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TORTA DI PANEMELE

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Questa è una torta che faceva sempre mia nonna, quando passavo l’estate sul lago da lei. Era una merenda che aspettavo con impazienza e me ne mettevo via sempre una fetta per mangiarla con calma quando mi rifugiavo nella mansarda, dove avevo fatto il mio regno.

Il mio regno…quanti ricordi, mi ero fatta un “appartamento” per me, le mie bambole e  il mio orsacchiotto. Con quello che trovavo, assi, cassette, oggetti dimenticati in soffitta avevo fatto dei piccoli mobili, mio zio aveva trasformato un vecchio armadietto farmacia in un armadio per gli abiti delle bambole, l’aveva tutto ricoperto, dipinto ed io ne andavo fiera.

Poi avevo preso in cucina delle piccole pentole e facevo finta di cucinare, usavo tutto, foglie, fiori, semi, frutta e tutto ciò che trovavo.

Era molto divertente e qualche volta invitavo delle amiche, ma preferivo stare da sola con le mie bambole e i miei sogni.

La torta veniva cotta sempre nella stessa teglia, usata solo per questo dolce e tuttora mantengo l’abitudine.

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Tortelli viva Juve per “quanti modi di fare e rifare”

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Li volevo preparare, ma aspettavo che la Juve vincesse lo scudetto e quindi ora sono pronta!

Combinazione vuole che il tema di questo mese di giugno del “quanti modi di fare e rifare” fossero “I ravioli di san Giovanni” bicolori di Lu.c.ia.  e allora siamo andate nella sua cucina, intanto per assaggiare i suoi e poi per preparare insieme tanti modi diversi i ravioli. Spero che anche i miei siano graditi, anche se sono un po’ di parte, dico a tutti gli altri tifosi di altre squadre che, con opportuni colori, si possono fare per far felici mariti, compagni, ospiti e amici.

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Torta versata di ricotta (Martolina docet)

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Questa è una delle tante meravigliose ricette di Martolina in cucina.

Lei l’ha preparata a pezzettini nei pirottini dicendo che si può anche congelare, io l’ho preparata intera, pensando che, se avanzava, avrei fatto così anch’io…sìììììì…è sparita tutta ed eravamo in quattro…

E’ veramente facile, molto gustosa e soprattutto da rifare.
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Mini quiche, cioè grande per quanti modi di fare e rifare

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Questo mese siamo da Zenzero & Cannella e un buon profumo di spezie ci avvolge quando entriamo nella sua cucina per fare e rifare le sue mini quiches.

La sua ricetta è qui,  Mini quiche lorraine.

Io invece ne ho fatta una sola, il tempo e gli impegni sono stati tiranni, ma non potevo mancare all’appuntamento, ecco qui la mia:

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Antipasto pre-pasquale

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Un parte dell’antipasto pre- pasquale, visto che eravamo invitati, ho preparato dei pulcini e degli involtini di melanzane.

Certo Pasqua è passata, ma si possono preparare lo stesso per altri pranzi.

Ho rassodato della uova e poi le ho tagliate , rifilando il tuorlo per farlo sembrare un guscio spaccato, poi con il pepe ho fatto gli occhietti e con delle carote il becco e le crestine. Due uova non sono nate…ma la destinataria è allergica al pepe.

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Ma uno è nato così ed allora è diventato il galletto del pollaio.

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Questi sono gli ingredienti degli involtini di melanzane:

  • una grossa melanzana tagliata a fette sottili
  • ricotta fresca
  • bottarga di pesce
  • finocchietto selvatico

Ho fatto grigliare (sempre con il coperchio Wonder) le fette di melanzane e le ho messe poi ad asciugare su carta da fritti, ho mescolato la ricotta con la bottarga e il finocchietto tagliato sottile, poi ho farcito le fette di melanzana avvolgendole su se stesse. Le ho disposte sul piatto da portata e le ho cosparse con un po’ del ripieno.

Veramente buone e particolari.

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“Un lampone nel cuore”

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Con questa iniziativa, i food blogger che aderiscono a “unlamponelcuore” intendono far conoscere il progetto “lamponi di pace” della Cooperativa Agricola Insieme (http://coop-insieme.com/),nata nel giugno del 2003 per favorire il ritorno a casa delle donne di Bratunac, dopo la deportazione successiva al massacro di Srebrenica, nel quale le truppe di Radko Mladic uccisero tutti i loro mariti e i loro figli maschi. Per aiutare e sostenere il rientro nelle loro terre devastate dalla guerra civile, dopo circa dieci anni di permanenza nei campi profughi, è nato questo progetto, mirato a riattivare un sistema di microeconomia basato sul recupero dell’antica COLTURA DEI LAMPONI e sull’organizzazione delle famiglie in piccole cooperative, al fine di ricostruire la trama di un tessuto sociale fondato sull’aiuto reciproco, sul mutuo sostegno e sulla collaborazione di tutti. A distanza di oltre dieci anni dall’inaugurazione del progetto, il sogno di questa cooperativa è diventato una realtà viva e vitale, capace di vita autonoma e simbolo concreto della trasformazione della parola “ritorno” nella scelta del “restare”.

Ed ecco che anch’io ho deciso di partecipare a questa iniziativa, dedicando una mia ricetta a questo frutto saporito, rosso come il sangue versato da tanti innocenti, ma rosso anche come la passione che queste persone mettono per ritornare a vivere.

“PINZA BOLOGNESE AI LAMPONI”

è una vecchia ricetta, semplice, ma molto buona che ricorda quando le nonne la facevano per la colazione o la merenda; invece di usare la mostarda bolognese all’interno della ricetta classica, ho usato la marmellata di lamponi.

Ingredienti:

  • 500 gr di farina OO
  • 3 uova
  • 300 gr di zucchero
  • una bustina di lievito per dolci
  • latte q.b. per amalgamare
  • granella di zucchero
  • marmellata di lamponi
  • lamponi freschi

Disporre la farina e mettere le uova, il lievito e lo zucchero, impastare in modo da ottenere un amalgama liscio, spianare con il matterello. Stendere su questa sfoglia la marmellata di lamponi, arrotolarla su se stessa e chiuderla ai lati.

Bagnare leggermente la superficie e  mettere sopra la granella di zucchero.

Mettere in forno caldo a 180° per circa 30 min. Quando è fredda decorarla con i lamponi freschi.

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“Quanti modi di fare e rifare”..tucèn ad fa’sol e ov –

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Questo mese tocca a me aprire la mia cucina per voi, cuochine/i dei “quanti”, lo faccio molto volentieri ed anche se è piccola, ci stiamo tutti ed anche se sulla porta della mia cucina c’è un cartello minaccioso per tenere lontani gli estranei….

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per voi non vale, la porta è aperta e mettiamoci a fare e rifare i “Tucèn ed fa’sol e ov” del mitico Fiorino.

Fiorino è un mio vicino di casa che ha appena compiuto 80 anni, ed un bravissimo cuoco, si diverte tutti i giorni a preparare la pasta sfoglia, i minestroni ecc. ed è la mia fonte per tutte le vecchie ricette di una volta. Ecco questa è proprio una di quelle, io questa volta l’ho rifatta, ma quella originale è qui.

INGREDIENTI:

  • passata di pomodoro,
  • prezzemolo tritato, una manciatina
  • aglio due spicchi
  • fagioli borlotti
  •  due uova
  • sale e un goccio di olio alla fine

Ho messo in una padella il pomodoro, un po’ d’acqua, l’aglio e il prezzemolo e l’ho fatto cuocere per circa 20 min. Poi ho aggiunto i fagioli scolati, dopo che li avevo lasciati a bagno tutta notte, dopo la cottura dei fagioli alla fine ho aggiunto le uova, le ho strapazzate, aggiunto sale ed è tutto pronto. Con un buon pane casalingo è una cena completa.

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Se pensiamo che una volta questi cibi venivano preparati sulla “stufa economica”, anche se ci voleva molto tempo, all’ora di pranzo erano pronti. E’ un piatto ricco, gustoso anche se fa parte della cucina povera.

Grazie per essere stati con me e grazie a Cuochina per avermi invitato a partecipare. Il mese prossimo troviamoci tutti da Silvia, blog “una stella tra i fornelli” per preparare i “PICI ALL’AGLIONE”, ciao.

Con questa ricetta partecipo all’iniziativa di ” Quanti modi di fare e rifare” per il mese di febbraio 2014.