Archivi categoria: carne

Costolette o Cotolette ???

Standard

Cotoletta o costoletta, questo è il dilemma, se sia più nobile..….mangiare, dormire..è questo lo scrupolo….allora? Lasciamo tranquillo Amleto al suo dilemma e pensiamo al nostro.

Dal macellaio, vorrei fare delle costolette alla milanese, no dice lui, cotolette, no dico io, costolette e via così. Alla fine lui esausto (perchè io non mollo) va bene, signora, costolette, ma vado ad informarmi !!!!!

Il Comune di Milano, con delibera della Giunta del 17 marzo 2008, ha assegnato “la denominazione comunale” alla COSTOLETTA alla MILANESE, con la seguente scheda di presentazione:

Delle costolette alla milanese “lombolos cum panitio” si parla in una lista di un pranzo offerto nel 1134 da un abate dei monaci di S. Ambrogio, riportato nella Storia di Milano del Verri.

Immagine correlata

Ma c’è un altro quesito che ha appassionato gli storici ed i gastronomi per molto tempo: è quello sulla primogenitura del piatto, se cioè sia nata prima la “Cotoletta” alla Milanese oppure la somigliante (all’apparenza) wiener schnitzel austriaca che mostra però delle differenze sostanziali con la costoletta alla Milanese:

  • la wienner schnitzel è solitamente ricavata dal maiale e non dal vitello, come la costoletta alla milanese;
  • è senz’osso, quindi può essere ottenuta da vari tagli, per esempio dalla fesa o dalla noce e non dalla lombata come la “Milano”;
  • è sottilissima, larghissima e ben battuta, mentre la “Milanese” è alta quanto l’osso.

Risultati immagini per wiener schnitzel

Il termine Costoletta nel dizionario DEVOTO-OLI viene descritto come un taglio di carne con l’osso, quindi, ottenuto dalla lombata o dal carrè ,

Cotoletta, invece, come “fetta di carne, con o senz’osso, passata nell’uovo, impanata e fritta con olio o burro; lo stesso, ma oggi più comunemente usato che Costoletta: “derivata dal francese côtelette, dim. di côte = costa, costola”.
Cotoletta, dunque, trattandosi di carne impanata e cotta, sarebbe il nome di una preparazione.

Comunque fornita quindi delle mie…fette di carne, sono andata a casa per prepararle secondo gli insegnamenti di Luca Montorsino, cotte nel burro chiarificato (Ghee).

Ingredienti:

  • due costolette di lombata di vitello
  • pangrattato
  • farina
  • uova
  • burro

Prima di tutto pulire bene la carne dai bordi, togliendo quella parte che si arriccerebbe in cottura, poi tagliare la carne vicina all’osso, liberandolo per una parte. Raschiare bene l’osso, altrimenti in cottura la poca carne attaccata brucerebbe.

Non batterla con il batticarne, mai, perchè si sfibra, ma premere con la mano bene bene così da allargarla. Preparare intanto il burro chiarificato.

Tagliare il burro freddo in piccoli pezzi e metterlo a fondere a a fuoco bassissimo; una volta che il burro è completamente fuso, lasciarlo riposare per 10 minuti circa, quindi decantarlo in un’altra pentola dividendo dal siero che si sarà formato. Chiarificare il burro significa privarlo dell’acqua e della parte che, in cottura, brucia più facilmente: la caseina.

Così trattato, il burro può essere usato anche per eseguire cotture prolungate ed a temperature piuttosto elevate, il burro ha un punto di fumo a 176 gradi, il burro chiarificato a 190. Si può conservare in vasetti di vetro.

E’ chiamato Ghee in India e sembrerebbe avere effetti terapeutici nella medicina Ayurvedica.
costoletta-milanese-2
Quindi infarinare la costoletta, poi passarla nell’uovo non salato e poi nel pangrattato. Non salare prima perchè l’umidità del sale staccherebbe l’impanatura.

costoletta-milanese-1

Adagiarla quindi in una padella con il burro chiarificato e lasciarla cuocere da entrambe le parti, voltandola solo una volta.
costoletta-milanese-3
Poi metterla su carta assorbente e quindi nel piatto. Non mettere limone o altro, perchè deve sentirsi il sapore della carne e del burro.
costoletta-milanese-4
Sono rimasta soddisfatta perchè è finalmente venuta una vera e saporita costoletta alla milanese.

 

Annunci

La Befana tutte le feste porta via…..

Standard

…..no, forse non è la frase giusta, ma rende l’idea.

Risultati immagini per befana

e anche quest’anno, così come è arrivata, la Befana se ne va, sperando che ci lasci  solo delle cose migliori dell’anno passato.

Per chiudere in bellezza le feste, ho preparato un pranzo invitando dei cugini, con i quali abbiamo passato una bella giornata e il menù è stato questo:

Antipasti:

scopette della Befana,

mousse di prosciutto e semi in barchette di insalata belga,

salame casalingo con cetriolini e olive di Guido, (nostro amico)

piccoli tomini piccanti (comperati)

Primo:

risotto alle verdure

Secondo:

scaloppine di tacchino all’arancia e curcuma

patate al rosmarino al forno

insalata di radicchio e verde con noci, pezzetti di scamorza e  crostini, condita con un mix di semi vari.

Dessert:

ananas con arancia e uvetta

torta di tagliatelle

ed anche pane fatto in casa, cioccolatini, nocino di Mauro.

Lo devo dire, hanno gradito tutti e, per la prima volta in casa nostra…mi hanno fatto gli applausi !!! Soddisfazione, vedere che gli ospiti sono stati contenti a quel punto.

Non ho tutte le foto delle ricette, perchè curare il pranzo,servire, parlare e intanto mangiavano, le foto…alcune sono saltate dentro ai piatti e quindi…

la tavola apparecchiata,

dscn4005

dscn4004

le barchette di mousse:

– prosciutto cotto e crudo, ricotta, semi di sesamo e di papavero, un pizzico di sale, frullato il tutto assieme e messo nelle foglie di insalata belga.

dscn4000

le scopette della Befana:

– sottilette tagliate per un pezzetto, inserito degli stick (quelli dell’aperitivo) e legato con erba cipollina.

dscn4003

Il risotto è il classico, ho fatto stufare dei peperoni e delle zucchine in olio e burro e cipolla, poi messo il riso, il brodo e portato a cottura con il mio coperchio N.W. Cooker.

Invece sono interessanti e semplici le scaloppine all’arancia e curcuma. Immaginatele……

– scaloppine di tacchino infarinate, messe a rosolare in padella con burro, intanto ho grattugiato della curcuma (non uso mai la polvere perchè per me è più colorante che altro), spremuto un’arancia e ho fatto sciogliere la curcuma nel succo.

Giunte a cottura le scaloppine, veloci, ho messo il succo con la curcuma nella padella, a fuoco un po’ alto, fino a ridurlo. E’ venuto un piatto veramente invitante, colorato e saporito al punto giusto.

Il resto, normale e la torta di tagliatelle, portata dalla cugina, è una torta della tradizione emiliana, questa è bolognese.

Risultati immagini per torta di tagliatelle

( foto di “chebonchebon.com”), ma è uguale alla nostra.

Ma non basta, la sera prima altri amici, ma è stata una cena semplice, con i passatelli in brodo e la sera dell’Epifania, altri amici ad aiutarci…a finire il pranzo del mezzogiorno.

Ora è meglio che vada in cucina a riordinare e Mauro dice che ora sembra una “cucina da incubo” !!!!

 

Ristorante “Antica trattoria del Boden”

Standard

Alts Wirtschhuus z’ Boden nel dialetto Walser, cioè Antica trattoria del Boden provincia di Verbania.

Dopo aver visitato la chiesa siamo stati in questa trattoria, una bella veranda tra gli alberi, persone gentilissime e un menù che non ti aspetteresti di trovare in un posto abbastanza fuori dai percorsi turistici, se non percorsi devozionali.

DSCN3688

La cucina è una vera sorpresa: oltre ad alcuni piatti tipici della zona, come gli gnocchi all’ossolana fatti con farina di castagne, formaggi e salumi rigorosamente a km zero e qualche excursus nella cucina svizzera e il piatto walser: Pfifulti e Tafulti.

Si può mangiare anche con un menù a prezzo fisso di euro 10,50 che comprende primo, secondo, contorno, bevande incluse. Siccome i piatti sono invitanti Mauro e Sergio hanno optato per quello. Io invece, bastian contrario come diceva mia nonna, ho voluto assaggiare delle specialità del locale.

Per loro, risotto rosso ai frutti di bosco, filetto di trota salmonata alla piastra con fagiolini e patate fritte, torta soffice di mele.

Risotto rosso, ben combinati i due sapori del riso e dell’acidulo dei frutti di bosco, niente parmigiano, altererebbe il sapore.

DSCN3690

filetto di trota salmonata alla piastra con fagiolini e patate, cottura perfetta

DSCN3692

torta soffice alle mele, si scioglieva in bocca, deliziosa (l’ho assaggiata anch’io…)

DSCN3695

Invece io ho preso dei piatti da menù, uno mi incuriosiva particolarmente e cioè:

PFIFULTI e TAFULTI  ( ??? )
Innanzitutto, lo si può gustare solo all’Antica Trattoria: lo chef Davide si è preso la briga di recuperare e rivisitare due antiche ricette. Ma prima io ho mangiato:

una tartare di manzo su germogli con senape al miele, cipolla e pomodori secchi, non si può andare in Piemonte e non mangiare la tartare. Semplicemente meravigliosa, anche per me che non amo molto la carne, ma questa era veramente unica, la finezza di appoggiarla su un letto di germogli le dava un gusto particolare.

DSCN3689

poi questi sconosciuti Pfifulti e Tafulti, in pratica uno è un grande e lungo gnocco ripieno di prosciutto crudo della Val Vigezzo, leggermente affumicato e toma e l’altro sono dei ritagli di pasta di pane, reimpastati con il pangrattato e ripresi al burro, salvia e aglio orsino (aglio selvatico, di cui si nutrono gli orsi al risveglio) . Ne avrei mangiati ancora tanto è stata una buonissima scoperta, preparazioni semplici, ma nulla da invidiare all’alta cucina.

DSCN3691

e per finire una crostata agli amaretti. Ho fatto dei complimenti al cuoco…. per farmi dare la ricetta, gentilissimo me l’ha spiegata, omettendo sono sicura e comprensibilmente, quel particolare che ha reso una frolla mai assaggiata e irripetibile. La base è di pasta frolla, poi la crema pasticcera e infine gli amaretti interi velocemente intinti nell’Amaretto di Saronno. Ripeto, mai assaggiata una frolla così.

DSCN3696

Qui abbiamo un’alta qualità dei cibi ed un prezzo tutto sommato contenuto; dimenticavo l’acqua, opportunamente filtrata, è quella della fontana, quindi piena di energia positiva.

Sicuramente torneremo, non solo per ritrovare la mia Madonnina, ma anche per assaggiare altre specialità.

E il mio voto per questo ristorante è un 5/5 pieno.

 

 

 

 

 

 

Santuario della Madonna del Boden

Standard

Proseguendo la vacanza di un giorno, ecco che siamo arrivati al Santuario della Madonna del Boden, sopra Ornavasso e vicino al lago Maggiore.

DSCN3665

Sulla strada prima si incontra la chiesa della Madonna della Guardia, il Santuario venne edificato a ricordo di un evento che la tradizione  popolare vuole miracoloso e racconta di una ragazzina muta obbligata dalla matrigna ad andare tutti i giorni a pascolare le pecore. Ogni giorno davanti alla immagine della Vergine trovava il pane per la giornata, finché un giorno ricevette il dono della parola.  La prima pietra della chiesa fu posta nel 1674,  ma per l’imponenza della costruzione non venne mai portata a compimento secondo il disegno originario. Nel 1965 la chiesa viene chiusa e abbandonata a causa del degrado. E nel 1991 iniziarono i lavori per il restauro conservativo.

Di fronte alla chiesa si trova la Torre di Guardia

La torre di Ornavasso (foto Carlo Nigra).

Antica Torre di segnalazione, edificata nei primi anni del XIV secolo dalla famiglia dei Barbavara d’Ornavasso, feudatari di tutta la Valle d’Ossola, per potere avvertire, mediante l’accensione di fuochi, tutte le popolazioni ossolane, evitando in tal modo la sorpresa nel caso di eventuali attacchi da parte degli Svizzeri che imperversavano in tutta la valle. È situata nel piazzale di fronte al Santuario a cui ha dato il nome e svolge ora la funzione di campanile.

Proseguendo sulla strada si vede, dall’altra parte della montagna, l’ingresso alle cave di marmo di Candoglia, la cui parte storica è visitabile.

DSCN3664

Arriviamo al Santuario della Madonna del Boden, in posizione dominante sul paese di Ornavasso e sul fiume Toce, su una fascia pianeggiante circondato da fitti boschi di castagno. E’ una costruzione non molto grande, semplice, immersa nei boschi e con un piccolo piazzale davanti con le panchine; tutto concorre a creare una sensazione di tranquillità.

“Boden” significa pianoro in dialetto walser.

Spiego perchè a Ornavasso (Val d’Ossola) sopravvive il dialetto walser.

I Walser (contrazione del tedesco Walliser, cioè vallesano, abitante del canton Vallese) sono una popolazione di origine germanica ed appartengono al ceppo degli Alemanni, e sono giunti attorno all’VIII secolo nell’alto Vallese; durante il XIIXIII secolo, coloni Walser provenienti dall’alto Vallese si stabilirono in diverse località dell’arco alpino in Italia, Svizzera, Liechtenstein e Austria e Francia.  In Italia  comunità Walser sono presenti in Piemonte (in Valsesia e nell’Ossola) e in Val d’Aosta (nella valle del Lys).

Il luogo dell’attuale Santuario, fino al XV secolo, era noto per l’immagine della Vergine dipinta sul muro che veniva venerata dagli abitanti della zona. Il dipinto della cappelletta originaria, in seguito agli effetti deterioranti del tempo, venne in seguito sostituito da una statuetta, alta 30 cm, raffigurante la Madonna Incoronata.

Ora è posta all’interno della chiesa, dietro l’altare.

DSCN3672

Ecco il Santuario e i due fratelli cresciutelli vi tornano dopo…qualche anno.

DSCN3680

per prima cosa vediamo due belle colombe bianche nel prato ed è il primo segnale di pace che si prova arrivando lì.

DSCN3668

La leggenda dice che la notte del 7 settembre 1528 una pastorella di Ornavasso, dopo aver portato al pascolo le sue pecore, si addormentò. Al suo risveglio tutte le pecore erano scappate. Messasi, nel buio, alla loro ricerca cadde in un dirupo; spaventata chiese aiuto alla Madonna. Una luce, proveniente dalla cappelletta del Boden, le permise di ritrovare la via e il suo gregge che si era radunato presso l’Oratorio. Dopo di che venne edificata la chiesa.

l’affresco del miracolo.

l’altare con il quadro della Madonna

DSCN3670

DSCN3671

il pavimento della chiesa fatto con i marmi della zona.

DSCN3676

La Madonna del Boden è considerata una Madonna dei miracoli e, sistemati ora nella sagrestia, ci sono circa duemila ex-voto, per grazia ricevuta dalle persone che in particolari momenti hanno invocato la Madonna. Il più antico risale alla fine del 1700.

classico ex-voto a forma di cuore in argento, GR = Grazia Ricevuta

quadretti dipinti più o meno ingenuamente.

“Un artigliere dell’esercito sardo piemontese, in alta tenuta, ringrazia la Madonna del Boden, al ritorno dalla campagna del 1859,

siamo nel 1877, il cavallo imbizzarrito scalpita e il conducente cade, ma si salva e da qui l’ex-voto alla Madonna”

e ora i due pellegrini si riposano al fresco e nella serenità del luogo.

DSCN3684

Fuori sul piazzale c’è una fontana ed in cima una Madonnina in marmo

DSCN3669

ma vale la pena di raccontare perchè l’acqua che sgorga è considerata una grande fonte di energia.

Il santuario è stato oggetto di vari studi da parte di molti radioestesisti, riassunti nel libro di Giampiero Quadrelli “L’Energia di un Santuario” (Macro Edizioni).  La chiesa è situata alla confluenza di tre fiumi sotterranei, che si incrociano sotto l’altare.
Come per le cattedrali di Chartres e di San Giacomo di Compostela, a questi fiumi naturali sono stati aggiunti, a circa un metro di profondità, sette canali circolari, concentrici, nei quali l’acqua scorre in senso orario.
Il risultato di questi corsi d’acqua sotterranei è sorprendente: in un punto dietro l’altare, ai margini dei sette canali circolari e in corrispondenza dell’intersezione di due dei tre fiumi, le misurazioni effettuate con vari strumenti hanno rilevato un livello di energia pari a circa 19.600 unità Bovis (nel centro del Labirinto di Chartres il valore rilevato è di 18.000 unità Bovis) (La scala Bovis, dal nome dell’ingegnere francese Andrè Bovis  è un tipo di misurazione utilizzata per quantificare le vibrazioni sottili che nell’ambito dell’esoterismo e della rabdomanzia si ritengono emanate da luoghi, oggetti o esseri viventi, in base al valore delle radiazioni emesse).

Sin dai tempi antichi l’uomo ha costruito su terreni che avevano particolari vibrazioni positive e molte chiese hanno dei corsi d’acqua sotto di esse perchè l’acqua è influenzata dalle vibrazioni con le quali entra in contatto.

Quindi anche il santuario del Boden segue queste regole, è stato costruito sopra le sorgenti di tre fiumi, le cui acque sono state convogliate in canali circolari, nei quali l’acqua scorre a ritmo sostenuto e così crea energia, raccogliendo le vibrazioni del suolo e quindi trasformando l’acqua che sgorga nella fontana in un’acqua pura e molto energetica. Sono molte le persone che vengono qui per raccogliere l’acqua e usarla poi a casa.

DSCN3682

..e proviamo a bere quest’acqua…

DSCN3685

l’acqua è talmente pura e fresca che ha quasi gelato la bottiglietta che abbiamo riempito. Ora che abbiamo bevuto l’acqua…possiamo andare a mangiare.

Lì vicino si trova “L’antica trattoria del Boden”, con una bella terrazza coperta tra gli alberi ed anche lì scorre sicuramente l’energia positiva perchè i gestori sono molto gentili, il posto tranquillo e dopo aver letto il menù… non c’è che da scegliere.

DSCN3688

ma non mischiamo il sacro con il profano e quindi per la recensione del ristorante vi rimando al prossimo articolo.

 

 

 

 

 

 

Ricette senza foto

Standard

…ebbene sì, è la vigilia di ferragosto, fa caldo, ma soprattutto non ho voglia di fare le foto ai piatti…che male c’è? Però vi voglio raccontare lo stesso le due mie ultime ricette, e chi legge vada di fantasia.

GNOCCHI ALLA PANCETTA

Ingredienti:

  • gnocchi di patate
  •  pancetta dolce
  •  burro
  •  formaggio pecorino

Preparare come al solito gli gnocchi di patate. Mettere un bel pezzo di burro in un pentolino, lasciarlo sciogliere e poi aggiungere i cubetti di pancetta dolce. A fuoco basso essi devono appena rosolare, poi aggiungere il pecorino a pezzetti. Far bollire l’acqua ed appena questa sobbolle calare gli gnocchi, quando verranno a galla scolarli delicatamente, io li prelevo dalla pentola con la schiumarola e li metto nello scolapasta.

Condire gli gnocchi con questa pancetta e formaggio che nel frattempo si è un po’ sciolto. E’ un sapore diverso, molto buono, il delicato della pancetta e il piccante del pecorino.

 

ROAST BEEF  E VERDURINE

Ingredienti:

  • fette di roast beff
  • verdure miste (carote, cetriolo, zucchina, peperone giallo)
  • olio
  • limone
  • sale

Tagliare a julienne tutte le verdure e condirle con un poco di olio e sale, mettere nel piatto le fette di carne, irrorarle con olio e limone e cospargere sopra tutte le verdure preparate.

Piatto fresco, veloce, colorato.

 

 

 

 

Fegato e peperonata

Standard

Ho provato a cucinare il fegato del coniglio, ma di un coniglio allevato in campagna, sicuro. Ho smesso di comperare conigli nei negozi, dopo aver visto come vengono allevati e macellati.

Scusate la foto, ma è la meno crudele che ho trovato.

Non avevo mai usato il fegato perchè in esso si possono accumulare le tossine e, visto come vengono maltratti gli animali da macello, sicuramente i loro fegati ne sono pieni.

Ora compro, qualche volta perchè a Mauro piace, un coniglio, ma da conoscenti che li allevano nel pieno rispetto dell’animale. E così ho provato a cucinare il fegato.

Ingredienti:

  • fegato di coniglio
  • cipolla bianca
  • burro olio
  • latte
  • farina
  • sale profumato

Ho fatto imbiondire la cipolla in burro e olio, poi ho infarinato i pezzi di fegato e li ho messi in padella. A fuoco vivo li ho girati un paio di volte, poi ho aggiunto del latte, quasi coperti e ho messo il coperchio. A fuoco medio li ho fatti cuocere per circa mezz’ora e ho aggiunto il sale alla fine.

Come contorno ho preparato una peperonata semplice:

Ingredienti:

  • peperoni gialli e rossi
  • dado (mio)
  • acqua
  • burro olio
  • pesto (mio)
  • aceto balsamico

Ho pulito e lavato i peperoni, togliendo bene la parte bianca, responsabile dell’eventuale pizzicore, poi a pezzetti li ho fatti rosolare a fuoco alto, nella padella con burro e olio.

Gordon Ramsey dice che prima di cucinare occorre far scaldare bene la padella, poi aggiungere i condimenti. Fatto!

Quindi ho aggiunto il mio dado (preparato con il Bimby) e dell’acqua calda, poi del pesto che occhieggiava in un barattolino, ultimo rimasto della mia produzione. Ho coperto e lasciato cuocere a fuoco medio per circa un quarto d’ora. Quando l’ho impiattato ho aggiunto un po’ di aceto balsamico che ha dato un tocco particolare.

fegato peperonata

Controllate sempre la provenienza degli animali, cercate di capire il viaggio che fanno per arrivare alla vostra tavola.

Qui c’è la normativa europea sull’abbattimento degli animali, è un pdf, un po’ lungo, ma ci sono i regolamenti che spesso vengono disattesi. Ci sono poi anche altre normative sul trasporto e l’allevamento degli animali da macello (brutta parola).

Comunque a me è piaciuta molto la peperonata…..

“REGOLAMENTO (CE) N. 1099/2009 DEL CONSIGLIO
del 24 settembre 2009
relativo alla protezione degli animali durante l’abbattimento”

 

 

 

 

 

Ristorante “La Tentazione” -Verbania Pallanza

Standard

 

lago1

Qui siamo a Verbania Pallanza, una bella cittadina sul Lago Maggiore.

Il Lago Maggiore o Verbano è un lago prealpino di origine fluvioglaciale, il secondo per superficie in Italia. Il suo nome “Maggiore” deriva dal fatto che era il più esteso dei laghi prealpini. Le sue rive sono condivise tra Svizzera e Italia.

E’ il lago delle mie vacanze da bambina, quando andavo a casa della nonna e lì passavo tutte le estati, con tanti bei ricordi vissuti in un ambiente sereno e in un luogo che a tutt’oggi, dopo anni, ha conservato quell’aria un po’ demodè, tranquilla. Davanti ci sono le isole Borromee, una più bella dell’altra e poi Stresa, bella cittadina con una splendida vista, ma diventata molto turistica e commerciale.

……e questo è un ristorante dove abbiamo mangiato più di una volta, veramente bene, davanti al lago, con un ambiente familiare e il cuoco ha, oltre all’abilità, molta fantasia.

ristorante-la-tentazione

Il menù è vario, con pesce fresco appena pescato, il pane e i dolci fatti in casa e il personale sempre pronto a soddisfare ogni desiderio e pronto a consigliare il menù migliore.

Ecco qualche piatto che abbiamo gustato

Lasagnette aperte con gamberi, zucchine e pecorino”

lasagnetta aperta gamberi zucchine e pecorino

ripieni di patate viola, crema di latte di bufala, confit essiccati, pinoli e parmigiano”,

semplicemente deliziosi, delicati e allo stesso tempo saporiti

ripieni di patate crema di latte confit essiccati pinoli eparmigiano

“spaghetti allo scoglio – La Tentazione” , gli spaghetti sono sotto….

spaghetti allo scoglio La Tentazione

misticanza pomodori, ceci, farro e salmone affumicato”, sapori perfettamente equilibrati e piatto unico.

misticanza pomodori ceci farro salmone affumicato

ombrina”

ombrina

“ombrina impiattata”, delicata e cottura perfetta.

ombrina sfilettata

pesce persico del lago” – specialità

pesce persico del lago

“filetto di scottona alla brace e al sale rosa” – cottura perfetta

filetto di scottona alla brace e sale rosa himalaya

crème caramel al vapore” – troppo buona

creme caramel al vapore

“panini della casa”

panini della casa

…e ci sarebbero tante altre ricette, ma vi invito ad andare in questo ristorante a provare tutte le altre specialità.

Vale la pena di andare a fare una gita sul lago Maggiore a Verbania Pallanza per godere di questo meraviglioso lago, fare una gita in battello e rilassarsi, mettendo i piedi sotto ad un tavolo del ristorante “la Tentazione” sotto all’Hotel Novara.