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Addio sorella

Ogni perdita, ogni lutto… è una sofferenza. - Avis Regionale Sicilia

Addio sorella, te ne sei andata l’altra notte dopo una lunga malattia che ti ha fatto soffrire. Non il virus che ci attanaglia tutti in questi momenti, ma un’altra malattia altrettanto tremenda.

Eravamo un po’ distanti come età e per questo tu eri più legata a nostro fratello, un quasi gemello e, da giovani, io ero fuori dalle vostre amicizie e dai vostri interessi. Poi la vita ci ha fatto prendere strade diverse e non sono stati molti i momenti trascorsi assieme.

Ma ricordo quando siamo andati tutti e tre sul lago

e abbiamo passato delle giornate assieme e tu ti sei dedicata allo shopping trascinandomi per negozi.

ci siamo anche divertite, camminando  all’unisono e abbiamo mangiato panini e trascorso delle giornate in serenità.

Ora le giornate sono finite, resta forse il rimpianto di non aver potuto stare assieme di più per dirci tante cose e magari in modo diverso.

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E la Pasqua passò

Eh sì, anche quest’anno la Pasqua è passata, come? Sotto silenzio, come al solito, anzi di più. Visto che non c’era la scusa di andare a comperare un chilo di patate oggi e domani un etto di burro, giusto per uscire,  e i supermercati sono chiusi, la gente è stata rintanata in casa più di prima.

Naturalmente non si è rinunciato al pranzo pasquale, almeno noi. Quindi ecco il mio menù:

Torta pasqualina

Tortellini in brodo di cappone

Anatra al whisky

Cipolline caramellate

Colomba (fatta da me e riuscita bene…..ma quanto so’ brava…))

caffè

grappa (lui)

Poi in giardino vista la giornata estiva, ma nessuno che passava, nessun rumore, un’auto solo e quindi sono due le cose, o entri in panico oppure vedi positivo questi momenti di calma e ne approfitti per ritemprarti lo spirito. E’ come una meditazione forzata…wommmm…..tanto è così e durerà ancora. Solo che la gente capisca che non può mettersi in coda ai caselli per andare al mare, non può fare un barbecue con troppi aiutanti, ed è successo così oggi.

Domani, Pasquetta, faremo un barbecue condominiale, cioè uno ha il barbecue in giardino, cuoce la carne per tutti e ……ognuno la mangia a casa propria, senza muoversi, ma almeno sembrerà di fare la solita grigliata ……fuori porta.

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State tranquilli per quanto si può, state a casa e in casa e vedrete quanto cose ci sono da fare e da scoprire.

Auguri a tutti, per tutto.

Parliamo di accessori

Io negli accessori ci metto anche l’intimo, biancheria, magliette, calze collant, foulard, borse. Cioè tutto quello che fa da contorno e completa il nostro abbigliamento.

Se vengono sistemati bene tutti questi elementi saranno ben visibili, a portata di mano e in ordine.

Partiamo dall’intimo, la biancheria e le magliette “della pelle”. Il metodo migliore è arrotolarli, dopo averli piegati. I collant e le calze, non ne facciamo delle pallottole oppure rivoltarle dentro. Intanto visto che siamo dell’idea di riordinare anche qui, eliminiamo le calze vecchie (ma le tengo in casa, sono calde!!! no, stiamo in ordine anche in relax), presumo che non teniamo collant smagliati quindi basta piegarli nel modo giusto.

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Cioè sovrapporre la parte sinistra alla parte destra e piegare in tre parti uguali, la punta del piede deve essere all’interno, a questo punto iniziare ad arrotolarli. Per poi metterli via in piedi. Ci sono in vendita dei contenitori per cassetti che fanno proprio al caso nostro, sono scatole con dei piccoli spazi adatti per ricevere le calze e i collant.

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Piegare anche l’intimo, arrotolandolo, vedrete quanto posto in meno tiene. Mettiamo  le magliette “della pelle”  ben piegate, partendo da quelle invernali, di lana per arrivare a quelle leggere estive di cotone. Lasciamole tutte insieme nel cassetto, non facendo il “cambio stagione” anche qui.

Cerchiamo di organizzare I foulard e le sciarpe tanto di moda oggi in modo da non avere confusione e difficoltà a ricercare quello che serve.

Ma cos’è un foulard:

Il foulard è un fazzoletto, leggero e realizzato in vari materiali, setacotone o lana.

Particolarmente di moda negli anni sessanta era l’abitudine di portare il foulard sulla testa ed annodato sotto al mento, e spesso abbinato ad un paio di occhiali scuri, così come usavano le attrici.

Il foulard è sempre stato un accessorio tipicamente femminile. Ma negli ultimi anni, le case di moda più importanti hanno introdotto l’utilizzo di foulard e sciarpe particolari anche per la moda maschile. Il boom dei foulard “maschili” si è avuto nell’anno 2011, quando questo accessorio si è affermato come capo unisex.

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Io tengo sciarpe e foulard in un cassetto, dopo averle arrotolate. Le metto per il lungo, le piego e le arrotolo. Tengono poco posto e sono riconoscibili subito. Se non si ha a disposizione un cassetto, si possono mettere appese ad un attaccapanni.

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mettendole sulla sbarra una a fianco dell’altra e inserendo poi l’attaccapanni nell’armadio stesso. Oppure utilizzando un altro contenitore con gli spazi più grandi.

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Possiamo poi usare anche le scatole delle scarpe, quelle più resistenti, magari foderandole con della carta colorata.

Io penso che con calma, ora purtroppo abbiamo molto tempo a disposizione, possiamo organizzarci bene e fare in modo che il riordino o decluttering (orribile parola inglesizzata) sia una cosa da fare , magari una volta all’anno, tanto per tenere in ordine, creare più spazio in modo che le energie possano fluire liberamente e recarci beneficio.

Per le borse, capitolo a parte……alla prossima.

 

SilviaRuffilli

Festa del gatto

Oggi è la mia festa e io voglio fare quello che mi pare – cioè niente, riposare ed essere servita – (Montedison)

La Festa Nazionale del Gatto ricorre il 17 febbraio ed è nata nel 1990.

Il GATTO, già addomesticato dagli antichi Egizi oltre seimila anni fa per difendere le granaglie dai topi, divenne subito anche una divinità: la dea Bastet con corpo da donna e viso da gatto.

La storia dell’uomo e quella del gatto corrono parallele da sempre, dalle mummie di gatti degli egiziani, che li amavano fino a portarli nell’oltretomba, ai mosaici di Pompei, che testimoniano la loro importante presenza anche nella società romana. Li troviamo anche nell’Islam: fu la gatta Muezza a salvare Maometto dal morso di un serpente.

Ma non sempre il rapporto con l’uomo fu positivo: nel Medio Evo,in Europa, ci fu il momento più grigio per il felino domestico, demonizzato e associato alla stregoneria. La riabilitazione arrivò poi col Rinascimento, e sempre grazie alla sua indispensabile e utile presenza nelle campagne contro i topi, ai tempi terribili portatori di malattie.

Giusto festeggiare anche i gatti, sono parte integrante della nostra vita (per chi li ama),

In occasione della Giornata Nazionale del Gatto l’Ente Nazionale Protezione Animali ha pubblicato una guida pratica per imparare a prendersi cura dei gattiche amiamo. “Adotta un gatto” ci spiega cosa fare prima dell’arrivo di un gattino in casa, come capire i suoi bisogni, come prenderci cura di lui. A partire dalla decisione di adottare un animale domestico, che non deve essere un capriccio, ma un atto d’amore,una decisione che implica prendersi cura di lui per tutto il resto della sua vita, nel bene e nel male.

Quello che abbiamo fatto noi con Montedison, la nostra bellisima gatta, buttata come uno straccio nei capannoni della Montedison a Ferrara e salvata da un uomo buono che, dopo essere riuscito a catturarla l’ha portata al gattile, dove noi eravamo andati proprio quel giorno per adottare un gatto. Circa tre mesi, femmina, denutrita e spaventata, ma quando l’ho presa in braccio non si è più spostata facendo ron ron, per dirmi, ok ti ho scelta.

Ed ora fa veramente parte della famiglia da ben 12 anni.

ed è anche un po’ viziata, ama bere un piattino di latte alla sera…..

 

ma cosa non si fa per ripagarla di tutto l’amore che ci dà, del suo essere in simbiosi soprattutto con me, del suo musetto riconoscente quando l’accarezzo.

Ci sono tanti gattini che aspettano di essere adottati, avrete vicino a voi un gattile, e se non potete adottatene almeno uno a distanza. Io l’ho fatto

con l’associazione “Una zampa per la vita”.

E voglio ricordare anche i gatti che hanno attraversato il Ponte dell’Arcobaleno, Miciola, Briciola, Agata ed altri che, comunque restano nel cuore di ciascuno di noi che ha avuto il privilegio di averli accanto.

 

 

 

 

 

 

Vegetariani a tutti i costi

Vegetariani o vegani a tutti i costi, un pò lo sono anche io, mangio pochissima carne, ma non toglietemi i formaggi, qui poi nella patria del parmigiano reggiano….

Ma la dimostrazione migliore dell’essere vegetariano è quella che ho visto a Londra, nel quartiere un po’ folle di Camden Town, a nord della città. Zona di mercati  popolari tra i giovani, in particolare chi è in cerca di vestiti alternativi e diversi di questi mercati sono famosi per lo spaccio di droghe come lecca lecca al gusto di cannabis e poppers.

rinfreschiamoci un po’…con  figli e  nipoti…

dove ora sono i mercati una volta erano le stalle dei cavalli dei reali

qui ci sono i mercati con le insegne più folli che abbia mai visto

 

ed ecco un negozio  con una musica talmente assordante che entrando (io no) sembra di essere drogati.

qui si trovano ogni tipo di scatole di cereali e la fantasia non ha limiti…cereal killer = serial killer…

ma per tornare al vegetariano, questo negozio merita l’Oscar

in pratica…scarpe di plastica…

Vacanze alle terme

Sì, vacanze…..diciamo che le cure termali non sono propriamente una vacanza, anche se trascorse in un posto bellissimo come Comano, nel Trentino. Tra le dolomiti di Brenta e il lago di Garda. E’ nelle Giudicarie Esteriori che hanno ottenuto il riconoscimento Riserva della Biosfera Unesco.

https://www.termecomano.it/

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Qui siamo venuti, anni fa, per curare la dermatite, siamo (io e Mauro) guariti ed abbiamo dei bellissimi ricordi…sì ci siamo conosciuti proprio qui.

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Quest’inverno ho avuto dei fastidi alle mani e allora abbiamo deciso di ritornare qui per la cura. Cosa che sto facendo, cioè bagni, ma soprattutto voglio liberare il cervello, non pensare a nulla e trovare pronto tutto.

E allora abbiamo scelto l’hotel Villa Flora a Ponte Arche, praticamente il paese dove si trovano le terme. Appena fuori, immerso nel bosco, con una vista sulla valle, tutti i servizi, una zona relax e la piscina con idromassaggio esterno. Una cucina che non ci permette di stare a dieta visti  i piatti che la cuoca Marilena prepara. Qualunque cosa si desideri, ecco pronto. Quindi relax, sì cura, ma passeggiatina nel parco termale e soprattutto tanta tranquillità e coccole da parte di tutto il personale.

Risultati immagini per hotel flora comano

la camera da letto

Immagine correlata

la zona spa

Farò il resoconto dell’hotel/ristorante nella pagina “Ristoranti sì e no”.

Cure al mattino e al pomeriggio, dopo pranzo (che comodità trovare pronto….) e un dovuto riposino,  a spasso per visitare luoghi nuovi e vecchi. Non lontano perchè i bagni mi stancano, ma siccome quella è una zona ricchissima di paesini medievali, tipici, castelli ecc.  abbiamo girato tranquillamente.

Ad esempio Rango, Comano paese, le palafitte di Fiavè, Canale di Tenno, i laghetti della valle, Trento ecc. Saranno tema dei prossimi articoli.

In albergo e alle terme abbiamo conosciuto delle simpatiche persone, con le quali è stato bello parlare e poterci risentire.

Ora siamo di nuovo a casa, accolti dalla nostra micia Montedison che è stata ben curata dalla sua cat-sitter, trolley e borse da disfare, lavare, preparare il pranzo ecc…..Comano e Hotel Flora dove sieteeeeee..

Immagine correlata

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Ricetta vincitrice del contest “Le farine”

Tra tante ricette pervenutemi la scelta non è stata facile, ognuna aveva qualcosa di meritevole, ma ho premiato:

“Cuori di grano saraceno con pomodorini gialli e rossi ” del blog:

– Mani in pasta quanto basta –

perchè mi piace molto l’idea di preparare la pasta (qui con farine alternative, grano saraceno e farina di riso) tagliandola con le formine dei biscotti. Daniela l’ha fatta a forma di cuore, ma utilizzando altre forme si prepara una pasta divertente.

Poi perchè la ricetta è molto creativa e questo in cucina è molto importante.

COMPLIMENTI a “Mani in pasta quanto basta” e brave a tutte le altre.

Una menzione speciale ed un piccolo pensiero, però va alle ricette:

due ricette per la memoria oggi, sempre” del blog https://ifeelbetta.com/

perchè ha preparato un pane della tradizione ebraica, perché non si dimentichi oggi e -soprattutto- né Ieri né Domanilaltro💙 , messaggio molto importante.

e “pane injera con lievito madre ” del blog ” i biscotti della zia

Questo è un pane che fa parte della tradizionale gastronomica etiope ed eritrea. Ed anche qui per non dimenticare che oggi esistono anche altre realtà da non sottovalutare ed ignorare.

Due aspetti che  coinvolgono la nostra vita e quella del futuro dei nostri figli.

Sono molto soddisfatta e ringrazio ancora tutte, alla prossima.