietari.

 

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Gita del 1° maggio

Primo maggio festa dei lavoratori…..per chi ha il lavoro, gli altri comunque fanno sempre festa loro malgrado.

Noi diciamo “già dato”, però non possiamo non pensare a tutti quelli che faticano a trovare un lavoro o a mantenerlo. Sì perchè parlano di aumento dei posti di lavoro….grazie, sono tutti a tempo determinato e poi?

Il primo maggio noi siamo andati a spasso per la campagna, fuori dalle code verso il mare o i colli, fuori dai ristoranti pieni, fuori…. nel silenzio.

Questo è un viale meravigliosamente alberato da vecchie quercie, e questo è il traffico che abbiamo trovato, salvo un trattore in transito.

e questi sono i campi coltivati che si perdono all’infinito, con le vecchie cascine.

andando a spasso senza una meta siamo giunti a Malacappa, e dov’è?

Il Borgo di Malacappa - Orizzonti di Pianura

Malacappa si trova a pochi km. da Argelato, un paese della pianura bolognese ed è una piccola borgata stretta tra gli argini del fiume Reno, dove sembra che il tempo si sia fermato. Poche case, una trattoria, il bar con i vecchietti che giocano a carte…Un tuffo in un passato non così lontano che ancora ha qualcosa da insegnarci.

Malacappa è collocata vicino ad un alto argine del fiume Reno, fiume che ha avuto una storia travagliata. Il Reno è il più importante fiume dell’Emilia-Romagna dopo il Po;

Immagine correlata

nasce in Toscana  in provincia di Pistoia e si getta nel mare Adriatico presso Casal Borsetti, frazione di Ravenna. Ma non sempre è stato così, Durante l’Alto Medioevo il Reno era un affluente del Po, nel corso del Basso Medioevo, il susseguirsi delle sue disastrose piene causò un disalveamento e un impaludamento nelle campagne ferraresi. Intorno al 1460, si iniziò a deviare il corso del Reno ad oriente,  e arrivando nel 1526 al Po. Naturalmente a quell’epoca non esistevano scavatori e quindi il lavoro venne compiuto dagli uomini.

Già da allora levavano la terra a mano e la trasportavano su rudimentali carriole. Il lavoro di arginare il fiume in varie località è continuato fino all’800 e  gli operai venivano chiamati “gli scariolanti”.

Hanno scritto una canzone popolare, che  si riferisce al reclutamento della manovalanza : la mezzanotte della domenica il caporale suonava il corno e i braccianti correvano con le carriole verso il podere. I primi ad arrivare venivano assunti per tutta la settimana, gli altri dovevano aspettare disoccupati sino alla domenica successiva.

A mezzanotte in punto, lerà,
si sente una tromba suonar:
sono gli scariolanti, lerà,
che vanno a lavorar.

Volta, rivolta
e torna a rivoltar,
noi siam gli scariolanti, lerì, lerà,
che vanno a lavorar.

A mezzanotte in punto, lerà,
si sente un gran rumor:
sono gli scariolanti, lerà,
che vanno a tribolar.”

Torniamo a Malacappa dove c’era una “festa”, qualche banchetto, bandiere e un luogo dove mangiare le “crescentine”, troppo pieno e allora siamo entrati nell’unico ristorante gestito da due sorelle gemelle: appunto il “ristorante Malacappa”. Un menù tradizionale bolognese che cela dietro le quinte una super nonna in cucina!
Tagliatelle tirate a mano freschissime e ottime, condite con il classico ragù bolognese, poi la faraona al forno, “come una volta” ricorda Mauro, patate al forno, tagliate a mano. Nulla di speciale, ma talmente buono il tutto che mi sono dimenticata di fotografare, troppo intenta a gustare dei piatti semplici, ma genuini.

e questo è quello che si vede arrivando al ristorante, una distesa di tovaglie e tovaglioli ad asciugare al sole…come “una volta…..

Gnocchi viola

Veramente oggi ho preparato il purè con le patate viola e ne ho avanzato, volevo fare le crocchette, ma le farò domani.  Allora ho unito un po’ di farina e mi sono detta, provo a fare dei gnocchi.

Detto fatto, al limite farò un pastone di patate, ma no, sono venuti belli e molto buoni.

La Vitelotte noire, è una varietà di patata che ha la particolarità di avere la buccia e la polpa di colore violetto ed un sapore dolciastro, molto simile alla castagna, con retrogusto di nocciola. Si tratta di una varietà originaria del Perù.  Trattandosi di una qualità molto antica, la patata viola non ha subito alcuna modificazione dal punto di vista genetico, perciò conserva intatte tutte le sue proprietà organolettiche. In particolare, il colore viola di queste patate è associato alla forte presenza di antiossidanti, che hanno un ruolo fondamentale per mantenere in salute il nostro organismo.

Risultati immagini per patate viola

Sono poco caloriche,  e zero grassi. Tre patate viola contengono inoltre il 55% della dose giornaliera raccomandata di vitamina C e il 7% di ferro. Esse sono, inoltre, molto ricche di potassio, minerale fondamentale per regolare la pressione sanguigna e mantenere in salute muscoli ed ossa.

INGREDIENTI

  • patate viola ridotte a purè
  • farina 1
  • poco sale

per il condimento:

  • cipolla e radicchio viola
  • burro
  • parmigiano reggiano

Ho impastato il purè e la farina sul ripiano leggermente infarinato, ho fatto il solito salamino e tagliato a tocchetti, e dopo averli passati sull’apposito attrezzino, li ho messi a riposare sulle retine.

Mentre bolliva l’acqua ho preparato il condimento, facendo sciogliere il burro in una padella, poi ho aggiunto la cipolla e l’ho fatta stufare con l’aggiunta di un poco di acqua calda, appena ammorbidita ho aggiunto il radicchio e ho finito la cottura.

Ho fatto cuocere gli gnocchi e, in trepida attesa, appena sono venuti a galla li ho tolti con la schiumarola e messi in padella con il condimento.

Nel piatto, con una spolverata di parmigiano eccoli pronti per darci la nostra razione di preziose proprietà per la nostra salute.

Immagine correlata foto: www.perledellatuscia.it

Ecco questa foto è di questo sito, gentilmente concessami, e sono uguali a quelli fatti da me. Solo che, come spesso accade, la foto finita è finita chissà dove…..e allora ne approfitto della cortesia degli altri.

 

 

Cena di pesce: il secondo piatto e dessert.

Come secondo piatto ho preparato lo:

Xiphias gladius”  cioè “Bocconcini di pesce spada con purè”

“Il pesce spada è uno dei più grandi pesci ossei, con una lunghezza massima di oltre 4,5 m e un peso che supera abbondantemente i 400 kg (il pesce spada più pesante venne pescato in Cile nel 1953, pesava 655 kg). La taglia media si aggira sui 3 metri.Nuotatore velocissimo, effettua migrazioni anche su distanze oceaniche.

Risultati immagini per pesce spada

Si tratta di un predatore estremamente versatile e caccia colpendo le prede con la spada. La riproduzione avviene nella stagione calda. La femmina depone fino a 800.000 uova ( però….) di meno di 2 mm di grandezza e dotate di una goccia d’olio per favorire il galleggiamento. L’accrescimento è molto veloce, le femmine si accrescono più velocemente ………dei maschi.

Nello stretto di Messina viene effettuato un caratteristico e antico tipo di pesca con l’arpione utilizzando particolari imbarcazioni denominate feluche, dotate di un alto albero centrale munito alla sommità di una coffa per l’avvistamento del pesce e, a prua, di una lunga passerella in cima alla quale staziona l’arpioniere che così è in grado di trovarsi sulla verticale della preda prima che questa possa avvertire il rumore dei motori.

Immagine correlata

Il pesce spada è un pregiato piatto tipico siciliano e calabrese, noto come pesce spada alla ghiotta. Ottima come carne, ma attenzione…….contiene alti livelli di metalli pesanti , tra cui il mercurio. Di conseguenza ne viene sconsigliato il consumo frequente e soprattutto devono evitarne il consumo i bambini e le donne incinte.”

Però, se mi fossi ricordata della canzone di Domenico Modugno “Lu pisci spada” forse avrei cambiato tipo di pesce……(ascoltatela su youtube).

Ingredienti:

  • pesce spada
  • olive nere
  • cipolla
  • farina
  • succo di arancia
  • olio
  • sale pepe

Ho messo in una padella un po’ d’olio e la cipolla a rondelle a soffriggere, ho aggiunto anche un poco di acqua per renderla morbida.

Nel frattempo ho tagliato il pesce a tocchetti, l’ho infarinato e messo a cuocere nella padella, l’ho rivoltato solo una volta perchè è delicato,  poi ho aggiunto delle olive nere e alla fine del succo d’arancia, sale e pepe.

E’ una preparazione semplice, ma delicata e veramente buona. Anche perchè dopo un antipasto (la tartare) e il primo (gnocchetti con sugo di pesce) non potevo presentare un piatto di pesce pesante.

L’ho servito con un semplice purè di patate al quale ho aggiunto della curcuma per renderlo brillante.

bocconcini-pesce-spada

Come dessert ho servito delle coppette di sorbetto al limone con sopra delle fettine di mandarino siciliano profumatissimo e qualche scaglietta di mandorle. (la Sicilia colpisce sempre…..) Gradite e non ho fatto in tempo a fotografare.

E così si è conclusa la mia cena di tutto pesce, ospiti soddisfatti ed io di più.

 

 

Ristorante “Antica trattoria del Boden”

Alts Wirtschhuus z’ Boden nel dialetto Walser, cioè Antica trattoria del Boden provincia di Verbania.

Dopo aver visitato la chiesa siamo stati in questa trattoria, una bella veranda tra gli alberi, persone gentilissime e un menù che non ti aspetteresti di trovare in un posto abbastanza fuori dai percorsi turistici, se non percorsi devozionali.

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La cucina è una vera sorpresa: oltre ad alcuni piatti tipici della zona, come gli gnocchi all’ossolana fatti con farina di castagne, formaggi e salumi rigorosamente a km zero e qualche excursus nella cucina svizzera e il piatto walser: Pfifulti e Tafulti.

Si può mangiare anche con un menù a prezzo fisso di euro 10,50 che comprende primo, secondo, contorno, bevande incluse. Siccome i piatti sono invitanti Mauro e Sergio hanno optato per quello. Io invece, bastian contrario come diceva mia nonna, ho voluto assaggiare delle specialità del locale.

Per loro, risotto rosso ai frutti di bosco, filetto di trota salmonata alla piastra con fagiolini e patate fritte, torta soffice di mele.

Risotto rosso, ben combinati i due sapori del riso e dell’acidulo dei frutti di bosco, niente parmigiano, altererebbe il sapore.

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filetto di trota salmonata alla piastra con fagiolini e patate, cottura perfetta

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torta soffice alle mele, si scioglieva in bocca, deliziosa (l’ho assaggiata anch’io…)

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Invece io ho preso dei piatti da menù, uno mi incuriosiva particolarmente e cioè:

PFIFULTI e TAFULTI  ( ??? )
Innanzitutto, lo si può gustare solo all’Antica Trattoria: lo chef Davide si è preso la briga di recuperare e rivisitare due antiche ricette. Ma prima io ho mangiato:

una tartare di manzo su germogli con senape al miele, cipolla e pomodori secchi, non si può andare in Piemonte e non mangiare la tartare. Semplicemente meravigliosa, anche per me che non amo molto la carne, ma questa era veramente unica, la finezza di appoggiarla su un letto di germogli le dava un gusto particolare.

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poi questi sconosciuti Pfifulti e Tafulti, in pratica uno è un grande e lungo gnocco ripieno di prosciutto crudo della Val Vigezzo, leggermente affumicato e toma e l’altro sono dei ritagli di pasta di pane, reimpastati con il pangrattato e ripresi al burro, salvia e aglio orsino (aglio selvatico, di cui si nutrono gli orsi al risveglio) . Ne avrei mangiati ancora tanto è stata una buonissima scoperta, preparazioni semplici, ma nulla da invidiare all’alta cucina.

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e per finire una crostata agli amaretti. Ho fatto dei complimenti al cuoco…. per farmi dare la ricetta, gentilissimo me l’ha spiegata, omettendo sono sicura e comprensibilmente, quel particolare che ha reso una frolla mai assaggiata e irripetibile. La base è di pasta frolla, poi la crema pasticcera e infine gli amaretti interi velocemente intinti nell’Amaretto di Saronno. Ripeto, mai assaggiata una frolla così.

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Qui abbiamo un’alta qualità dei cibi ed un prezzo tutto sommato contenuto; dimenticavo l’acqua, opportunamente filtrata, è quella della fontana, quindi piena di energia positiva.

Sicuramente torneremo, non solo per ritrovare la mia Madonnina, ma anche per assaggiare altre specialità.

E il mio voto per questo ristorante è un 5/5 pieno.

 

 

 

 

 

 

Ricette senza foto

…ebbene sì, è la vigilia di ferragosto, fa caldo, ma soprattutto non ho voglia di fare le foto ai piatti…che male c’è? Però vi voglio raccontare lo stesso le due mie ultime ricette, e chi legge vada di fantasia.

GNOCCHI ALLA PANCETTA

Ingredienti:

  • gnocchi di patate
  •  pancetta dolce
  •  burro
  •  formaggio pecorino

Preparare come al solito gli gnocchi di patate. Mettere un bel pezzo di burro in un pentolino, lasciarlo sciogliere e poi aggiungere i cubetti di pancetta dolce. A fuoco basso essi devono appena rosolare, poi aggiungere il pecorino a pezzetti. Far bollire l’acqua ed appena questa sobbolle calare gli gnocchi, quando verranno a galla scolarli delicatamente, io li prelevo dalla pentola con la schiumarola e li metto nello scolapasta.

Condire gli gnocchi con questa pancetta e formaggio che nel frattempo si è un po’ sciolto. E’ un sapore diverso, molto buono, il delicato della pancetta e il piccante del pecorino.

 

ROAST BEEF  E VERDURINE

Ingredienti:

  • fette di roast beff
  • verdure miste (carote, cetriolo, zucchina, peperone giallo)
  • olio
  • limone
  • sale

Tagliare a julienne tutte le verdure e condirle con un poco di olio e sale, mettere nel piatto le fette di carne, irrorarle con olio e limone e cospargere sopra tutte le verdure preparate.

Piatto fresco, veloce, colorato.

 

 

 

 

Patate al forno di Giò

Patate al forno , ma non cotte nel forno, ma con il mio fantastico coperchio New Wonder Cooker.

La ricetta è della mia amica Giovanna del blog – Wondergio ricette – ed è semplicissima.

Ingredienti:

  • patate (il numero dipende da quante se ne vuole fare)
  • cipolla
  • rosmarino
  • sale pepe
  • olio extravergine d’oliva

Prima di tutto mettere le patate pulite e tagliate a tocchetti in una ciotola con tre cucchiai di olio, il sale, il pepe, il rosmarino e la cipolla a pezzetti, mescolare e lasciar riposare un po’ in modo che si profumino bene.

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Poi travasare il tutto in una padella, mettere il coperchio e lasciar cuocere a fuoco medio/alto per 10 minuti.

Mescolare delicatamente e far finire di cuocere sempre con il coperchio per altri 10 minuti.

E…sorpresa, avremo delle patate cotte come nel forno tradizionale.

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e qui qualcuno, amante delle patate al forno, non ha aspettato che facessi la foto.

Veramente buone, brava Giò.