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Vellutata di punte di finocchio

Foeniculum vulgare, cioè semplicemente finocchio, ma come sembra importante come verdura con il suo nome altisonante….

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Il finocchio è una pianta erbacea mediterranea, conosciuto fin dall’antichità per le sue proprietà aromatiche, la sua coltivazione orticola sembra che risalga al XVI secolo.

Da esso è derivato il termine infinocchiare, senso di “truffare, imbrogliare”, in quanto deriva dalla pratica di utilizzare il finocchio come antipasto per ingannare il gusto del cliente nei confronti di un vino di scarsa qualità, sia di utilizzarne i semi per alterare il gusto del vino imbottigliato.

Si dice che il finocchio sia una verdura poco importante, “non sa di niente”, invece  è noto soprattutto per le sue proprietà digestive. Ha infatti la capacità di evitare la formazione di gas intestinali e contiene anetolo, una sostanza in grado di agire sulle dolorose contrazioni addominali. Il finocchio ha, inoltre, proprietà depurative, in particolare a carico del fegato e del sangue. Ha, inoltre, potere antinfiammatorio. È composto principalmente d’acqua; tra i minerali il più presente è il potassio; contiene vitamina A, vitamina C e alcune vitamine del gruppo B.

A noi piace perchè è fresco, croccante e io ne utilizzo tutte le parti. La parte centrale, crudo in mille insalate, le parti esterne per preparare qualcosa al forno o cotte al vapore, sì ma non mi dire che usi anche i rametti e le foglioline, ebbene sì, proprio stasera ho preparato una deliziosa vellutata.

INGREDIENTI:

  • rametti e foglioline dei finocchi
  • 450 gr acqua
  • una confezione piccola di panna
  • olio di oliva
  • sale pepe

Prima di tutto ho cotto a vapore i rametti apicali e le foglioline,

dopo io ho usato il Bimby, ma si può usare un frullatore per tritare, direi omogeneizzare il finocchio. Poi si mette a cuocere per circa 20 min. con acqua, panna, olio, sale e pepe.

Servito con crostini di pane (avanzato) ne è risultata una deliziosa vellutata, profumata.

 

Brassica oleracea gemmifera

Mi piacciono tanto i nomi latini dei vegetali, rendono importante anche un semplice cavoletto di Bruxelles, perchè la Brassica oleracea gemmifera è propriamente detto Cavoletto di Bruxelles. Che  sono in realtà i germogli ascellari di una varietà di Brassica oleracea (della famiglia dei cavoli). Di forma globulare, crescono alla base delle foglie principali e sono costituiti da foglioline embricate (l’una che copre una o due sottostanti, come i carciofi). Il portamento di questa pianta ricorda il cavolo nero toscano e la coltura è molto simile. Per crescere necessita di un clima freddo, tipico del nord Europa. Forse una delle maggiori coltivazioni si trova proprio in Belgio.

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Ne avevo ancora due confezioni da questa estate, congelate da me e stasera ne ho preparata una, arricchendola con acciughe.

Ingredienti:

  • cavoletti di Bruxelles
  • pangrattato
  • alici sott’olio
  • aglio
  • la mia salamoia, in alternativa del timo fresco
  • olio

Ho fatto bollire al vapore i cavoletti. Poi ho messo in una padella l’olio, due spicchi di aglio e quando si sono dorati ho aggiunto delle acciughe sott’olio, le ho fatte sciogliere e poi ho messo del pangrattato. Dorato anche lui e quindi dentro i cavoletti.

Padella con coperchio e cottura per una decina di minuti. La foto non rende molto, ma veramente sono gustosi.

e poi come tutti i cavoli fanno molto bene, per i composti minerali, e microelementi presenti in ampia varietà, sono molto utili per ricostituire le riserve minerali dell’organismo. Per l’elevato contenuto in fibre ha elevato potere saziante se unito, come è tradizione, con legumi, o carboidrati (pane o pasta). I più importanti composti minerali contenuti sono zolfocalciofosfororameiodioseleniomagnesio. Tutti i cavoli (soprattutto se freschi) sono ricchi di vitamine, soprattutto vitamina B1, e vitamina C.

Quando vengono cotti, tutti i cavoli emanano un cattivo odore perché sono ricchi di composti di zolfo, che vengono liberati dalla cottura, ma svaniscono al 90% dopo 8 minuti di cottura.Tuttavia, tutti i cavoli contengono anche sostanze nutrizionali molto utili, per le quali è stato ipotizzato anche una funzione di prevenzione del cancro. Poiché tali sostanze si disperdono con la cottura, si  suggerisce di cuocerli nella pentola a pressione, in modo da ridurre sia il tempo di cottura sia la perdita di tali sostanze, ottenendo anche una minor diffusione di cattivi odori.

È molto utile, nei casi in cui è possibile (ad esempio in insalata e nei crauti) usare anche i cavoli non cotti, dato che essi contengono in condizione non modificata sostanze utili (anche composti dello zolfo), e vitamine (infatti alcune vitamine, come la vitamina C, si degradano con la cottura). (Wikipedia)

                             

Orzetto e carote

Orzo, L’Hordeum vulgare era già coltivato in Medio Oriente nel VII millennio a.C. e poi fu diffuso, grazie ai commerci, in tutto il mondo. Quindi oggi che viene riscoperto…..nulla di nuovo sotto al sole.

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(foto GreenMe)

L’utilizzo dell’orzo abbraccia diversi settori:

  • La granella è impiegata previa decorticazione o brillatura per preparazione di zuppe da solo o con altri cereali e/o legumi.
  • È utilizzato trasformato in farine, nella panificazione, da solo o miscelato con altre farine ma anche per piatti tipici e dolci.
  • Macinato grosso si ottengono delle semole grosse adatte a piatti tipici nordafricani simili al cuscus.
  • Previa tostatura e macinazione l’orzo è impiegato per preparare il caffè d’orzo
  • Dalla tostatura dell’ orzo si ottengono anche farine fini tostate utilizzate nella preparazione di dolci o pasticcini.
  • Tostato e liofilizzato, Tostato in forno a temperature sui 170-180 °C e macinato molto finemente, fino ad ottenere una polvere simile alla farina. Si usa per preparare velocemente delle bevande aggiungendo acqua o latte caldi. Le bevande vengono anche usate come sostitutivi del caffè.
  • Previa trasformazione in malto, l’orzo è impiegato come materia prima nei birrifici per la produzione della birra, e nelle distillerie per la produzione di liquori ad alta gradazione alcolica.
  • L’orzata è una bevanda analcolica composta da acqua e Orzo.
  • (Wikipedia)

L’orzo ha proprietà antinfiammatorie ed emollienti, svolge una discreta azione mineralizzante, contiene potassio, magnesio, ferro e calcio.
Avevo un piatto di orzo semplicemente cotto, delle carote in frigo e la fine di un pezzo di pancetta….che fare? Un buon piatto per pranzo.

Ingredienti:

  • orzo (nel mio caso già bollito)
  • carote
  •  pancetta
  • olio
  • cipolla
  • aglio
  • salamoia, la mia  (vedi)

Ho fatto soffriggere nell’olio la cipolla e l’aglio, poi ho aggiunto la pancetta a pezzetti e quando il tutto è stato ben rosolato ho aggiunto le carote a rondelle. Ho aggiunto anche un poco di brodo per evitare che il tutto attaccasse. Quando tutti gli ingredienti si sono cotti ho aggiunto l’orzo (già bollito) e un poco di salamoia per insaporire.

Sullo sfondo c’è “un’americanata”, cioè su una pentolina contenente il brodo, c’è un maialino in silicone che tiene sollevato il coperchio, così che non fuoriesca il liquido, me lo ha portato mio figlio da N.Y….!!!

 

 

Così ho preparato un piatto allegro, colorato e molto buono, oltre che aver  utilizzato degli avanzi….

 

Peperonata per l’inverno

L’estate  è un’esplosione di colori, che vorremmo catturare per il grigio inverno.

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Uno dei modi per farlo e conservare le verdure.

 

Per esempio io ho preparato la peperonata, con i suoi peperoni rossi verdi e gialli, belli carnosi e poi l’ho messa nei vasetti. Così quest’inverno quando l’aprirò so già che ricorderò l’estate.

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Il PEPERONE o CAPSICUM.  Il nome latinoCapsicum” deriva da “capsa“, che significa scatola, e deve il nome alla particolare forma del frutto, una bacca, che ricorda proprio una scatola con dentro i semiAltri invece lo fanno derivare dal greco kapto che significa mordere, con evidente riferimento al piccante che “morde” la lingua quando si mangia, questo riguarda i peperoncini.

I miei sono peperoni non sono piccanti, anche perchè per evitare la piccantezza basta togliere la parte bianca all’interno del peperone stesso.

ingredienti :

  • peperoni rossi gialli verdi
  • cipolla
  • sale pepe
  • salsa di pomodoro
  • aglio
  • olio
  • un pizzico di zucchero
  • basilico

Far soffriggere la cipolla tritata fine e l’aglio in poco olio e un goccio di acqua, poi aggiungere le falde di peperone, lasciar soffriggere un po’ e poi aggiungere la salsa di pomodoro, il sale il pepe e lo zucchero.

Lasciar cuocere cinque minuti a fuoco basso e far poi far raffreddare. Inserire nei vasetti e sterilizzare per circa mezz’ora ed ecco pronta la mia peperonata .

 

 

 

Ristorante La Quercianella Volta Reno (Bo)

Come dicevo, oggi abbiamo voluto provare questo ristorante, La Quercianella, situato in mezzo alla campagna bolognese, in un bel casolare ristrutturato, tranquillo, con un giardino a disposizione, tanti giochi per i bimbi in un’area riservata e pavoni, tacchini e altri animali.

Un bel locale ristrutturato con un bel colore giallo ocra e situato nelle stalle, con tante scritte sul muro in romanesco.

“Mejo faccia tosta che panza moscia”…..me piace

Abbiamo ordinato: maccheroni al torchio all’amatriciana, con il guanciale e una spolverata di prezzemolo, buoni buoni

poi abbacchio scottadito (e lecca pure le dita), cotto molto bene, con contorno di patate al forno

io…coda alla vaccinara, mi piaceva molto a Roma e questa non aveva nulla da invidiare, ricetta classica anche con i pinoli, ma senza cacao finale, meno male perchè nè a me nè alla proprietaria (romana) piace questa aggiunta. Contorno cicoria all’agro.

per finire una panna cotta con salsa di fragole, freschissima (no foto, mangiata)

Va bene, pranzo non in linea con il detox, ma……

parole sante…….

Il mio voto è un 5/5 pieno, per il posto, il cibo e la gentilezza dei proprietari.

 

Minestrone di recupero

Seguendo le indicazioni di Lisa Casali e del suo blog Ecocucina

con l’utilizzo delle parti cosiddette di scarto delle verdure, ho preparato una minestrone con:

  • parti apicali dei finocchi e le sue foglie esterne
  • foglie esterne e torsoli di un cavolo cappuccio
  • alcune carote e le sue foglie

le ho tagliate sottili e messe a cuocere in una pentola, dove ho aggiunto un cucchiaino di dado Bimby.

poi ho aggiunto del riso e con una bella spolverata di parmigiano è pronta una buonissima minestra di riso e verdure.

Volendo, a cottura ultimata, si può anche frullare, in modo da avere un ottimo passato.

Sarebbe bene mettere anche della curcuma, ma io l’avevo finita…..

Lo stesso si può fare con tutti gli “scarti” delle verdure e per conoscere meglio cosa usare vi invito a leggere il libro di Lisa Casali – Ecocucina, azzerare gli sprechi –

Ecocucina. Azzerare gli sprechi, risparmiare ed essere felici

ed ecco il risultato finale

(il formaggio è stato messo dopo la foto……..)

 

 

 

 

 

 

Strudel di ricotta, pancetta e …..

…e zucchine.

Ricotta freschissima e così le zucchine verdi. Ho pensato per la cena di fare uno strudel, ma cosè uno strudel?

Lo strudel (dal tedesco Strudel = vortice) è un dolce a pasta arrotolata o ripiena che può essere dolce o salata,

Lo strudel ha una ricetta che parte addirittura dall’VIII secolo a.C., ovvero al tempo degli Assiri; simili dolci si ritrovano anche nell’Antica Grecia del III secolo a.C.. Probabilmente, anche grazie alla via della seta la ricetta si è così tanto diffusa andando però a modificare quella originale in diverse varianti.

Lo strudel deriva quindi da una serie di nomi, forme e luoghi differenti; una delle più vicine è l’antico dolce baklava che seguiva le varie conquiste territoriali ottomane; dal 1526 il sultano Solimano il Magnifico avrebbe diffuso la sua ricetta nei territori conquistati, fino all’Ungheria. I continui contatti tra l’impero ottomanno e quello austriaco fecero sì che anche la ricetta dello strudel passasse dall’impero austro-ungarico al regno delle Tre Venezie.

In Italia tradizionalmente viene preparato nei territori un tempo compresi nell’Impero, principalmente Alto Adige, Trentino, Veneto e Friuli Venezia Giulia.

Ogni luogo ha poi la sua ricetta: con la pasta frolla o con pasta sfoglia.

Ed ecco gli ingredienti del mio strudel salato.

  • 1 foglio di pasta sfoglia
  •  500 gr di ricotta
  • 200 gr di pancetta a pezzetti
  • 1 zucchina grattugiata
  • e poi al posto del sale l’immancabile misto di semi
  • 1 uovo

Stendere la pasta sfoglia e sopra mettere prima la ricotta, poi la pancetta e poi la zucchina grattugiata. Infine una bella spolverata di semini vari.

Arrotolare lo strudel, spennellare con l’uovo sbattuto e terminare con dei semini messi sopra.

In forno a 180° per circa 40 min.

La foto definitiva è diventata tutta rossa, quindi impresentabile, ma fidatevi era bello e buono.

 

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