Archivi categoria: Pensieri

I “Sassi” di Matera

Standard

Per parlare dei ” Sassi ”  ci vuole un articolo apposito essendo un argomento molto importante che merita uno spazio tutto suo.

Ci siamo aggregati ad un gruppo con una guida, perchè non puoi solo guardare i Sassi, bisogna anche vedere tutto quello che c’è per capire meglio cosa significhi questa città straordinaria ed unica.

i Sassi costituiscono il centro storico di Matera; il “Sasso Caveoso” e il “Sasso Barisano”insieme al rione “Civita”, formano un complesso nucleo urbano. Costituiscono un esempio eccezionale di accurata utilizzazione nel tempo delle risorse fornite dalla natura: acqua, suolo, energia.

Essi sono stati iscritti nella lista dei patrimoni dell’umanità dall’Unesco nel 1993 ed è il primo sito iscritto dell’Italia meridionale.

I Sassi si dispongono intorno e sul fondo della gravina, di due solchi vallivi, plasmati dal passaggio dell’acqua sul fondo del burrone. Ecco un ponticello che unisce i due solchi vallivi.

Il Sasso Barisano girato a nord-ovest sulla strada che porta a Bari e il Sasso Caveoso guarda a  sud, verso Montescaglioso con le case grotta disposte a gradoni.

Questo degradare delle case e il sovrapporsi delle stesse è solo apparentemente caotico, perchè risulta poi costruito con molti accorgimenti. Ma la discesa nei Sassi è una sorpresa continua, tra viottoli e gradini si arriva in formidabili complessi di abitazioni e chiese rupestri.

A dividere le due valli sorge la rupe Civita che ospita la bellissima  cattedrale della Madonna della Bruna e di Sant’Eustachio.  Fu costruita in stile romanico pugliese nel XIII sec. sullo sperone più alto della Civita che divide i due Sassi.

Immagine correlata

in un altare tutto intarsiato di marmi policromi c’è l’affresco originale della Madonna della Bruna

La festa patronale a lei dedicata si festeggia il due luglio di ogni anno da più di 600 anni, quando papa Urbano VI la istituì nel 1389.

Al margine superiore dei Sassi c’è il Piano, centro storico post-medievale oltre il quale si estende la Matera contemporanea.

I Sassi e il Parco delle chiese rupestri costituiscono un’eccezionale testimonianza di una civiltà scomparsa, abitata già nel Paleolitico, alcuni reperti trovati risalgono al XIII millennio A.C. e molte delle case che scendono in profondità nel calcare spesso e dolce (calcarenite) della gravina, sono state vissute senza interruzione dall’età del bronzo ( a parte lo sfollamento forzato degli anni 1950).

Le chiese rupestri  fondate principalmente nell’Alto Medioevo, sono edifici scavati nella roccia. Inizialmente nate come strutture religiose, nel corso del tempo hanno subito diverse trasformazioni d’uso, diventando abitazioni o ricoveri per animali. Sono un’importante testimonianza della presenza di comunità di monaci benedettini, longobardi e bizantini. Le chiese rupestri contengono spesso affreschi ed elementi scultorei.

Immagine correlata

Chiesa Santa Maria di Idris

è situata nella parte alta del Monterrone, una grossa rupe calcarea che si erge nel mezzo del Sasso Caveoso sulla sommità dell’omonima rupe, risale al Tre-Quattrocento e fa parte di un complesso rupestre che comprende anche la più antica cripta, dedicata a San Giovanni in Monterrone. Il nome del tempio – Idris – deriva quasi sicuramente dal greco Odigitria (guida della via, o dell’acqua). A Costantinopoli veniva così chiamata e venerata la Vergine Maria, il cui culto fu introdotto in Italia meridionale dai monaci bizantini.

  

San Pietro Caveoso con facciata e campanile in muratura ed interno quasi completamente scavato nella roccia, antica parrocchia della città, situata a picco sullo strapiombo della Gravina.

una suggestiva immagine di Santa Maria di Idris, in alto e, a sinistra, San Pietro Caveoso

(wikipedia.org/)

I VICINATI

Matera, 1951 (Henry Cartier-Bresson). Vicinato nel Sasso Caveoso.

costituiti da un insieme di abitazioni che si affacciano sullo stesso spiazzo, spesso con il pozzo al centro, erano il modello della vita sociale, della solidarietà e della collaborazione tra la gente. Il pozzo comune dove lavavano i panni, il forno dove cuocevano il pane facevano del vicinato la cellula fondamentale dell’organizzazione comunitaria.

Un modo di vivere che gli abitanti dei Sassi hanno portato con sé anche nei nuovi quartieri disegnati per loro negli anni ’50 e che non hanno mai smesso di tentare di ricreare, anche quando “camminano la piazza” o fanno “lo struscio in mezzo al corso”, fermandosi ogni due passi a salutare e a chiacchierare, nonostante le comodità moderne (acqua, luce, gas), nei nuovi appartamenti i materani si sentivano “appartati”: invece nei Sassi quonda chiòcchj-r! (quante chiacchiere) si facevano.

dal libro di Carlo Levi “Cristo si è fermato a Eboli”

“Arrivai a Matera verso le undici del mattino. Avevo letto nella guida che è una città pittoresca, che merita di essere visitata, che c’è un museo di arte antica e delle curiose abitazioni trogloditiche (cioè scavate nella roccia)……arrivai in una strada che costeggiava un precipizio, in quel precipizio c’è Matera. La forma del burrone era strana; come quella di due mezzi imbuti affiancati, separati da un piccolo sperone e riuniti in basso da un apice comune, dove si vedeva, di lassù una chiesa bianca, Santa Maria de Idris, che pareva ficcata nella terra. Questi coni rovesciati si chiamano Sassi. Hanno la forma con cui, a scuola, immaginavamo l’Inferno di Dante, in quello stretto spazio tra le facciate e il declivio passano le strade e sono insieme pavimenti per chi esce dalle abitazioni di sopra e di tetti per quelle di sotto……”

Carlo Levi, spedito al confine in Lucania dal regime fascista, visitò i Sassi quando questi erano all’apice di un collasso demografico che era iniziato quattro secoli prima. Gli abitanti erano aumentati in maniera esponenziale, sulle case nella roccia erano stati sopraelevati più piani, erano spariti gli orti e i giardini pensili, le cisterne erano state riadattate a monolocali in cui intere famiglie convivevano in promiscuità con muli e pecore in condizioni igieniche estremamente precarie.

ricostruzione di una casa nei Sassi

nello stesso locale: l’angolo con il letto e la cassettiera e, a destra la culla.

l’angolo del focolare

l’angolo per il ricovero del mulo

Risultati immagini per casa nei sassi matera

u’ cessu

le olle per l’acqua

Ma quelli che allo scrittore in esilio erano sembrati i gironi  di Dante, in realtà facevano parte di un sistema complesso ed efficiente. Si scende nei Sassi per delle arcate, che sembrano dei passaggi occulti. Le calate erano affiancate da canali d’irrigazione che rifornivano cisterne a goccia, in alcune case ci sono fino a sette cisterne.

Orti e giardini pensili si affacciavano dai tetti. I tetti a volte servivano da cimiteri: i vivi sottoterra, i defunti in superficie. Così, dice il cronista Verricelli nella sua Cronica de la città di Matera 1595-1596, «in Matera li morti stanno sopra li vivi». All’imbrunire gli abitanti accendevano i loro lumi al di fuori delle loro abitazioni, così allo spettatore che guardava dall’alto, i Sassi si illuminavano come un cielo stellato.

Sassi_di_Matera al tramonto

L’opera di sensibilizzazione del libro di Carlo Levi portò diversi uomini di cultura e politici a visitare la città, tra cui  Alcide De Gasperi che firmò la prima Legge Speciale per lo sfollamento dei Sassi che avvenne a partire dal 1952 , tale operazione fu resa necessaria dalle cattive condizioni in cui viveva la popolazione, si pensi che la mortalità infantile era quattro volte superiore la media nazionale.

famiglia nella casa grotta

Immagine correlata foto di thedustbinofhistory.wordpress.com

Il libro narrava espressamente le precarie situazioni igieniche in cui versavano i Sassi dove vivevano oltre quindicimila abitanti (più della metà dell’intera popolazione cittadina che ammontava a trentamila abitanti) e la mancanza di fognature aumentava il rischio di epidemie nella zona. L’abbandono forzato delle loro vecchie abitazioni fu molto doloroso da parte di molti cittadini, per quanto i nuovi quartieri fossero più confortevoli. Alcuni di loro tentarono poi di rientrare nelle case nella roccia, ma queste vennero murate per impedirlo.

Il recupero delle case però iniziò a partire del 1986 ed ora ci sono parecchi B&B, abitazioni ristrutturate, negozietti, ristoranti.

Immagine correlata

Una delle tecniche più ingegnose per risolvere il problema della raccolta dell’acqua piovana è stata utilizzata dagli abitanti dei Sassi fino ai primi anni del 1900: il sistema dei vasi comunicanti. Sui tetti delle abitazioni furono ricavati tanti piccoli canali che permettevano all’acqua di scorrere in una cisterna posta al centro di un cortile, comune a più famiglie. In caso di piogge abbondanti, la cisterna troppo piena cominciava a traboccare e l’acqua defluiva attraverso un canaletto nelle cisterne delle case sottostanti o attigue. In questo modo l’acqua superflua non veniva mai dispersa ma conservata nelle varie riserve dei due rioni.

canalina per la raccolta acqua piovana dal tetto

E così è terminata la visita ai “Sassi” di Matera. Esperienza unica, affascinante che fa riflettere.

Si riflette su quante bellezze ci siano in Italia e forse non vengono sfruttate al massimo, su come doveva essere la vita nelle case grotta, quanta miseria, ma tanta solidarietà, cosa oggi difficile da trovare.

Si riflette su come l’uomo dai tempi dei tempi si sia ingegnato sempre per cercare di sopravvivere e quante testimonianze ci ha lasciato.

Si riflette sulla bellezza della natura selvaggia di questi posti, e si spera che essi vengano conservati al meglio.

 

 

 

Si ricomincia…..

Standard

Risultati immagini per 1° gennaio

 

Il primo gennaio è il primo giorno dell’anno nel calendario gregoriano. Mancano 364 giorni alla fine dell’anno (365 negli anni bisestili) e domani 2 gennaio 2017 si ricomincia, passato capodanno, festeggiato chi più chi meno la sera del 30/12, oggi primo gennaio passato con amici a mangiare e giocare a carte, il resto può attendere…..

Domani si riprende a fare quello che abbiamo fatto fino ad ieri e non vedo cosa ci sia di particolamente diverso. Il capodanno per me porta sempre la speranza che qualcosa cambi in meglio, ovvio, e a questa speranza ci si aggrappa.

ma come dice  – Buddha Siddhārtha Gautama

Non inseguire il passato e non perderti nel futuro. Il passato non è più ed il futuro non è ancora arrivato.

ed ancora:
 Il segreto della salute fisica e mentale non sta nel lamentarsi del passato, né del preoccuparsi del futuro, ma nel vivere il momento presente con saggezza e serietà. La vita può avere luogo solo nel momento presente. Se lo perdiamo, perdiamo la vita. L’amore nel passato è solo memoria. Quello nel futuro è fantasia. Solo qui e ora possiamo amare veramente. Quando ti prendi cura di questo momento, ti prendi cura di tutto il tempo.

Siddhārtha Gautama, meglio conosciuto come semplicemente Buddha, è stato un monaco, filosofo, mistico e asceta indiano, fondatore del Buddhismo, una delle più importanti figure spirituali e religiose dell’Asia.

Visse approssimativamente tra il 566 a.C. e il 486 a.C. e proveniva da una famiglia ricca e nobile.

Risultati immagini per buddha siddhartha gautama

E così cercando di seguire questi pensieri, ci avviamo all’anno nuovo; quindi non perdiamo la speranza che la pace nel nostro animo e nel mondo possa avverarsi.

Auguri a tutti, grandi e piccoli, vicini e lontani, pelosetti e non.

 

Risultati immagini per 1° gennaio

 

 

 

Linea Cadorna e Grotta Babbo Natale

Standard

Siamo sempre nella stessa giornata della “vacanza di un giorno” ed ora, dopo aver ben pranzato all’Antica trattoria del Boden, abbiamo deciso di fare due passi. Ma sì, qui c’è la linea Cadorna, è un sentiero facile, molto interessante e pieno di storia.

Partendo dal Santuario del Boden prima di immettersi sul sentiero della linea Cadorna, troviamo una vecchia cava abbandonata nella quale hanno realizzato la “Grotta di Babbo Natale”, una vera cava di marmo rosa – sotterranea – con una galleria di accesso in pietra lunga 200 metri e un grande salone con il pavimento e le pareti in marmo rosa. E’ un luogo davvero prezioso, da qui – circa 700 anni fa – hanno iniziato ad estrarre il marmo per il Duomo di Milano.

Nel periodo natalizio la galleria si anima di luci, musiche natalizie,animazioni con i twergi, gli gnomi dei boschi di Ornavasso, fino all’incontro con il vero babbo Natale, all’interno del grande salone.

Ingresso alla grotta

proiezioni sulle pareti di marmo rosa

poi fuori parco giochi, mercatini, gastronomia ecc.

ottovolante con le renne

renna vera che si può ammirare fuori dalla Grotta

grotta di babbo natale renna

questo è il piazzale davanti alla grotta, non tutti si possono permettere fuori sulla strada, un pavimento così in marmo…

DSCN3700

e sempre sul piazzale personaggi fantastici, in legno e non.

DSCN3699

sì lo so, mi sono dilungata per parlare di Babbo Natale, ma io lo adoro, ora torniamo alla nostra passeggiata sul sentiero della linea Cadorna.

Luigi Cadorna (Pallanza, 4 settembre 1850Bordighera, 21 dicembre 1928) è stato un generale e politico italiano.  E’ molto interessante leggere ” https://it.wikipedia.org/wiki/Luigi_Cadorna” per conoscere di più questo personaggio controverso.

Luigi Cadorna 02.jpg

La Frontiera Nord o, per esteso, il sistema difensivo italiano alla Frontiera Nord verso la Svizzera, popolarmente nota come Linea Cadorna è un complesso di opere di difesa permanenti posto a protezione della Pianura Padana e dei suoi principali poli economici e produttivi: Torino, Milano e Brescia. Il sistema fu progettato e realizzato tra il 1899 e il 1918 con lo scopo dichiarato di proteggere il territorio italiano da un possibile attacco proveniente d’oltralpe condotto dalla Francia, dalla Germania o dall’Austria-Ungheria violando la neutralità del territorio svizzero o, ipotesi meno probabile, da una possibile invasione della Pianura Padana da parte della stessa Confederazione Svizzera. La Linea Cadorna si estendeva dall’Ossola alla Valtellina; con un sistema di trincee, postazioni di artiglieria, di cui alcune in caverne scavate nella roccia, e centinaia di km di strade e mulattiere.

Praticamente la partenza è a Ornavasso, considerata la porta d’ingresso della val d’Ossola punto in cui la valle, con i suoi valichi per la Svizzera, si fa più stretta e quindi più facilmente difendibile. Il percorso è ad anello, ma noi ne abbiamo fatto una buona parte fino al forte di Bara.  Mano a mano che si prende quota s’incontrano trincee, camminamenti e postazioni in caverna. Il sistema difensivo era completato dalle fortificazioni di Candoglia sul versante opposto della valle e dai bunker per mortai realizzati nei pressi del Santuario della Guardia.

Nonostante il notevole impegno finanziario per la sua costruzione, e l’impegno degli oltre 20.000 operai, la linea non ebbe mai un impiego bellico, anche se alcune opere furono teatro di scontri tra i partigiani e reparti nazi-fascisti durante l’ultima guerra.

In mezzo al bosco, sul sentiero largo e facile, incontriamo alberi che, nonostante i tagli, continuano a vivere e freschi torrentelli

DSCN3702

DSCN3703

Arriviamo, con calma, ammirando il paesaggio che sbuca tra gli alberi. Nella piana, Ornavasso, poi il lago di Mergozzo e sullo sfondo il lago Maggiore.

DSCN3704

arriviamo quindi al forte di Bara dove ci sono le postazioni militari

saranno pericolosi???

DSCN3705

E così dopo aver passato una giornata intensa, con calma, visto cose nuove e mangiato benissimo prendiamo la strada del ritorno, ripromettendoci di ripetere un’esperienza così.

Non occorre andare in capo al mondo per scoprire e vivere tante emozioni, l’Italia è ricchissima di posti meravigliosi, di storia, di paesaggi, magari appena sotto casa. E quindi viviamoli.

Finisce così il nostro “giorno di vacanza” o è passata una settimana?

 

 

 

 

Quota challenge – 2 –

Standard

Ed eccomi al secondo giorno con le citazioni del mio quote challenge.

1)

006

 Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi.” (Voltaire)

2)

ro diego

“Non camminare dietro a me, potrei non condurti. Non camminarmi davanti, potrei non seguirti. Cammina soltanto accanto a me e sii mio amico.”– Albert Camus

3)

002

 Ora  nomino questi tre blog, miei amici:
E poi mi preparo per il mio terzo giorno. A presto.
bordura


auguri MMM

Standard

Otto maggio 2016, mia figlia, mamma anche lei, ci invita a festeggiare assieme e quale sorpresa migliore di quella di una figlia che, presa da mille impegni, almeno quel giorno si ferma per trascorrere la giornata assieme e coccolarmi?

Arrivati a casa sua mi fa vedere la sua terrazza, eh sì ha proprio il pollice verde lei, al contrario di me che o Montedison mi mangia le mie piante o che io faccio morire anche quelle di plastica.

Esplosione di rododendro

rododendro Ro

Clematis (l’anno scorso era rimasto solo un rametto)

clematis Ro

fiori sulla terrazza

balcone Ro

Ed ecco il bellissimo regalo per la mia festa, dei segnaposto che sembrano fatti di zucchero, lei conosce i miei gusti…

regalo Ro

e poi, per completare la giornata ci ha offerto il pranzo in un ristorante bellissimo, raffinato, dove abbiamo mangiato del pesce preparato in maniera molto particolare.

Il ristorante è a Vigodarzere in provincia di Padova e si chiama “Da Dorio”, per la recensione vi rimando alla pagina – Ristoranti sì e no – vale la pena di leggere e guardare le foto, vi verrà voglia di andarci.

Grazie Bimba per la bellissima giornata e sicuramente le tue “Bimbe” faranno lo stesso con te, così come tu hai fatto con me.

 

 

Ritorno alle origini

Standard

Ebbene sì, ritorno in quel di Pallanza, cittadina sul lago Maggiore terra delle nostre vacanze.

lago2

Ci siamo ritrovati tutti e tre, noi fratelli che viviamo lontani uno dall’altro per vederci e rivivere, ricordando, i momenti passati assieme. Quale posto migliore di una breve vacanza insieme sul nostro lago…..

“fratelli belli”

fratelli belli

 

“i cognati in visita alla Chiesa di Madonna in Campagna”

madonna in campagna (3)

 

” aiutooo…mio cognato mi sovrasta !!! “

stresa (4)

 

così si ragiona…altro che pastina !!! “

così si ragiona

 

” Fameeeee…..”

fameee

 

“dopo lo shopping (scarpe uguali) …quanto ci siamo divertiti…”

a spasso divertendoci (2)

 

” e per finire, in autogrill, complice suo cognato, cioè Mauro, la gentile signora si è fatta un paninazzo !!!  “

paninazzo

E’ bello ritrovarsi “grandi” liberi da tutto, rapporti familiari, periodi lontani tutto quello che da giovani grava sulle persone. Ora siamo liberi di guardarci e trascorrere in serenità qualche momento insieme. L’importante non è la quantità del tempo che si passa insieme, ma la qualità e questi sono stati giorni intensi.

E così questa prima vacanza insieme è passata, ma ce ne saranno altre di sicuro.

ciao Fratellone e Gentile Signora, a presto.

paperette paperette del lago.

 

 

 

 

Auguri auguri a tutti, ma proprio tutti ????

Standard

 

Dai, è Natale, ci hanno sempre detto che dobbiamo essere buoni, festeggiare con parenti, amici ecc. ricordarsi dei meno fortunati…ma…è proprio così che ci dobbiamo comportare in questi giorni?

Andiamo con ordine…festeggiare va bene, c’è sempre una buona occasione per farlo, con i parenti? Figli, nipoti, certo, che bello quelle pubblicità dove tutti sono riuniti, pettinati, vestiti, felici che addentano il panettone, ma quando mai…e se i figli sono lontani e non possono venire a festeggiare qui, non dico a casa perchè hanno la loro casa, ma almeno da noi? O se non vogliono perchè hanno i loro motivi, ma proprio i loro? Cosa fai, nulla, non rimpiangi quando erano piccoli perchè non serve, e come al solito accetti. Però ora ho la mia famiglia, lui, io e gatta Montedison e festeggiamo il Natale preparando albero e presepio, per noi e per chi vuole venire a vederlo. Ma devo anche dire che il seme che anni fa ho gettato per tutti loro, almeno da una figlia e dalle sue “bimbe”, è attecchito e cresciuto, infatti ci frequentiamo e ci ha invitato a passare la vigilia e il Natale da loro, sono felici di averci e noi con loro.

Altri parenti e amici ? Certo, i cugini con i quali siamo anche amici, alcuni sono già venuti a cena ed altri verranno e lì lo scambio dei regali è sincero, il piacere di addentare il panettone insieme è vero. Altri? E perchè mai devo fare gli auguri a chi per un anno non si è mai visto o sentito, reciprocamente d’accordo, ma se chiami e loro tergiversano, dopo due volte, ciao.

Quindi io faccio gli auguri, di cuore, per un momento di serenità da passare insieme con chi veramente abbia voglia di trascorrere un vero Natale, sentito. Ed anche i miei auguri vanno agli amici del web, molti non conosco personalmente, altri sì, molti si sono persi per strada, ma in ricordo dei momenti  carini passati assieme, mi sento di fare loro auguri sinceri.

                                    B U O N         N A T A L E

albero natale 2015     monty 2013