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CANOCCHIE NEL RISO

Avevo delle canocchie freschissime e non volevo mescolarle ad altri pesci o molluschi per una zuppa di pesce ed allora mi sono detta: aspetta che ne facciamo un primo piatto.

INGREDIENTI:

  • 6 etti di canocchie
  • spezie CURRY GOIA, spezie intere India di Orodorienthe
  • riso
  • prezzemolo, aglio, sale, sugo di pomodoro.

Ho lavato molte volte le canocchie, anzi le ho lasciate a bagno per un po’, senza poi colarle con il colino, altrimenti tutta la sabbia sarebbe rimasta attaccata a loro. Poi le ho pulite della testa, zampe e guscio e le ho fatte bollire con le spezie, veramente questo mix di curcuma, kummel, fieno greco,galgant, pepe della Jamaica ecc, è più adatto per la marinatura del pesce. Infatti l’ho sempre adoperato così, però ho detto che lo volevo provare anche facendo cuocere delle canocchie.

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Il profumo che ne è scaturito, bollendo, era veramente delizioso, per nulla forte.

Poi ho fatto cuocere il riso e dopo averlo scolato l’ho fatto saltare in padella con aglio e prezzemolo, fino a che è diventato croccantino. Ho unito le canocchie scolate, non molto, per lasciare un poco della loro acqua e ho unito pochissimo sugo di pomodoro.

Ho lasciato insaporire e questo è il risultato (spazzolato tutto…..)

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Poi ho preparato

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SECONDA RICETTA (INNOVAZIONE) – A, COME ABBRACCIO.

Ecco la seconda scelta per il contest, sezione INNOVAZIONE, quella che ha delle caratteristiche particolari, di novità.

Quindi per

                                             SEZIONE  INNOVAZIONE

                       APPLE  PLUM  DOUBLE-CRUSTED  CRISP

del Blog – UN VIAGGIO IN CUCINA –

Oggi volevo postare una ricetta dolce e buonissima che ho fatto per la prima volta un anno e mezzo fa per addolcire la colazione mia e della mia dolce metà… è stata una delle prime ricette che ho cucinato per l’uomo che poi sarebbe diventato l’uomo della mia vita e vedendo quanto piaceva mi ha motivato ancora di più a sperimentare la mia passione per la cucina… con questo dolce il risveglio diventa ancora più bello e visto che la colazione per me è fondamentale e mi piace chiacchierare e bere molto caffé…ogni giorno un momento speciale solo per noi…

apple crisp a colazione

Adoro i dolci con la frutta e questo ne contiene molta e si possono mettere più tipi di frutta, inoltre rispetto alle normali apple crisp io metto una doppia “crosta” croccante, sotto e sopra la frutta…con tanta avena per renderla buona e croccante…

Questo dolce diventa più buono il giorno dopo e anche quello dopo ancora se rimane (siamo in due e  le dosi sono per riempire una pirofila ovale lunga 30cm), conservato in frigorifero…

Tempo di preparazione: 25 minuti + 60 di cottura

Dosi per 8 persone

Ingredienti per il crisp:

  • 220g di farina
  • 150g di avena integrale intera
  • 180g di zucchero di canna
  • 1 cucchiaino di cannella in polvere
  • 130 g di burro
  • 1/2 cucchiaino di sale

Ingredienti per il ripieno:

  • 8 mele 
  • 9 prugne
  • 50 g di zucchero bianco
  • succo di 1 limone
  • 1 cucchiaio di maizena
  • 1 cucchiaino di cannella in polvere

Preparazione:

Per fare il crisp mischiare la farina con avena, zucchero, cannella e sale in una bacinella.

Mischiare il tutto con il burro fino a che non si sia amalgamato e il composto si sbricioli bene. Lasciare da parte, tagliare le prugne e le mele sbucciate a tocchetti, anche un pò irregolari.

Mettere nella bacinella con la frutta, lo zucchero, la cannella, il cucchiaio di maizena e il succo di 1 limone. Mischiare bene il composto.

Imburrare una pirofila, io uso una pirofila ovale trasparente, perché mi piace vedere anche il lato della torta. Può andare bene anche una pirofila quadrata di 22x22cm come grandezza.

Mettere prima uno strato di crisp, poi versare la frutta e disporla bene, ricoprire con il crisp rimasto.

Mettere in forno pre-riscaldato a 180 gradi per 60 minuti, fino a quando il crisp sarà ben dorato e si vedrà un pò di succo della frutta fuoriuscire dai bordi.

Ecco, qui non ha avuto molte esitazioni, a lui piacciono i dolci con la frutta e adora il croccante (ma quante nocciole e mandorle ho usato a Natale per farlo…) e questa combinazione ben riuscita lo ha incuriosito.

Qui abbiamo visto un abbraccio forte del croccante  che avvolge la frutta delicata e  che risponde bene all’idea che avevamo dell’abbraccio.

W LO SWAP

Per la prima volta ho partecipato a due swap (non sapevo neppure cosa fossero), poi una mia amica me lo detto e allora mi sono iscritta a

“Il dono del Tempo ” di Anna the Nice e

“Xmas swap 2012” di La scimmia Cruda.

Sono stata abbinata al primo con Antonella di Grosseto , blog Amormorf

e al secondo con Paola di Genova, blog  Saporiinvaligia.

Oggi mi sono arrivati entrambi i pacchi e, ci credete, mi sono commossa, (Mauro dice che ho le lacrime facili, bè e allora???)

Questi sono i bellissimi regali di Antonella

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Un libro di poesie di Sandro Penna, già sul comodino pronto da leggere,

un quaderno di pagine bianche per poter scrivere i miei pensieri,

dei bulbi di fresie da piantare per poter avere dei fiori in primavera, che sono, assieme alle rose i miei fiori preferiti,

un sacchetto di the nero speziato, io amo il the,

due sacchetti di spezie che uso tanto al posto del sale.

Il tutto in una bellissima scatola natalizia di metallo, Antonella come facevi a sapere che colleziono scatole di metallo? E insieme ad un biglietto di Natale con degli auguri particolari e toccanti che ho gradito moltissimo.

Invece questi sono i bellissimi regali di Paola

regali Paola Ge

regali Paola Ge  2

Un libro di ricette della Liguria, da una parte scritto in italiano e dall’altra in inglese e…dialetto ligure, fantastico,

Una serie di pirottini in varie misure per muffins e cupcake, anche tu, come facevi a sapere che mi piacciono questi dolcetti?

Un sacchetto con tutto l’occorrente per fare delle stelle di Natale in feltro, li farò con calma…

Dei biscottini, buonissimi, da appendere all’albero (meno due, mangiati..).

Un regalo per il mio blog, una tovaaglietta in feltro rosso per poter fare da base per le foto di Natale.

Voglio ringraziare Anna  e Milena, che con i loro swap, mi hanno dato la possibilità di ricevere dei regali di Natale, ma soprattutto di conoscere delle nuove amiche.

LE ACCIUGHE, queste dimenticate.

Da: “La via dell’acciuga” di Laura Rangoni

storia, mito e tradizioni culinarie.

La storia dell’acciuga si lega alla scarsità di cibo che esisteva fino ad almeno 100 anni fa.

Se sulle coste italiane il pesce è sempre stato presente, pescato e consumato, non così per le classi meno abbienti della campagna, della montagna e della città.

Ed ecco che allora hanno imparato a salare le acciughe per conservarle e a trasportarle anche più lontano dal mare.

Il consumo di pesce spesso si riduceva alle “alacce” (acciughe salate), alle aringhe affumicate o essiccate, alle sardine e ad alcuni pesci di fiume o di lago.

In alcuni centri di montagna le famiglie povere si permettevano solo un’acciuga salata, che non veniva pulita perché conservasse il suo odore e veniva cotta sulle braci del camino o sulla piastra della stufa economica.

C’è differenza tra acciughe e sardine. I bianchetti o gianchetti che si vendono non sono di acciuga, ma di sardina, perché le larve delle acciughe sono amare.

La sardina è simile all’acciuga, ma è più grande, è priva di denti e non ha il muso che sporge dalla mascella come l’acciuga.

Esse sono pesci azzurri e consigliate per le loro caratteristiche organolettiche, le acciughe fresche contengono il 15% di proteine, solo 3.5% di grassi e hanno 100 calorie, molto fosforo e “grassi buoni” (polinsaturi).

Le acciughe salate hanno ancora meno grassi, solo 1% e quelle sott’olio 11%.

La pesca delle acciughe, fin dal Medioevo, è stata soggetta a regole e divieti. Ad esempio erano soggette “alla decima”, cioè i pescatori dovevano devolvere alla parrocchia il 10% del pescato.

La vita del pescatore era grama e così la sua dieta quotidiana; le acciughe venivano consumate nelle minestre a mezzogiorno con un po’ di pane e la sera condivano la polenta.

Le acciughe oggi sono le protagoniste del “tocio” veneto, del “guazzetto ligure”, del “tocc” romagnolo e di molti altri sughi regionali.

Curiosità e le acciughe nei proverbi:

Un modo per passare inosservato è “fare l’acciuga” cioè mescolarsi agli altri.

Di un giornale scritto male si dice che “è buono per le acciughe”, perché spesso le acciughe salate venivano incartate nei giornali.

Un’acciuga nel piatto vale più di un tonno in mare.

Nei ricordi:

“ mio padre faceva l’oste e quando arrivava un acciugaio che voleva dormire nel fienile, glielo faceva fare in cambio di un po’ di acciughe che poi mia madre cuoceva sulle braci”

“ il sale che veniva via dalle acciughe non si buttava via, ma era usato per dare sapore alla polenta. Veniva molta sete e i più giovani bevevano latte annacquato, i grandi invece il vinello” (annacquato pure lui).

“ le mamme facevano cuocere le acciughe con un poco di olio di lino, l’aglio e il prezzemolo e ci condivano la polenta”.

Per tutto il resto delle notizie vi lascio alla lettura di questo interessante libro, nel quale si scopriranno tanti particolari curiosi circa le acciughe e non solo.

Ed ecco qui una ricetta tratta dal libro, ce ne sono tante e tutte invitanti, tali da volerci far apprezzare un pesce spesso dimenticato:

ACCIUGHE ALLE ERBE

Ingredienti (per 4 persone)

  • 500 gr di acciughe
  • 50 gr di burro
  • 1 foglia di lauro (omessa)
  • 2 chiodi di garofano (omessi)
  • 1 cipolla
  • 1 spicchio di aglio
  • 1 ciuffo di prezzemolo
  • 1 bicchiere di vino bianco
  • 1 cucchiaio di farina
  • Sale
  • Qualche fogliolina di timo e un rametto di rosmarino
  • Succo di mezzo limone.
  • Io ho aggiunto alcune foglioline fresche di menta e pepe .

Procedimento:

Preparare e lavare le acciughe, lessarle con le erbe, la cipolla affettata, lo spicchio di aglio schiacciato, il sale ricoprendole con acqua e vino bianco in parti uguali, facendole sobbollire per 10 minuti.

Quando sono cotte toglierle dal brodo facendo attenzione a non romperle, disporle nel piatto da portata e tenere al caldo.

Mettere sul fuoco una casseruola con il burro e aggiungere la farina stemperata in due bicchieri di brodo di cottura del pesce, passato al setaccio, mescolare bene e quando la salsa è ben addensata, aggiungere il succo di limone, versare sulle acciughe e servire subito.

E’ un piatto profumato, buono, il sapore delle acciughe con la crema fatta con il brodo di cottura viene esaltato.