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Torta esotica

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E’ una torta preparata per un invito a cena, non volevo fare la solita crostata con frutta e allora ho pensato di fare così:

Ingredienti:

  • pan di spagna
  • kiwi
  • banane
  • polvere di cocco
  • crema pasticcera

Per prima cosa ho preparato il pan di spagna, l’ho impastato con il Bimby, ma si può fare benissimo a mano, sono le stesse dosi:

4 uova a temperatura ambiente

250 gr di farina tipo 1

250 gr di zucchero di canna

50 gr di acqua

1 bustina di lievito per dolci

Nel boccale ho messo le uova, la farina, lo zucchero, 50 sec. vel 5, passati i primi 25 sec. ho aggiunto l’acqua e  il lievito.

Ho versato l’impasto in una teglia e ho infornato (forno statico) a 160° per circa 40 min. Poi l’ho lasciata raffreddare su una gratella. Sempre con il Bimby ho preparato la crema:

una scorza di limone

100 gr di zucchero

500 gr di latte

2 uova

40 gr di farina tipo 1

Ho messo nel boccale la scorza di limone e lo zucchero e ho polverizzato 20 sec. vel 7, poi ho aggiunto il latte, le uova e la farina e ho cotto 7 min., 90°, vel 4. Ho fatto raffreddare.

Non ho tagliato il pan di spagna per bagnarlo con il liquore, perchè, prima a me non piacciono le torte con il liquore e poi c’erano dei bambini a cena. Ma si può usare o del rhum o un altro liquore a piacere.

Ho messo sopra alla torta la crema e a fettine, il kiwi e la banana, e ho sparso una coltre di polvere di cocco.

Questo è il risultato, semplice, di effetto, ma soprattutto…sparita.

 

Cena di pesce, il primo piatto.

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Proseguendo le ricette della cena di pesce, ora siamo al primo piatto:

“Gnocchetti di ricotta con sugo di pesce” da una ricetta di Luca Montersino.

Ingredienti:

  • 700 gr di ricotta di pecora (perchè è più asciutta)
  • 300 gr di farina
  • erba cipollina

per il sugo:

  • 400 gr di gallinella di mare
  • prezzemolo
  • olio
  • salsa di pomodoro
  • aglio
  • sale/pepe

per decorare:

  • carote
  • olio
  • pinoli

Preparare gli gnocchetti impastando la ricottta con la farina e l’erba cipollina, passarli nell’attrezzino e metterli sulle retine.

impasto-gnocchi-ric

gnocchi-ric

Preparare il sugo.

Se volete potete far pulire le gallinelle dal pescivendolo, io ho provato a farlo da sola….non potevo fotografare e pulire allo stesso tempo, impegnata come ero.

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Comunque tagliare la testa e metterla da parte per poter preparare un brodetto di pesce, poi pulire e sfilettare i pesci e mettere sempre da parte la lisca.

Per fare il brodetto , se non si hanno abbastanza scarti si possono mettere, in questo caso, le teste e le lische, in congelatore. Ora non mi serve, ma si può preparare il brodetto e fare i cubetti in congelatore, in modo che quando dobbiamo fare un risotto di mare abbiamo il brodo profumato pronto.

Torniamo al pesce, dopo averlo sfilettato tagliarlo a coltello in pezzetti piccoli. Intanto in una padella larga mettere dell’olio, l’aglio in camicia e far rosolare, aggiungere la salsa di pomodoro e dopo averla fatta cuocere per almeno 20 min. aggiungere i pezzetti di pesce, il prezzemolo e un po’ di erba cipollina, il sale e il pepe alla fine.

Far cuocere in acqua salata, ma a bollore lento gli gnocchetti, scolarli con la schiumarola e metterli nella padella con il sugo di pesce. Mescolare delicatamente.

Tagliare le carote a julienne infarinarle e farle friggere in olio, scolarle su carta assorbente.

Componiamo il piatto:

– gnocchi, sugo di pesce, sopra appoggiamo le carote fritte e mettiamo dei pinoli, un poco di olio e il piatto è pronto per essere gustato, oltre che ammirato….

gnocchi-ricotta

 

 

La Befana tutte le feste porta via…..

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…..no, forse non è la frase giusta, ma rende l’idea.

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e anche quest’anno, così come è arrivata, la Befana se ne va, sperando che ci lasci  solo delle cose migliori dell’anno passato.

Per chiudere in bellezza le feste, ho preparato un pranzo invitando dei cugini, con i quali abbiamo passato una bella giornata e il menù è stato questo:

Antipasti:

scopette della Befana,

mousse di prosciutto e semi in barchette di insalata belga,

salame casalingo con cetriolini e olive di Guido, (nostro amico)

piccoli tomini piccanti (comperati)

Primo:

risotto alle verdure

Secondo:

scaloppine di tacchino all’arancia e curcuma

patate al rosmarino al forno

insalata di radicchio e verde con noci, pezzetti di scamorza e  crostini, condita con un mix di semi vari.

Dessert:

ananas con arancia e uvetta

torta di tagliatelle

ed anche pane fatto in casa, cioccolatini, nocino di Mauro.

Lo devo dire, hanno gradito tutti e, per la prima volta in casa nostra…mi hanno fatto gli applausi !!! Soddisfazione, vedere che gli ospiti sono stati contenti a quel punto.

Non ho tutte le foto delle ricette, perchè curare il pranzo,servire, parlare e intanto mangiavano, le foto…alcune sono saltate dentro ai piatti e quindi…

la tavola apparecchiata,

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le barchette di mousse:

– prosciutto cotto e crudo, ricotta, semi di sesamo e di papavero, un pizzico di sale, frullato il tutto assieme e messo nelle foglie di insalata belga.

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le scopette della Befana:

– sottilette tagliate per un pezzetto, inserito degli stick (quelli dell’aperitivo) e legato con erba cipollina.

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Il risotto è il classico, ho fatto stufare dei peperoni e delle zucchine in olio e burro e cipolla, poi messo il riso, il brodo e portato a cottura con il mio coperchio N.W. Cooker.

Invece sono interessanti e semplici le scaloppine all’arancia e curcuma. Immaginatele……

– scaloppine di tacchino infarinate, messe a rosolare in padella con burro, intanto ho grattugiato della curcuma (non uso mai la polvere perchè per me è più colorante che altro), spremuto un’arancia e ho fatto sciogliere la curcuma nel succo.

Giunte a cottura le scaloppine, veloci, ho messo il succo con la curcuma nella padella, a fuoco un po’ alto, fino a ridurlo. E’ venuto un piatto veramente invitante, colorato e saporito al punto giusto.

Il resto, normale e la torta di tagliatelle, portata dalla cugina, è una torta della tradizione emiliana, questa è bolognese.

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( foto di “chebonchebon.com”), ma è uguale alla nostra.

Ma non basta, la sera prima altri amici, ma è stata una cena semplice, con i passatelli in brodo e la sera dell’Epifania, altri amici ad aiutarci…a finire il pranzo del mezzogiorno.

Ora è meglio che vada in cucina a riordinare e Mauro dice che ora sembra una “cucina da incubo” !!!!

 

Natale è finito, ma….

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…ma possiamo andare a rivivere la sua magia al Villaggio di Natale di Bussolengo (VR).

Siamo andati con nostra figlia, a curiosare e non solo, anche perchè ci sono i saldi…..C’è una marea di oggetti, luci, articoli vari e sembra di essere in un paese del nord. Sono 20 anni che c’è dal 2 novembre all’8 gennaio da Flover e occupa uno spazio di 7000 mq. e vale la pensa di andarci perchè è un luogo “dove nascono i sogni”…

all’ingresso

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zona alberi di Natale

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..anche questo.. da appendere al soffitto

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le casette degli gnomi

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sullo sfondo una delle sale apparecchiate

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poi ci sono degli stand dove degli artigiani, attraverso il loro lavoro, preparano delle palline dipinte a mano, oppure dei lavori in legno ecc.

qui le palline dipinte per l’albero

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qui l’artigiano del legno

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una tenerissima renna

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e fuori dal villaggio scende la neve…

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uno degli innumerevoli scaffali con ogni tipo di oggettistica per Natale

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accanto ad un bellissimo albero girevole con carillon

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da una stanza all’altra

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decorazioni splendide, tante idee..

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c’è anche la fabbrica dei giocattoli, dove gli gnomi preparano trenini, bambole e tutti i giocattoli che i bambini chiedono a Babbo Natale

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e qui la macchina impacchetta doni

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ma arriva mezzogiorno e allora andiamo a mangiare alla tavola calda del villaggio, sullo sfondo la poltrona di Babbo Natale, perchè ci sono tante manifestazioni ed eventi, uno dei quali è la cena con Babbo Natale.

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Siccome sembrava di essere nel nord Europa, allora si mangiano wursteln e crauti speziati e l’immancabile torta Sacher.

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e non si può non passare dallo spazio del cioccolato…

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usciamo poi all’aperto per andare a visitare la Casetta di Babbo Natale, prima però una sosta sulla sua slitta

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una splendida casetta tutta completa, anche di renna.

sala da pranzo

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cucina ben attrezzata

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camera da letto

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Babbo Natale in ufficio che parla con gli gnomi

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e così, ritorniamo dalla magia del Natale alla realtà di tutti i giorni.

 

 

Tronchetto salato

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In una delle mie cene natalizie ho preparato questo tronchetto salato come antipasto, originale, buono e simpatico.

Il tronchetto di Natale (Bûche de Noël), è un dolce tipico della tradizione natalizia francese, è fatto a forma di ceppo di legno, simbolo Natalizio di numerosi paesi del Nord Europa; un tempo quando ci si scaldava con la legna veniva preso un ceppo dalla parte più grossa dell’ albero e conservato nella legnaia in attesa della vigilia di Natale, e quindi veniva messo nel camino dal capofamiglia , un simbolo per riscaldare il bambin Gesù.

Poiché il ceppo doveva ardere fino a Capodanno, si estraeva da alberi come la quercia o il castagno, che assicuravano una lenta combustione.

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Le sue origini in realtà sono pagane, era un rito con cui si propiziava la fertilità di tutti gli alberi da frutto e con le ceneri del ceppo, durante l’anno si compivano riti propiziatori atti a proteggere il raccolto e la famiglia dalla negatività.
E questa tradizione si è trasformata in cucina nella creazione di un ceppo fatto di pasta morbida di biscotto arrotolato e ripieno di crema di cioccolata oppure, come nel mio caso, in un tronchetto salato.

INGREDIENTI:

per la pasta brisè:

  • 250 gr di farina n° 1
  • 100 gr di burro morbido a pezzetti
  • 70 gr di acqua fredda
  • un pizzico di sale

per la farcitura:

  • due etti di speck
  •  100 gr di crema di formaggio emmenthal (il mio)
  • semi si sesamo
  • semi di papavero
  • patè di funghi

crema di formaggio:

far sciogliere a basso fuoco in un pentolino, del formaggio emmenthal a fettine sottili con un po’ di panna, aggiungere, quando sarà diventato cremoso, i semi di sesamo e di papavero. Lasciar raffreddare.

patè di funghi:

ho fatto rinvenire dei funghi secchi misti, poi li ho messi in un pentolino con dell’alloro, due spicchi di aglio, del prezzemolo e li ho fatti trifolare, aggiungendo, se occorre, del vino bianco. Quando si sono intiepiditi li ho frullati e messi da parte.

Preparazione:

Per prima cosa impastare la pasta brisè e prima di utilizzarla, avvolgerla in un tovagliolo e lasciarla riposare per circa 15 min. in frigorifero.Poi stenderla con il matterello in un rettangolo, appoggiarla su un foglio di carta stagnola e farcirla con le fette di speck e sopra con la crema di formaggio.

Arrotolarla bene con la carta stagnola, quindi farla cuocere in forno per circa 25 min.

Quando sarà fredda, togliere la stagnola. Tagliare l’inizio e la fine per traverso e un pezzo per fare il fianco del tronchetto.

Unire il pezzetto di fianco e ricoprire il tutto con il patè di funghi, poi decorare a piacere.

Ecco il risultato:

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Si presenta bene e, soprattutto, è un ottimo antipasto.

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Finiamo il panettone?

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Quest’anno, per ora, le persone che sono venute a trovarci ci hanno portato ciascuna un panettone, cosa fai, per cortesia lo apri e lo mangi insieme, magari con una tazza di the oppure dopo pranzo, anche se hai preparato già un dolce.

Ma naturalmente ne avanza e allora, con tre mezzi o quasi panettoni ho preparato un dolce. Come lo chiamo? Panetton-crem.

Intanto vediamo come è nato il panettone.

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Il panettone, è un tipico dolce milanese, associato alle tradizioni gastronomiche del Natale e ampiamente diffuso in tutta Italia. A Milano fino al 1900 erano in moltissimi tra fornai e pasticceri a produrre il panettone, oggi però le grandi ditte industriali di panettoni sono dislocate in tutta Italia, mentre a Milano rimangono ancora tanti artigiani che producono un panettone secondo la ricetta tradizionale.

Una delle leggende circa il nome del panettone è questa: Il cuoco al servizio di Ludovico il Moro fu incaricato di preparare un sontuoso pranzo di Natale a cui erano stati invitati molti nobili del circondario, ma il dolce, dimenticato nel forno, quasi si carbonizzò. Vista la disperazione del cuoco, Toni, un piccolo sguattero, propose una soluzione: «Con quanto è rimasto in dispensa – un po’ di farina, burro, uova, della scorza di cedro e qualche uvetta – stamane ho cucinato questo dolce. Se non avete altro, potete portarlo in tavola». Il cuoco acconsentì e si mise a spiare la reazione degli ospiti. Tutti furono entusiasti e al duca, che voleva conoscere il nome di quella prelibatezza, il cuoco rivelò il segreto: «L’è ‘l pan del Toni». Da allora è il “pane di Toni”, ossia il “panettone”.

Un’altra curiosità è questa: A Milano, è tradizione conservare del panettone mangiato durante il  Natale, per poi mangiarlo raffermo a digiuno il 3 febbraio, festa di san Biagio, come gesto propiziatorio contro i mali della gola e raffreddori,  In questo giorno i negozianti per smaltire l’invenduto vendono a poco prezzo i cosiddetti panettoni di san Biagio, gli ultimi rimasti dal periodo festivo.

Ed ora ecco il mio panetton-crema:

Ingredienti:

  • panettone avanzato
  • crema
  • liquore all’arancia (il mio)
  • fettine di arancia
  • zucchero a velo

per la crema: (nel Bimby)

  • 100 gr di zucchero (io di canna)
  • 500 di latte
  • 2 uova
  • 40 gr di farina n° 1
  • un cucchiaio di liquore all’arancia

Mettere nel boccale lo zucchero, il latte, le uova e la farina, cuocere per 7 min 90° vel 4. In ultimo ho aggiunto il liquore mescolando bene.

Poi ho tagliato a fette i panettoni rimasti e ne ho fatti degli strati alternati con la crema, messo dello zucchero a velo e guarnito con fettine di arancia, ecco pronto un nuovo panettone, o un panetton-crema.panettone-arancia

 

Ristorante ” Dorio 1865″ Vigodarzere (Pd)

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Vigodàrzere è in provincia di Padova, in Veneto. Il toponimo significa “villaggio sull’argine” (o anche “villaggio fortificato”, dal latino agger) con evidente riferimento alla posizione del paese sul fiume Brenta. E’ posta immediatamente a nord della città di Padova e proprio a causa di questa posizione veniva considerato l’ultimo avamposto a protezione della sottostante città.

Molto interessante è La Certosa di Vigodarzere, monastero certosino edificato nel corso del XVI secolo.

La costruzione fu decisa dopo che nel corso del cosiddetto “guasto delle mura” (la distruzione ordinata dalla Repubblica di Venezia di tutti gli edifici che circondavano le mura cinquecentesche di Padova) fu abbattuto il vecchio monastero certosino.

I dintorni sono protetti dal regolamento del Parco del Brenta e pertanto sono quasi intatti: alberi secolari e suggestivi scorci del fiume rendono gradevoli le passeggiate che portano alla Certosa.

Ma a Vigodarzere abbiamo scoperto anche questo ristorante, “Dorio 1865”. Si trova in via Roma 26/A – tel 049 700854

Il Ristorante Dorio 1865 si distingue per l’eccellenza della sua cucina di pesce e per la sua storia che affonda le radici molto lontano nel tempo, attraversa i secoli e racconta di cuochi, piatti della casa, ricette segrete e gusti alimentari che si sono evoluti nel tempo. Il locale è storico, ma  rimodernato in sintonia con le nuove richieste della clientela e i nuovi stili di vita. Infatti l’interno è molto curato, i tavoli sono disposti in modo che ci sia sempre un po’ di privacy, il personale è accogliente, solare e premuroso.

Particolare

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Ma passiamo al menù, e a sorpresa, coccola della casa, è arrivata una deliziosa

– crema di cannellini prima soffritti con gambero cotto al vapore e olio d’oliva –

crema cann soff gamb vapore

poi come antipasto abbiamo scelto

-shacker di scampi siciliani e gamberi rossi al pomodoro e arancio su pane abbrustolito –

viene presentato nel vasetto e miscelato bene per poi essere versato sul piatto dove il pane lo aspetta fragrante. Molto originale ed il pesce freschissimo.

shaker di gambscam pom succo ar basil pane

poi…”Ciccheto de Venesia”, cioè baccalà mantecato e gamberi in saor, mai mangiati e unici come sapore, equilibrato, agrodolce, favolosi. E poi la presentazione è molto curata, piacevole anche agli occhi….

gamb saor baccal mantec

non c’era la tartare di tonno ed allora abbiamo preso quella di dentice, ottima, sullo sfondo i panini e la focaccia della casa.

tartare di dentice

come primi piatti – risotto di mare classico – delicato, ma ricco di pesce, molto ben mantecato

risotto frutti di mare

e tortellini ripieni di scampi e gamberi rossi, al burro e bottarga su crema di rapa rossa. Da fare il bis, particolari, sapori ben assortiti.

tort sc gamb rossi burro bottarga crema rapa ros

poi diciamo basta perchè le porzioni erano assolutamente sufficienti, ma su consiglio del cameriere ci siamo lasciati tentare da una frittura di calamari, scampi e mazzancolle e verdure pastellate. Fatto bene, perchè era una frittura leggera e non unta, ce la siamo divisa diciamo, equamente…

fritto misto

ma e le capesante che a me piacciono tanto? Dai è la tua festa, ordinale, ed ecco che arrivano anche quelle piccole, gratinate in maniera eccellente, non ricoperte come normalmente le servono, sparite…

piatto capesante grat

vista la presentazione con i germoglietti era un peccato rovinare il piatto, ma il gusto nel mangiarli è stato più forte.

Finiamo naturalmente io con un dolce – zuppa ai frutti di bosco e fragole con gelato alla vaniglia e lastrine di cioccolato – una crema di frutti veramente ben fatta, dolce al punto giusto

zuppa bosco gelato vaniglia ciocc

e gli altri con un sorbetto al limone, sì, non il solito, ma mantecato con la vodka al tavolo. In questo caso l’ha preparato la dolcissima camerierina Giorgia, premurosa e sorridente

giorgia

sorb mantec al tavolo vodka

Dopo il caffè ci siamo decisi ad alzarci da tavola, dopo aver mangiato molto bene, con piatti particolari che erano perfettamente adatti alla festa. Il costo è adeguato alla qualità del pesce molto fresco e al servizio,sicuramente è un locale dove tornare con famiglia, amici o per una cenetta a due….

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Il mio voto per questo ristorante è sicuramente 5/5, sia per il locale, il personale e il cibo.