Agnello per Pasqua

Ecco qui l’agnello che mangerò per Pasqua. Forse, perchè sono tanto belli.

agnello marzapane

E’ un regalo di una mia cara amica, fatti personalmente con l’arte che la distingue.

Lasciamo stare quelli veri ed è inutile dire, tanto li hanno già ammazzati, certo, ma se la maggioranza di noi rinuncia ad acquistarli, tra un po’ le vendite caleranno e ne moriranno di meno.

BUONA PASQUA, serena a tutti voi.

Si chiude il contest “La cucina in viola”

Già, siamo ormai arrivati alla fine del contest, che, come Cenerentola, a mezzanotte di oggi 16 aprile 2014, chiuderà i battenti.

Solo a mezzanotte, quindi chi ha ancora una ricetta in mano ha tempo per inviarmela.

Non so come ringraziare tutti partecipanti,  nonostante sapessi che non era un titolo facile,  siete andati tutti a scovare delle preparazioni strepitose, addirittura create apposta, mi avete veramente commossa,(ormai sapete come sono),sono arrivate (fino ad ora) ben 62 ricette, tutte in tema, belle, buone, colorate, quanta fantasia e impegno ci avete messo.

Se qualcuno ha inviato la ricetta e per caso non la vede in elenco, me lo comunichi per favore  in breve tempo, perchè ho avuto problemi con il computer e non vorrei che non fosse arrivata, grazie.

Ora, dopo Pasqua, vi dirò chi il giudice unico, molto precisino, un po’ severo, ma obiettivo, (naturalmente Mastro Geppetto/Mauro) avrà scelto tra tutte le ricette pervenute quelle due alle quali regalare il pensiero che ho preparato per voi e cioè:

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questo trifoglio per la ricetta “PIU’ VIOLA CHE CI SIA” e

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questo libro di ricette bolognesi alla RICETTA PIU’ ORIGINALE.

Il giudice passerà le feste pasquali a scegliere e non è semplice, molte sono quelle più viola e molte le originali, ma virtualmente siete premiati tutti.

E’ con un po’ di malinconia che chiudo questo mio terzo contest, ma sono felicissima della vostra numerosa partecipazione e non so dirvi altro che

GRAZIE   GRAZIE   GRAZIE.

Al prossimo contest e un abbraccio a tutti.

Marika

 

Coniglio all’aceto balsamico

Questa è una ricetta della mia amica Irene, è particolare (la ricetta, non l’amica), diversa dal solito modo di cucinare il coniglio.

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INGREDIENTI:  (per circa 6 persone)

  • un coniglio di 1.500 circa
  • 3 cucchiai di aceto balsamico di Modena
  • 1 cipolla
  • pepe e sale
  • parmigiano reggiano grattugiato
  • brodo vegetale

Tagliare a pezzi il coniglio dopo averlo lavato e metterlo a marinare per alcune ore nell’aceto balsamico con la cipolla tagliata a pezzi grossolani, il pepe e tanta acqua fredda quanto basti a coprirlo.

Poi scolare i pezzi di coniglio e passarli in un piatto con del parmigiano, comprimendoli bene per farne una sorta di “panatura” di formaggio.

Se cotti in forno metterli in una teglia, salarli e cuocere a 150° per circa 90 min.

Io invece ho usato il mio “metodo di cottura”, cioè il mio coperchio Wonder, sul gas. Ho messo i pezzi in una padella. ho aggiunto la cipolla scolata dall’aceto, ho salato e messo il coperchio a fuoco alto, non appena il vapore è uscito dai fori ho abbassato al minimo, li ho rigirati solo una volta, aggiungendo un poco di brodo vegetale e in un’ora esatta si sono cotti perfettamente.

Devono restare morbidi, il formaggio fa una bella crosticina e non si sente il sapore dell’aceto, ma un profumo molto invitante.

Quanti modi di fare e rifare …la “torta pasqualina”

Siamo in Liguria, una regione che non sempre viene valorizzata come si dovrebbe, è importante, Genova è stata una delle Repubbliche marinare e vanta un passato glorioso.

E oggi andiamo a casa di Carla, un’arbanella di basilico, che ci ospita per il consueto incontro mensile tra Cuochini e Cuochine per preparare la Torta Pasqualina, un classico della cucina ligure.

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Qui c’è la sua ricetta originale e questi sono i miei ingredienti:

per la pasta “matta” come la chiama Carla:

  • 600 gr di farina OO
  • 6 cucchiai di olio
  • 300 cc. di acqua
  • 12 gr di sale

per il ripieno:

  • 1 cipolla
  • 1 spicchio di aglio
  • 500 gr di erbette
  • 4 uova
  • 250 gr di ricotta
  • parmigiano reggiano grattugiato
  • spezie varie, sale, pepe, noce moscata

Ho impastato la pasta e lasciata lievitare, intanto ho messo in padella dell’olio, l’aglio e la cipolla, quando sono risultati morbidi ho aggiunto la verdura e l’ho fatta saltare. Poi ho aggiunto le uova sbattute con le spezie, il sale e pepe e noce moscata. Le ho versate nella padella e ho spento subito, rimescolando.

Ho preparato la pasta tirandola per fare delle sfoglie sottili (in totale ne ho fatte otto), poi ne ho messa una in una teglia oliata e dopo aver unto la sfoglia ho aggiunto la seconda, dopo ho aggiunto il ripieno e sopra la ricotta. Ho messo via via le altre sfoglie ungendole prima di passare alla successiva.

Ho fatto un cordoncino intorno e poi, come dice Carla, ho soffiato in un buchino della torta per farla gonfiare, ma ahimè si gonfiava da una parte e si sgonfiava dall’altra, ho risigillato bene, ma nulla, quindi, a corto di fiato, ho rinunciato. Mi sono detta, non avrà la caratteristica di questa torta, d’altra parte è stata fatta a Bologna, non a Genova….

Comunque l’abbiamo mangiata tiepida ed era molto buona, da rifare per Pasqua.

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Con questa ricetta partecipo all’iniziativa dei “quanti modi di fare e rifare”,  e ricordiamoci che

il 6 maggio 2014  prepareremo la  Mini quiche lorraine  di Dany
blog: Profumo di zenzero

Melanzane mozzarellate

Avevo una bellissima  melanzana e avevo mille idee per cucinarla, ma essendo grande ho pensato di tagliarla a fette, cosa faccio? Impanate, solito…fritte, no non ho voglia….involtini…non li amo molto e allora ho deciso per questo. Non è una mozzarella in carrozza e neppure una parmigiana di melanzane, ma una melanzana mozzarellata, cioè mozzarella tra due fette di melanzana. E dopo questo scioglilingua ecco il risultato.

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INGREDIENTI:

  • fette di melanzana abbastanza grosse e sode
  • mozzarella
  • pomodorini (i miei estivi)
  • olive (esagerate)
  • sale aromatico
  • olio di oliva

Ho tagliato a fette la melanzana e le ho grigliate nella padella senza olio con il mio coperchio Wonder per circa 5 minuti. Poi ho messo una fetta di melanzana sul tagliere, ho adagiato sopra delle fette di mozzarella, ho salato e ho messo una seconda fetta di melanzana sopra, a mo’ di panino.

Ho messo un poco di olio nella padella, ho messo i pomodorini, le olive e le melanzane mozzarellate, ho chiuso sempre con il coperchio e ho fatto cuocere a fuoco basso per circa 10 minuti. Quando tutta la mozzarella si è amalgamata e qualcuno reclamava perchè era tardi ho impiattato. Molto gustosa, il profumo dei pomodorini unito a quello della melanzana era veramente appetitoso.

Pane “Tumminia”

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Ecco, questo è il mio primo esperimento con un’altra farina dei Molini del Ponte Drago di Castelvetrano

La farina Tumminia, un po’ di storia:

La Timilia (detta anche nelle forme dialettali tumminia, timminia, trimminia) è una farina che era coltivata già nel periodo greco ed è una varietà antica di grano duro a ciclo breve che veniva seminata a marzo, come ringrano o quando le annate piovose non consentivano la semina nel periodo autunnale. Il pane di Tumminia che ne deriva è scuro e particolarmente profumato, con un buon apporto nutrizionale.  La Farina di Timilia è ottenuta dal lento sfregamento delle macine a pietra, è una farina integrale leggermente burattata. Essa contiene quindi gli oligoelementi del germe di grano e un po’ di crusca. Questa farina è indicata per la panificazione, infatti è ingrediente principale del prodotto tipico “pane nero di Castelvetrano”, ha una colorazione grigiastra e il pane che ne deriva ha colore scuro ed un gusto dolce. Non subisce trattamenti chimici.

Avevo assaggiato questo pane a Castelvetrano e, avendo acquistato la farina, dovevo provare a prepararlo.

Certo per il vero pane di Castelvetrano va preparato con due tipi di farina, va cotto nel forno a legna scaldato con rami di ulivo, va preparato con il lievito madre, ma era tanta la voglia di provare che…mi sono buttata. Poi non ho fatto la forma “a vastedda”, cioè quella tipica della pagnotta siciliana, ma ne ho fatto tre pezzi con semi vari (papavero, lino e aneto…lo so..lo so che ci vorrebbe il sesamo..).

Insomma come primo esperimento sono abbastanza soddisfatta, anche se dovrebbe venire più alveolato, riproverò seguendo pari pari la ricetta e anche se non ho il forno con l’ulivo, pazienza, vorrà dire che tornerò a Castelvetrano per mangiare quello vero.

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Questa è la mia ricetta:

INGREDIENTI

  • 15 gr di lievito fresco
  • 300 ml di acqua tiepida
  • 1 cucchiaino di zucchero
  • 450 gr farina Tumminia
  • 1 cucchiaino di sale
  • semi di lino, papavero, aneto

Ho sciolto il lievito con lo zucchero e metà acqua, poi ho impastato con l’impastatrice, versando la farina e il sale nel recipiente. Ho incorporato poi il lievito sciolto e l’acqua rimanente fino ad ottenere un impasto morbido ed omogeneo. Ho lasciato lievitare l’impasto fino al raddoppio, poi l’ho rilavorato e ho fatto una seconda lievitazione.

Ho messo le pagnotte in forno caldo a 200 ° per circa 30 minuti, l’ho tolto quando ha assunto un bel colore dorato, non ho voluto aspettare e l’ho assaggiato caldo. Certo non ha tutto il sapore di quello vero, ma è molto buono (da migliorare, sicuro).

 

I “Madonita”

Li ho chiamati così perchè li ho preparati con la farina integrale “MADONITA” dei MOLINI DEL PONTE di Castelvetrano (TP) .

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brioches Madonita

Prima di tutto due  parole su questi “Molini del Ponte” di Filippo Drago.

Sono andata a visitarli, accompagnata da Giovanna e Pino, e ho conosciuto questi giovani, entusiasti del loro lavoro che stanno riscoprendo le farine prodotte con grani antichi. Farine molite a pietra naturale, in ambiente assolutamente pulito, in ordine e moderno e Filippo è stato così gentile da spiegarmi tutto, insomma mi ha fatto una lezione da università.

io e Filippo

 

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Qui è Filippo orgoglioso di mostrare il suo grano antico.

Ho scoperto molte cose e soprattutto che dobbiamo rifarci ai prodotti naturali, non per moda, ma per la nostra salute. Potete contattarlo per avere maggiori informazioni e soprattutto possono spedire le farine dove volete.

Oggi ho provato a fare questi dolcetti con la farina Madonita,

INGREDIENTI:

  • 400 gr di farina integrale MADONITA
  • 100 gr di burro morbido
  • 100 gr di latte
  • 1 uovo
  • 1 bustina di lievito
  • 2 cucchiai di zucchero
  • un pizzico di sale
  • crema di nocciole (mia)
  • zucchero a velo

Ho mescolato bene tutti gli ingredienti e poi ho lasciato lievitare in luogo caldo per circa 30 min. Poi ho diviso l’impasto e tirato bene con il matterello, ho preparato dei cerchi e diviso in otto parti, su ogni parte ho messo un cucchiaino di crema alle nocciole, poi li ho arrotolati partendo dalla base per formare delle piccole brioches.

Ho cotto in forno per 15 min a 180° e non appena si sono raffreddati li ho cosparsi di zucchero a velo. Non sono dolcissimi, ma sono buoni e friabili.

 

 

 

 

 

 

Carciofi “a pignateddu” a modo mio….

Ebbene sì, sulla scia dei miei recenti ricordi siciliani ed avendo ricevuto dei magnifici carciofi, ho preparato questa ricetta, anche se i veri “a pignateddu” sono carciofi imbottiti e questi sono trifolati, ma sempre al tegame sono. Tanto per parlare siciliano…..

Questa è la preparazione.

INGREDIENTI:

  • 4 carciofi freschissimi
  • prezzemolo
  • aglio
  • limone
  • olio di oliva

Pulire i carciofi alla base, tenendo da parte i gambi per un buonissimo risotto, tagliarli in quattro parti ciascuno e metterli a bagno in una ciotola con il limone. Ho messo in un tegame olio, due spicchi di aglio e prezzemolo, unito i carciofi sgocciolati e un poco di acqua, sale e poi io ho coperto il tegame con il coperchio New Wonder. Eh, sì, oramai è il mio metodo di cottura.

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Fuoco alto e poi abbassato il gas, al minimo, circa 15 min. sono cotti, profumati e morbidi.

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Un premio graditissimo

Ho ricevuto questo premio: “The versatile blogger award” da Chiara del blog: Un viaggio in cucina, un blog con il quale ho molte cose in comune, come la cucina e i viaggi.

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Sono orgogliosa del mio blog che, anche se segue i miei tempi e i miei umori, è sempre vivo e lo voglio tenere sempre costantemente attivo. Anche per voi che mi seguite e che ringrazio per tutti i vostri messaggi o partecipazioni.

Queste sono le semplici regole del premio:

  • elencare 7 cose di me
  • scegliere 15 blog a cui donare a mia volta il premio
  • avvisare i suddetti premiati
  • ringraziare il blogger che mi ha premiato

Sette cose su di me:

1) sono del segno del Toro, paziente, ma non fatermi arrabbiare, orgogliosa alle volte troppo, credo molto nei rapporti affettivi, amore e amicizia.

2) sono nata al Nord, ma amo i paesi mediterranei.

3) amo cucinare, scoprire vecchie ricette, rielaborare e amo seguire i consigli per imparare cose nuove.

4) amo viaggiare, girerei il mondo, ma lo faccio sull’atlante e sulle ricerche geografiche.

5) amo il Natale in tutte le sue espressioni, ma purtroppo non riesco a riunire tutti quanti perchè hanno tutti la loro vita, allora io festeggio Natale dai primi di dicembre a fine gennaio, in modo che ogni volta che arriva qualcuno la festa si rinnova.

6) amo la terra, i minerali, i gatti e la luce.

7) amo la vita.

Blog a cui ho dato il premio:

Ecco fatto, ora comunicherò ai vari blog e il lavoro ora tocca a loro.

Grazie ancora CHIARA, abbraccio.

Panorsetto

Ecco qui il mio panorsetto, cioè un panino e prosciutto fatto ad orsetto, preparato anche per partecipare ad un contest, una simpatica parata degli orsetti del blog “Sweet and that’s it”.

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Ingredienti:

  • 400 gr di farina  o
  • 100 gr di acqua
  • 100 gr di latte
  • 20 gr di lievito di birra in panetto
  • 1 cucchiaino di zucchero
  • 2 cucchiaini di sale
  •  20 gr di burro morbido

Dopo aver impastato bene tutti gli ingredienti, accendere il forno a 250° per circa due minuti, poi spegnere, in modo da creare una camera di lievitazione.

Intanto formare l’orsetto su una teglia e inserirlo nel forno spento, dopo circa mezz’ora, quando sarà lievitato, senza toglierlo dal forno, accendere a 200° e cuocere per circa 30/40 minuti.

Lasciarlo raffreddare e poi tagliarlo a metà e farcirlo a piacere, io ho usato il prosciutto crudo, ma si può mettere la mortadella, formaggio, sottaceti. Ho decorato il mio orsetto con olive per occhi e mazzetto di erba cipollina e fiori per augurare a tutti un buon inizio di primavera.

Con questo orsetto partecipo al contest – La parata degli orsacchiotti – del blog Sweet and that’s it –